Crolla palazzina nel Veronese, a Negrar. Un morto e tre persone ferite

AGI -  E' di un morto e tre persone ferite il bilancio di un’esplosione in una palazzina di tre piani a Negrar, nel Veronese, a causa di una fuga di gas.

Sul posto squadre operative del comando di Verona con due autopompe, un'autoscala e carro fari coordinate dal funzionario di guardia. Estratte dalle macerie tre persone ferite, due uomini e una donna.

Estratta intorno alle 19 una quarta persona, un uomo, dichiarato purtroppo privo di vita dal medico del 118. Sul posto anche Carabinieri, Polizia locale e Suem 118. Squadre al lavoro con il supporto delle unità cinofile per escludere la presenza di ulteriori persone coinvolte

Arte, design e innovazione, il calendario Sanlorenzo 2026

AGI - Nel 2026 Sanlorenzo celebra dieci anni di impegno culturale con un programma annuale che integra arte, design, artigianato, innovazione e sostenibilità. Il calendario artistico più ambizioso mai realizzato dal brand si articola attorno al primo anno completo di attività di Casa Sanlorenzo a Venezia, rafforzando la visione della Maison, che da sempre considera la cultura e la responsabilità come pilastri fondamentali dell'eccellenza. Questo anniversario consacra Sanlorenzo Arts come protagonista contemporaneo nel promuovere il dialogo creativo, l'espressione artistica e la leadership culturale.

Dalla Biennale di Venezia alla Milan Design Week, fino a Homo Faber, il programma di Sanlorenzo si sviluppa come un percorso culturale che unisce arte, scienza, design e mare, coinvolgendo la scena creativa internazionale e consolidando il ruolo del brand come ambasciatore di innovazione e cultura.

Waves e la Biennale d'Arte di Venezia

Il programma del 2026 è definito da Waves, una mostra esclusiva di Sanlorenzo durante la Biennale d'Arte di Venezia, che si terrà a Casa Sanlorenzo dal 6 maggio fino al 28 giugno, volta ad esplorare il movimento e la trasformazione come linguaggi universali, creando un dialogo tra arte e scienza attraverso la potente metafora delle onde.

L'esposizione collettiva è curata da Sergio Risaliti, Direttore del Museo del '900 di Firenze, e Cristiano Seganfreddo, con il supporto scientifico di Ersilia Vaudo Scarpetta, questi ultimi anche membri del comitato scientifico di Sanlorenzo Arts. La mostra offre un confronto esclusivo tra i grandi maestri dell'arte moderna e della scultura, tra cui Alexander Calder, Fausto Melotti, Lucio Fontana e Tony Cragg, e voci contemporanee di rilievo come Christine Safa e gli artisti visivi Friederich Andreoni e Marcello Maloberti. In questo contesto, l'onda emerge non solo come forza fisica, ma anche come simbolo culturale, profondamente radicato nell'identità di Sanlorenzo.

La visione di Massimo Perotti

"Negli ultimi dieci anni, Sanlorenzo Arts e' passata da una passione istintiva a essere la bussola culturale della nostra organizzazione. - ha affermato Massimo Perotti, Presidente Esecutivo di Sanlorenzo - Guidati dalla convinzione che cultura e responsabilità non siano complementi dell'eccellenza, ma la sua base fondamentale. Sostenere la cultura significa investire nelle idee, promuovere l'artigianato e stimolare il coraggio di mettere in discussione il presente mentre si immagina il futuro".

"È con questo spirito - ha aggiunto - che abbiamo inaugurato nel 2025 Casa Sanlorenzo sede permanente e cuore pulsante di Sanlorenzo Arts. Attraverso il nostro programma annuale rendiamo esplicita la nostra ambizione: creare una piattaforma in cui arte, sostenibilita' e design si intrecciano in un dialogo autentico e coerente, capace di riflettere la misura, l'innovazione e l'atemporalita' che definiscono Sanlorenzo nel panorama internazionale dello yachting".

