Accordo con Exor per la cessione delle quote di Cir nel gruppo editoriale (43,78%) al prezzo di 0,46 euro per azione, per un controvalore pari a 102,4 milioni di euro.
Al termine di un cda durato tutta la giornata, la finanziaria controllata dai De Benedetti (Cir) ha firmato un accordo per la cessione a Exor (famiglia Agnelli) della partecipazione nel Gruppo Gedi al prezzo di 0,46 euro per azione, per un controvalore pari a 102,4 milioni di euro. Si tratta di quasi il doppio della cifra offerta a metà ottobre da Carlo De Benedetti per riprendere dai figli il controllo del gruppo editoriale.
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All'asso del Barcellona sesto premio (nessuno come lui) anche senza la vittoria in Champions. Secondo Van Dijk e terzo Ronaldo, che ha disertato la premiazione. La classifica ufficiale.
E così a Parigi, nel centralissimo teatro Chatelet, Lionel è diventato, a 32 anni, il giocatore più premiato di sempre. Le consuete fughe di notizie su Twitter da tempo non avevano lasciato spazio alle speranze delle agguerrite star del Liverpool vincitore della Champions league, né tantomeno a quelle di un Cristiano Ronaldo che si è fermato a cinque trofei e non si è presentato nemmeno alla cerimonia di premiazione. Già assente l’anno prima, quando arrivò secondo dietro Luka Modric, Cr7 avrebbe motivato la sua assenza con la necessità di essere presente al Gran Gala del calcio, a Milano, dove – al contrario di Parigi – potrebbe vedersi assegnare il premio come miglior giocatore del campionato italiano.
EPPURE NON È STATA LA STAGIONE MIGLIORE DI LEO
Leo Messi dunque è arrivato al primo posto grazie ai voti dei 180 giornalisti della giuria internazionale – tra cui l’italiano Paolo Condò – nonostante non sia stato protagonista della sua stagione migliore. Una decisione destinata a far discutere e frutto soprattutto della dispersione di voti fra i suoi avversari.
Leo Messi. (Ansa)
TANTO LIVERPOOL SUL PODIO: VAN DIJK E SALAH
Al secondo posto è arrivato il difensore olandese del Liverpool, Virgil van Dijk, prima di un suo compagno di squadra, l’egiziano Mohamed Salah, capocannoniere in Premier league sia nel 2017-2018 (32 gol) sia nel 2018-2019 (22) anche se a pari merito col partner d’attacco Sadio Mané e con Pierre-Emerick Aubameyang dell’Arsenal.
NON È STATA DECISIVA LA CHAMPIONS
Al centrale di difesa dell’Olanda non è bastata la straordinaria stagione con i Reds e la consacrazione della Champions, di solito decisiva negli anni in cui non si giocano Mondiali o Europei. Messi ha vinto la Liga con il suo Barça e ha segnato più di tutti, 36 gol, ma nel torneo più importante si è fermato in semifinale (nonostante una rete fantastica su punizione nell’andata proprio contro il Liverpool poi campione).
QUINTO IL SENEGALESE MANÉ
Molto staccato il senegalese Mané, vicecampione d’Africa, che è arrivato al quinto posto nonostante a un certo punto sognasse di succedere all’unica altra star africana premiata, George Weah (1995).
Fra le donne primo posto indiscusso per la centravanti americana vincitrice dei seguitissimi mondiali di Francia 2019, Megan Rapinoe, ormai icona per i difensori dei diritti di gay e lesbiche, oltre che oppositrice del presidente statunitense Donald Trump. Ha ricevuto il secondo Pallone d’oro della storia del calcio femminile, dopo il primo storico trofeo assegnato nel 2018 alla norvegese Ada Hergerberg.
PREMIATI ANCHE ALISSON E DE LIGT
Alisson Becker, portiere del Brasile e del Liverpool, si è aggiudicato il trofeo Lev Yashin, Matthijs De Ligt (Juventus, ex Ajax) il premio Raymond Kopa per il miglior calciatore Under 21.
