Iran-Usa, qual è il prezzo della pace imposto a Trump

Sui muri della metropolitana di Teheran, da qualche giorno, campeggia un manifesto che merita di essere studiato con attenzione. Donald Trump è in ginocchio, in posizione di vassallaggio, mentre porge alla camera un mazzo di banconote. La didascalia, in farsi, recita: «Reddito annuo di 100 miliardi di dollari dallo Stretto di Hormuz per l’Iran». Non è un meme, né la solita propaganda. È l’immagine plastica di quello che, negli ultimi giorni, sta prendendo forma nei canali di mediazione tra Washington e Teheran. La guerra che il presidente americano ha lanciato il 28 febbraio si chiuderà con un assetto in cui l’Iran incasserà royalties sul transito attraverso lo Stretto di Hormuz e l’Oman si dividerà la torta. Con il placet, sotto traccia, della stessa Casa Bianca.

L’accordo tra Iran e Usa in quattro punti

Da quanto risulta a Lettera43, il quadro reale dell’accordo in costruzione è significativamente più avanzato — e più amaro per gli Stati Uniti — di quello che la cronaca internazionale racconta. Ecco i punti principali.

Il comandante pakistano Asim Munir è già a Teheran

Punto 1. Il Field Marshal Asim Munir, comandante delle forze armate pakistane e perno della mediazione, è atterrato a Teheran venerdì pomeriggio. La sua agenda non è quella di un facilitatore di passaggio: è quella di un general contractor che arriva a chiudere un dossier.

Iran-Usa, qual è il prezzo della pace imposto a Trump
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi con il capo dell’esercito pakistano Asim Munir (Ansa).

Il rilascio degli asset iraniani congelati

Punto 2. Il documento sul tavolo non sarebbe la controproposta ai 14 punti che Teheran ha trasmesso il 28 aprile e che la stampa anglosassone cita. Esisterebbe una versione rivista, già condivisa attraverso Islamabad, il cui baricentro non è più Hormuz, ma il rilascio degli asset iraniani congelati. Sono fondi che variano nella stima totale — dai conti sudcoreani ai depositi iracheni, dalle linee di credito europee ai fondi bloccati durante il primo mandato Trump — ma che ammontano verosimilmente a decine di miliardi. Per Teheran, ottenere quel rilascio significa una vittoria finanziaria che compenserebbe, almeno in parte, la disfatta militare. L’assassinio del Supremo Leader Ali Khamenei, la distruzione di oltre il 90 per cento della flotta navale, la decapitazione del comando dei Pasdaran: tutto sarà metabolizzato come prezzo accettabile se i conti tornano. E gli iraniani sanno benissimo che i conti torneranno.

Su Hormuz si studia una ripartizione delle royalties tra Iran e Oman

Punto 3. Sullo Stretto di Hormuz, le verifiche di Lettera43 confermano ciò che a Washington non si pronuncia ad alta voce: l’accordo per una ripartizione delle royalties di transito tra Iran e Oman è già in cottura. La Persian Gulf Strait Authority — il dispositivo amministrativo che Teheran ha annunciato il 18 maggio con tanto di profilo X ufficiale — non è la creatura unilaterale che gli Stati Uniti combatteranno fino all’ultimo. È la cornice in cui verrà inserito uno split di entrate, con quote iniziali pesantemente sbilanciate a favore dell’Iran. La motivazione è dichiarata: ricostruzione post-bellica. Nel tempo, il riequilibrio porterà l’Oman a una quota più rilevante, ma nella fase di avvio Teheran porterà a casa il grosso del pacchetto. Il governo omanita, fedele alla sua tradizione, tace pubblicamente e in quel silenzio negozia il proprio prezzo. Gli Stati Uniti, malgrado la dichiarazione di Trump nello Studio Ovale del 21 maggio («Vogliamo lo Stretto libero, niente pedaggi, sono acque internazionali») e malgrado le minacce molto più dure del segretario di Stato Marco Rubio, sono perfettamente consapevoli del meccanismo. E ne hanno preso atto.

Iran-Usa, qual è il prezzo della pace imposto a Trump
JD Vance, Donald Trump e Marco Rubio (Ansa).

