Come funzionano e quanto pesano le cinque nuove tasse del governo

Plastic e sugar tax sono le più chiacchierate. E partiranno da luglio e ottobre. Ma con l'anno nuovo bisognerà fare i conti anche con le imposte su auto aziendali, sigarette fai da te e giochi. La scheda.

La parte “dare” è legata all’impatto che alcune tasse avranno sul costo dei prodotti, come la sugar tax sulle bibite. La parte “avere” sarà sotto forma di bonus befana e lotteria degli scontrini, che garantiranno il rimborso di una quota degli acquisti fatti con carta di credito. Sono i provvedimenti più “pop” di manovra e dl fisco, quelli che avranno un effetto facilmente constatabile sui portafogli: cinque nuove tasse e il cosiddetto piano “cashless”.

PLASTIC TAX DA LUGLIO E SUGAR TAX DA OTTOBRE

Oltre alla sugar e alla plastic, il primo capitolo comprende le tasse sulle auto aziendali, quella sulle cartine per le sigarette fai da te e quella sui giochi. La sugar tax e la plastic tax hanno praticamente monopolizzato il dibattito politico. In un primo momento, le bozze della manovra prevedevano che entrassero in vigore a gennaio. La tassa sulla plastica, da applicare sugli imballaggi monouso, era fissata a un euro al chilogrammo. Quella sullo zucchero, che grava sulle bevande analcoliche, a 10 centesimi al litro. Alla fine, la prima è stata ridotta a 45 centesimi ed entrerà in vigore a luglio. La seconda è rimasta tale e quale come ammontare, ma è slittata a ottobre.

AUTO AZIENDALI, DALLA STRETTA ALLA RIMODULAZIONE

C’è poi il fringe benefit, cioè il ‘peso’ in busta paga delle auto aziendali. Dopo un batti e ribatti all’interno della maggioranza di governo, dalla stretta ipotizzata in un primo momento si è passati a una rimodulazione, che azzera di fatto il maggior gettito atteso dallo Stato. La revisione della tassazione sui mezzi aziendali si è trasformata quindi in un incentivo all’acquisto di mezzi “green”. Le nuove disposizioni si applicheranno infatti solo ai nuovi contratti e prevedono che l’impatto delle auto ecologiche sugli stipendi scenda dal 30% al 25%, e che quello delle auto più inquinanti salga fino al 60%.

L’IMPOSTA PER I FUMATORI CHE USANO CARTINE E FILTRI

Un’altra tassa che potrebbe avere impatto diretto sui portafogli riguarda i fumatori. Non tutti, solo quelli che rollano le sigarette. L’imposta si applica alle cartine e ai filtri ed è di 0,0036 euro «per ciascun pezzo contenuto nella confezione destinata alla vendita»: quindi, una confezione da 50 cartine costerà 0,18 centesimi in più. Anche a giocare ci sarà un po’ meno gusto. La manovra prevede infatti che dal 15 gennaio il prelievo sulle vincite alle slot oltre i 200 euro salga da 12% al 20%. Per le lotterie istantanee, come i gratta e vinci, dal primo marzo il prelievo sulle vincite oltre 500 euro passerà dal 12% al 20%.

DA LUGLIO PARTE LA LOTTERIA DEGLI SCONTRINI

C’è però anche una lotteria che premia senza trattenere. È’ quella degli scontrini, che scatterà a luglio. I dettagli sono ancora da definire, ma dovrebbe prevedere estrazioni mensili, con premi da 10 mila euro, 30 mila euro e 50 mila euro e una annuale più consistente. Parteciperanno i consumatori che hanno fatto acquisti con carte e bancomat. Con il bonus befana, agli acquirenti verrà restituita, in un’unica soluzione, una quota delle spese fatte nell’anno precedente, sempre con carte o bancomat: «Credo che arriveremo a far trovare nei conti correnti fino a 2 mila euro», ha ipotizzato il premier Giuseppe Conte.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Lo scontro tra Autostrade e governo sulle concessioni

Durissima lettera di Aspi al governo contro la misura contenuta nel Milleproroghe. Si minaccia la risoluzione del contratto e la richiesta di 23 miliardi di danni allo Stato.

