Il cuore di Domenico trasportato in un box frigo, ispettori del ministero all’ospedale di Bolzano

AGI - Gli ispettori del ministero della Salute sono arrivati nel pomeriggio all'ospedale di Bolzano per le verifiche sulla dinamica che ha portato al decesso del piccolo Domenico, morto all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Gli ispettori acquisiranno la documentazione relativa alle procedure sull'espianto del cuore da trapiantare, avvenuto a Bolzano, e sulla sua conservazione e trasporto fino a Napoli.

Mentre si attende la risposta del gip alla richiesta di incidente probatorio avanzata da Francesco Petruzzi, legale di Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico morto all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di un cuore danneggiato, fa discutere la foto diffusa da quotidiani del contenitore utilizzato per il trasporto dell'organo da Bolzano a Napoli.

Il contenitore e il refrigerante

Come era già emerso, si tratta di una borsa frigo di plastica rigida con il manico arancione e di colore blu. Su un fianco la scritta a pennarello 'S.OP.C.CHPED', probabilmente abbreviazioni per Sala operatoria Cardiochirurgia pediatrica. Ma il punto critico per gli inquirenti è la tipologia di refrigerante utilizzato, questione che rimbalza da Napoli a Bolzano, per l'uso di ghiaccio secco (anidride carbonica, in pratica, che abbassa la temperatura fino a -80) anziché ghiaccio da acqua, per tenere il cuore per un certo numero di ore in ipotermia in attesa del trapianto.

Le indagini e gli smartphone sequestrati

Domani intanto, come anticipato da Petruzzi, dovrebbe essere conferito l'incarico a periti della procura di procedere all'esame forense degli smartphone sequestrati nei giorni scorsi agli indagati.

L'autopsia e i funerali

Solo dopo l'autopsia sulla salma del bambino, il corpo potrà essere restituito alla famiglia per celebrare i funerali, probabilmente alla fine della prossima settimana.

 

 

 

 

 

Cade dalla sedia in smart working, riconosciuto l’infortunio sul lavoro

AGI - Cade dalla sedia mentre è in smart working e dopo tre anni le viene riconosciuto l'infortunio sul lavoro. È accaduto a una donna di 60 anni di Padova: l'Inail le ha negato il risarcimento, che invece le è stato riconosciuto da un tribunale civile. Il fatto risale all'8 aprile del 2022. La sentenza è stata emessa dai giudici del lavoro di Padova l'8 maggio scorso ma è stata resa nota in questi giorni dal sindacato Fgu Gilda Unams e riportata da media locali.

Dipendente universitaria

La lavoratrice, dipendente del dipartimento giuridico dell'Università di Padova, si era alzata quattro anni fa dalla sedia nel corso di una riunione in videoconferenza, ma era caduta procurandosi la frattura della caviglia in due punti, con il ricovero in ospedale, un intervento chirurgico e un certificato medico di 137 giorni di inabilità al lavoro. Il giudice di Padova Maurizio Pascali ha dichiarato "cessata la materia del contendere in ordine alla natura di infortunio sul lavoro occorso e sulle entità postume", imponendo il rimborso di 1.300 euro e il riconoscimento di un'invalidità permanente nella misura del 9%.

Istat: divario marcato Nord-Sud sull'adozione dello smart

L'adozione dello smart working in Italia evidenzia marcate differenze tra le diverse aree del Paese. Le città metropolitane e le regioni del Centro-Nord, caratterizzate da una maggiore concentrazione di settori terziari avanzati e da evolute infrastrutture digitali, mostrano livelli più elevati di diffusione del lavoro agile. È quanto emerge dalle statistiche dell'Istat dedicate allo smart working relative al 2023. In particolare, città come Milano, Roma, Bologna e Torino hanno registrato, tra i Comuni con più di 150mila residenti, le percentuali più alte di lavoratori da remoto, grazie anche alla presenza di grandi aziende e pubbliche amministrazioni più strutturate.