Dal debutto ad Art Basel a Casa Sanlorenzo

Dal debutto ad Art Basel Miami Beach nel 2016, l'impegno di Sanlorenzo nel mondo dell'arte è nato come una passione istintiva, mosso dal desiderio di condividere i valori fondamentali che guidano la Maison. Nel tempo, questa visione si e' trasformata in una piattaforma culturale strutturata, radicata nella responsabilita' ed espressa attraverso partnership istituzionali, opere commissionate e collaborazioni a lungo termine con artisti, curatori e istituzioni.

Tra i traguardi più significativi figurano il ruolo di Sanlorenzo come Global Host Partner di Art Basel dal 2018 al 2023, il patrocinio della Peggy Guggenheim Collection e il principale sponsor del Padiglione Italiano alla Biennale di Venezia, primato assoluto per un cantiere navale. Questo percorso comprende anche la presenza continuativa alla Milan Design Week dal 2017, con l'installazione Il Mare a Milano alla Triennale, premiato con il Compasso d'Oro ADI nel 2020, il riconoscimento piu' prestigioso nel mondo del design.

L’apertura di Casa Sanlorenzo e il futuro

Il percorso trova il suo compimento nel giugno 2025, con l'apertura di Casa Sanlorenzo a Venezia, una villa restaurata da Piero Lissoni e Lissoni & Partners, e inaugurata in occasione della prima edizione della Venice Climate Week. Concepita come una sede culturale permanente, Casa Sanlorenzo promuove ricerca, dialogo e produzione artistica, andando oltre i confini di fiere ed eventi. La mostra inaugurale, Breathtaking di Fabrizio Ferri, ha definito fin da subito questa missione e visione, affidando alla forza della fotografia il compito di affrontare il tema dell'inquinamento oceanico e riaffermare il ruolo dell'arte come catalizzatore di consapevolezza e azione culturale.

Con il programma del 2026, Sanlorenzo Arts rinnova e rafforza il proprio impegno a lungo termine verso la cultura, caratterizzato da continuità, profondità e senso di responsabilità. Attraverso Casa Sanlorenzo e la sua piattaforma internazionale in progressiva espansione, la Maison amplia costantemente la sua voce culturale, estendendo il proprio raggio d'azione oltre i confini dello yachting. Questi dieci anni non rappresentano un punto d'arrivo, ma una solida base su cui continuare a costruire il futuro.

Ecco nel dettaglio il calendario culturale di Sanlorenzo 2026:

  • Aprile 2026 - Milan Design Week: Sanlorenzo parteciperà alla mostra evento organizzato dal magazine Interni, con una nuova installazione di Piero Lissoni presso l'Università degli Studi di Milano Statale. L'installazione esplorerà il dialogo unico tra interno ed esterno, design e navigazione, offrendo uno spunto per comprendere come il brand realizza le icone del futuro.
  • 6 maggio - 28 giugno 2026 - Waves: Waves inaugura a Casa Sanlorenzo durante la Biennale d'Arte di Venezia, affermandosi come una delle mostre di riferimento nell'ecosistema culturale della città. Curata per Sanlorenzo da Sergio Risaliti, Direttore del Museo del '900 di Firenze, e Cristiano Seganfreddo, con il supporto scientifico di Ersilia Vaudo Scarpetta, con la partecipazione di, l'installazione presenta opere di maestri come Calder, Melotti, Fontana e Cragg, affiancate da artisti emergenti.
  • 3-8 giugno 2026 - Venice Climate Week: In qualità di membro fondatore dell'evento, Sanlorenzo parteciperà nuovamente alla Venice Climate Week, riaprendo le porte di Casa Sanlorenzo al dialogo, alla scienza e all'azione collettiva sul cambiamento climatico.
  • 1-30 settembre 2026 - Homo Faber: Casa Sanlorenzo ospita la quarta edizione di Homo Faber a Venezia. La manifestazione An Island of Light, curata dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship e diretta artisticamente da Es Devlin, esplora il rapporto tra luce, materiali e abilità artigianale, mettendo in risalto il dialogo tra creatività, artigianato e innovazione.
  • 12 ottobre - 24 Novembre - Roselena Ramistella, Casa Sanlorenzo: Il programma del 2026 si conclude con una mostra personale della fotografa siciliana Roselena Ramistella presso Casa Sanlorenzo. Commissionata da Sanlorenzo, la sua opera documenta la vita nelle isole meno conosciute d'Italia, lontano dalla stagione turistica, raccontando le storie degli isolani che le abitano.

