Le reazioni alla nomina di Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema dell’Iran

Ora è ufficiale: è Mojtaba Hosseini Khamenei, secondogenito di Ali Khamenei, la nuova Guida Suprema dell’Iran. La nomina di Mojtaba da parte dell’Assemblea degli Esperti, maturata in un clima di estrema segretezza, segna una successione dinastica che punta a garantire la stabilità della teocrazia sotto assedio. E a far sì che nulla cambi nel Paese, visto il suo forte legame con i Pasdaran.

La nomina di Mojtaba Khamenei è una vittoria per i pasdaran

Di fatto, la nomina di Mojtaba Khamenei segna la vittoria del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica sul clero iraniano, che avrebbe preferito come massima autorità del mondo sciita un ayatollah, anziché un chierico giurista di medio rango. I pasdaran, in una nota diffusa immediatamente dopo la proclamazione, hanno assicurato «totale obbedienza e sacrificio» per adempiere ai suoi comandamenti. Ma in generale tutte le principali istituzioni politiche e militari del Paese hanno espresso pieno sostegno alla nomina. Il presidente Masoud Pezeshkian ha definito la scelta «l’incarnazione della volontà» della comunità musulmana di «rafforzare l’unità nazionale». Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, si è congratulato pubblicamente con Khamenei tramite un messaggio su X. Pieno appoggi anche dalla il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, dalle forze armate, dalla milizia Basij, dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale e dalla polizia.

Le reazioni alla nomina di Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema dell’Iran
Mojtaba Khamenei (Ansa).

I proxy di Teheran hanno accolto con favore la scelta dell’Assemblea degli Esperi

La nomina di Khamenei è stata accolta con favore dai ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti da Teheran: «In questa fase critica e delicata della storia della nazione rappresenta un’altra vittoria per la Rivoluzione Islamica e un duro colpo per i suoi nemici della Repubblica Islamica», hanno scritto sul loro canale Telegram. Apprezzamento anche da parte di Hamas, che ha ricordato come Khameni avesse partecipato al funerale di Yahya Sinwar, leader del gruppo islamista palestinese. In Iraq a salutare positivamente la nomina è stata la milizia sciita Kataib Hezbollah.

Trump: «Se non otterrà la nostra approvazione non durerà a lungo»

Donald Trump, che lo aveva già bollato come «peso piuma», ha commentato: «Se non otterrà la nostra approvazione non durerà a lungo. Lo uccideremo». Israele ha già assicurato che «continuerà a perseguire» la leadership iraniana: la mattina del 9 marzo si è aperta con nuovi massici attacchi dell’Idf contro le «infrastrutture del regime» di Teheran.

Oggi lo sciopero generale di 24 ore, tutti i settori a rischio

AGI - Oggi sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato da diverse sigle del sindacalismo di base e destinato a coinvolgere lavoratori del settore pubblico e privato, con possibili disagi soprattutto in scuolauniversitàsanità e servizi amministrativi. L’astensione riguarda numerosi comparti ma non coinvolge i trasporti, come ha chiarito la Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali.

I sindacati che hanno proclamato lo sciopero 

La mobilitazione è stata proclamata da Slai Cobas per il sindacato di classe, Unione Sindacale Italiana (Usi 1912)Unione Sindacale di Base (Usb) e Clap, per rivendicare interventi su salaricondizioni di lavoro, contrasto alla precarietà e politiche sociali.

Alla protesta si somma anche l’astensione annunciata dalla Flc Cgil nei settori della conoscenza in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne.

I settori coinvolti dallo sciopero 

Secondo le proclamazioni depositate presso le autorità competenti, lo sciopero riguarda lavoratori del pubblico e del privato, compreso il personale con contratti precari o atipici. Possibili ripercussioni potrebbero quindi interessare scuolauniversitàricercaAfamformazione professionalesanità e uffici della pubblica amministrazione.