Al contrario, nel Mezzogiorno, con alcune eccezioni, il lavoro da casa risulta meno frequente, riflettendo anche le caratteristiche della struttura produttiva del territorio. Nel 2023, nel Nord-Est, gli occupati che hanno lavorato a distanza almeno un giorno nelle quattro settimane precedenti la data di riferimento della rilevazione censuaria sono il 17,1%, un punto percentuale in più di quelli residenti nel Centro. Nella ripartizione Nord-occidentale la quota scende sensibilmente fino all'11,9%, e si assesta al 10,2% nelle regioni del Sud, in entrambi i casi al di sotto della media nazionale (13,8%).

Nelle due Isole maggiori meno di 10 lavoratori su 100 (9,7%) hanno scelto, o avuto la possibilità, di svolgere, anche solo per qualche giorno, la propria attività al di fuori della sede di lavoro. A livello regionale, il Lazio guida la classifica con il 21,5%; valori elevati anche per la Lombardia (18,6%) e il Piemonte (14,5%). Supera la media nazionale anche la Liguria con il 14%. In tutte le regioni del Mezzogiorno il lavoro da casa interessa meno del 10% degli occupati, a eccezione di Campania (11,1%), Abruzzo (10,3%) e Sardegna (10,2%). In controtendenza, la Valle d'Aosta/Vallee d'Aoste che, al pari della Basilicata, si ferma all'8,8%.

Cosa succede al nostro cervello mentre guardiamo Sanremo

AGI - Mentre il Festival accende emozioni, polemiche e ricordi collettivi, la vera regia non è sul palco dell'Ariston, è nella nostra mente. Ogni brano ascoltato, ogni ritornello canticchiato, ogni applauso a tempo attiva una macchina biologica straordinaria.

"La musica è una delle attività più complesse che il cervello umano possa elaborare", spiega il Prof. Paolo Maria Rossini, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione IRCCS San Raffaele di Roma, "coinvolge contemporaneamente aree cerebrali deputate all'udito, al linguaggio, al ritmo, alla memoria, al movimento e alle emozioni".

Come la musica attiva il cervello

Quando ascoltiamo una canzone si accende la corteccia uditiva. Quando cantiamo le parole, i circuiti legati al linguaggio nell'emisfero sinistro si attivano, quando un ritornello ci emoziona entra in gioco il sistema limbico, la centralina delle emozioni. Se quella melodia ci riporta a un'estate lontana, è l'ippocampo, snodo della memoria, ad attivarsi. E se battiamo il tempo con il piede o cantiamo a squarciagola, lavorano anche cervelletto e aree motorie. "È una vera attivazione a rete. Non esiste quasi nessun'altra esperienza capace di sincronizzare così tante funzioni cerebrali nello stesso momento" puntualizza il neurologo.

Musica e memoria: un legame sorprendente

"Anche in persone con decadimento cognitivo o malattia di Alzheimer, le melodie apprese in gioventù rimangono spesso sorprendentemente conservate. Anche in persone che hanno perso il linguaggio a seguito di un ictus, la capacità di pronunciare le parole di una canzone appresa in passato ricompare d'incanto", sottolinea ancora l'esperto. Non è solo suggestione: è neuroscienza.

La musica come riserva cognitiva

Studi internazionali dimostrano che l'attività musicale, dall'ascolto attivo al canto, fino alla pratica di uno strumento, contribuisce alla cosiddetta riserva cognitiva, quel patrimonio di connessioni neurali che può aiutare il cervello a compensare più a lungo eventuali processi degenerativi. "Non è una cura contro la demenza - precisa Rossini - ma può contribuire a mantenere il cervello attivo, curioso e stimolato. Perché è uno strumento potente, accessibile a tutti, con un impatto emotivo straordinario. Sanremo sembra parlare di classifiche. In realtà parla di memoria. La musica fa una cosa che pochissime esperienze riescono a fare: entra senza chiedere permesso e resta".