Premio Sarzanini 2026, Saviano e Cassiano tra i vincitori

AGI - Si svolgerà il 18 marzo 2026, alle ore 17.30, presso la Casa del Cinema di Roma la quinta edizione del Premio Giornalistico Mario Sarzanini dedicato alla memoria del decano della cronaca giudiziaria scomparso nel 2021. La giuria, presieduta da Andrea Balzanetti e composta da Massimo Martinelli, Guido D'Ubaldo, Andrea Cappelli, Davide Desario, Andrea Pucci, Emma D'Aquino, Luigi Contu e Flavio Natalia, ha scelto i vincitori delle diverse categorie: Web, Roberto Saviano; Radio, Giorgio Zanchini; TV, Veronica Fernandes; Quotidiani, Niccolò Zancan; Agenzie, Assunta Cassiano; Podcast, Malcom Pagani; Uffici Stampa, Medici Senza Frontiere.

Premio Speciale: Al film "40 secondi", dedicato alla storia di Willy Monteiro Duarte. "Come ogni anno - dice il Presidente Andrea Balzanetti -, abbiamo seguito un criterio oggettivo: quale sarebbe stata la scelta di Mario Sarzanini al nostro posto. Siamo certi di aver onorato al meglio la memoria di Mario, maestro di giornalismo e di vita".

L'evento e i partner

L'evento, presentato da Manila Nazzaro, rappresenterà anche un momento di importante riflessione sullo stato dell'informazione. L'iniziativa, che ha come partner principale Unimarconi, è stata realizzata in collaborazione con Lighthouse Communication e con il patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio. Media partner e radio ufficiale dell'evento è Lighthouse Radio.

L’ex assessore Adriatici condannato a 12 anni di carcere per omicidio volontario

AGI - Il giudice di Pavia Luigi Riganti ha condannato a 12 anni di carcere per omicidio volontario Massimo Adriatici, l'ex assessore leghista di Voghera, avvocato ed ex poliziotto, a processo per avere esploso il colpo di pistola che la sera del 20 luglio 2021 uccise il senzatetto Younes El Boussettaoui. La procura aveva chiesto una condanna a 11 anni e 4 mesi, la difesa l'assoluzione dall'accusa di omicidio.

Il giudice ha stabilito che l'ex assessore leghista Adriatici dovrà versare 90mila euro di provvisionale per i genitori di Younes El Boussettaoui e 50mila euro per i fratelli e le sorelle, parti civili assistiti dagli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli. La sentenza di primo grado arriva dopo un tormentato cammino giudiziario. Il 6 novembre del 2024 la giudice Valentina Nevoso, al termine del processo di primo grado, uscì dalla camera di consiglio non con una sentenza, come ci si aspettava, ma con una lunga ordinanza letta in aula con la quale criticò con toni molto severi l'imputazione della Procura che aveva chiesto tre anni e mezzo di carcere per 'eccesso colposo di legittima difesa'. La magistrata spiegò che si doveva ripartire dal reato "quantomeno di omicidio volontario col dolo eventuale" perché Adriatici avrebbe "previsto e accettato" le conseguenze delle sue azioni quando da terra esplose un colpo di pistola che freddò il senzatetto marocchino Youns El Boussetaoui. Gli atti erano quindi tornati dalla Procura che aveva riformulato l'accusa come da indicazioni della giudice. Nel nuovo capo di imputazione, illustrato nella requisitoria dal procuratore capo Fabio Napoleone, si evidenziava che il proiettile che colpì il 39enne tra il torace e l'addome provocò un'emorragia che lo portò il 39enne a una morte veloce e venne esploso "in violazione dei doveri del suo ufficio di assessore". Alla pena di Adriatici è stato applicato lo sconto di un terzo perché aveva scelto il rito abbreviato. Nell'arringa, gli avvocati Luca Gastini e Guido Alleva avevano sostenuto che Adriatici stava facendo una passeggiata nella zona di piazza Meardi ed era armato perché aveva sempre con sé una pistola e che la sua fu una legittima difesa perché cadde a causa dello schiaffo subito.