Pechino ha affidato la mediazione al Pakistan

Punto 4. Durante la visita di Trump a Pechino del 15 maggio, Xi Jinping ha messo le carte sul tavolo con una nettezza inusuale anche per i canali diplomatici cinesi più diretti. Il messaggio sarebbe stato in sostanza: la guerra deve finire, lo Stretto deve riaprire, l’economia mondiale è stata sconquassata abbastanza. Pechino ha affidato la mediazione operativa a Islamabad e si attende che entrambe le parti — americani e iraniani — smettano di scombinare le carte sul tavolo. Non è una richiesta. È una direttiva. Questo è il punto che in Europa, e in Italia in particolare, viene letto male o non viene letto affatto. Il Pakistan e la Cina non sono co-mediatori insieme all’Oman o il Qatar. Il Pakistan è il general contractor dell’accordo, la Cina è lo sponsor strutturale. Asim Munir intrattiene rapporti personali eccellenti tanto con Trump quanto con Xi. L’Iran, dal canto suo, rispetta Islamabad come pochi altri attori al mondo: condivide la frontiera del Beluchistan, il pragmatismo religioso, una storia di non-allineamento. Per la prima volta dalla fine della guerra fredda, una potenza emergente di taglia media — sostenuta da Pechino — sta consegnando un accordo di pace che gli Stati Uniti devono firmare in posizione di accettazione. Non di leadership. La crisi di Hormuz, partita come operazione americano-israeliana per smontare l’Iran in nome del controllo dell’energia globale, si chiuderà con un Iran economicamente più solido di come c’è entrato e con un nuovo asse diplomatico nel cuore dell’Asia.

Iran-Usa, qual è il prezzo della pace imposto a Trump
Xi Jinping e Donald Trump a Pechino (Ansa).

I nuovi equilibri regionali a guida non occidentale

E c’è un dettaglio finale che chiude il cerchio. Nell’architettura dell’accordo che si sta cementando a Islamabad è previsto che, una volta riaperto lo Stretto, la sua sorveglianza venga affidata a una forza navale multinazionale di stabilizzazione. Vi parteciperanno Iran, Stati Uniti e altri attori della regione — e non è esclusa, all’orizzonte, una partecipazione italiana, qualcosa che il ministero della Difesa farebbe bene a iniziare a valutare con serietà — sotto il comando operativo della Marina militare pakistana. È la consacrazione tecnica di tutto quanto sopra: una guerra cominciata con la Quinta Flotta americana che bombarda obiettivi iraniani per riaprire il chokepoint, e finita con la marina di Islamabad a fare da arbitro tra Pasdaran e CENTCOM nelle stesse acque. È, plausibilmente, il primo esempio post-guerra fredda di security governance regionale a guida non-occidentale, ed è l’ultimo pezzo del nuovo ordine che il Pakistan sta consegnando al mondo.

Trump e lo spauracchio delle midterm

L’amministrazione Trump, intanto, gioca il proprio tempo. Il presidente alterna minacce di ripresa delle ostilità — «siamo nelle fasi finali, o c’è un accordo o faremo cose un po’ brutte» — a finestre di pazienza calibrate al millimetro. È il copione obbligato: l’opinione pubblica americana è alle prese con un Brent oltre i 107 dollari al barile, un prezzo della benzina che ha rotto la soglia psicologica della rielezione, un indice di consenso ai minimi del secondo mandato e le elezioni di midterm di novembre che si avvicinano. L’Agenzia Internazionale dell’Energia parla di “zona rossa” per luglio e agosto. La FAO avverte che una chiusura prolungata può innescare una crisi alimentare globale. A Teheran, su quel manifesto della metropolitana, Trump consegna i dollari in ginocchio. A breve, in una sala riunioni a Islamabad o a Muscat, dovrà consegnarli davvero. Il manifesto è già lì.

Rocca premia il Frosinone calcio, la Regione Lazio celebra la promozione in Serie A

AGI - Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha ricevuto e premiato il Frosinone Calcio per la promozione in Serie A. All'incontro nella Sala Tevere hanno preso parte il presidente del club giallazzurro, Maurizio Stirpe, insieme alla dirigenza, allo staff tecnico e a tutta la prima squadra, alla presenza di esponenti della giunta e del consiglio regionali. Il presidente Stirpe ha donato al governatore Rocca una maglia giallazzurra personalizzata con la scritta "Rocca 10" e autografata da tutti i calciatori della rosa.