La quota di Rcs in Mediobanca la prenderà Del Vecchio jr? Le pillole del giorno

«Dopo le fusioni c’è sempre qualcosa che avanza», sussurra un vecchio banchiere. Ultimo caso, quello tra Mps e Mediobanca, con partecipazioni definite “storiche” e che in alcuni casi permettevano di sedere nei consigli “giusti”, quelli per pochi eletti: ci sono dei pacchetti azionari di Italmobiliare dei Pesenti, il 25,4 per cento dello Ieo (Istituto europeo di oncologia) che ha fatto scatenare la guerra finanziaria ancora in corso, qualcosa di Piquadro e soprattutto il 6,55 per cento di Rcs. «Che ci facciamo con questa quota?», si chiede qualcuno dei componenti del board. Domanda condita da una proposta, che magari si concretizzerà davvero: «Forse il migliore acquirente potrebbe essere Leonardo Maria Del Vecchio, il figlio del fondatore di Luxottica che ora si è appassionato di editoria e che va a caccia di giornali. Magari gli interessa pure il Corriere della Sera». LMDV, nonostante la figuraccia da Lilli Gruber, pare volersi pigliare tutto quello che c’è su piazza (forse il problema non è lui, ma il mondo dell’editoria che ne ha bisogno), tanto che ha fondato una società apposta per investire nel settore, dove si è già “pappato” il 30 per cento del Giornale e la maggioranza di Editoriale Nazionale, la società che edita Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN. E aveva fatto anche un’offerta per Repubblica, respinta però nettamente da John Elkann (rifiuto che pare gli abbia provocato qualche tensione di troppo con il fratello Lapo, sceso in campo per perorare la causa dell’amico Leonardo). Insomma, vuoi vedere che se offrono la quota Rcs a LMDV lui la prende? Altrimenti tocca chiedere un posto nel prossimo consiglio di amministrazione di Rcs Media Group. Ipotesi che comunque non è da scartare, visto che lì già ci si trova un big come Carlo Cimbri, il “comandante” di Unipol, incarico che con astuzia mette bene in evidenza nel suo curriculum. Che poi Cimbri è anche presidente dello Ieo, sempre grazie a Unipol. Chiamiamole “coincidenze curiose”. Non resta che attendere.

La quota di Rcs in Mediobanca la prenderà Del Vecchio jr? Le pillole del giorno
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Un’altra poltrona per Bianca Farina

Arriva un’altra poltrona per Maria Bianca Farina, classe 1941, soprannominata “highlander” dai suoi amici più stretti: dopo aver ricoperto incarichi di ogni tipo, uno tra tutti la presidenza di Poste Italiane, per l’85enne manager è pronta la presidenza con compiti non esecutivi del nuovo fondo di garanzia per le polizze vita. È ancora presidente emerito di Ania, l’associazione nazionale tra le imprese assicuratrici.

La quota di Rcs in Mediobanca la prenderà Del Vecchio jr? Le pillole del giorno
Maria Bianca Farina (foto Imagoeconomica).

Una limousine per Bellanova e il marito

Teresa Bellanova: chi la ricorda? Prima sottosegretaria e poi ministra come fedelissima di Matteo Renzi, nel pomeriggio di martedì 25 febbraio è apparsa improvvisamente nel centro storico di Roma: una limousine nera con autista si è fermata davanti alla Galleria Sordi, Bellanova è scesa dal lato del marciapiede e dalla parte opposta il marito, Abdellah El Motassime. Lei elegantissima, guidava la coppia, diretta verso via del Tritone. Bellanova conobbe l’attuale marito all’aeroporto di Casablanca, nel 1989, nel corso di un viaggio in Marocco con la delegazione di Federbraccianti.

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Un mare di incontri tra Berlusconi, Bocchino, Meloni e Veltroni

Pomeriggio di fuoco a Roma per chi si occupa di politica, a causa di una serie di presentazioni di libri. Si comincia a piazza di Pietra, alla Camera di Commercio di Roma, con Berlusconi, il mondo secondo lui di Giovanni Castellaneta e Marco Carnelos, con la prefazione di Gianni Letta, per rileggere la politica estera del Cavaliere: ovviamente si parlerà dell’attuale titolare della Farnesina, cioè il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, leader di Forza Italia. A discuterne, il direttore del quotidiano Il Messaggero Roberto Napoletano, Maria Latella e molti altri ancora. Seconda tappa in Galleria Sordi, dove Italo Bocchino presenta la sua fatica editoriale dedicata a Giorgia Meloni: protagonisti della serata, il presidente del Senato Ignazio La Russa e la “sister”, ossia Arianna Meloni. E chissà, magari al termine si affaccerà pure la presidente del Consiglio, attraversando la strada, proveniente da Palazzo Chigi. Terza tappa, a Spazio Sette, in via dei Barbieri, a due passi da largo Argentina, con Walter Veltroni, impegnato a presentare il libro di Carlo Verdelli, Il diavolo in tasca. Poi tutti a casa a vedere il Festival di Sanremo.