Le parole del legale di parte civile

"Questa sentenza mi consente di credere nella giustizia e di continuare a difendere le persone ai margini della società'". Lo afferma l'avvocata Debora Piazza, legale di parte civile per i familiari di Younes El Boussetaoui ucciso da un colpo di pistola sparato dall'ex assessore leghista di Voghera, Massimo Adriatici. "Non esistono persone di serie A e di serie B, anche se viviamo in un momento storico molto complesso, in cui cercare la verità è sempre molto difficile - aggiunge -. Avevano parlato di legittima difesa, qui come nel caso di Rogoredo (Piazza è parte civile anche nel procedimento per l'omicidio di Mansouri, ndr). La sentenza di oggi ci ha detto che siamo tutte persone uguali davanti alla legge".

Le tensioni tra Lapo e John Elkann sulla vendita di Gedi e le altre pillole del giorno

Tensione alle stelle tra fratelli in casa Elkann. Lapo non ha preso bene il fatto che, sulla vicenda Repubblica, John abbia chiuso la porta in faccia al suo amico Leonardo Maria Del Vecchio senza nemmeno incontrarlo. Il giovane LMVD era entrato a gamba tesa nella trattativa tra Gedi e il gruppo Antenna (secondo le voci di corridoio giunta faticosamente alle battute finali) offrendo sull’unghia 140 milioni di euro, cioè molti più soldi di quelli che verserà l’armatore-editore greco Theo Kyriakou a Exor per rilevare la casa editrice. Lapo, secondo le voci di corridoio, avrebbe perorato fino all’ultimo la causa del suo amico. Ma John è stato irremovibile.

Le tensioni tra Lapo e John Elkann sulla vendita di Gedi e le altre pillole del giorno
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E da Bettini arriva D’Alema, il decostruttore

Arriva Massimo D’Alema alla corte di Goffredo Bettini: all’evento romano per la rivista Rinascita, il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte appare solo in collegamento ed elogia il suo vice Mario Turco, destinato a contare sempre di più nella geografia politica pentastellata. C’è Elly Schlein, la segretaria del Partito democratico, poi ecco tutto il quartier generale di Alleanza Verdi e Sinistra con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Ma il più atteso è lui, “Baffino”, che ha tanta voglia di parlare: «Oggi da pensionato posso offrire un contributo di idee e di passione», dice Max. «Bisogna lavorare ancora per allargare il nostro campo ad altre forze democratiche, anche decostruendo quello della destra». Citando come esempio il 1996, quando lui stesso lavorò per far divorziare Umberto Bossi da Silvio Berlusconi. Chissà da chi vuol cominciare questa “decostruzione”, D’Alema…

Le tensioni tra Lapo e John Elkann sulla vendita di Gedi e le altre pillole del giorno
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Ma che Fao? Candidi proprio lui?