11 – Frenkie de Jong (Olanda/Ajax poi Barcellona) 12 – Raheem Sterling (Inghilterra/Manchester City) 13 – Eden Hazard (Belgio/Chelsea poi Real Madrid) 14 – Kevin de Bruyne (Belgio/Manchester City) 15 – Matthijs de Ligt (Olanda/Ajax poi Juventus) 16 – Sergio Agüero (Argentina/Manchester City) 17 – Roberto Firmino (Brasile/Liverpool) 18 – Antoine Griezmann (Francia/Atletico Madrid poi Barcellona) 19 – Trent Alexander-Arnold (Inghilterra/Liverpool)
20 – ex aequoPierre-Emerick Aubameyang (Gabon/Arsenal) e Dusan Tadic (Serbia/Ajax) 22 – Son Heung-min (Corea del Sud/Tottenham) 23 – Hugo Lloris (Francia/Tottenham) 24 – ex aequoKalidou Koulibaly (Senegal/Napoli) e Marc-André Ter Stegen (Germania/Barcellona) 26 – ex aequoGeorginio Wijnaldum (Olanda, Liverpool) e Karim Benzema (Francia/Real Madrid) 28 – ex aequoJoao Felix (Portogallo/Atletico Madrid), Marquinhos (Brasile/Psg) e Donny van de Beek (Olanda/Ajax)
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Sorprende l'esordio di Azione, nuovo gruppo di Carlo Calenda, al 3,3%. La Lega risale al 33,8%. In calo tutti gli altri principali partiti.
Nei sondaggi politici del 2 dicembre 2019 sorprende l’esordio di Azione, la nuova formazione di Carlo Calenda, al 3,3% nella rilevazione di Swg per il TgLa7. Tra i principali partiti cresce soltanto la Lega, dopo due settimane in calo. Il partito di Matteo Salvini risale dal 33,1% del 25 novembre al 33,8%. perdono terreno tutti gli altri. Il Pd passa dal 18,1% al 17,7%, il Movimento 5 Stelle dal 16,5% al 15,5%, Fratelli d’Italia dal 10,1% al 10%, Forza Italia dal 6% al 5,1%, Italia viva dal 5,5% al 4,9%.
L'Alleanza Atlantica riunita a Londra affronta minacce esterne, ma soprattutto interne: Trump resta un'incognita e Macron ha scagliato uno degli attacchi più duri di sempre.
L’Alleanza Atlantica compie 70 anni. Ma al vertice Nato di Londra potrebbe esserci ben poco da festeggiare. Raramente i leader alleati si sono ritrovati attorno allo stesso tavolo in un simile clima di tensione, ognuno portatore di una propria visione, divisi su come ridisegnare le relazioni transatlantiche e su come affrontare le sfide di un mondo e di una mappa geopolitica che cambiano sempre più in fretta. Le parole di qualche settimana fa di EmmanuelMacron, che ha parlato di «morte cerebrale» dell’organizzazione, pesano come macigni. E lasciano intravedere un possibile nuovo inedito asse con DonaldTrump. Il presidente americano, secondo quanto si apprende, avrà anche un incontro bilaterale con Giuseppe Conte a margine dei lavori.
ERDOGAN E BREXIT GLI OSSERVATI SPECIALI
Ma a pesare sul summit sono inevitabilmente anche le vicende personali di molti dei leader. Nonostante la Brexit il premier britannico Boris Johnson vuole dimostrare come l’uscita dalla Ue non pregiudichi l’impegno del suo Paese nella Nato, mettendo anche in guardia l’amico Trump dal non interferire nelle vicende interne del Regno Unito. Osservato speciale sarà poi il sultano turco Recep Tayyip Erdogan, nel mirino degli europei per l’offensiva contro i curdi nel nord della Siria.
L’OMBRA DELL’IMPEACHMENT SU TRUMP
Ma ancora una volta la vera incognita è cosa farà il presidente Usa, volato in Europa quasi fuggendo dalla morsa dell’impeachment. Un tycoon mai come in questa occasione in cerca di legittimità e visibilità in campo internazionale, per oscurare il processo che sta subendo in casa e che rischia di minare le sue chance di rielezione nel 2020. «Da quando sono presidente il numero degli alleati della Nato che hanno adempiuto ai loro obblighi finanziari è più che raddoppiato!», ha scritto su Twitter mentre era in volo sull’Air Force One verso Londra.