Giustizia, nuovo scontro tra Gratteri e Nordio sugli organici

Nuovo botta e risposta tra il magistrato Nicola Gratteri e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Dopo lo scontro sulle correnti del Csm, questa volta la querelle riguarda gli organici. «Bisognerebbe coprire tutti i buchi, tutte le scoperture che ci sono e poi rivedere la geografia giudiziaria. Anziché riaprire i tribunali come ha fatto adesso il ministro, riaprendo Bassano del Grappa, bisognerebbe chiudere i piccoli tribunali perché non funzionano bene», ha detto il procuratore di Napoli a margine dell’inaugurazione dell’anno formativo della Scuola superiore della magistratura a chi gli chiedeva quali fossero gli interventi necessari per migliorare l’amministrazione della giustizia. «Bisogna fare sinergia perché ogni volta che si apre un ufficio giudiziario c’è sempre un procuratore della repubblica con tutta la struttura amministrativa che ne consegue. Bisognerebbe accorpare e fare sinergia, altrimenti saranno sempre più in difficoltà. Se pensa alla proposta di Nordio che ha detto che nella riforma del codice di procedura penale si prevede che un’ordinanza di custodia cautelare venga firmata da tre giudici, voi capite il livello di incompatibilità che si creerà nei piccoli tribunali. Il presidente del tribunale dovrà chiedere altri magistrati, dovrà chiedere al presidente della corte d’appello l’applicazione di un magistrato dal tribunale più vicino. Il tribunale più vicino sarà nelle stesse difficoltà, con gli stessi problemi e quindi sarà come il cane che si morde la coda».

Giustizia, nuovo scontro tra Gratteri e Nordio sugli organici
Nicola Gratteri (Ansa).

La replica di Nordio: «Smentito dai numeri»

A stretto giro è arrivata la replica del Guardasigilli: «Prendo atto delle dichiarazioni odierne del procuratore Gratteri alla Scuola superiore di magistratura in merito alla copertura degli organici. Rilevo che, per la prima volta da mezzo secolo, stiamo colmando gli organici della magistratura attraverso ben sei concorsi, alcuni dei quali già definiti. Di conseguenza dalla fine di quest’anno avremmo in servizio 10.853 magistrati che contribuiranno ad accelerare la definizione dei processi. I nostri numeri lo smentiscono ancora una volta». E ancora: «Siamo rammaricati per questa ennesima sterile polemica che non asseconda quel clima di pacatezza e razionalità giustamente invocato dal presidente della Repubblica. Oltre alla copertura della piante organiche della magistratura, abbiamo provveduto al potenziamento delle strutture amministrative attraverso la stabilizzazione di circa 10 mila addetti all’Ufficio del processo, a suo tempo assunti a tempo determinato. Abbiamo finalmente regolarizzato la posizione dei giudici onorari, che erano privi di garanzie salariali e previdenziali. Abbiamo inoltre assunto dall’ottobre 2022 ad oggi circa 20 mila addetti alle funzioni amministrative».

Fermi tutti: dopo la maratona olimpica Salvini posta dal Mit

Fermi tutti. Ormai lo davamo per disperso sulle piste di Cortina, Livigno e Bormio, quasi una terza mascotte olimpica. O impegnato a esprimere sui social solidarietà alle forze dell’ordine dopo la giravolta carpiata effettuata su Carmelo Cinturrino, poliziotto che, è notizia recente, resterà in carcere. Invece il 24 febbraio Matteo Salvini si trovava esattamente dove doveva essere e cioè al ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Martedì infatti il vicepremier leghista ha postato sui social uno scatto in occasione dell’incontro con il ministro dell’Interno di Cipro. Magari, visto che è in sede, Salvini si sarà occupato anche della grana informatica che sta bloccando il sistema di protocollazione del dicastero di Porta Pia. Chissà…

Vivendi acquisisce la maggioranza di Lucky Red

Tramite la controllata StudioCanal, il conglomerato francese Vivendi ha acquistato il 51 per cento delle quote della società di distribuzione e produzione italiana Lucky Red, fondata nel 1987 da Andrea Occhipinti e da Kermit Smith, scomparso nel 2001.

