Caporalato nel cantiere del nuovo consolato Usa, fermato manager turco all’aeroporto di Or…

AGI - E' stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per caporalato un 47enne turco, ritenuto il rappresentante della divisione italiana della Caddell Construction che sfrutterebbe decine di lavoratori indiani per la costruzione del nuovo consolato generale americano di Milano. Il provvedimento è stato notificato dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro su delega dei pm Paolo Storari e Mauro Clerici.

L'uomo, Ulas Demir, è stato bloccato all'aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) prima di imbarcarsi con la famiglia per la Turchia.

 

 

Controllo giudiziario per la società

Venerdì la procura ha disposto il controllo giudiziario d'urgenza per la società americana disvelando l'esistenza dell'inchiesta.

Scoperto il piano di fuga

Da un'intercettazione gli inquirenti hanno scoperto il piano di fuga del 47enne. L'uomo ieri ha acquistato i biglietti aerei.

I pm, "situazione di para-schiavismo"

Sarebbe inquadrabile in una condizione di "para-schiavismo" la situazione in cui versano i circa 400 operai che si sono alternati per la costruzione del nuovo consolato generale americano di Milano di piazzale Accursio. E' la valutazione dei pm Storari e Clerici contenuta nel decreto di controllo giudiziario d'urgenza - reso noto dalla stampa due giorni fa - per la Caddell Construction, la divisione italiana dell'azienda americana che si è aggiudicata l'appalto da 200 milioni di dollari per i lavori.

"Gli operai sono costretti a lavorare con turni massacranti, senza sicurezza e sotto la costante minaccia di licenziamento e quindi di rientrare nel loro paese d'origine, se non sottostanno a condizioni lavorative degradanti e sottopagate, non potendosi nemmeno ribellare perchè ricattabili e controllati", si legge ancora. Dall'analisi delle buste paghe di decine di lavoratori, per lo più indiani, emerge una paga oraria al di sotto dei 2 ore all'ora.

 

 

Tre motociclisti deceduti in Calabria, Lazio e Sicilia

AGI - Domenica di sangue per tre motociclisti che hanno perso la vita in tre diversi incidenti avvenuti in Calabria, Lazio e Sicilia.

Impatto nel Catanzarese

Sulla Strada statale 109 Quater della Piccola Sila, a Sorbo San Basile (Catanzaro), in seguito a un impatto tra due moto, è morto un poliziotto di 21 anni. Una delle due è finita contro il guard-rail ai bordi della carreggiata e l'agente è deceduto sul colpo. L'incidente ha provocato rallentamenti nel tratto interessato. Sul posto sono intervenute le squadre Anas e le forze dell'ordine.

Incidente mortale a Campoli Appennino

Un uomo di 32 anni, residente a Sora, ha perso la vita questa mattina in un incidente avvenuto lungo la strada regionale 666, nel territorio di Campoli Appennino, in provincia di Frosinone. Secondo una prima ricostruzione, intorno alle 11 l'uomo era alla guida della sua Honda CBR 1000 quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo, andando a schiantarsi contro un muro. Sul posto sono intervenuti i soccorsi, ma per il 32enne non c'è stato nulla da fare: il decesso è stato constatato sul luogo dell'incidente. La salma è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale di Cassino. I rilievi e gli accertamenti sono affidati ai Carabinieri della Stazione di Sora e all'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Sora, impegnati nella ricostruzione della dinamica.

Frontale sulla statale 115

Un morto anche lungo la strada statale 115 Gela-Licata quando per cause in corso di accertamento un motociclista di 33 anni, di Pozzallo, in provincia di Ragusa, si è scontrato con una vettura. Per il centauro non c'è stato nulla da fare. Il tratto in direzione dell'innesto con la Statale 124 Siracusa, nel territorio comunale di Butera, è stato chiuso per qualche ora.

Ordigno esplode davanti all’abitazione di Adriano Cappellari, il cronista vicentino che di…

AGI - Grave atto intimidatorio nella tarda serata di ieri a Enego, in provincia di Vicenza. Intorno alle 23:30, un ordigno è stato fatto esplodere davanti all'ingresso della casa di Adriano Cappellari, giornalista che collabora con Il Giornale di Vicenza e la testata L'Altopiano.