In the 3 decades before my election, NATO spending declined by two-thirds, and only 3 other NATO members were meeting their financial obligations. Since I took office, the number of NATO allies fulfilling their obligations more than DOUBLED, and NATO spending increased by $130B!
Del resto il summit Nato prende il via proprio nel giorno in cui si apre in Congresso una nuova cruciale fase dell’inchiesta, quella che dovrebbe portare entro Natale al voto della Camera sulla messa in stato di accusa del presidente, rassegnato oramai a sottoporsi nel nuovo anno al giudizio del Senato. Non nuovo ai colpi di scena, cosa abbia in serbo Trump per trasformare Londra in una vetrina che rafforzi la sua immagine sono in molti a chiederselo, dopo i ripetuti scontri sul contributo dei singoli Paesi all’Alleanza. Del resto il tycoon al vertice di Bruxelles lo scorso luglio arrivò ad agitare lo spettro di una clamorosa uscita degli Usa dall’organizzazione, con tanto di incidente diplomatico con Angela Merkel, mollata nel mezzo delle sue dichiarazioni finali. Uno sgarbo che difficilmente la cancelliera tedesca avrà archiviato.
IL PRESSING DEGLI USA CONTRO IL 5G CINESE
Ad accentuare le tensioni potrebbe poi essere il pressing di Washington sugli europei affinché rinuncino a collaborare con i cinesi per realizzare le reti di nuova generazione 5G. «Non dovete fidarvi di società come Huawei o Zte», ha scritto il segretario di Stato americano Mike Pompeo in una lettera aperta agli alleati del Vecchio Continente, sottolineando come per gli Usa sia una questione di sicurezza nazionale. «È fondamentale che i Paesi europei non consegnino il controllo delle loro infrastrutture vitali», ha affermato Pompeo: «Con le capacità del 5G il partito comunista cinese può utilizzate l’accesso di Huawei o Zte nei Paesi europei per rubare informazioni, spiare o sabotare reti infrastrutturali critiche».
IL PROGRAMMA DEL SUMMIT
Il summit sarà preceduto il 3 dicembre da un incontro a 4 fra i leader di Regno Unito, Germania, Francia e Turchia ospitato da Johnson a Downing Street e dedicato alla situazione del conflitto in Siria alla luce della controversa operazione anti milizie curde intrapresa da Ankara. Seguirà in serata il ricevimento cerimoniale dei 29 capi di Stato e di governo invitati dalla regina Elisabetta a Buckingham Palace. Il 4 dicembre i protagonisti si sposteranno a Watford, nell’Hertfordshire, per l’appartato e blindatissimo vertice vero e proprio ospitato nelle sale del Grove Hotel, dove il primo ministro Johnson accoglierà le delegazioni affiancato dal segretario generale dell’Alleanza, il norvegese Jens Stoltenberg, oltre che dal suo ministro della Difesa, Ben Wallace, e dalla viceministra Anne-Marie Trevelyan.
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Il fascicolo sul blitz di Del Vecchio è stato aperto su segnalazione della Consob.
Sulla base di una segnalazione di Consob la Procura di Milano la procura di Milano ha aperto un fascicolo a modello 45, quindi senza ipotesi di reato né indagati, sul blitz che ha portato Leonardo Del Vecchio con la sua Delfin a entrare in forze in Mediobanca portandosi a ridosso del 10% dell’istituto. Il fascicolo, nato a seguito dell’attività ispettiva della Commissione di Borsa, è coordinato dal pm Stefano Civardi.
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Il fascicolo sul blitz di Del Vecchio è stato aperto su segnalazione della Consob.