Il governo di Giorgia Meloni ha dovuto candidare chi guiderà la Fao. Una personalità di destra? Macché. Il dem Maurizio Martina. Proprio l’ex segretario del Partito democratico – in quel periodo del 2018 da reggente, a cavallo tra i regni di Matteo Renzi e Nicola Zingaretti – è stato candidato dal governo italiano e dai ministri Francesco Lollobrigida e Antonio Tajani alla guida dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura, a partire dal 2027. Martina ricopre già il ruolo di vicedirettore generale dell’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. E dal 2014 al 2018 è stato ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali nei governi Renzi e Gentiloni. Chi ha festeggiato per questa decisione? Coldiretti, che ha espresso grande apprezzamento per la decisione attraverso il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo: «La candidatura di Martina rappresenta un’opportunità strategica e ci auguriamo che l’Europa prenda una posizione unitaria su una nomina di tale rilievo». A destra, invece, polemiche a non finire: non c’era proprio nessuno da candidare dei “nostri”?

Le tensioni tra Lapo e John Elkann sulla vendita di Gedi e le altre pillole del giorno
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Zuppi da “papa” Carlin Petrini

Lo hanno sempre chiamato “il papa di Slow Food”, Carlin Petrini. E il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il cardinale Matteo Zuppi, è andato dal papa. Dicendo che «oggi stiamo rimettendo in discussione diritti e sistemi che sembrerebbero acquisiti, ma non lo sono. È il tempo della forza che li sminuisce, i diritti, si dice che ce ne sono troppi, che la logica della produzione e del mercato è quella che guida le scelte. Ma il “buono pulito e giusto” di Slow Food in realtà è l’unico modo per sopravvivere, non è una cosa per poche persone per bene, è l’unico modo per andare avanti. Il tempo della forza è pericoloso, serve consapevolezza». Non solo: «Scegliere il buono, pulito e giusto, e soprattutto il giusto, è una buona strada, l’unica. È l’unico modo in cui si guadagna tutti, solo così ci può essere futuro. La solidarietà non è un lusso, è l’unico modo sostenibile di vivere. Il senso della vita, per chi crede, si trova anche nella religione, ma per tutti c’è quando costruiamo la comunità». E poi tutti a bere…

Le tensioni tra Lapo e John Elkann sulla vendita di Gedi e le altre pillole del giorno
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Il parlamento alle prese con le arti culinarie

Di cosa si occupa questa settimana il parlamento? Di tanti dettagli, secondo il calendario d’Aula della Camera dei deputati. Leggiamone qualcuno. «Modifica dell’intesa tra il governo della Repubblica italiana e le Assemblee di Dio in Italia, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione». Poi: «Modifica dell’intesa tra il governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione (approvato dal Senato)». Quindi: «Modifiche al codice penale e al regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, in materia di disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio (approvate dal Senato)». Nelle commissioni, «disposizioni concernenti la denominazione degli anni del corso di studi del liceo classico», «istituzione del Premio Formatore dell’anno», «disposizioni per la celebrazione del quinto centenario della morte di Niccolò Machiavelli». E, tra gli atti del governo, «proposta di nomina del generale di brigata Giovanni Capasso a direttore generale per il supporto all’attuazione dei programmi dell’Unità Grande Pompei», «valorizzazione della canzone napoletana classica». Gran finale con il presidente della commissione Cultura Federico Mollicone per «inserimento delle arti culinarie e dell’ospitalità tra le discipline artistiche tutelate e riconosciute nell’ambito del sistema Afam».

Le tensioni tra Lapo e John Elkann sulla vendita di Gedi e le altre pillole del giorno
Federico Mollicone (Imagoeconomica).

Rogoredo, il poliziotto ammette le sue responsabilità

AGI - È in corso l'udienza di convalida del fermo di Carmelo Cinturrino, l'assistente capo della polizia accusato dell'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri commesso il 26 gennaio al boschetto di Rogoredo.

"Voglio che faccia chiarezza. Lui si scusa con tutte le persone di cui ha tradito la fiducia. Ha ammesso le sue responsabilità: è tristissimo, è pentito di ciò che ha fatto, soprattutto della fase successiva. E che ha sparato perché ha avuto paura", ha detto l'avvocato Piero Porciani all'arrivo in carcere ai cronisti presenti.

All'interrogatorio, presieduto dal gip Domenico Santoro, partecipa anche il procuratore di Milano, Marcello Viola. 