La bomba, composta da alcune bombolette di gas all'interno di una scatola, ha generato un rogo che ha danneggiato la recinzione e distrutto i vetri di diverse finestre. Fortunatamente in quel momento l'abitazione era vuota e l'incendio è stato domato in breve tempo. I filmati delle telecamere di sorveglianza privata hanno già ripreso la dinamica: un uomo con il volto coperto è entrato nella proprietà, ha piazzato il pacco bomba a terra ed è fuggito rapidamente a piedi.

La lettera di morte con i riferimenti a Meloni e don Patriciello

Subito dopo l'attentato, nella cassetta della posta della casa è stata rinvenuta una lettera con esplicite minacce di morte indirizzate al cronista. La missiva era accompagnata da alcune fotografie del giornalista e conteneva farneticanti riferimenti alla premier Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello, il parroco anticamorra di Caivano.

Cappellari era già stato preso di mira in passato proprio a causa della sua vicinanza al sacerdote campano. "Sono sconvolto, evidentemente qualcuno mi sorvegliava. Non capisco il motivo di tanto accanimento", ha dichiarato il giornalista. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di Bassano e di Enego per avviare le indagini.

La reazione delle istituzioni e la solidarietà della politica

L'episodio ha sollevato un'ondata di indignazione. L'Ordine dei giornalisti del Veneto ha espresso profonda solidarietà al giovane collega, sottolineando come questo secondo attacco dimostri che nessun territorio è davvero immune dalla violenza della criminalità organizzata.

Anche la politica ha fatto sentire la sua voce attraverso le parole del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana: "Esprimo la mia solidarietà al cronista Adriano Cappellari, bersaglio di un altro vile atto intimidatorio. Colpire un giornalista significa colpire la libertà di informazione, presidio essenziale della democrazia".

Meloni, irricevibile attacco alla libertà stampa

"Voglio esprimere tutta la mia vicinanza ad Adriano Cappellari, oggetto questa notte di un gravissimo attentato incendiario nella sua abitazione a Enego. Minacciare un cronista che sceglie di fare luce su realtà difficili come quella di Caivano e sul prezioso impegno di chi, come don Maurizio Patriciello, è in prima linea al servizio della propria comunità, è inaccettabile e rappresenta un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Sono certa che Adriano Cappellari non si farà intimidire e che continuerà a portare avanti il suo lavoro, come ha fatto finora - aggiunge -. L'Italia ha bisogno di giovani coraggiosi come lui, che non hanno paura di denunciare e di documentare ciò che non funziona, per tentare di cambiarlo e rendere la nostra società più giusta e forte. Un abbraccio ad Adriano, alla sua famiglia e ai suoi colleghi della redazione de 'L'Altopiano'". 

Un’auto con 5 minorenni evita il posto di blocco e si schianta. Muore un 17enne, feriti gli altri

AGI - Un ragazzo di 17 anni ha perso la vita e altri quattro giovanissimi sono rimasti feriti nella notte tra sabato e domenica lungo la strada provinciale 80, nelle campagne di Orta Nova, nel Foggiano. Il drammatico incidente è avvenuto al culmine di un inseguimento stradale.

Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, i cinque minorenni viaggiavano a bordo di una Renault Megane con targa polacca. Alla vista di una pattuglia dei carabinieri impegnata in un posto di blocco, il conducente ha accelerato bruscamente, presumibilmente per evitare il controllo. Il successivo inseguimento si è concluso quando la vettura, a causa dell'alta velocità, è uscita fuori strada nei pressi di una curva scarsamente illuminata e poco visibile – un tratto già noto per la sua pericolosità e in passato già origine di altri sinistri –, schiantandosi contro il guardrail. I primi riscontri investigativi escludono contatti tra l'auto dell'Arma e il veicolo dei ragazzi: i militari si trovavano a una distanza stimata tra i 20 e i 30 metri al momento dell'impatto.