Sulla base di una segnalazione di Consob la Procura di Milano la procura di Milano ha aperto un fascicolo a modello 45, quindi senza ipotesi di reato né indagati, sul blitz che ha portato Leonardo Del Vecchio con la sua Delfin a entrare in forze in Mediobanca portandosi a ridosso del 10% dell’istituto. Il fascicolo, nato a seguito dell’attività ispettiva della Commissione di Borsa, è coordinato dal pm Stefano Civardi.
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Luca Coletto, veneto, nella nuova Giunta Tesei. A Verona finì coinvolto in un episodio di diffusione di idee discriminatorie sui nomadi. Il Pd: «Inaccettabile, persona lontana dalla nostra terra a livello geografico e di valori».
Era stata usata come grimaldello leghista contro il governo giallorosso. E ora l’Umbria, passata al centrodestra con le elezioni regionali 2019, deve già fare i conti con un caso politico che puzza di razzismo.
RACCOLTA FIRME CONTRO UN CAMPO NOMADI
Alla prima riunione della nuova legislatura è approdata all’Assemblea la questione sollevata dal Partito democratico sul nuovo assessore regionale Luca Coletto, leghista veneto al quale sono state affidate tra le altre le deleghe a Salute e Politiche di parità di genere, che venne condannato a due mesi (con tutti i benefici di legge) come allora consigliere provinciale a Verona (insieme con altri cinque esponenti del Carroccio) per l’accusa di diffusione di idee razziste per aver raccolto nell’estate 2001 firme per sgomberare un campo nomadi abusivo in città.
IL PD: «HA LA DELEGA ALLE DISCRIMINAZIONI…»
Secondo il capogruppo del Pd in Assemblea legislativa Tommaso Bori «avere in Giunta una persona che ha subito una condanna è grave, ma una condannata per razzismo è inaccettabile». Poi ha aggiunto: «L’Umbria respinge le idee portate avanti dal nuovo assessore. Chiediamo alla presidentese sapeva o era all’oscuro. La delega alle discriminazioni data a Coletto è un cortocircuito. Mi stupisce il silenzio della presidente circa la condanna dell’assessore Coletto. Avete scelto una persona esterna, lontana dall’Umbria a livello geografico e di valori».
COLETTO: «UN REATO DI OPINIONE»
Coletto ha replicato così: «Sfido a trovare su internet una mia frase razzista. È vero che c’è stata questa condanna, ma è anche vero che si trattava di un reato di opinione. Sono stato riabilitato a esercitare le mie funzioni, tanto che da quell’episodio sono stato assessore regionale alla Sanità del Veneto e anche sottosegretario e nessuno ha mai avuto da ridire».
Non c’è nulla di che preoccuparsi, da quell’episodio sono passati tanti anni
Luca Coletto
Coletto ha quindi spiegato di avere avuto una «interlocuzione» sulla vicenda con la presidente della Regione Donatella Tesei: «Non c’è nulla di che preoccuparsi, da quell’episodio sono passati tanti anni e non è mai successo nulla».
LA LEGA: «NON PRENDIAMO LEZIONI DAI DEM»
Il senatore della Lega Luca Briziarelli ha risposto così: «Che il Pd pretenda di dare lezioni agli altri su come governare l’Umbria con tutto quello che ha combinato in questi anni, dall’ambiente ai trasporti passando per l’economia è grave, ma che lo faccia in materia di sanità è addirittura offensivo nei confronti dei cittadini e degli operatori onesti che nonostante tutto tengono in piedi la nostra sanità».
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Luca Coletto, veneto, nella nuova Giunta Tesei. A Verona finì coinvolto in un episodio di diffusione di idee discriminatorie sui nomadi. Il Pd: «Inaccettabile, persona lontana dalla nostra terra a livello geografico e di valori».
Era stata usata come grimaldello leghista contro il governo giallorosso. E ora l’Umbria, passata al centrodestra con le elezioni regionali 2019, deve già fare i conti con un caso politico che puzza di razzismo.