I quattro pilastri del modello Stirpe

"Questa vittoria è la più bella che ho ottenuto nella mia carriera sportiva", ha dichiarato il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, celebrando il salto di categoria. "È un successo ottenuto attraverso un modo di cui si parla sempre nei convegni, ma che nessuno applica sul campo. Più che la vittoria in sé, conta il modello seguito per trasformare in realtà quello che sembrava un sogno. Alla squadra non avevo chiesto risultati, ma un'identità fondata su quattro pilastri: amore per il territorio, passione per il lavoro, coraggio di assumersi le responsabilità e umiltà".

Gualtieri presenta il Piano Roma notte: “La città non si chiude”

AGI - Strade e piazze più illuminate e connesse, incremento di linee notturne integrate di trasporto pubblico e privato, pronto intervento decoro, più spazi comuni presidiati, il doppio delle pattuglie di polizia locale su strada e Tutor della notte. Questo, in sintesi, il contenuto del 'Piano Roma notte' che partirà da luglio e che integra un provvedimento della Giunta che contempla anche azioni già in fase di attuazione. Una strategia di azione integrata che si concentrerà sulle notti del giovedì, venerdì e sabato per avere una "buona movida" che non va vietata, ma regolamentata e resa sempre più sicura, come ha sottolineato il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, alla presentazione in Campidoglio dopo la Giunta, che ha approvato il Piano strutturale, e dopo la firma congiunta del Protocollo 'Rete Roma notte' con il prefetto Lamberto Giannini.

Gualtieri ha sostenuto che "la città non si chiude di notte" e che "vietare la vita notturna sarebbe una cosa senza senso. Bisogna invece conciliare le esigenze di tutte le grandi città che è giusto abbiano una vita notturna nei limiti del rispetto delle regole". Più sicurezza, quindi, di notte, garantita non solo dalla presenza delle forze dell'ordine ma anche dalla collaborazione tra i vari attori coinvolti, dalla protezione civile agli esercenti. "E non vieteremo la somministrazione dell'alcol dopo la mezzanotte" ha aggiunto il primo cittadino.

Il prefetto Giannini ha messo in evidenza che "il valore aggiunto è il collegamento tra tutti, la possibilità di avere tanti occhi per poter dare una mano ai cittadini e poi a settembre avere una mappatura più precisa di dove avvengono episodi difficili o tensioni. Siamo molto contenti di questo Protocollo e di queste iniziative, si stanno facendo passi in avanti notevoli per quel che riguarda il modello di sicurezza partecipata, con tanta attenzione al cittadino. La movida - ha proseguito - va governata, non solo con attività di controllo e di repressione in caso di errori. Questa protocollo sarà vincente, un modo per rendere la sicurezza più semplice e per educare a un divertimento sicuro e rispettoso".

 

 

Il 'Piano Roma notte' vuole essere una risposta organica al costante incremento dei flussi di turisti, merci, esercizi commerciali, events, e attività legate alla vita quotidiana e notturna. Sulla scia della positiva esperienza maturata in occasione del Giubileo 2025, viene quindi adottato un modello di sicurezza integrata e partecipata capace di attivare tanti nuovi servizi e iniziative lungo tutte le 24 ore. Ma cosa prevede il Piano? La strategia complessiva, per garantire più sicurezza ai cittadini dove più serve, si sviluppa lungo due direzioni principali: il piano di interventi strutturali e la creazione di una rete di presidi civici e di comunità prevista dal Protocollo d'intesa con la Prefettura. La prima parte del piano comprende:

Più Luce: il piano di illuminazione pubblica

70 milioni per il nuovo piano di illuminazione pubblica, ha spiegato Gualtieri. Il rafforzamento della rete di illuminazione pubblica prevede il potenziamento, entro giugno, di 3.000 lampade (13 squadre Areti per quasi 200 sostituzioni al giorno) con nuovi impianti led al posto di quelli di prima generazione, in grado di garantire +30% di luminosità e nuovi posizionamenti e interventi strutturali che li rendono più efficaci. Vengono così garantiti più spazi illuminati e nuovi lampioni ad alta efficienza proprio dove è più necessario come piazze e zone della movida, come ad esempio Trastevere; parchi pubblici, nodi di scambio del trasporto pubblico come le stazioni Termini, Trastevere e San Lorenzo; i parcheggi, integrando il servizio Areti con le 450 pensiline Atac autoilluminate e potenziate, gradualmente in tutte le fermate.