Dettagli sulle vittime e i feriti

I successivi accertamenti hanno rivelato che alla guida della vettura si trovava un ragazzo di soli 16 anni. La vittima, che avrebbe compiuto 17 anni il prossimo settembre, sedeva sul sedile posteriore, esattamente dietro al guidatore; per lui l'impatto si è rivelato fatale. Gli altri tre passeggeri rimasti feriti hanno un'età compresa tra i 14 e i 17 anni.

La vittima si chiamava Andrea Procaccino, era di Orta Nova e frequentava l'Istituto di Istruzione Superiore "Adriano Olivetti" di Orta Nova. Tanti i messaggi di cordoglio giunti sui social che hanno ricordato la giovane vittima. A ricordarlo con un commosso messaggio e' stato anche uno dei suoi docenti. "Andrea era un ragazzo d'oro, un pezzo di pane. Aveva sempre il sorriso stampato in faccia ed era impossibile non volergli bene", scrive l'insegnante, che lo descrive come "l'amico di tutti", capace di contagiare chiunque con la sua allegria.

Intervento dei soccorsi

I soccorsi sono scattati immediatamente sul luogo dell'incidente, dove sono intervenuti i sanitari del 118 con il supporto dell'elisoccorso e i vigili del fuoco di Cerignola. Il ferito più grave è stato trasportato d'urgenza e ricoverato all'ospedale di Foggia, mentre gli altri tre ragazzi sono stati trasferiti al nosocomio di Cerignola.

Indagini in corso

Le indagini sono affidate alla Polizia Stradale di Foggia, che sta lavorando per fare piena luce sulla dinamica e stabilire le responsabilità. Gli investigatori stanno concentrando l'attenzione anche sulla provenienza dell'automobile: il mezzo non risulta rubato, ma sono stati avviati accertamenti internazionali per ricostruirne la proprietà e la storia.

Genoma Puglia alla Fasano‑Selva: la corsa che chiede diagnosi genetiche per tutti i neonati

AGI - Sulla cronoscalata pugliese, tra motori che ruggiscono, curve da interpretare e tempi da inseguire, corre anche un’altra sfida: trasformare lo screening genomico neonatale in un diritto per ogni bambino italiano, indipendentemente dal luogo di nascita. È questo il messaggio che accompagna la partecipazione di Fabiano Amati alla Fasano‑Selva, una delle gare più iconiche del panorama motoristico nazionale.

Al centro dell’appello c’è Genoma‑Puglia, il programma di sanità pubblica unico al mondo che offre gratuitamente a tutti i neonati pugliesi l’analisi di un pannello di 433 geni, attraverso una semplice goccia di sangue. L’obiettivo è individuare 597 malattie o condizioni genetiche per le quali esiste una cura o un monitoraggio precoce in grado di cambiare radicalmente la prognosi.

A un anno dall’avvio, i numeri raccontano la portata del progetto: 27.000 neonati analizzati, un’adesione superiore al 90%, e circa 500 bambini identificati con condizioni che, senza una diagnosi tempestiva, avrebbero potuto compromettere gravemente la loro vita o ridurre le possibilità di trattamento.

È in questo contesto che Amati, promotore della legge regionale che ha istituito il programma, porta in gara una vettura con una frase che non lascia spazio a interpretazioni: “Genoma Puglia per tutti i bambini d’Italia”. Non una semplice livrea, ma un manifesto politico‑sanitario lanciato dal percorso di una delle cronoscalate più riconoscibili del Paese.

Il messaggio attraversa la linea di partenza, supera il frastuono dei motori e arriva al cuore di una domanda che riguarda l’intero sistema sanitario nazionale: se possiamo diagnosticare prima, perché un bambino dovrebbe aspettare? Perché un neonato pugliese deve avere più opportunità rispetto a un bambino nato altrove?

Per Amati, la Fasano‑Selva diventa la metafora perfetta. In una gara dove vince chi sa anticipare ogni curva, anche nella medicina pubblica arrivare prima significa salvare vite. Prima che la malattia si manifesti, prima che il danno diventi irreversibile, prima che famiglie e medici siano costretti a inseguire una diagnosi tardiva.