RACCOLTA FIRME CONTRO UN CAMPO NOMADI
Alla prima riunione della nuova legislatura è approdata all’Assemblea la questione sollevata dal Partito democratico sul nuovo assessore regionale Luca Coletto, leghista veneto al quale sono state affidate tra le altre le deleghe a Salute e Politiche di parità di genere, che venne condannato a due mesi (con tutti i benefici di legge) come allora consigliere provinciale a Verona (insieme con altri cinque esponenti del Carroccio) per l’accusa di diffusione di idee razziste per aver raccolto nell’estate 2001 firme per sgomberare un campo nomadi abusivo in città.
IL PD: «HA LA DELEGA ALLE DISCRIMINAZIONI…»
Secondo il capogruppo del Pd in Assemblea legislativa Tommaso Bori «avere in Giunta una persona che ha subito una condanna è grave, ma una condannata per razzismo è inaccettabile». Poi ha aggiunto: «L’Umbria respinge le idee portate avanti dal nuovo assessore. Chiediamo alla presidentese sapeva o era all’oscuro. La delega alle discriminazioni data a Coletto è un cortocircuito. Mi stupisce il silenzio della presidente circa la condanna dell’assessore Coletto. Avete scelto una persona esterna, lontana dall’Umbria a livello geografico e di valori».
COLETTO: «UN REATO DI OPINIONE»
Coletto ha replicato così: «Sfido a trovare su internet una mia frase razzista. È vero che c’è stata questa condanna, ma è anche vero che si trattava di un reato di opinione. Sono stato riabilitato a esercitare le mie funzioni, tanto che da quell’episodio sono stato assessore regionale alla Sanità del Veneto e anche sottosegretario e nessuno ha mai avuto da ridire».
Non c’è nulla di che preoccuparsi, da quell’episodio sono passati tanti anni
Luca Coletto
Coletto ha quindi spiegato di avere avuto una «interlocuzione» sulla vicenda con la presidente della Regione Donatella Tesei: «Non c’è nulla di che preoccuparsi, da quell’episodio sono passati tanti anni e non è mai successo nulla».
LA LEGA: «NON PRENDIAMO LEZIONI DAI DEM»
Il senatore della Lega Luca Briziarelli ha risposto così: «Che il Pd pretenda di dare lezioni agli altri su come governare l’Umbria con tutto quello che ha combinato in questi anni, dall’ambiente ai trasporti passando per l’economia è grave, ma che lo faccia in materia di sanità è addirittura offensivo nei confronti dei cittadini e degli operatori onesti che nonostante tutto tengono in piedi la nostra sanità».
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SI due partiti di maggioranza hanno convocato separatamente i membri dell'esecutivo prima del vertice.
Il premier Giuseppe Conte, nel giorno in cui ha affrontato l’opposizione alle Camere sul tema caldo del fondo Salva Stati, ha detto di sperare che le forze che sostengono questa maggioranza «possano darsi una traiettoria ben ampia». E poi ha dato la sua soluzione per un rilancio dell’azione di governo: «Quello che ci manca è un cronoprogramma». Eppure dopo la battaglia sul Mes col ministro degli Esteri e capo politico del M5s Luigi Di Maio che ha abbandonato la Camera e non si è presentato al Senato, i due partiti di maggioranza mantengono le distanze.
Un velivolo Alitalia. ANSA / Daniel Dal Zennaro
RIUNIONI PARALLELE DI PD E M5s
E hanno deciso di riunire i loro ministri, in vista di un confronto in consiglio dei ministri. La riunione dei ministri M5S era prevista alle 18 circa alla Farnesina. La riunione, convocata dal leader del Movimento Di Maio. D’altra parte anche il ministro della Cultura e capo delegazione del Pd al governo Dario Franceschini ha riunito i ministri dem alle 19.30.
SUL PIATTO ANCHE LA RIORGANIZZAZIONE DEL MIBACT
Il Consiglio dei ministri dovrebbe discutere di misure urgenti per Alitalia, leggi prestito ponte, del decreto per la riorganizzazione del ministero dei Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dei provvedimenti di protezione civile sulle ultime alluvioni con estensione dello stato di emergenza per ben 12 regioni, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto e della proposta di scioglimento per mafia di due comuni. Inoltre il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia dovrebbe tenere una relazione sull’Autonomia.