I vigili del fuoco 

Per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco l’astensione non coprirà l’intera giornata ma è prevista dalle 9 alle 13, secondo le modalità indicate dalla Commissione di garanzia per i servizi di emergenza.

Il trasporto pubblico escluso dallo sciopero

Restano invece esclusi i trasporti. Le proclamazioni depositate prevedono infatti l’esclusione dell’intero comparto, che comprende trasporto ferroviarioaereomarittimo e trasporto pubblico locale.

Non sono quindi previsti stop generalizzati per treniautobusmetropolitanetraghetti o voli, che dovrebbero svolgersi regolarmente.

La Commissione di garanzia ha diffuso una precisazione alla vigilia della mobilitazione proprio per chiarire che lo sciopero generale del 9 marzo non riguarda il settore dei trasporti, evitando possibili equivoci tra gli utenti.

Il marzo nero per i trasporti, dai treni agli aerei 

 Lo sciopero di oggi inaugura una serie di proteste che cadono nel mese di marzo soprattutto nel settore dei trasporti.

Treni, sciopero di Italo  

Mercoledì 11 marzo, dalle 9 alle 17, è in programma lo sciopero nazionale del personale di Italo, proclamato da Uilt-Uil.  

Scioperi nel trasporto pubblico locale 

Altra giornata di agitazioni ma nel trasporto pubblico locale sarà il 16 marzo in particolare in Sicilia e Abruzzo

Sciopero nel trasporto aereo 
 

Due giorni dopo, il 18 marzo, è previsto lo sciopero dei dipendenti di ITA Airways  e EasyJet per quattro ore: dalle 13 alle 17.  

Nella stessa giornata è previsto anche uno stop di 24 ore per i lavoratori delle società di handling Airport Handling e Dnata negli scali di Milano Linate e Malpensa, con l'adesione anche del personale Alha a Malpensa.

Scioperi del 27 e 29 marzo 

Il mese di marzo si chiude con una nuova ondata di scioperi nel trasporto pubblico locale. Il 27 marzo braccia incrociate per il personale del gruppo Atm di Milano per 24 ore; il personale Eav di Napoli per quattro ore, dalle 19 alle 23; il personale della società Sun di Novara per quattro ore, dalle 17.30 alle 21.30.

Il 28 marzo è stato annunciato lo sciopero per i dipendenti della società Amtab di Bari per quattro ore, a partire dalle 20; i dipendenti della società Mtm di Molfetta per quattro ore, dalle 8.30 alle 12.30.

Elezioni Milano, Forza Italia insiste per il candidato civico ma trova il no degli alleati

Forza Italia continua a sostenere che per le elezioni comunali di Milano del 2027 il centrodestra dovrebbe puntare su un candidato civico, ma gli alleati non sono d’accordo. Gli azzurri hanno riunito alla fondazione Rovati oltre 30 relatori, tutti esponenti della società civile, tra i quali «c’è il candidato sindaco di Forza Italia» come ha detto l’europarlamentare Letizia Moratti, che ha organizzato il convegno insieme alla senatrice Stefania Craxi ed è stata l’ultima esponente del centrodestra a guidare la città.

Noi Moderati punta su Maurizio Lupi

Sul tavolo resta sempre il nome politico del presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, caldeggiato in primis dal suo partito, che nelle settimane precedenti aveva invitato Forza Italia a non inseguire candidati fuori dalla politica: «Fa ridere questa continua ricerca di candidati civici, che poi puntualmente dicono di no, come se fossimo a X Factor». Gli azzurri non sembrano però appoggiare le sue ambizioni, con il coordinatore di Fi in Lombardia Alessandro Sorte che ha definito la sua eventuale candidatura come “non competitiva”, sostenendo che il centrodestra debba allargare la coalizione, per esempio ad Azione e agli elettori dell’ex Terzo polo.

Elezioni Milano, Forza Italia insiste per il candidato civico ma trova il no degli alleati
Maurizio Lupi (Ansa).

La Lega: «Forza Italia vuole candidarsi da sola?»