Più sicurezza anche per gli Attraversamenti pedonali luminosi (Apl) e non, con 210 nuovi punti luce in arrivo soprattutto nelle strade periferiche (30 già realizzati, ulteriori 50 entro il 2026), come stabilito dal 'Progetto strade sicure' sottoscritto da tutti i municipi. Decisivo anche il ruolo della App 'Illumina' per favorire segnalazioni geolocalizzate e richieste di nuovi punti luce. Un piano ambizioso che riguarderà 745 strade e oltre 10mila punti luce. Sono centinaia i progetti previsti, di cui 22 già conclusi, come su alcuni tratti del Lungotevere, con il potenziamento di 12 aree tra stazioni metro e ferroviarie. Altri 15 cantieri sono in corso di realizzazione, come a via Giolitti e a viale Manzoni. Si aggiungono oltre 200 progetti esecutivi in phase di redazione.

 

 

Più Mobilità: potenziamento dei trasporti notturni

Muoversi di notte in sicurezza. Fondamentale per garantire la sicurezza urbana a tutte le ore il tema degli spostamenti, a partire da quelli per e dalle zone della movida o dei grandi eventi, con il previsto rafforzamento dei collegamenti forniti dalla rete di Trasporto pubblico locale e dal sistema integrato dei privati, grazie al lavoro congiunto tra Dipartimento mobilità sostenibile e trasporti, Atac e Roma Mobilità. La finalità esplicita è quella di ridurre gli spostamenti notturni a piedi o il ricorso all'utilizzo dell'auto privata dopo una serata nei locali, oltre a creare sicurezza nei luoghi della mobilità (fermate, stazioni, snodi, pensiline).

A partire dal sabato sera sarà raddoppiata la frequenza delle linee notturne nMA, nMB, nMB1 e NMC che ripercorrono la notte i percorsi delle linee della metropolitana. Inoltre, dal giovedì sera al sabato sera, si incontreranno gli 'assistenti fiduciari' a bordo dei mezzi e alle fermate più sensibili. Previsto anche l'incremento delle fermate intermedie sulle strade a grande viabilità. C'è poi il servizio 'Come back home' che prevede una rete di 6 linee circolari notturne con bus da 12 metri, percorsi fissi e fermate a richiesta per collegare di notte le zone di aggregazione culturale e ricreativa della città. Integrati anche servizi di van-pooling (mobilità condivisa) prenotabile via app, piccole navette con attese inferiori a 10 minuti e tariffe accessibili. Previsto, sempre nell'ambito di una strategia di integrazione tra pubblico e privato, un bonus mobilità da 1 milione di euro per taxi a domanda a favore di soggetti fragili, donne, under 26 e over 70.

Più Decoro e interventi strutturali

Spazi curati, città più sicura. Il decoro urbano svolge un ruolo strategico per favorire una migliore qualità di vita in città e una ritrovata percezione di sicurezza anche di notte. Il Piano prevede interventi più frequenti e immediati di pulizia e ripristino del decoro urbano nelle aree maggiormente sensibili a cura di Ama e del Dipartimento infrastrutture e lavori pubblici. Stabilita, inoltre, la progressiva installazione di 114 macchine mangiavetro con scontrino premio (4 già presenti a Pigneto, San Lorenzo e Circonvallazione Cornelia), migliorare il decoro e contribuire a rendere le strade più sicure. Ricorso alla piattaforma Ucronia per la mappatura e la geolocalizzazione delle attività connesse alla movida diffusa. Previsto infine da giugno il tombamento di 22 accessi e 6 sottopassaggi pedonali considerati rischiosi.

 

 

La Tecnologia a supporto della sicurezza

Su questo, ha spiegato ancora Gualtieri, bisogna ricordare che supporta, non sostituisce. Più risorse e controlli sul territorio attraverso il rafforzamento della capacità di monitoraggio e controllo da remoto del territorio: 12 milioni di euro per il nuovo sistema di videosorveglianza di polizia locale e Protezione civile, basato sulla piattaforma 'Smart police support'. Nel sistema Sps, che ha una capienza di gestione fino a 15.000 videocamere, confluiranno: 3.000 nuove videocamere distribuite in zone strategiche, molte già installate o in corso di installazione; le circa 2.500 videocamere preesistenti di proprietà di Roma Capitale; le videocamere delle società partecipate. E poi c'è il wi-fi di ultima generazione libero, pubblico e gratuito nelle 100 piazze cablate grazie alla nuova rete 5G, oltre 90 sono già connesse, e le stazioni delle metropolitane, già attivo su tutta la linea A, quasi tutta la B ed entro settembre sulla C. Tutte le informazioni di sicurezza verranno trasferite in un unico database.