IL PACCHETTO DI NOMINE DA INVITALIA A SOGIN
Soprattutto è atteso anche un pacchetto di nomine. Il tema non è all’ordine del giorno ufficiale della riunione, ma dovrebbe essere affrontato dal governo questa sera anche alla luce della scadenza di alcuni incarichi come quello al vertice di Invitalia. Come amministratore delegato della società, che potrebbe anche essere coinvolta nel dossier ex Ilva, dovrebbe essere confermato Domenico Arcuri. Sul tavolo anche le nomine delle agenzie fiscali, oggetto di spoil system: all‘Agenzia delle Entrate, oggi guidata da Antonino Maggiore, dovrebbe tornare Ernesto Maria Ruffini. All’Agenzie delle Dogane potrebbe essere confermato Benedetto Mineo, mentre un cambio potrebbe esserci per Demanio e l’Ansfisa, agenzia nazionale per la sicurezza stradale e ferroviaria. Non passano dal Consiglio dei ministri ma dovrebbero arrivare a breve anche le nomine per l’Inps, l’Inail (dove dovrebbe entrare anche l’ex ministro Cesare Damiano) e la Sogin.
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SI due partiti di maggioranza hanno convocato separatamente i membri dell'esecutivo prima del vertice.
Il premier Giuseppe Conte, nel giorno in cui ha affrontato l’opposizione alle Camere sul tema caldo del fondo Salva Stati, ha detto di sperare che le forze che sostengono questa maggioranza «possano darsi una traiettoria ben ampia». E poi ha dato la sua soluzione per un rilancio dell’azione di governo: «Quello che ci manca è un cronoprogramma». Eppure dopo la battaglia sul Mes col ministro degli Esteri e capo politico del M5s Luigi Di Maio che ha abbandonato la Camera e non si è presentato al Senato, i due partiti di maggioranza mantengono le distanze.
Un velivolo Alitalia. ANSA / Daniel Dal Zennaro
RIUNIONI PARALLELE DI PD E M5s
E hanno deciso di riunire i loro ministri, in vista di un confronto in consiglio dei ministri. La riunione dei ministri M5S era prevista alle 18 circa alla Farnesina. La riunione, convocata dal leader del Movimento Di Maio. D’altra parte anche il ministro della Cultura e capo delegazione del Pd al governo Dario Franceschini ha riunito i ministri dem alle 19.30.
SUL PIATTO ANCHE LA RIORGANIZZAZIONE DEL MIBACT
Il Consiglio dei ministri dovrebbe discutere di misure urgenti per Alitalia, leggi prestito ponte, del decreto per la riorganizzazione del ministero dei Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dei provvedimenti di protezione civile sulle ultime alluvioni con estensione dello stato di emergenza per ben 12 regioni, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto e della proposta di scioglimento per mafia di due comuni. Inoltre il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia dovrebbe tenere una relazione sull’Autonomia.
IL PACCHETTO DI NOMINE DA INVITALIA A SOGIN
Soprattutto è atteso anche un pacchetto di nomine. Il tema non è all’ordine del giorno ufficiale della riunione, ma dovrebbe essere affrontato dal governo questa sera anche alla luce della scadenza di alcuni incarichi come quello al vertice di Invitalia. Come amministratore delegato della società, che potrebbe anche essere coinvolta nel dossier ex Ilva, dovrebbe essere confermato Domenico Arcuri. Sul tavolo anche le nomine delle agenzie fiscali, oggetto di spoil system: all‘Agenzia delle Entrate, oggi guidata da Antonino Maggiore, dovrebbe tornare Ernesto Maria Ruffini. All’Agenzie delle Dogane potrebbe essere confermato Benedetto Mineo, mentre un cambio potrebbe esserci per Demanio e l’Ansfisa, agenzia nazionale per la sicurezza stradale e ferroviaria. Non passano dal Consiglio dei ministri ma dovrebbero arrivare a breve anche le nomine per l’Inps, l’Inail (dove dovrebbe entrare anche l’ex ministro Cesare Damiano) e la Sogin.
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