A frenare Forza Italia è anche la Lega. «Mi viene da pensare che con questo annuncio vogliano candidarsi da soli, soprattutto dopo il salvataggio a Beppe Sala sul tema stadio, ma auspico sia solo un maldestro tentativo di gettare la palla avanti», ha detto il segretario provinciale su Milano Samuele Piscina, ribadendo che il candidato non sarà di un singolo partito ma della coalizione.

Fratelli d’Italia: «Bisogna avere coraggio»

Nemmeno Fratelli d’Italia sembra appoggiare la mossa degli azzurri. Il capogruppo meloniano a Palazzo Marino Riccardo Truppo ha evidenziato che «il candidato sindaco può certamente essere un civico ma non l’ha prescritto il medico, non è condizione necessaria e sufficiente». E ancora: «Giorgia Meloni si è candidata a governare l’Italia tra mille teorici del civismo e fautori dei tecnocratici. Governiamo l’Italia con il coraggio delle nostre idee e a Milano può succedere la stessa cosa. Basta avere coraggio».

La nuova linea di Salvini: cautela nella Lega su guerra e referendum

Parola d’ordine: disimpegno. Dalla guerra e dal referendum sulla giustizia. Matteo Salvini ha incontrato i segretari regionali e massimi dirigenti in due riunioni a porte chiuse tra giovedì sera e venerdì mattina. E la raccomandazione a tutti è stata: «Quando andate in tivù o fate interviste ai giornali evitate ogni commento sulla guerra in Iran e nei Paesi del Golfo. La politica estera la fanno Tajani e Meloni? Che commentino loro», è stato il ragionamento del segretario leghista. «La Lega deve apparire come il partito responsabile che cerca di mitigare le conseguenze di un conflitto complesso in cui l’Italia ha un ruolo più che marginale. E si deve occupare solo della task force sui prezzi e di evitare ogni speculazione sul costo dell’energia».

La nuova linea di Salvini: cautela nella Lega su guerra e referendum
Giorgia Meloni con Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Giorgetti alle prese con il decreto Bollette

La raccomandazione è stata netta in entrambe le riunioni. Tanto che a qualcuno è tornata in mente la figuraccia del viaggio in Polonia dopo l’attacco russo all’Ucraina, quando il sindaco di Przemysl presentò a Salvini il ‘conto’ della maglietta sfoggiata nel 2014 con il volto di Vladimir Putin. «Le guerre non gli portano bene, non vorrà fare figuracce», è stato il commento sarcastico di qualche dirigente. Sul tema del costo dell’energia, è intervenuto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per illustrare il quadro della situazione e spiegare come gli effetti del decreto Bollette all’esame del Parlamento siano già esauriti a causa della nuova situazione. Il decreto dovrà essere modificato nella parte che riguarda il biogas e le aste per l’energia idroelettrica.

La nuova linea di Salvini: cautela nella Lega su guerra e referendum
Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

I dubbi di Salvini sull’esito referendario

Sulla guerra, infine, le divisioni (sotterranee) all’interno della Lega sarebbero nette, tra chi è contrario all’autorizzazione all’uso delle basi in Italia per i bombardamenti e chi si adeguerà alle decisioni di Giorgia Meloni (la quale comunque ha anticipato che ogni mossa sarà decisa in Parlamento). Per quanto riguarda il referendum sulla riforma della giustizia, formalmente la Lega respinge ogni accusa di disimpegno, arrivata nei giorni scorsi da Forza Italia. «In giro si vedono solo i nostri gazebo», avrebbe rivendicato Salvini. Ma nella riunione a porte chiuse coi big del partito sono stati espressi molti dubbi sull’esito della consultazione. I nostri non sanno neanche di cosa si parla, si sarebbe lamentato Giorgetti. Mentre Salvini ha snocciolato tutta una serie di sondaggi e mostrato in sostanza il timore di intestarsi una battaglia che potrebbe non risultare vincente.

