Il capo dello Stato elencato una serie di buoni propositi, come l'impegno per i giovani, la lotta ai cambiamenti climatici e la fiducia nelle capacità del Paese. Ma le critiche alle forze politiche si sono limitate a un richiamo al ruolo delle istituzioni.
Un discorso ricco di buoni propostiti per l’anno che verrà. L’intervento del presidente Sergio Mattarella nel suo consueto messaggio di Capodanno ha toccato tutti i temi cari al capo dello Stato, già emersi nei suoi interventi nel corso dell’anno, ma non ha mai affondato veramente il colpo contro le forze politiche. «Si avvia a conclusione un decennio impegnativo», ha iniziato Mattarella, «contrassegnato da una lunga crisi economica e da mutamenti tanto veloci quanto impetuosi. In questo tempo sono cambiate molte cose attorno a noi, nella nostra vita e nella società». «Si tratta di un’occasione per pensare – insieme – al domani. Per ampliare l’orizzonte delle nostre riflessioni; senza trascurare il presente e i suoi problemi, ma rendendosi conto che il futuro è già cominciato».
L’ITALIA DALL’ALTO COME METAFORA DI COME SIAMO VISTI ALL’ESTERO
«Mi è stata donata poco tempo fa una foto dell’Italia vista dallo spazio», ha continuato, «Ve ne sono tante sul web, ma questa mi ha fatto riflettere perché proviene da una astronauta, adesso al vertice di un Paese amico. Vorrei condividere con voi questa immagine. Con un invito: proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto. In fondo, un po’ come ci vedono dall’estero». Mentre parlava il presidente ha mostrato una foto dell’Italia presa dallo spazio che gli ha donato la governatrice generale del Canada, Julie Payette, ex astronauta. All’estero, ha aggiunto, «vedono il nostro bel Paese, proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti. Questa condizione ha contribuito a costruire la nostra identità, sinonimo di sapienza, genio, armonia, umanità».
L’ESALTAZIONE DELLA CREATIVITÀ DEL NOSTRO PAESE
E proprio al genio italiano il presidente ha dedicato un passaggio: «È significativo che, nell’anno che si chiude, abbiamo celebrato Leonardo da Vinci e, nell’anno che si apre, celebreremo Raffaello. E subito dopo renderemo omaggio a Dante Alighieri», ha aggiunto esemplificando la ricchezza delle celebrazioni italiane. «Incontro sovente Capi di Stato, qui in Italia o all’estero. Registro ovunque – ha proseguito – una grande apertura verso di noi, un forte desiderio di collaborazione. Simpatia nei confronti del nostro popolo. Non soltanto per il richiamo della sua arte e dei paesaggi, per la sua creatività e per il suo stile di vita; ma anche per la sua politica di pace, per la ricerca e la capacità italiana di dialogo nel rispetto reciproco, per le missioni delle sue Forze Armate in favore della stabilità internazionale e contro il terrorismo, per l’alto valore delle nostre imprese e per il lavoro dei nostri concittadini. Vi è una diffusa domanda di Italia».
«DOBBIAMO AVERE FIDUCIA NELL’ITALIA E NEGLI ITALIANI»
«L’Italia riscuote fiducia», ha continuato, «Quella stessa fiducia con cui si guarda, da fuori, verso il nostro Paese deve indurci ad averne di più in noi stessi, per dar corpo alla speranza di un futuro migliore». Il presidente ha anche aggiunto che bisogna «aver fiducia e impegnarci attivamente nel comune interesse. Disponiamo di grandi risorse. Di umanità, di ingegno, di capacità di impresa. Tutto questo produce esperienze importanti, buone pratiche di grande rilievo».
Dobbiamo aver fiducia e impegnarci, attivamente, nel comune interesse. Disponiamo di grandi risorse. Di umanità, di ingegno, di capacità di impresa.
Sergio Mattarella
LA POLITICA AIUTI IL PAESE A RIALZARSI
«Per promuovere fiducia», ha poi spiegato il capo dello Stato, «è decisivo il buon funzionamento delle pubbliche istituzioni che devono alimentarla, favorendo coesione sociale. Questo è possibile assicurando decisioni adeguate, efficaci e tempestive sui temi della vita concreta dei cittadini. La democrazia si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza». Una speranza necessaria anche ad affrontare «problemi da non sottovalutare». Il presidente ha poi elencato i grossi problemi che secondo lui stanno sta affrontando l’Italia: «Il lavoro che manca per tanti. Forti diseguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali. L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo. Ma abbiamo ampie possibilità per affrontare e risolvere questi problemi». Difficoltà che possono essere affrontate anche grazie a quell’Italia «spesso silenziosa, che non ha mai smesso di darsi da fare. Dobbiamo creare le condizioni che consentano a tutte le risorse di cui disponiamo di emergere e di esprimersi senza ostacoli e difficoltà. Con spirito e atteggiamento di reciproca solidarietà. Insieme».
Vi è un’Italia spesso silenziosa che non ha mai smesso di darsi da fare.
Sergio Mattarella
L’APPELLO PER GIOVANI E AMBIENTE
Tra i buoni propositi per il 2020 Mattarella ha sottolineato la necessità di lavorare soprattutto per i giovani trasettendo loro non solo fiducia ma anche responsabilità: «Le nuove generazioni avvertono meglio degli adulti che soltanto con una capacità di osservazione più ampia si possono comprendere e affrontare la dimensione globale e la realtà di un mondo sempre più interdipendente», riferendosi in modo velato al movimento delle Sardine, e alle grandi marce dei Friday for future per il clima che dimostrano come i giovani abbiano «chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte».
L’INVITO AD AGIRE PER LE FAMIGLIE E GLI ANZIANI
Oltre ai giovani il capo dello Stato ha dedicato un passaggio anche alle famiglie in senso più ampio e agli anziani. «Favoriamo il formarsi di nuove famiglie. Dobbiamo riporre fiducia nelle famiglie italiane. Su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio», ma non solo. «Ogni società», ha aggiunto, «ha sempre bisogno dei giovani. Se possibile ancor di più oggi che la durata della vita è cresciuta e gli equilibri demografici si sono spostati verso l’età più avanzata. Questa nuova condizione impone di predisporre nei confronti degli anziani – parte preziosa della società – maggiori cure e attenzioni».
IL VADEMECUM SUI SOCIAL PER EVITARE LE FAKE NEWS
Scarsi quindi i riferimenti alle forze politiche. Ma non sono mancati gli appelli a una sorta di “bontà” nazionale che per Mattarella prende forma nel civismo, nell’impegno a costruire e non a dividere e distruggere: «È una virtù da coltivare insieme, quella del civismo, del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica. Argina aggressività, prepotenze, meschinità, lacerazioni delle regole della convivenza». Un’operazione che per il presidente continua anche nella dimensione digitale. Questo forse il passaggio che più di tutti potrebbe essere riferito alla mancata continenza social dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Senso civico e senso della misura devono appartenere anche a chi frequenta i social, occasione per ampliare conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare quelle degli altri. Alle volte si trasforma in strumento per denigrare, anche deformando i fatti».
Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it
