AGI - Al 7 aprile di quest'anno sono 63.940 le persone adulte detenute in Italia, di cui 61.142 uomini (95,62%) e 2.798 donne (4,38%). La composizione per cittadinanza mostra una prevalenza di italiani (43.816, pari al 68,53%), affiancata da una consistente componente di 20.124 stranieri (31,47%): all'interno di quest'ultima, predomina largamente la quota extracomunitaria, che conta 17.421 persone e rappresenta l'86,6% del totale degli stranieri.
Sono alcuni dei dati contenuti nel Report analitico "Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale", pubblicato dal Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale e basato sui dati del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
Distribuzione territoriale e cittadini stranieri
Le regioni con la maggiore presenza assoluta sono Lombardia (8.859), Campania (7.963), Sicilia (7.103) e Lazio (6.714). Le percentuali di stranieri più elevate sono in Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Liguria, Veneto ed Emilia Romagna, le più basse in Puglia, Campania e Basilicata.
Fasce di età della popolazione detenuta
La fascia d'età compresa tra 25 e 44 anni concentra la quota più consistente della popolazione detenuta: 14.670 persone nella fascia 25-34 anni (22,9%) e 17.681 nella fascia 35-44 anni (27,7%), per un totale di oltre il 57% dell'intera popolazione carceraria. Tra i 45 e i 64 anni si colloca oltre il 37%, mentre è over65 il 5,3% delle persone detenute.
Condanne definitive e pene alternative
Oltre tre quarti della popolazione detenuta (76,1%) sconta una condanna definitiva o è in attesa di giudizio per altri procedimenti pur avendo già una condanna definitiva. Le persone in attesa di primo giudizio sono 9.118 (14,26%) rappresentando la seconda categoria per numerosità.
Rispetto alla durata della pena, il Report segnala come le pene brevi (0-3 anni) rappresentino il 19,29% del totale (9.387 persone), con una concentrazione maggiore nella fascia 2-3 anni. Le pene medie (3-10 anni) sono la categoria più numerosa con il 53,84% del totale (26.199 persone): all'interno di questa fascia, le pene da 5 a 10 anni sono le più comuni. Le pene lunghe (oltre 10 anni) rappresentano il 22,97% del totale, mentre l'ergastolo riguarda il 3,9% del totale (1.898 persone).
Pena residua e turnover carcerario
Con riferimento alla 'pena residua', ossia il tempo di condanna rimanente da scontare, i dati mostrano come oltre la meta' delle persone private della libertà personale (51,11%) abbia una pena residua tra 0 e 3 anni: questo dato, unito a quello precedente, ossia di una forte concentrazione sempre nelle fasce 0-3 anni, indica "un sistema penitenziario con un alto turnover, dove la maggior parte delle persone private della libertà personale sconta pene relativamente brevi". Risultato: "Quasi un terzo della popolazione presso gli istituti penitenziari è legittimato a chiedere misure alternative alla detenzione".
Tipologia dei reati
Utilizzando la classificazione del Dap, si registra un totale di 155.808 reati ascritti complessivamente, di cui 40.732 (26,14%) relativi a stranieri. I reati contro il patrimonio rappresentano la categoria più numerosa con 36.864 (23,66% del totale), confermando la centralità di questa tipologia delittuosa nel sistema penitenziario italiano. I reati contro la persona interessano 29.108 persone detenute (18,68% del totale), con 9.435 stranieri (il 22,94%). Questa tipologia include reati gravi come omicidi, lesioni personali, violenze, "evidenziando la presenza di criminalità violenta all'interno del sistema penitenziario". I reati connessi alle norme sugli stupefacenti coinvolgono 21.724 persone private della libertà personale (13,94% del totale), con 6.194 stranieri (15,21% della categoria).
Madri detenute e bambini in carcere
Attualmente nelle carceri italiane sono 21 le madri detenute e 25 i bambini che vivono con loro. Dieci delle 21 madri (il 45,7%) e 12 dei 25 bambini (il 48%) sono stranieri. La presenza di madri con figli è concentrata in cinque regioni: la Lombardia presenta la situazione più consistente con 8 madri (di cui 6 straniere) e 9 bambini (di cui 7 stranieri); 5 madri (di cui 2 straniere) e 7 figli (di cui 2 stranieri) in Campania; 2 madri (di cui 1 straniera) e 3 figli (di cui 2 stranieri) nel Lazio; 5 madri (di cui 1 straniera) e 5 figli (di cui 1 straniero) in Piemonte; una madre e un figlio in Sicilia. L'analisi evidenzia come "questa particolare condizione di privazione della libertà personale sia numericamente geograficamente concentrata principalmente nel Centro-Nord Italia".
Sovraffollamento delle carceri
Con 63.940 persone detenute, 51.264 posti di capienza regolamentare e 46.331 posti regolarmente disponibili, il tasso di sovraffollamento delle carceri italiane è del 138% su base nazionale. In particolare, su un totale di 189 istituti censiti, quattro si trovano in condizioni di sovraffollamento critico, oltre il 200% (242,86% Lucca, 220,47% Foggia, 208,24% Brescia Canton Monbello e 206,98% Lodi) mentre 61 presentano un tasso di occupazione superiore al 150%. Gli istituti tra 100% e 150% sono 101 mentre solo 23 strutture operano sotto la capienza regolamentare. Le carceri con oltre mille persone detenute sono Napoli Poggioreale (2.254, sovraffollamento 171,28%), Roma Rebibbia (1.626, sovraffollamento 152,25%), Bollate (1.608, sovraffollamento 126,91%), Napoli Secondigliano (1.567, sovraffollamento 141,04%), Torino (1.489, sovraffollamento 136,36%), Opera (1.394, sovraffollamento 153,19%), Lecce (1.392, sovraffollamento 174,44%), Palermo Pagliarelli (1.345, sovraffollamento 122,61%) e Santa Maria Caputa Vetere (1.047, sovraffollamento 154, 88%).