La nuova linea di Salvini: cautela nella Lega su guerra e referendum
Matteo Salvini a un gazebo per il Sì (Imagoeconomica).

La manifestazione dei Patrioti a Milano non scalda gli animi leghisti

Tutto in attesa della manifestazione organizzata dal gruppo dei Patrioti europei per il 18 aprile a Milano, dal titolo ‘Senza paura, in Europa padroni a casa nostra’. Qualcuno è convinto della disfatta di Viktor Orban in Ungheria e comincia a pensare che, con l’aggravarsi della situazione internazionale e la crescente impopolarità di Donald Trump, forse non sia il momento per impegnarsi in un evento del genere. Durante la riunione la vicesegretaria Silvia Sardone ha invitato tutti a prepararsi alla manifestazione con idee chiare e un tema definito. Ma non è che vi sia grande entusiasmo tra i dirigenti più moderati e i governatori attorno all’evento per il quale Marine Le Pen non ha ancora confermato la sua presenza. Qui, sì, che forse in diversi nella Lega sotto sotto desidererebbero che la parola d’ordine fosse disimpegno.

La nuova linea di Salvini: cautela nella Lega su guerra e referendum
Matteo Salvini e Viktor Orban (Imagoeconomica).

La nuova segreteria politica può attendere

Infine, la riunione di venerdì al Mit, per alcuni, avrebbe dovuto rappresentare l’esordio della nuova segreteria politica, format più snello del consiglio federale cui Salvini avrebbe acconsentito di dar vita per una gestione più collegiale del partito. Ma nessuna nuova struttura è stata formalmente varata. E, malgrado da tempo ci sia chi auspica un maggior coinvolgimento decisionale degli altri dirigenti, non risulta che Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, entrambi collegati, siano intervenuti alla riunione. Insomma, le decisioni sembrano restare tutte in capo al segretario e al suo stretto cerchio magico (il vice Claudio Durigon e il senatore Andrea Paganella). E ogni altro coinvolgimento sarebbe solo apparente. La decisione di scomporre il confronto in due momenti – uno con i segretari regionali e uno con i colonnelli – sembra, viene riferito, motivata più che altro dall’esigenza di non far filtrare i contenuti.

La nuova linea di Salvini: cautela nella Lega su guerra e referendum
Claudio Durigon e Matteo Salvini (Imagoeconomica).

8 marzo, Meloni: “Costruire un’Italia dove nessuna donna sia costretta a scegliere”

AGI - "Continuare a costruire un'Italia nella quale nessuna donna debba scegliere tra libertà, lavoro, famiglia e realizzazione personale": è l'impegno ribadito dalla premier, Giorgia Meloni, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, segnata da iniziative e manifestazioni da Nord a Sud in una sessantina di 'piazze'. "Il talento, la determinazione e il contributo delle donne sono una forza decisiva per la crescita della Nazione", ha sottolineato la premier che si è detta "fiera" del "livello più alto di sempre di occupazione femminile raggiunto in Italia".

La figlia del presidente della Repubblica, Laura Mattarella, in una rara intervista concessa al Tg3 ha osservato che vi sono stati tanti progressi per le donne, ma "manca ancora molto": "Sulla carta abbiamo una parità piena, ma nei fatti dobbiamo fare ancora tanta strada". Papa Leone ha assicurato "solidarietà" e "preghiera" per le tante donne che "fin dall'infanzia sono ancora discriminate e subiscono varie forme di violenza": "Rinnoviamo l'impegno che per noi cristiani è fondato sul Vangelo per il riconoscimento della pari dignità tra uomo e donna", ha detto all'Angelus.

Le mobilitazioni di 'Non una di meno'

Con lo slogan "le nostre vite valgono. Noi scioperiamo", 'Non una di meno' ha promosso un 'weekend lungo' tra la domenica, con le mobilitazioni in 60 città in tutta Italia, e il lunedì di iniziative a sostegno dello sciopero 'transfemminista' del settore pubblico e privato appoggiato da Cobas, Cgil e altre sigle che coinvolgerà scuola, trasporti e sanità. Nel mirino ci sono le politiche del Governo sul contrasto alla violenza sessuale con l'obiettivo di bloccare "con ogni mezzo" il Ddl Bongiorno.