Scontro durissimo tra Autostrade e il governo, col Consiglio d’amministrazione di Aspi che ha lanciato il contrattacco sulla norma inserita nel decreto Milleproroghe che stabilisce, in casi eccezionali, il trasferimento immediato del controllo delle strade e della rete all’Anas. Uno strumento destinato a sbloccare i cantieri fermi, ma che potrebbe avere un effetto diretto sulla revoca della concessione chiesta a più riprese dal Movimento 5 stelle dopo il crollo del Ponte Morandi.

LA LETTERA DI AUTOSTRADE A MINISTERI E PALAZZO CHIGI

Con una lettera spedita a Palazzo Chigi, al ministero dei Trasporti e al ministero dell’Economia è la stessa società di Atlantia a minacciare a sua vota la revoca delle concessioni, con tutte le conseguenze del caso. A cominciare dal risarcimento del 100% del valore della concessione (23 miliardi di euro) in ragione dei  «molteplici diritti e principi sanciti dalla Costituzione e dal diritto comunitario, incluso il rispetto del principio di affidamento e a tutela del patrimonio della società e di tutti gli stakeholders». La risposta del ministro Paola De Micheli è stata altrettanto perentoria: minaccia intollerabile, non in linea con il ruolo di un concessionario di un bene dello Stato.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Tra M5s e Pd è scontro aperto sul 5G e la Cina

Il ministro della Difesa dem Guerini mette in guardia l'alleato di governo dopo la relazione del Copasir sulla tecnologia cinese. Il pentastellato Patuanelli minimizza.

Si apre il fronte 5G tra gli alleati di governo M5s e Pd. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, invita a valutare «con attenzione» la relazione del Copasir che ha messo in guardia sui rischi che potrebbero derivare dall’ingresso delle aziende cinesi nella tecnologia per reti mobili di quinta generazione. In precedenza, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, aveva invece rassicurato spiegando che la normativa varata «garantisce la sicurezza nazionale». Da tempo l’attivismo dei colossi delle tlc orientali Huawei e Zte in Europa è guardato con preoccupazione dall’amministrazione Trump, che ha esortato gli alleati a non fare entrare i cinesi in un settore così sensibile. Secondo Guerini – che da presidente del Copasir fino allo scorso settembre aveva seguito la partita 5G con una lunga serie di audizioni sul tema – il dibattito che si è sviluppato sul tema, anche a livello internazionale, «non può essere ignorato» e la questione va affrontata «con ancora più determinazione perché attiene alla sicurezza nazionale».

«TENERE ALTA LA GUARDIA»

L’Italia, ha ricordato, «ha certamente già affrontato il tema 5G. L’approvazione del perimetro di sicurezza cibernetica nazionale e l’estensione del golden power al 5G sono provvedimenti importanti e sostanziali per la sicurezza delle nostre infrastrutture strategiche. Tuttavia», ha sottolineato, «il Copasir, dopo un anno intenso di approfondimento e audizioni, ha evidenziato come sia comunque necessario tenere alta la guardia per limitare potenziali rischi. Sono indicazioni che vanno valutate con attenzione». Il ministro ha anche rilevato che il tema è stato ampiamente dibattuto in questi anche dalla Nato, contraria a condividere operazioni con Paesi che adottano tecnologie cinesi.

ANCHE IL CENTRODESTRA ALL’ATTACCO DEL M5S

E sulla dialettica M5s-Pd si infila il leader della Lega, Matteo Salvini. «Troppe cose», osserva l’ex vicepremier, «non tornano nei rapporti tra Movimento 5 stelle e Cina, a partire dal ministro Patuanelli che minimizza la relazione del Copasir sul 5G. Non permetteremo al governo sbarchi, tasse e manette di mettere ancora più in pericolo l’Italia». Mara Carfagna (Forza Italia) chiede al governo di mettere «un argine al tentativo di colonizzazione cinese» ed «assumere una posizione chiara e condivisa sulla rete 5G, escludendo aziende che potrebbero mettere a rischio la sicurezza dei dati dei nostri concittadini e trovando rapidamente alternative praticabili. L’Italia non può rimanere indietro nello sviluppo tecnologico a causa dell’irresponsabilità, se non peggio, di Di Maio e Patuanelli». Per la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ci sono «molte cose da chiarire nel coinvolgimento di Casaleggio su una serie di questioni. Penso che la questione non sia affatto secondaria, per esempio, su tutto quello che riguarda anche i rapporti con la Cina, con il 5G, con Huawei. La sicurezza nazionale di uno Stato sovrano come l’Italia non può essere assoggettata agli interessi di qualche azienda legata ai ministri del governo».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Malore per Mastella: ricoverato in terapia intensiva