Nasce la 'Rete Roma Notte'

Il Protocollo tra Roma Capitale e Prefettura avrà una durata biennale (prorogabile) e costruisce una rete di presìdi civici e di comunità che favoriscono mediazione, fiducia e comportamenti responsabili per una città che costruisce sicurezza insieme. Si tratta di una rete che nasce dalla collaborazione tra Roma Capitale (dipartimenti capitolini, uffici del sindaco, società partecipate e agenzie comunali, polizia locale e Protezione civile di Roma), questura e comandi provinciali di carabinieri e guardia di finanza ma anche Terzo settore, attività commerciali e comunità straniere.

Polizia locale e i 'Tutor della Notte'

20 pattuglie di polizia locale aggiuntive saranno dislocate su tutti i municipi, raddoppiandone la presenza notturna. Al loro fianco per la prima volta i tutor con 4 squadre da 3 persone tra cui Protezione civile e Sala operativa sociale che si aggiungono a un numero crescente di volontari in 50 zone della città (in questa fase iniziale fino a 150 tutor) con esperienza di servizio civile o selezionati attraverso l'avviso pubblico 'Rete Roma notte' dedicato agli enti del Terzo settore. Questi 'tutor della notte' saranno riconoscibili dal tesserino e dalla pettorina e divisi in squadre di 3 unità operative nelle zone della movida. Promuoveranno azioni di prossimità come: promozione comportamenti responsabili, attività di impegno sociale e di mediazione, assistenza di prima necessità, segnalazione alle forze dell'ordine (reati, atti di inciviltà, violenza di genere).

I tutor saranno formati, oltre che nell'utilizzo dei dispositivi radio, all'assistenza e all'accoglienza. Tutto funzionerà secondo il modello 'Hub & Spoke', che coordina la rete delle équipe territoriali (spoke), attraverso un hub centrale (Sala sistema Roma).

La 'Rete dei Porti Sicuri' ed esercenti coinvolti

Accanto all'impegno dei Tutor Urbani/Assistenti civici e all'azione rafforzata degli agenti di polizia locale, verranno coinvolti anche esercenti, operatori dell'intrattenimento, del commercio, della ristorazione e del turismo come parte attiva del sistema di sicurezza urbana. I locali intenzionati a espandere la rete diventeranno veri e propri presidi di prossimità, orientamento e rifugio per cittadini e visitatori, rafforzando la percezione di sicurezza (presenza di persone, 'safe space' condivisi o illuminazione garantita anche dopo la chiusura). Infine, saranno presenti assistenti fiduciari anche a bordo dei mezzi pubblici notturni (oltre al conducente) e alle fermate più sensibili, a cominciare dall'accoglienza nelle principali fermate della metropolitana. La rete sarà facilmente accessibile e aggiornata per i cittadini attraverso contatti telefonici (060606 o 800854854), la App 'Julia' e il canale Whatsapp.

 

 

 

Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione

Uscito Roberto Cingolani, e con lui buona parte della squadra di manager che aveva portato in azienda, il nuovo amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, sta costruendo il suo team. Per la comunicazione, che Cingolani aveva affidato con più di qualche mal di pancia interno all’ex giornalista di Sky Helga Cossu, si sta ragionando sull’ipotesi di dare l’incarico a Stefano Amoroso, che l’arrivo di Cossu aveva messo in ombra e che ora Mariani vorrebbe riportare alla direzione della comunicazione, soprattutto per il lavoro svolto negli ultimi cinque anni sul posizionamento internazionale dell’azienda. Una curiosità: Amoroso, un passato in Dompé Farmaceutica ed Edison prima di trasferirsi nel 2021 in Leonardo, a dicembre 2025 ha giurato come ufficiale della Riserva selezionata dell’esercito.

Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Stefano Amoroso.
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione

Lecco, bufera sulla leghista che ha augurato a Schlein di essere investita

È bufera su Debora Piazza, segretaria cittadina della Lega a Barzanò e responsabile lombarda del dipartimento tutela animali del partito. Nel mirino il suo commento sotto al video di un comizio di Elly Schlein in cui augura a quest’ultima di essere investita. «Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore», ha scritto con riferimento ai fatti di Modena. A far esplodere il caso è stato il segretario provinciale del Pd lecchese, Manuel Tropenscovino, che ha salvato il post e lo ha denunciato pubblicamente. «Ci ha tenuto a fare sapere che si augurava che la segretaria nazionale del Pd venisse investita, come successo a Modena qualche giorno fa», ha scritto. «Mai augureremmo che qualcuno venga investito. Una vergogna, ancora peggiore perché scritta da chi ricopre ruoli politici e amministrativi».