«La domanda è semplice», afferma Amati. «Se possiamo individuare precocemente una malattia genetica grave e fornire alle famiglie un’informazione decisiva nei primi giorni di vita, perché questa possibilità dovrebbe dipendere dalla regione in cui un bambino nasce? Il luogo di nascita non può determinare le sue opportunità di cura».

Il Programma Genoma Puglia nasce proprio da questa visione: utilizzare la genetica per anticipare diagnosi, percorsi clinici e presa in carico. Non per creare un primato regionale, ma per indicare una direzione possibile per tutto il Paese.

Per questo il messaggio scelto da Amati non si limita a dire “Genoma Puglia”, ma aggiunge un’estensione che è un impegno e una richiesta: “per tutti i bambini d’Italia”. "La Puglia ha imboccato una strada", conclude l’avvocato fasanese. "Ora quella strada deve diventare percorribile per tutti. Quando si parla della salute dei bambini non possono esistere territori più fortunati di altri".

Da Belsito a Venezia e Zenit, le 45 spiagge aperte a Ostia

AGI – Prosegue il percorso di riordino, regolarizzazione e rilancio del mare di Roma. Ad oggi sono 45 le concessioni già sottoscritte a Ostia, comprese le 6 spiagge libere attrezzate. Regolarmente aperti dal 1 maggio sono inoltre i 4 chioschi di Castel Porziano. Lo rende noto un comunicato.

Tra le concessioni già perfezionate figurano: Village, Salus, Elmi, Ristorante Edonè, Battistini, Lido Beach, Ristorante Lido, Kelly's, El Miramar Ristorante, El Miramar Stabilimento, Il Capanno, Il Delfino, Plinius, Tibidabo, Le Dune, Lega Navale Italiana, La Vecchia Pineta, Dopolavoro Metro-Cotral, Venezia, Gambrinus, Orsa Maggiore, Zenit, La Bussola, La Bicocca, La Vela, La Bonaccia, Guerrino Er Marinaro, Il Gabbiano, L'Ancora, La Playa, Isola Fiorita, La Conchiglia, Chiosco Hakuna Matata, La Spiaggia, Miami, La Marinella, cui si aggiungono le sottoscrizioni perfezionate nella giornata di ieri per Belsito, Marechiaro e La Nuova Pineta a seguito della messa in pristino dei luoghi interessati da innovazioni non autorizzate

Riordino e nuovi operatori sul litorale

Il percorso di riordino ha, inoltre, determinato numerosi avvicendamenti nella gestione di strutture storiche del litorale, tra cui El Miramar, Edonè, Battistini, Ristorante Lido, Orsa Maggiore, La Vecchia Pineta, Bicocca, Vela, Playa, Marinella, Miami, La Spiaggia e Kelly's, favorendo l'ingresso di nuovi operatori. Parallelamente, proseguono le attività di cura e manutenzione del litorale. Nelle ultime settimane, prosegue la nota, è stato incrementato il numero dei cestini per la raccolta dei rifiuti ed è stata ulteriormente potenziata la pulizia degli arenili, in particolare sul tratto di Ponente, per garantire maggiore decoro e fruibilità delle spiagge anche in previsione di afflussi di utenza e turisti in crescita.

Zevi: "Ostia finalmente sta voltando pagina"

"Per troppo tempo - ha dichiarato Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale - Ostia è stata lasciata ferma. Oggi, finalmente, sta voltando pagina. Siamo in una fase di transizione complessa, ma necessaria. Le 45 concessioni già firmate, la riapertura di stabilimenti storici con nuovi gestori, le spiagge libere attrezzate e i chioschi di Castel Porziano dimostrano che il riordino del litorale non è più un obiettivo, ma un processo già in corso. La regola è semplice e non cambia - ha aggiunto - chi non rimuove gli abusi non firma e non apre. Sempre più operatori stanno completando il percorso di regolarizzazione e questo sta consentendo nuove aperture. Abbiamo scelto di passare dalle proroghe alle gare pubbliche, dalle situazioni irrisolte alle verifiche, dall'assenza di regole a un sistema più trasparente. È un lavoro che ha richiesto, richiede e richiederà tempo, ma oggi i primi risultati iniziano a essere visibili. Il nostro obiettivo non è soltanto garantire una stagione balneare, ma costruire le condizioni perché il mare di Roma sia più accessibile e più attrattivo negli anni a venire".