Le manifestazioni nelle città italiane

A Roma il corteo di Una di Meno è partito nei pressi del Circo Massimo, mentre domani l'appuntamento è alle 9,30 in piazzale Ostiense. A Milano uno striscione rosa con la scritta 'Not in my name. Stop zone rosse. Stop deportazioni' e cartelli con la scritta "disarmiamo guerra e patriarcato" sono stati esposti intorno alla 'Mela reintegrata', la scultura di Michelangelo Pistoletto davanti alla Stazione centrale. Da lì almeno 5mila persone hanno sfilato fino a piazza Fontana. A Napoli un corteo lungo viale Campi Flegrei a Napoli con slogan come "Il mio silenzio non è assenso". A Venezia in 1200 hanno partecipato Corsa Rosa, manifestazione podistica organizzata dalla Uisp tra Mestre e Marghera. A Firenze il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha svelato uno striscione a sostegno della battaglia per la libertà in Iran "con le donne sempre più protagoniste".

Polemica a Latina per striscione maschilista

Polemica, infine a Latina, per uno striscione maschilista apparso davanti al Parco Falcone Borsellino con la scritta "Donna: quanto t'abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato", firmato dal sedicente gruppo "I nativi". Condanna è stata espressa dalla sindaca Matilde Celentano e la Digos indaga per risalire agli autori.

L’augurio del Vice Direttore Generale di ACN per la Giornata internazionale della donna

AGI - Un augurio alla parte femminile della società, una riflessione sulla strada percorsa finora e su quanto resta ancora da fare.

È questo il cuore del messaggio di Nunzia Ciardi, Vice Direttore Generale di ACN, in occasione della Giornata internazionale della donna. Una ricorrenza che ha un valore sostanziale, e che è anche occasione per ragionare sul ruolo essenziale che le donne possono svolgere negli ambiti lavorativi tecnologici che stanno trasformando la società.

L’iniziativa si inserisce nelle attività proposte dal CUG – Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, istituito presso l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

“Le donne hanno percorso tanta strada per riuscire a trovare una parità sostanziale. Nel lavoro, nella vita privata, in tutti gli ambiti delle nostre esistenze. Ma tanta strada ancora c'è da fare. Quindi questa giornata ha ancora un senso preciso” afferma Nunzia Ciardi facendo riferimento al settore della cybersicurezza. E lancia un messaggio alle donne e alle ragazze: “È un campo sul quale si giocherà il futuro delle società. Sono profondamente convinta che vi è un bisogno estremo anche di professionalità umanistiche che sappiano di digitale e di cybersicurezza”, ma conservando quello sguardo complessivo che proprio la formazione umanistica può dare.

“Perché su questo terreno si gioca il destino delle nostre vite, gli scopi ai quali vogliamo arrivare, i limiti che vogliamo mettere alle tecnologie che possono trasformare le nostre società. Le donne in questo possono e devono svolgere un ruolo essenziale con il loro tipo particolare di approccio al lavoro, che è un approccio complessivo ordinato, sensibile”, esortando in conclusione alla capacità di fare squadra per raggiungere traguardi importanti “ma anche per tenere la porta aperta a quelle che verranno”.

Dalla Real Colonia al futuro: a San Leucio rinasce l’eredità della parità di genere

AGI - La più grande celebrazione dell’eccellenza femminile a livello globale che ha visto in programma per tre giorni, da venerdì 6 a domenica 8 marzo 2026, convergere a Caserta alcune tra le più grandi testimonial ed eccellenze di ogni settore: scrittrici, giornaliste, docenti, artiste, critiche letterarie, professioniste di varie discipline, ma anche content creator e protagoniste della comunicazione digitale.