La Lega prende le distanze e sospende Piazza

Nel giro di poche ore è arrivata la risposta della Lega che, si legge in una nota, «prende fermamente le distanze da qualsiasi frase o espressione che possa essere interpretata come un augurio di violenza, odio o danno nei confronti di persone, rappresentanti politici o cittadini». Di qui la decisione di sospendere Piazza da ogni incarico e attività riconducibile alla struttura provinciale del partito «in attesa delle opportune valutazioni interne».

La replica e le scuse: «Non era mia intenzione augurare del male a nessuno»

Alla fine sono arrivate anche le parole della diretta interessata, affidate a una dichiarazione riportata dalla Lega provinciale: «Non era mia intenzione augurare del male a nessuno né alimentare odio politico. Se le mie parole sono state interpretate in questo modo, me ne scuso sinceramente. Credo nel confronto democratico e nel rispetto delle persone, valori che devono sempre prevalere su qualsiasi tensione politica».

Chiusa l’app “Cinemagoal”: scoperto streming pirata per film e partite

AGI - Maxi operazione della Guardia di finanza di Ravenna (denominata "Tutto chiaro") contro la pirateria audiovisiva: oltre 100 perquisizioni e sequestri in Italia, Francia e Germania e migliaia di soggetti coinvolti. Nel mirino degli investigatori, una tecnologia innovativa, mai scoperta prima, che grazie ad una applicazione ("Cinemagoal") installata sui propri device consentiva ai 'clienti' di accedere ai contenuti audiovisivi a pagamento di Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify.

Criptovalute e danni milionari: le sanzioni per gli utenti

Un sistema sofisticato che inibiva la tracciabilità dei pagamenti degli 'abbonamenti' clandestini - dai 40 ai 130 euro l'anno, secondo il 'pacchetto' scelto - perché effettuati in criptovalute. Secondo le prime stime fatte con l'aiuto delle società danneggiate, negli anni il sistema è costato almeno 300 milioni di diritti non riscossi. Quanto ai prime mille 'abbonati' identificati, stanno per vedersi notificare sanzioni che vanno dai 154 ai 5.000 euro. Alle perquisizioni delegate dalla Procura di Bologna hanno collaborato i Nuclei speciali tutela privacy e frodi tecnologiche e numerosi reparti del Corpo.

L'operazione, che nasce da un'attenta attività di monitoraggio dei social media, ha consentito di accertare come 'Cinemagoal' permettesse di connettere i device a un server estero per decriptare i contenuti audiovisivi scelti: sul territorio nazionale sono state allocate delle macchine virtuali che lavoravano 24 ore su 24 con il compito di captare (ogni tre minuti) e ritrasmettere istantaneamente i codici originali di abbonamenti leciti, ma intestati a soggetti fittizi (parte dei quali ora identificati), così da inviare un segnale 'in chiaro' agli 'abbonati'.

Schermatura degli IP e rete dei rivenditori

"Un sistema altamente avanzato e fino ad ora mai riscontrato - confermano le fiamme gialle - che garantiva il vantaggio non solo di dribblare i blocchi di sicurezza apprestati dalle piattaforme, ma anche di migliorare la qualità della visione, riducendo la possibilità che gli utenti finali potessero essere intercettati dal sistema dei controlli: l'accesso all'applicazione, infatti, non determinava l'utilizzo di una connessione associabile direttamente a un determinato indirizzo IP, schermando maggiormente l'utente finale". Tale funzionalità era specificamente pubblicizzata dagli oltre 70 'rivenditori' che avevano il compito di distribuire il 'prodotto' sul territorio e che riscuotevano un abbonamento annuale tramite pagamenti eseguiti (preferibilmente) con strumenti non facilmente tracciabili, in criptovaluta o su conti di appoggio esteri e/o fittiziamente intestati.

Sequestri internazionali e l'uso del "pezzotto"

L'autorità giudiziaria, avvalendosi della cooperazione con Eurojust, ha disposto, di conseguenza, anche il sequestro dei supporti informatici esteri nei quali sono custoditi i dati necessari a decodificare i segnali audiovisivi protetti, nonché il codice sorgente del programma. Nello stesso contesto investigativo, è stato riscontrato come venisse utilizzato anche il sistema più tradizionale della cosiddetta Iptv, meglio conosciuto come 'pezzotto'.