La Russa: "Severità doppia se a delinquere è un poliziotto

Sul caso Rogoredo "da penalista non ho fatto nessuna dichiarazione in questa occasione, pur essendo uno che sta sempre dalla parte delle forze dell'ordine, perché le circostanze, per carità, non che io sapessi o potessi sapere, avevano necessità di essere approfondite. Se fosse vera l'accusa che viene mossa al poliziotto, e non ho motivo di dubitare che la Procura si stia muovendo sulla base di dati abbastanza certi, mi rifarei a Giorgio Almirante". Ai tempi del terrorismo diceva: "'Se il terrorista è di sinistra chiedo la pena di morte, se per caso, e ce n'erano, il terrorista è di destra chiedo una doppia pena di morte. Impossibile di fatto, ma per dar bene l'idea. Io chiedo una grande severità verso i delinquenti e una doppia severità quando a commettere un reato così grave, semmai fosse vero, sia un poliziotto". Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ai microfoni di 'Radio anch'io' su Radiouno Rai. "Però, attenzione, chiedo una pena doppia per un poliziotto a patto che si dia la pena giusta per il bandito. Se un poliziotto sbaglia in maniera grave, ancora più severi, ma senza dimenticare che la legge deve colpire pesantemente chi la viola sistematicamente", ha aggiunto.

 

Roma, indagati 21 tra poliziotti e carabinieri per furti alla Stazione Termini

44 persone, di cui 21 tra carabinieri e poliziotti, sono indagate per furto aggravato dal pm Stefano Opilio. L’accusa è di aver sottratto oggetti alla Coin di via Giolitti, in Stazione Termini a Roma, causando un buco di 184 mila euro nel fatturato del 2024. Numeri che hanno spinto il negozio a installare telecamere ovunque per indagare sull’origine delle sparizioni, affidandosi a una società investigativa privata. È stata quest’ultima a scoprire il meccanismo: una cassiera della Coin metteva da parte la merce (borse, cappelli, giacche, intimo, cosmetici e profumi), la nascondeva in un armadio, rimuoveva le tacche anti taccheggio e preparava le buste che consegnava poi a militari e agenti.

Chi sono gli indagati tra le forze dell’ordine

Nel registro degli indagati figurano nove membri della Polizia tra cui un primo dirigente della Polfer, due commissari, un ispettore, un assistente capo, un vice sovrintendente, un assistente capo coordinatore, un sovrintendente capo e un’agente. A questi si aggiungono 12 esponenti dell’Arma dei Carabinieri tra cui un brigadiere, diversi vice brigadieri e appuntati scelti in servizio presso la stazione. In tutte le occasioni non si è mai trattato di colpi eclatanti, perché il meccanismo era stato costruito per non dare nell’occhio con piccoli furti costanti. Oltre alle forze dell’ordine ci sono un’altra ventina di indagati tra cui dipendenti di negozi vicini, tutti sorpresi a fare shopping alla Coin con lo stesso metodo e con la complicità della stessa cassiera.

Festival di Sanremo, l’ordine di uscita dei cantanti nella prima serata

Nella seconda e ultima conferenza stampa prima dell’inizio del Festival di Sanremo, il direttore artistico e conduttore Carlo Conti ha annunciato che sul palco dell’Ariston – oltre a Can Yaman – salirà anche Kabir Bedi: i due attori che più hanno incarnato il personaggio salgariano di Sandokan si ritroveranno insieme nella prima serata della kermesse. Non solo: ha anche comunicato l’ordine di uscita dei cantanti in gara.