Tra gli spazi dell’Archivio di Stato della Reggia di Caserta e il Belvedere di San Leucio, il festival internazionale “Caserta, la città delle donne”, organizzato dalla Fondazione Orizzonti, è stata dedicata al protagonismo femminile e alle politiche per l’uguaglianza.

 

 

L'eredità storica della parità di genere a San Leucio

Il progetto si basa su una storia che ha ben 250 anni, quando nella Real Colonia di San Leucio venne sancita per la prima volta al mondo la parità di genere. La parità non venne sancita solo come principio, ma applicata producendo risultati straordinari. Il Codice di San Leucio, che seguì alla fondazione della Real Colonia, è il primo impianto giuridico al mondo nel quale viene sancita la parità di genere. Pose la figura femminile al centro di un sistema di sviluppo integrato, produsse risultati straordinari, rendendo San Leucio un esempio di progresso civile, economico e industriale senza precedenti in Europa.

Temi e riflessioni del festival

Ed è proprio rinnovando l'eredità storica di Caserta che nella tre giorni del Festival si è sviluppato un grande racconto fatto di culturacomunitàcreativitàriflessione e bellezzaBilanci e sfide del gender gap, visioni, diritti e futuro al femminile. Ma anche le donne in prima linea, la leadership femminile, fino alla problematica dei femminicidi.

La chiusura del festival e la scoperta del codice

A chiudere oggi il Festival, nella giornata dell’8 marzo, il panel “Ridurre le distanze” con la presidente della Fondazione Marisa BellisarioLella Golfo, e Anna Rossomando, Wanda Ferro, Enzo Battarra. “Per me - ha detto la presidente della Fondazione Bellisario, Lella Golfo - è stata una scoperta fantastica quella del Codice che aveva visto proprio nel borgo di San Leucio, nel 1776, la proclamazione della parità di genere da parte di Ferdinando IV di Borbone”.

 

8 marzo, Non una di meno in 60 piazze. 48 ore di cortei e scioperi

AGI - Le mimose, gli spot, le attenzioni, qualche festa, ma poi i numeri raccontano un 8 marzo diverso, fatto di differenze, gap e vuoti ancora tutti da colmare. Ma se la percezione sociale osserva positivamente i cambiamenti in corso, i dati definiscono un quadro in cui il progresso, pur costante, procede a velocità ridotta rispetto ai partner europei. Secondo il Gender Equality Index 2025 dell'EIGE (Istituto Europeo per l'Uguaglianza di Genere), l'Italia ha raggiunto un punteggio di 61,9 su 100, posizionandosi al 12° posto nell'Unione Europea. Sebbene il punteggio sia cresciuto di quasi 10 punti dal 2015, il Paese rimane al di sotto della media UE (70,2), evidenziando divari strutturali persistenti.

I dati ISTAT aggiornati al 2024-2025 indicano che il tasso di occupazione femminile si attesta intorno al 52,5%, contro il 70,4% maschile. Uno dei nodi critici è il part-time involontario, che coinvolge l'8,6% delle lavoratrici rispetto al 2,5% degli uomini.

Divari salariali e carico del lavoro di cura

Sul fronte salariale, il gender pay gap complessivo nel settore privato è stimato al 17%, ma tende ad ampliarsi significativamente con l'avanzare della carriera (superando il 30% nelle fasce apicali) a causa del cosiddetto "soffitto di cristallo". Un fattore determinante rimane il carico del lavoro di cura: le donne dedicano in media 4 ore e 37 minuti al giorno a compiti domestici non retribuiti, a fronte dell'ora e 48 minuti degli uomini.