Occhipinti manterrà la posizione operativa all’interno di Lucky Red

StudioCanal, nel dettaglio, ha acquisito per 26,6 milioni di euro un 40 per cento che finora apparteneva a Occhipinti e l’11 per cento che era in mano ai due soci di minoranza Valerio Scarinci e Stefano Massenzi, i quali escono così di scena. Occhipinti, che resta col il 49 per cento delle azioni, manterrà la propria posizione operativa all’interno di Lucky Red, che nel 2025 ha raggiunto quasi 24 milioni di euro di ricavi dalla distribuzione di film, principalmente d’autore. Vivendi, che in Italia possiede già una partecipazione in Mediaset e Telecom, sottolinea che l’operazione non influirà sulle attività di Lucky Red.

Festival di Sanremo, l’ordine di uscita dei cantanti nella seconda serata

Carlo Conti ha annunciato in conferenza stampa l’ordine di esibizione dei 15 big in gara nella seconda serata del Festival di Sanremo. Apriranno le Bambole di pezza, mentre l’ultimo a cantare sarà Tommaso Paradiso. Gli artisti cantanti saranno presentati dai restanti 15 colleghi, che vestiranno i panni di “annunciatori”.

L’ordine di uscita dei cantanti nella seconda serata di Sanremo

Ecco l’ordine di uscita dei big in gara nella seconda serata del Festival di Sanremo.

Bambole di Pezza – Resta con me
Chiello – Ti penso sempre
Dargen D’Amico – Ai ai
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Elettra Lamborghini – Voilà
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Ermal Meta – Stella stellina
Fedez & Marco Masini – Male necessario
Fulminacci – Stupida sfortuna
J-Ax – Italia starter pack
LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
Levante – Sei tu
Nayt – Prima che
Patty Pravo – Opera
Tommaso Paradiso – I romantici

Accanto a Conti e alla coconduttrice fissa Laura Pausini, il 25 febbraio saliranno sul palco dell’Ariston anche l’attrice Pilar Fogliati, il cantante Achille Lauro e il comico Lillo.

La danza di Sarah sulla sedia a rotelle

AGI - In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare (28 febbraio), la storia di Sarah, 11 anni, si leva come un potente inno alla vita e un monito per le istituzioni. Sarah convive con la Sindrome di Leigh, una patologia genetica degenerativa che colpisce i mitocondri. La sua è una storia iniziata nel silenzio: a soli sei mesi i primi segnali di una crescita interrotta, poi a tre anni il buio improvviso, quando in una sola settimana ha perso la capacità di camminare e la parola a causa della prima lesione cerebrale.

Impresa straordinaria

Nonostante un percorso segnato da momenti critici – come il durissimo 2025, tra interventi di tracheotomia, gastrostomia e un edema cerebrale – Sarah ha compiuto un’impresa straordinaria. In uno dei teatri più belli di Padova, davanti a 700 persone, ha danzato sulla sua sedia a rotelle. “Se chiudo gli occhi, sento ancora il battito del cuore che accelera e il respiro sospeso di settecento persone”, racconta Laura, mamma di Sarah. “Siamo in uno dei teatri più belli di Padova. Mia figlia Sarah è lì, al centro del palco. È sulla sua sedia a rotelle, la compagna inseparabile delle nostre giornate, ma in quel momento – continua – non esiste gravità.

Accompagnata da una ballerina straordinaria

Sarah danza, sorride, splende, ed è la prova vivente che un corpo può avere dei limiti, ma l’anima è libera di correre ovunque”. Dietro la bellezza di quel sorriso, però, si cela una battaglia quotidiana contro l’insensibilità e le barriere burocratiche. Per questo, in una giornata simbolica come quella delle malattie rare, Laura lancia un appello accorato: “Non chiediamo miracoli – sottolinea Laura – ma dignità e comprensione. È atroce sentirsi chiedere se valga la pena spendere soldi per una bambina che ‘non ha futuro’".