Manutenzione e servizi sul litorale

Parallelamente, proseguono le attività di cura e manutenzione del litorale. Nelle ultime settimane, prosegue la nota, è stato incrementato il numero dei cestini per la raccolta dei rifiuti ed è stata ulteriormente potenziata la pulizia degli arenili, in particolare sul tratto di Ponente, per garantire maggiore decoro e fruibilità delle spiagge anche in previsione di afflussi di utenza e turisti in crescita. "Per troppo tempo - ha dichiarato Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale - Ostia è stata lasciata ferma. Oggi, finalmente, sta voltando pagina. Siamo in una fase di transizione complessa, ma necessaria. Le 45 concessioni già firmate, la riapertura di stabilimenti storici con nuovi gestori, le spiagge libere attrezzate e i chioschi di Castel Porziano dimostrano che il riordino del litorale non è più un obiettivo, ma un processo già in corso. La regola è semplice e non cambia - ha aggiunto - chi non rimuove gli abusi non firma e non apre. Sempre più operatori stanno completando il percorso di regolarizzazione e questo sta consentendo nuove aperture. Abbiamo scelto di passare dalle proroghe alle gare pubbliche, dalle situazioni irrisolte alle verifiche, dall'assenza di regole a un sistema più trasparente. È un lavoro che ha richiesto, richiede e richiederà tempo, ma oggi i primi risultati iniziano a essere visibili. Il nostro obiettivo non è soltanto garantire una stagione balneare, ma costruire le condizioni perché il mare di Roma sia più accessibile e più attrattivo negli anni a venire".

Gli ambientalisti bloccano il traffico al Brennero. A22 riaperta verso l’Austria

AGI - Ha sorpreso alcuni turisti tedeschi il blocco autostradale del Brennero, i quali sono dovuti tornare indietro, dato che nonostante la campagna informativa, non sapevano della chiusura. "Lo sciopero, di cosa si tratta?", ha chiesto un automobilista ignaro del blocco che dopo aver parlato con l'agente di polizia.

Atmosfera quasi surreale al passo del Brennero che non si respirava nemmeno ai tempi delle restrizioni attuate nel 2020 a seguito della pandemia di coronavirus. Alcuni tir parcheggiati sull'area di sosta nei pressi del Plessi Museum, il vicino outlet center aperto ma con pochissimi visitatori, i bar al passo che stanno pensando di chiudere prima causa la mancanza di clienti. È l'immagine di oggi al passo del Brennero, il valico più importante di tutto l'arco alpino per la sua valenza storica, flusso di merci, persone e anche traffico di treni, gli unici salvati dalla mega dimostrazione ambientalista di Matrei am Brenner, a pochi chilometri dal confine italo-austriaco, in Austria.

Riapertura verso l'Austria

L'autostrada 'A22 del Brennero' e la strada statale da Vipiteno verso il confine di Stato con l'Austria sono state riaperte alle ore 19, con un'ora di anticipo rispetto a quanto preventivato, dopo la manifestazione pro ambiente di oggi pomeriggio a Matrei am Brenner. Riaperta al traffico anche la 'Brennerautobahn' (A13) in territorio austriaco da Innsbruck alla frontiera con l'Italia. A darne conferma la centrale viabilità della Provincia Autonoma di Bolzano.

Manifestazione ambientalista e autostrada chiusa

La polizia austriaca "scorta" i manifestanti nell'ingresso, a piedi, sulle carreggiate dell'autostrada, chiuse già da diverse ore. L'autorizzazione era arrivata già diverse settimane fa dal Tribunale amministrativo regionale di Innsbruck che aveva concesso il diritto di manifestazione a favore della salvaguardia dell'ambiente e della salute delle persone che vivono nella Wipptal.