Interventi normativi per la parità di genere

Negli ultimi anni, il quadro normativo ha visto interventi mirati a ridurre queste disparità:
Certificazione della Parità di Genere: Introdotta per incentivare le imprese (tramite sgravi contributivi e premialità nei bandi pubblici) ad adottare politiche trasparenti su carriere e salari.
Trasparenza Salariale: In recepimento della direttiva UE, sono in fase di attuazione nuovi obblighi per le aziende con oltre 150 dipendenti, volti a rendere pubblici i livelli retributivi e colmare i divari ingiustificati.
Sostegno alla genitorialità: Il PNRR ha stanziato fondi per l'estensione dei servizi educativi per l'infanzia, con l'obiettivo di raggiungere una copertura del 50% per gli asili nido entro il 2026, riducendo l'ostacolo principale al rientro al lavoro delle madri.
Contrasto alla violenza: Il rafforzamento del "Codice Rosso" e l'adozione della prima Direttiva UE sulla lotta alla violenza contro le donne (2024) hanno potenziato le tutele giuridiche e i meccanismi di prevenzione.

Eventi e sciopero nazionale per l'8 e 9 marzo

In questo scenario si inseriscono le mobilitazioni e le istanze della società civile previste per le prossime giornate.

Una due giorni di iniziative, sit-in manifestazioni, cortei e gare podistiche per celebrare la Festa della donna tra domani, domenica 8 marzo, e lunedì 9 quando scatterà lo sciopero nazionale del settore pubblico e privato appoggiato dai Cobas, CGIL e altre sigle che coinvolgerà scuola, trasporti e sanità. Con lo slogan "le nostre vite valgono. Noi scioperiamo", 'Non una di meno' ha promosso un 'weekend lungo' tra domenica, con le mobilitazioni in 60 città in tutta Italia, e il lunedì di iniziative a sostegno dello sciopero transfemminista. Nel mirino ci sono le politiche del Governo sul contrasto alla violenza sessuale ed economica nei confronti delle donne e delle categorie più colpite dall'inflazione provocata dalla guerra con l'obiettivo di bloccare "con ogni mezzo" il DDL Bongiorno. I cortei denunceranno anche la guerra all'Iran, i bombardamenti sul Libano e il possibile uso delle basi in Italia da parte degli americani.

Le iniziative a Roma

A Roma il corteo di Una di Meno per l'8 marzo partirà alle 17 in piazza Ugo La Malfa, nei pressi del Circo Massimo, mentre lunedì l'appuntamento è alle 9,30 in piazzale Ostiense. Sempre nella Capitale, alle 19 di domenica alla Nuvola di Fuksas verrà aperta la mostra fotografica "Women for Women Against Violence" ideata dall'Associazione Consorzio Umanitas per affrontare le principali emergenze che colpiscono il mondo. Si tratta di 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno vissuto la violenza o il tumore al seno femminile: la violenza di genere e il tumore al seno.

Manifestazioni a Milano, Genova e Napoli

A Milano per l'8 marzo si terrà una manifestazione alle 15 in Piazza Duca d'Aosta e lunedì alle 9,30 un corteo studentesco a sostegno dello sciopero partirà da Largo Cairoli. A Genova il corteo partirà lunedì alle 18 di lunedì da via Fanti d'Italia per arrivare a piazza Matteotti. A Napoli la partenza è fissata alle 15 da Porta Capuana.

Dettagli e disagi dello sciopero

Lo sciopero di lunedì potrebbe causare disagi. Sul fronte dei trasporti l'agitazione è supportata da Slai-Cobas e la durata prevista è di 24 ore. Saranno garantiti i servizi minimi e le fasce di garanzia, che variano di città in città. Per quanto riguarda la scuola è invece la CGIL ad aver proclamato una giornata di astensione dal lavoro per il personale degli istituti scolastici, università, ricerca, formazione professionale e scuole non statali. Nella stessa giornata incroceranno le braccia lavoratrici e lavoratori del terziario, turismo e servizi, fa sapere la Filcams CGIL nazionale. Nella sanità pubblica lo sciopero interesserà infermieri, operatori sociosanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e altre figure del comparto sanitario, oltre alla dirigenza medica, sanitaria e veterinaria e al personale tecnico, professionale e amministrativo.