Cospicuo il materiale sequestrato: dal suo esame potranno essere tratti ulteriori elementi utili a identificare tutti i coinvolti, compresi gli acquirenti finali, nonché determinare con esattezza i profitti illeciti complessivamente conseguiti in relazione alle ipotesi di reato di 'pirateria audiovisiva', 'accesso abusivo a sistemi informatici' e 'frode informatica'.

Il commento di Sky Italia

"Voglio ringraziare la Guardia di Finanza di Ravenna e la Procura di Bologna per questa importante operazione antipirateria che dimostra la crescente efficacia nel contrastare anche le tecnologie più sofisticate. Chi sceglie lo streaming illegale non solo alimenta i profitti milionari di organizzazioni criminali, ma rischia anche sanzioni ed espone i propri dati personali a furti e truffe". Lo dichiara Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia.

Flotilla, la procura di Roma valuta i reati di tortura e violenza sessuale

Circa una cinquanta di attivisti della Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Lo si apprende da fonti della missione. Tra di loro risulta anche un italiano ricoverato, sulle cui condizioni di salute «stiamo cercando di avere notizie», come spiegato dalla portavoce italiana Maria Elena Delia. «Ci riferiscono che in tanti hanno riportato lesioni serie e alcuni sono sotto shock», ha aggiunto.

La procura analizzerà il video Ben-Gvir

Intanto la procura di Roma che indaga sull’abbordaggio della Flotilla, oltre al reato di sequestro di persona sta valutando anche altri reati, tra cui la tortura e la violenza sessuale. Secondo quanto si apprende i magistrati di piazzale Clodio, dopo aver acquisito il video diffuso dai canali social del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, in cui si vedono gli attivisti inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena, analizzeranno il filmato per verificare la presenza di italiani in quella situazione e valuteranno le parole di scherno rivolte dal ministro.

Reati prescritti, Vendola esce dal processo sull’ex Ilva

L’ex governatore della Regione Puglia Nichi Vendola esce dal processo Ambiente svenduto sul presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva di Taranto. Lo ha deciso il collegio della Corte d’Assise del Tribunale di Potenza, presieduto da Marcello Rotondi, durante la terza udienza dibattimentale del processo in corso di svolgimento nel capoluogo lucano. Per Vendola e altri 14 è stato deciso il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. All’ex presidente pugliese era contestato il reato di concussione.

Il 5 giugno la prossima udienza

La prossima udienza dibattimentale è stata fissata per il 5 giugno. Il processo è ricominciato dall’udienza preliminare a Potenza il 21 marzo 2025,dopo l’annullamento, per la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili, della sentenza di primo grado che il 31 maggio del 2021 aveva portato a 26 condanne per 270 anni complessivi di carcere.

Lombardia confermata nel cda di Sviluppo Lavoro Italia

Simona Tironi, assessore di Regione Lombardia all’Istruzione, Formazione e Lavoro, è stata confermata all’unanimità dalle Regioni italiane come componente del consiglio di amministrazione di Sviluppo Lavoro Italia, la società che eredita storia, esperienza e rete territoriale di Anpal Servizi. La società opera come punto di raccordo tra ministero del Lavoro, Regioni e Province autonome ed è un ente strategico dedicato alla promozione e al coordinamento di iniziative finalizzate allo sviluppo occupazionale, alla formazione professionale e all’integrazione tra domanda e offerta di lavoro. La presenza di Regione Lombardia nel cda consentirà di portare a livello nazionale le migliori esperienze sviluppate sul territorio lombardo, valorizzando modelli innovativi legati alle politiche attive del lavoro, alla formazione e all’occupazione.

Tironi: «Lombardia continua a essere trainante»

«La Lombardia continua a essere la regione trainante dell’economia italiana, con un tessuto produttivo dinamico e innovativo. Stiamo vivendo una fase complessa, caratterizzata da vertenze occupazionali e difficoltà che coinvolgono molte realtà produttive, ma dobbiamo continuare a investire sulla qualità del lavoro, sulle competenze e sulla formazione», ha commentato Tironi. «L’obiettivo è favorire un’occupazione di qualità, capace di rispondere ai fabbisogni delle imprese e alle aspirazioni professionali delle persone. Credo profondamente nel valore della collaborazione istituzionale e sono davvero onorata della fiducia unanime che tutte le Regioni italiane hanno scelto di accordarmi», ha aggiunto, ringraziando «gli assessori regionali al Lavoro di tutta Italia per questa riconferma che accolgo con grande senso di responsabilità. Continuerò a lavorare con impegno per rappresentare al meglio la Lombardia e contribuire alla crescita occupazionale e alla competitività del nostro Paese».