Il futuro

"Il futuro di Sarah - sottolinea Laura - è ogni singolo giorno che vive con il sorriso, ed è un diritto che va tutelato. Chiediamo che le istituzioni abbattano il muro della burocrazia: è assurdo dover dimostrare ogni anno che una malattia genetica degenerativa non è guarita. Chiediamo scuole con mezzi adeguati perché nessun bambino debba sentirsi escluso da una gita e l’accesso garantito a medicinali galenici formulati correttamente. Nessuna famiglia dovrebbe sentirsi sola in questa battaglia. La forza di mia figlia è una lezione per tutti: la sua felicità non è un costo, ma un valore inestimabile”.

Fondazione La Miglior Vita Possibile

A sostegno di questa battaglia si schiera la Fondazione La Miglior Vita Possibile, che lavora per sensibilizzare sull’importanza delle cure palliative pediatriche e che supporta l’Hospice Pediatrico di Padova, diventato per Sarah una vera “seconda famiglia”. Il presidente della Fondazione, Giuseppe Zaccaria afferma che “quello di tanti bambini fragili affetti da malattie rare e inguaribili ma curabili è un diritto costituzionale alla salute, ma ancor prima un’esigenza etica. In Italia circa 11.000 minori richiedono cure specifiche, ma solo il 18% del fabbisogno è coperto. ‘Cura’ indica sollecitudine, ‘I care’ significa mi sta a cuore: occorre prendere in carico globalmente la persona e la sua situazione di vita, costruendo una rete di protezione.

Dobbiamo dare il giusto valore a ogni granello che scende nella clessidra della vita”. Oggi Sarah è una bambina felice, circondata dall’amore dei genitori, della sorella quindicenne Gemma, dei “super nonni” e di medici come la pediatra Lorena Pisanello. Grazie a questa rete, ha potuto incontrare i suoi idoli, i “Me Contro Te” e cavalcare con l’associazione “Il Cuore Oltre l’Ostacolo”. “Questa vita non possiamo cambiarla, ma l’abbiamo accettata – conclude Laura -. Ci godiamo ogni momento sapendo che ogni giorno è un regalo. Sarah regala amore in modo smisurato e questo ripaga di ogni sacrificio”.

 

 

Anche Deliveroo finisce sotto controllo giudiziario

Un mese dopo il concorrente Foodinho-Glovo, anche Deliveroo Italia è stata messa sotto controllo giudiziario dalla procura di Milano, che ritiene urgente «interrompere una situazione di vero e proprio sfruttamento ai danni di un numero rilevante di lavoratori che percepiscono retribuzioni sicuramente non proporzionate né alla qualità né alla quantità del lavoro (poco meno di 4 euro l’ora) contrastanti con l’articolo 36 della Costituzione e non in grado di garantire un’esistenza libera e dignitosa». L’azienda conta 20 mila ciclofattorini in Italia, di cui circa 3 mila a Milano. Per il pm «risultano sotto soglia 30 rider su 40 (80 per cento), con uno scostamento medio rispetto alla soglia di povertà di 7.600 euro annui, e punte di 15.300 euro annui».

L’amministratore giudiziario dovrà bonificare gli indici del reato di caporalato

Il controllo giudiziario, cioè la nomina di un amministratore giudiziario che non sostituisce ma affianca i vertici dell’azienda, è disposto quando c’è da interrompere una situazione di ritenuta illegalità. Il provvedimento d’urgenza del pm, che dovrà essere successivamente convalidato dal gip, nomina l’amministratore giudiziario Massimiliano Poppi per bonificare gli indici del reato di caporalato per il quale sono indagati Deliveroo come società e l’amministratore Andrea Giuseppe Zocchi come persona fisica, regolarizzare i lavoratori e adottare assetti organizzativi idonei a evitare il ripetersi di fenomeni di sfruttamento e di retribuzioni sotto soglia di povertà.