Protesta contro il traffico su gomma

"Troppo traffico su gomma attraverso il Brennero", contestano i dimostranti. La zona della manifestazione è delimitata da blocchi di cemento e dai mezzi del servizio strade. L'autostrada A22 sul versante italiano, tra Vipiteno e Brennero, è chiusa dalle ore 10.30, la A13 Brennerautobahn austriaca dalle 11, dalle 9 per i mezzi pesanti.

Traffico ridotto e strade deserte

Il traffico prima del blocco era pressoché nullo. "Tutto è molto tranquillo, c'è molto meno traffico rispetto ai soliti sabati", fa sapere un portavoce del dipartimento del traffico del Tirolo. Traffico scarso anche lungo la Inntalautobahn e al confine tra Austria e Germania di Kufstein-Kiefersfelden regna un silenzio quasi surreale mai visto in questo periodo dell'anno. Strade semi-deserte, in Alto Adige ma anche nel vicino Tirolo.

Dati sul traffico e prospettive future

La manifestazione degli ambientalisti è stata promossa dal sindaco di Gries am Brenner, Karl Muehlsteiger che, con dati alla mano dei passaggi annui dei mezzi in transito al Brennero, 14,4 milioni, riferisce che l'aumento del traffico causa problemi sanitari alla popolazione interessata dall'arteria. La speranza si chiama Galleria di base del Brennero (Bbt) che con i suoi 64 chilometri collegherà Fortezza a Innsbruck: il completamento è previsto entro il 2032.

La morte della bimba di due anni a Bordighera, arrestato anche il compagno della madre

AGI - Svolta nell'inchiesta sulla morte di Beatrice, la bambina di 2 anni trovata morta lo scorso 9 febbraio a Bordighera, in provincia di Imperia. Dopo l'arresto della madre, Emanuela Aiello, avvenuto nelle ore successive alla morte, è stato arrestato anche il compagno Manuel Iannuzzi, già indagato dalla procura nei giorni successivi alla morte della piccola. Le accuse sono di maltrattamenti aggravati dalla morte. La madre della piccola e il compagno erano entrambi indagati per omicidio preterintenzionale. Il capo di imputazione è ora cambiato in maltrattamenti aggravati dalla morte.

Il gip: contro la vittima atti abominevoli

L'ordinanza firmata dal gip è composta da 33 pagine, mentre la richiesta avanzata dalla Procura era un faldone di materiale probatorio di oltre 70 pagine. Al termine dell'esame di questo corposo volume, il gip ha redatto un'ordinanza in cui definisce le violenze contro la piccola Beatrice, "atti abominevoli". "Un giudizio che mi trova pienamente d'accordo", commenta il procuratore di Imperia, Alberto Lari. Secondo la ricostruzione della Procura, infatti, la bambina trovata morta lo scorso 9 febbraio nell'abitazione in cui viveva con sua madre Emanuela Aiello e due sorelline, sarebbe stata vittima di ripetute aggressioni fisiche.

Nell'ordinanza si parla di schiaffi, pugni al volto e sul corpo, capelli tirati, colpi inferti con una ciabatta, spinte contro il muro e cadute provocate volontariamente. "Non ce la sentivamo di aspettare più - ha spiegato Lari - Abbiamo fatto una cosa che normalmente non si fa mai: abbiamo chiesto la misura cautelare con le indagini ancora in corso. Non ce la sentivamo, umanamente, di andare avanti così. Ritenevamo - sottolinea il procuratore - di avere già elementi probatori molto consistenti e il tempo passava".

Lari spiega che "tali maltrattamenti contro la piccola Beatrice non erano un fatto isolato, ma andavano avanti da diversi mesi. Ogni volta che questa bimba provava a protestare o chiedeva qualcosa, o piangeva, subiva percosse o dalla mamma o da Iannuzzi - racconta il procuratore - L'accusa quindi è stata modificata in maltrattamenti con l'epilogo finale dell'ultimo episodio, molto più violento dei precedenti, che ha portato al decesso della bimba". 