Garlasco: il duello dei periti sull’impronta 33: “Usato un software automatico”, ma la Pro…

AGI - Nella dialettica tra i consulenti dattiloscopici di parte impegnati nell'indagine su Andrea Sempio c'è un capitolo in cui gli esperti dell'indagato e quelli della Procura battagliano sul software 'Lapics PrintQuest'.

I primi, Luciano Garofano e Luigi Bisogno, sostengono che i secondi, Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, lo avrebbero usato "per l'esame dell'impronta numero 33 e dunque per l'identificazione automatica dei 15 punti caratteristici attributi alla mano destra di Andrea Sempio". Stiamo parlando di uno degli elementi ritenuti cruciali dalla Procura di Pavia nella ricostruzione del crimine per la sua posizione sul vano delle scale poco sopra dove venne trovato il corpo di Chiara Poggi.

Secondo i tecnici dell'accusa sarebbe di Andrea Sempio, per la difesa e la parte civile ci sarebbero molti dubbi sul tema, tanto da avere sollecitato invano un incidente probatorio per discuterne. 

La contestazione della difesa: "Punti identificati da un computer senza esplicitarlo"

Per Bisogno e Garofano i consulenti della Procura lo avrebbero usato senza però esplicitarlo "nella relazione scritta ne' nelle pagine che descrivono come si è pervenuti alla compatibilità tra l'impronta 33 e la palmare destra di Andrea Sempio.

Ciò sarebbe ulteriormente avvalorato dalla mancanza dell'esatta identificazione, descrizione e documentazione fotografica dei singoli 15 punti caratteristici asseritamente individuati dai consulenti della Procura la cui presenza si riduce esclusivamente a numeri e micro-segnali di colore verde che non sono assolutamente idonei per una oggettiva identificazione delle minuzie". 

La replica della Procura: "Nessun software per l'analisi, solo una scelta di colori"

Ma nell'elaborato dattiloscopico degli incaricati dai magistrati dell'accusa, Caprioli e Iuliano ribattono: "Rispetto alla colorazione dei punti utilizzati per indicare le minuzie rilevate sull'impronta "33", che Bisogno-Garofano definiscono ' tipici indicatori utilizzati dal software (Lapics PrintQuest,ndr) per marcare i punti corrispondenti, abbiamo deciso di adottare il colore 'verde' in quanto complementare al rosso, che risulta il tono dominante dell'immagine dell'impronta '33', al fine di garantire il massimo contrasto facilitandone la percezione".

Il sistema, tagliano corto i consulenti dei pm, "usa il colore verde per ricostruire lo scheletro dell'impronta papillare e non è stato utilizzato alcun software per l'analisi della 33".

Pm ad Amazon, "diteci cosa acquistò Sempio"

Nel cercare di tratteggiare la personalità di Andrea Sempio e "acquisire elementi utili alle indagini", i pm di Pavia firmarono nell'estate dello scorso anno un 'ordine di esibizione' rivolto ad Amazon per conoscere gli acquisti effettuati "dalla creazione dell'account da parte dell'indagato".

Il provvedimento era arrivato dopo una prima richiesta del febbraio 2025 a cui Amazon non aveva dato seguito: "Dopo numerosi contatti e solleciti, in data 11.07.2025 pervenivano solo degli esiti parziali di quanto richiesto - lamentavano gli inquirenti -. Nello specifico la società, al fine di tutelare la privacy dei suoi clienti, ritiene i dati richiesti particolarmente sensibili in quanto attinenti la sfera personale dell'individuo e per questo non ha fornito i titoli dei libri acquistati, bensì solamente i l genere letterario e i dati di pagamento e spedizione, esprimendo la necessita' di un ordine di esibizione per rispondere in modo completo alla richiesta".

Ad Amazon, nel dettaglio, era stati chiesti "tutti gli indirizzi di consegna salvati o utilizzati; tutti i metodi di pagamento registrati; tutti gli acquisti effettuati dalla creazione dell'account completi di oggetto comprato, indirizzo di consegna e metodo di pagamento utilizzato; musica, libri e film consultati sui relativi account Prime".