Il sindaco di Benevento trasportato all'ospedale San Pio del capoluogo sannita. Difficoltà respiratorie legate a un'asma bronchiale, ma le sue condizioni non desterebbero preoccupazione.

Apprensione per le condizioni del sindaco di Benevento Clemente Mastella, trasportato all’ospedale San Pio del capoluogo sannita in seguito a un malore. Mastella è ricoverato in terapia intensiva per difficoltà respiratorie legate ad asma bronchiale. Secondo quanto si è appreso, al momento le sue condizioni di salute non desterebbero preoccupazione.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Crisi 737 Max: licenziato il ceo di Boeing

Il cda ha deciso di non rinnovare la fiducia a Dennis Muilenburg. Per l'azienda è stato un anno disastroso, con due dei suoi aerei caduti e 346 vittime.

L’amministratore delegato di Boeing, Dennis Muilenburg, si è dimesso dopo che il cda dell’azienda ha deciso di non rinnovargli la fiducia. Il colosso dell’aviazione nomina David Calhoun presidente a amministratore delegato a partire dal 13 gennaio. Il cambio ai vertici è legato alla crisi del 737 Max. «Credo fermamente nel futuro di Boeing e del 737 Max», ha affermato Calhoun in una nota.

«PIÙ TRASPARENZA CON AUTORITÀ E CONSUMATORI»

Il consiglio di amministrazione di Boeing ha deciso che un cambio della leadership «era necessario per riportare fiducia nella società. Sotto la nuova leadership, Boeing», si legge in una nota, «opererà con un rinnovato impegno alla trasparenza», inclusa una migliore comunicazione con la Federal Administration Aviation, le autorità a livello globale e i consumatori.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Le indagini sulla morte delle ragazze investite e uccise a Roma

La procura capitolina ha disposto l'autopsia sui corpi di Gaia e Camilla. E gli esami tossicologici hanno accertato per il giovane alla guida un tasso alcolemico oltre il consentito.

Due giorni dopo la tragedia, Roma e i suoi abitanti ancora non si capacitano dell’assurda morte di Gaia e Camilla, le due ragazze di 16 anni travolte e uccise mentre attraversavano Corso Francia. «Adesso non ho ragioni per andare avanti, Gaia era la mia forza dopo l’incidente che avevo subito», è stato il disperato messaggio affidato dal padre di Gaia al suo legale, l’avvocato Giovanni Maria Giaquinto. «Voglio giustizia, non vendetta», sono state invece le sole parole della mamma di Camilla. «Il padre, la madre e la sorella di Camilla sono distrutti per quanto accaduto», ha detto l’avvocato Cesare Piraino. «Una famiglia unita, colpita in modo tragico da questa vicenda».

LA PROCURA DI ROMA DISPONE L’AUTOPSIA

Intanto, la procura di Roma ha affidato incarico per effettuare l’autopsia sui corpi delle due ragazze. L’atto istruttorio è stato disposto dal pm Roberto Felici, titolare del fascicolo in cui è indagato per omicidio stradale Pietro Genovese che era al volante dell’auto. E proprio gli accertamenti tossicologici su Genovese hanno rivelato che il giovane aveva un tasso alcolemico pari a 1,4 grammi per litro (per la normativa vigente è consentito mettersi alla guida con un tasso di alcolemia di massimo 0,5 g/litro). Stabilita anche la non negatività ad alcune sostanze stupefacenti.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Bimba rapita invia la posizione col telefono e viene ritrovata

La bambina di 11 anni, residente a Milano, era stata portata dal padre siriano in Danimarca. È riuscita a mandare la sua localizzazione via cellulare alla madre.