Negli atti le foto della vittima con lividi sul viso

"Il giudice nell'ordinanza definisce i maltrattamenti di violenza brutale perché nelle immagini riportate sul telefonino sequestrato vi sono diverse fotografie che ritraggono Beatrice subito dopo le violenze subite. Ci sono più fotografie che ritraggono la bimba con dei lividi molto grandi sul viso". Lo ha detto il procuratore di Imperia, Alberto Lari, a margine della conferenza stampa indetta dopo l'arresto di Manuel Iannuzzi.

La procura: nella chat di whatsapp le prove delle violenze

"Le prove a carico dell'uomo sono essenzialmente le chat". Lo ha detto il procuratore di Imperia. "Abbiamo sequestrato il telefono di Iannuzzi - prosegue il procuratore - e c'erano tanti messaggi whatsapp in cui vengono descritti i maltrattamenti". Oltre ai messaggi, ad aggravare la posizione dell'uomo "ci sono anche le dichiarazioni delle due minori (le sorelle della vittima, ndr) e le immagini del circuito di videosorveglianza della città che dimostrano - prosegue Lari - che le dichiarazioni fornite inizialmente sia da Iannuzzi che dalla madre della bimba sono totalmente false". Secondo quanto appurato, spiega il procuratore di Imperia, "il fatto è avvenuto a casa di Iannuzzi e successivamente la bambina è stata portata a casa della Aiello quando era già deceduta. Quindi - prosegue Lari - la chiamata al 118 e le manovre di soccorso erano avvenute quando la bimba era già morta. Era una messa in scena, concordata tra Aiello e Iannuzzi per depistare le indagini".

 

 

 

Brennero: “atto doloso” sulla linea Fs. E una protesta bloccherà il traffico con l’Italia

AGI - Circolazione ferroviaria rallentata sulla linea Verona-Brennero tra Peri e Dolce' a causa di un atto doloso compiuto da ignoti che ha provocato danni all'infrastruttura. Lo comunica Trenitalia nella sezione infomobilità. I treni Alta Velocità, Intercity e Regionali registrano ritardi fino a 60 minuti, mentre i convogli precedentemente coinvolti hanno accumulato maggiori tempi di percorrenza fino a 100 minuti. I treni regionali possono inoltre subire cancellazioni o limitazioni di percorso. Per garantire la mobilità dei passeggeri sono state attivate corse sostitutive con autobus per i collegamenti regionali.

Scattato il blocco autostradale in vista della protesta

Al passo del Brennero intanto non transita più nessuno. È scattato il blocco autostradale e stradale in attesa dell'inizio della manifestazione ambientalista autorizzata dalle autorità del Tirolo che si svolgerà in territorio austriaco, nella zona di Matrei am Brenner, tra le ore 13 e le 16.30. Prima del blocco sull'asse del Brennero tra Innsbruck e Bolzano il traffico era molto scarso. Erano state segnalate alcune autovetture di turisti stranieri, soprattutto tedeschi anche in vista delle vacanze di Pentecoste, dirette nelle località turistiche e balneari italiani. Chiuse anche le stazioni autostradali in direzione nord di Bressanone/Val Pusteria, Bressanone zona industriale e Chiusa/Val Gardena. Limitazioni al traffico pesante anche in Val Pusteria e Val Venosta. Possibile il transito, allungando il percorso, attraverso Tarvisio-Villach-Salisburgo.

Una protesta organizzata in Tirolo, nell'Austria occidentale, contro il rumore e l'inquinamento causati in particolare dai camion, paralizzerà quindi una delle principali autostrade europee, che collega Germania e Italiai. Per consentire lo svolgimento della manifestazione, le autorità hanno chiuso al traffico un tratto dell'autostrada che attraversa il Passo del Brennero, nonché diverse strade adiacenti, dalle 11 alle 19 ora locale, come annunciato. L'automobil club austriaco OeAMTC ha avvertito di "ingorghi significativi" e ha consigliato agli automobilisti di evitare di attraversare il Tirolo.