L’ordine di uscita dei cantanti in gara

La prima serata del Festival di Sanremo vedrà l’esibizione di tutti e 30 i big in gara. Ecco l’ordine di uscita:

Ditonellapiaga con Che fastidio!
Michele Bravi con Prima o poi
Sayf con Tu mi piaci tanto
Mara Sattei con Le cose che non sai di me
Dargen D’Amico con AI AI
Arisa con Magica favola
Luchè con Labirinto
Tommaso Paradiso con I romantici
Elettra Lamborghini con Voilà
Patty Pravo con Opera
Samurai Jay con Ossessione
Raf con Ora e per sempre
J-Ax con Italia Starter Pack
Fulminacci con Stupida sfortuna
Levante con Sei tu
Fedez & Marco Masini con Male necessario
Ermal Meta con Stella stellina
Serena Brancale con Qui con me
Nayt con Prima che
Malika Ayane con Animali notturni
Eddie Brock con Avvoltoi
Sal Da Vinci con Per sempre sì
Enrico Nigiotti con Ogni volta che non so volare
Tredici Pietro con Uomo che cade
Bambole di Pezza con Resta con me
Chiello con Ti penso sempre
Maria Antonietta & Colombre con La felicità e basta
Leo Gassmann con Naturale
Francesco Renga con Il meglio di me
LDA & Aka7even con Poesie clandestine

Le esibizioni dei cantanti in gara verranno valutate esclusivamente dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web, che assegnerà i voti necessari a stilare una classifica provvisoria dei 30 brani: al termine della serata, saranno comunicate le cinque canzoni più apprezzate dai giurati, senza però l’ordine di piazzamento.

Omicidio Regeni: la sentenza per i quattro 007 accusati potrebbe arrivare in estate

AGI - Potrebbe arrivare in estate la sentenza per i quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell'omicidio di Giulio Regeni, ricercatore friulano trovato cadavere a Il Cairo il 3 febbraio del 2016. Il processo, sospeso a ottobre, è ripreso oggi dopo la decisione della Consulta. Nel corso dell'udienza è stato nominato un consulente per le difese e, per il prossimo 8 giugno, è previsto il in contraddittorio tra le parti. Nelle udienze del 23 e del 24 giugno dovrebbe poi esserci, nell'aula Bunker di Rebibbia, la requisitoria del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco con le relative richieste. E in estate potrebbe esserci la sentenza.

"Abbiamo fiducia, ce l'abbiamo da sempre". Lo hanno detto, parlando con l'AGI, Claudio Regeni e Paola Deffendi, genitori di Giulio Regeni, fuori dall'aula Occorsio del tribunale di Roma al termine dell'udienza.

I genitori di Regeni, accanto all'avvocato di famiglia, Alessandra Ballerini, si fanno forza dopo quella che definiscono "un'udienza interlocutoria" che pero' segna la ripresa del processo ai quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell'omicidio di Giulio Regeni. 

Lombardia, l’ex assessore Mazzali lascia Fdi

La consigliera regionale lombarda Barbara Mazzali ha lasciato Fratelli d’Italia per aderire a Forza Italia. Ad annunciarlo è stato Alessandro Sorte, deputato azzurro e segretario regionale della Lombardia: «Il nostro gruppo sale così a 11 consiglieri regionali. Alle elezioni del 2023 erano stati eletti sei consiglieri e quello di Barbara Mazzali è il quinto ingresso nel gruppo, a conferma di un percorso di crescita politica e istituzionale costante. Siamo felici della sua scelta, si tratta di una figura di riconosciuto consenso, che in più tornate elettorali ha dimostrato competenza, credibilità e un forte radicamento sul territorio lombardo. Il suo contributo rappresenta un valore aggiunto per l’azione del gruppo e per il progetto politico di Forza Italia in Regione. Il partito continua a crescere e rafforzarsi sul territorio lombardo e a ogni tornata elettorale. Nelle prossime settimane ci saranno altri ingressi». Mazzali, che pare stesse dialogando anche con il partito di Vannacci, Futuro Nazionale, ha dunque scelto di proseguire l’esperienza con Fi anche in vista di una candidatura per le prossime regionali. Nei primi due anni e mezzo di legislatura ha svolto il ruolo di assessore regionale al Turismo prima di essere sostituita in corsa da Debora Massari.