È stata ritrovata in Danimarca e sta bene la bambina rapita il 20 dicembre scorso a Milano dal padre, il siriano Maher Balle, che già l’aveva rapita tre anni fa e l’aveva portata in Siria. La ragazzina è stata rintracciata dagli uomini della squadra mobile di Milano e da quelli dello Scip della Polizia e attualmente si trova in una struttura della polizia danese. La ragazzina è stata affidata alla madre dopo la separazione dei genitori. Il padre l’aveva presa a scuola senza che il personale, forse non informato, sollevasse questioni.

LA POSIZIONE INVIATA ALLA MADRE

È stata la stessa bimba a mandare attorno alle 2 della scorsa notte via cellulare la sua posizione con Google maps alla madre subito dopo averla chiamata. Lo ha spiegato l’avvocato della donna, Angelo Musicco, riportando quanto le ha raccontato la sua cliente. In contemporanea da quanto è stato riferito Procura e polizia hanno geolocalizzato la ragazzina ad Aarhus, seconda città danese. Il pm di Milano Cristian Barilli ha aperto un’inchiesta per sottrazione internazionale di minori.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Niente affitto a CasaPound? Otto dirigenti a giudizio per un danno di 4,5 milioni

Otto dirigenti statali sono stati citati a giudizio da parte della Corte dei Conti di Roma per la mancata riscossione, per 15 anni, del canone del palazzo occupato dall'organizzazione neofascista. Con la loro inerzia, o azioni dilatorie, avrebbero determinato «una perdita economica per le finanze pubbliche» .

Citazione a giudizio per otto dirigenti statali da parte della Corte dei Conti di Roma per la mancata riscossione, per 15 anni, del canone del palazzo occupato a via Napoleone III, in una zona centrale della Capitale, sede di CasaPound. Un danno erariale pari a 4,5 milioni di euro per quello che i magistrati contabili considerano un esproprio favorito dal fatto che i dirigenti non hanno messo in campo né misure per riscuotere il canone, né per ritornare in possesso dell’immobile.

IN STATO DI DIRITTO NON ESISTE L’ESPROPRIAZIONE AL CONTRARIO

A rispondere per omessa disponibilità del bene e mancata riscossione dei canoni dovranno essere dirigenti e funzionari dell‘Agenzia del Demanio e del Miur, proprietario dell’immobile. L’udienza è stata fissata al 21 aprile. Nel provvedimento di citazione a giudizio i magistrati contabili affermano che l’immobile al centro della vicenda «è un bene di proprietà dello Stato, appartenente al patrimonio indisponibile» e quindi «non è tollerabile in uno Stato di diritto una sorta di ‘espropriazione al contrario», che ha finito per sottrarre per oltre tre lustri una struttura di ben sei piani, sede storica di uffici pubblici, al patrimonio (indisponibile) dello Stato, causando in tal modo un danno certo e cospicuo all’erario”.

LA LORO INERZIA HA CAUSATO PERDITA ECONOMICA PUBBLICA

Secondo la Corte dei Conti di Roma e Lazio i dirigenti citati non hanno messo in campo azioni né per arrivare alla restituzione dell’immobile occupato da Casapound né per avviare azioni risarcitorie.«I convenuti dirigenti preposti agli uffici competenti non hanno dato disposizioni per agire in via di autotutela amministrativa e per coltivare le azioni civilistiche volte alla restituzione del bene e al risarcimento dei danni che, richiesti in via autonoma o nell’ambito di azioni penali o civili possessorie e petitorie (mai intentate o mai coltivate), sarebbero stati liquidati in sede giudiziaria (sempre in misura pari ai canoni di locazione non percepiti)”, scrivono i magistrati contabili. Gli otto a giudizio, «inoltre, non hanno dato disposizioni per richiedere l’indennità di occupazione sine titulo agli occupanti l’immobile in questione e per costituirli in mora, a partire dall’Associazione Casapound. Il comportamento appare censurabile anche per la genericità delle inconcludenti iniziative adottate in un lasso di tempo certo sufficiente ad intraprendere altre e più adeguate strade quali quelle amministrative e giudiziarie descritte a titolo di mero esempio nel presente atto (non spettando a questa Procura fornire dettagliate indicazioni sulla condotta lecita da attendersi dai convenuti)«. Insomma, per i magistrati contabili gli otto dirigenti con la loro inerzia, o azioni dilatorie, avrebbero determinato «una perdita economica per le finanze pubbliche» permettendo un esproprio di fatto nel pieno centro di Roma.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Il governo incassa la fiducia alla Camera sulla manovra

Via libera di Montecitorio con 334 sì. In una giornata campale per l'esecutivo, tra il Consiglio dei ministri e il vertice sui nodi del Milleproroghe.