La protesta

"Vogliamo mandare un messaggio a Bruxelles e al governo federale di Vienna, dicendo loro che le cose non possono e non devono assolutamente continuare così, con questo traffico in costante aumento", ha dichiarato Karl Muehlsteiger, sindaco di Gries am Brenner e organizzatore della manifestazione. "Questo è un problema che si trascina da moltissimo tempo. Si protrae da anni... la popolazione ne ha abbastanza, è diventato insopportabile", ha lamentato Muehlsteiger, riferendosi all'inquinamento, al rumore e agli ingorghi che affliggono le città situate lungo l'autostrada.

Il traffico di veicoli pesanti attraverso il Passo del Brennero è aumentato vertiginosamente, con oltre 2,4 milioni di camion registrati lo scorso anno, secondo l'organizzazione per la mobilità VCOe. A titolo di confronto, 860.000 camion hanno attraversato il confine con la vicina Svizzera attraverso quattro vie di transito, ha osservato VCOe. Nel 1991, secondo le statistiche stradali, solo 900.000 camion avevano attraversato il Passo del Brennero. L'Austria è in disaccordo con la Commissione europea da anni, la quale ritiene che qualsiasi divieto di transito per i veicoli pesanti rischi di perturbare il traffico stradale all'interno dell'UE.
Nel 2023, la Corte di giustizia dell'UE ha sospeso un provvedimento austriaco che vietava il transito di questi camion in un tratto del Passo del Brennero, principalmente a causa del suo impatto ambientale. 

 

Ebola, stretta sui viaggiatori in Italia

AGI - L'epidemia di Ebola impone nuove misure di sicurezza anche a migliaia di chilometri di distanza dai Paesi in cui si è sviluppata.

Il Ministero della Salute ha intensificato le misure di sorveglianza epidemiologica in risposta al focolaio di virus Bundibugyo (Bvb), correlato all'Ebolavirus, attualmente in corso in Africa centrale. È stata infatti pubblicata in Gazzetta Ufficiale la nuova ordinanza firmata dal ministro Orazio Schillaci, emanata a seguito della dichiarazione di emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

Durata e obiettivi del provvedimento

Il provvedimento, che ha una durata complessiva di 120 giorni, introduce stringenti obblighi di tracciamento per i viaggiatori per prevenire la diffusione del virus sul territorio nazionale.

Obbligo di dichiarazione per i viaggiatori

La misura principale riguarda il monitoraggio di chiunque abbia transitato nelle zone colpite dal focolaio. Secondo quanto disposto dal testo ministeriale, "chiunque provenga, direttamente o indirettamente, con qualsiasi mezzo di trasporto, dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda, o che sia stato in quelle aree fino a 21 giorni prima dell'ingresso in Italia, deve entro 24 ore compilare, firmare e inviare una dichiarazione al Dipartimento di prevenzione della Asl di residenza o domicilio".

Il ruolo delle regioni e dei vettori di trasporto

L'ordinanza assegna compiti specifici sia agli enti locali sia alle società di trasporto per garantire la massima capillarità dell'informazione.

I compiti delle regioni

Le Regioni: hanno il compito di provvedere, attraverso i propri canali e mezzi di comunicazione istituzionale, a dare "ampia diffusione delle modalità di trasmissione della dichiarazione per i territori di competenza e della relativa modulistica".

Obblighi per vettori e gestori

I vettori e i gestori logistici: il provvedimento disciplina formalmente gli obblighi a carico di vettori aerei, armatori marittimi, gestori aeroportuali e autorità di sistema portuale. Tali soggetti sono tenuti a fornire ai passeggeri provenienti dalla Repubblica del Congo e dall'Uganda i moduli necessari per la dichiarazione prima del loro ingresso in Italia.

Protocolli medici e valutazione del rischio

In allegato all'ordinanza è stata rilasciata una circolare tecnica che definisce nel dettaglio le misure di prevenzione da adottare sul territorio e i criteri di valutazione medici ed epidemiologici del rischio, fornendo alle autorità sanitarie le linee guida operative per la gestione di eventuali casi sospetti.