Giornata di fuoco per il governo quella dell’antivigilia di Natale. La Camera ha confermato la fiducia al governo sulla legge di Bilancio con 334 voti a favore, 232 contrari e quattro astenuti. Subito dopo sono previsti, nell’ordine, un Consiglio dei ministri e un vertice con all’ordine del giorno il cosiddetto “salvo intese”, vale a dire tutti i nodi ancora aperti nel “decretone” Milleproroghe.

L’OSTRUZIONISMO DI FDI

Tutti i deputati di Fdi stanno intervenendo per un minuto a testa sull’unico emendamento alla Manovra, su cui il governo ha poco fa incassato la fiducia. Si tratta chiaramente di una manovra ostruzionista. I rumor del Transatlantico facevano intendere che a un via libera definitivo sulla Manovra si potesse arrivare nella serata di oggi, anche perché i tempi sono contingentati. Tuttavia, perché ciò accada dipende anche dall’atteggiamento ostruzionistico del partito di Giorgia Meloni.

SUL TAVOLO LA REVOCA DELLE CONCESSIONI AUTOSTRADALI

Si tornerà sul tasto che ha innescato lo scontro nella riunione di governo dello scorso 20 dicembre: la revoca delle concessioni autostradali che ha avuto l’ok senza il voto delle due ministre renziane Teresa Bellanova e Elena Bonetti. Alcune limature sono state messe a punto dal ministero delle Infrastrutture, però il quadro d’insieme è chiuso. Va, invece. affrontato il piano di innovazione digitale della ministra pentastellata Paola Pisano che – secondo il compromesso proposto dal dem Dario Franceschini – dovrebbe avere comunque un “gancio” nel Milleproroghe: poi, in parlamento, si vedrà.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Cappato assolto per aver accompagnato a morire dj Fabo

L'esponente radicale: «Ho agito per la libertà di scelta». Per la procura c'è l'esigenza di una legge. Ma il parlamento è fermo dal 2013.

Ora il parlamento deve agire: «L’esigenza di una legge sussiste». Così ha dichiarato la procura di Milano nel pronunciare la richiesta di assoluzione per Marco Cappato, imputato per aiuto al suicidio nel caso di dj Fabo. Richiesta accolta dalla corte d’Assise di Milano che ha assolto l’esponente radicale con formula piena «perché il fatto non sussiste».

«HO AGITO PER LA LIBERTÀ
DI SCELTA»

L’esponente dei radicali era imputato per aiuto al suicidio per la vicenda di dj Fabo, accompagnato a morire in Svizzera nel febbraio 2017. Nel chiedere l’assoluzione, l’accusa aveva ricordato la recente sentenza della Corte costituzionale, spiegando che nella vicenda ricorrono tutti e 4 i requisiti indicati dalla Consulta, che ha tracciato la via sulla non punibilità dell’aiuto al suicidio. «Ho agito per libertà di scelta e per il diritto di autodeterminazione individuale», ha detto Cappato, che durante il processo ha ricevuto la notizia della morte della madre, malata da tempo.

IL PARLAMENTO FERMO DAL 2013

«L’assoluzione di oggi di Marco Cappato dà libertà alla libertà», ha commentato Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni, commentando la sentenza di oggi aggiungendo che «la strada che abbiamo intrapreso era giusta fin dall’inizio» e sottolineando che «la politica è ferma su questi temi» in quanto su fine vita ed eutanasia il Parlamento dal 2013 non fa alcuna legge». L’avvocato Massimo Rossi ha precisato che “c’è stato un passo in più verso la civiltà, non soltanto giuridica»

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it