La fregata Martinengo inviata a difesa di Cipro: l’Italia si unisce a Spagna, Francia e Olanda

AGI - È la fregata missilistica Federico Martinengo la nave della Marina militare italiana destinata all'area di Cipro, nell'ambito dell'operazione per proteggere l'isola dagli attacchi iraniani in coordinamento con Spagna, Francia e Olanda.

La Martinengo, operativa dal 2018, si trova nella base di Taranto dopo aver partecipato alla missione europea Eunavfor Aspides nel Mar Rosso per proteggere il traffico mercantile dalle minacce Houthi. Fa parte delle Fregate europee multi-mission (denominate in Italia classe Bergamini) frutto di un progetto congiunto italo-francese.

La fregata è intitolata al contrammiraglio Federico Carlo Martinengo, caduto in combattimento davanti alle coste livornesi mentre era al comando di una vedetta antisommergibile che fu attaccata da due dragamine tedesche. La nave ha un equipaggio standard di circa 168-185 militari ed è dotata di un cannone prodiero per interdizione navale e obiettivi terrestri a lungo raggio e per il tiro antiaereo e di missili Aster 30 per la difesa aerea d'area (antiaereo e antimissile). 

Costruita nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, venne varata il 4 marzo del 2017 e successivamente trasportata allo stabilimento del Muggiano (La Spezia) per il completamento dell'allestimento e le prove di collaudo. Il crest mantiene la tradizione delle unità Classe Fremm dedicate alle medaglie d'oro della Marina Militare e rappresenta un'immagine a tre quarti del profilo nave, che mette in risalto i sensori, le artiglierie, i sistemi d'arma e la caratteristica forma "stealth" dello scafo. Sullo sfondo azzurro smaltato sono ben visibili il motto dell'unità, "Sufficit Animus" e il distintivo ottico F 596. Dallo sfondo si staglia un mezzobusto dell'ammiraglio Luigi Rizzo. Il crest è sormontato dalla corona turrita e rostrata, simbolo della Marina Militare.

Le origini del motto 'Sufficit Animus' risalgono ai pensieri del filosofo Seneca il quale, nel suo trattato "I Benefici" scriveva: "Quando rivolgiamo ogni cosa al nostro animus, tutto è possibile; e anche quando non mi è concesso di far uso della pietà, della fede, della giustizia ed ogni virtù in se' perfetta, l'uomo può essere grato alla volontà. Chiunque ogni volta che si proponga un obiettivo e lo consegue, coglie il frutto del proprio lavoro. Colui che fa un favore cosa si propone? Dare all'altro è esso stesso piacere".

In ambito militare fu il motto della Prima Squadriglia Aerea ed anche un motto d'Annunziano, quando il poeta non rinuncio' a volare nemmeno dopo l'incidente del gennaio del 1916, quando, a seguito di un brusco ammaraggio nelle acque di Grado, urto' violentemente contro la mitragliatrice del velivolo, perdendo la vista dall'occhio destro.

 

Il caso della partecipazione della Russia alla Biennale è arrivato fino al Parlamento Ue

La partecipazione della Russia alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia non ha solo innescato lo scontro tra il presidente della Fondazione Biennale Pietrangelo Buttafuoco e il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Ha infatti travalicato i confini italiani ed è diventata un caso di respiro internazionale: 26 eurodeputati hanno infatti firmato una lettera indirizzata a Buttafuoco e al cda della Biennale, chiedendo la revoca della «inaccettabile» partecipazione della Federazione Russa.

Il caso della partecipazione della Russia alla Biennale è arrivato fino al Parlamento Ue
Pina Picierno (Ansa).

Cosa hanno scritto gli eurodeputati nella lettera

Tra i firmatari della lettera, di vari schieramenti politici, c’è anche l’italiana Pina Picierno del Pd, vicepresidente del Parlamento europeo. La riammissione della Russia, si legge nella documento, «rischia di danneggiare la reputazione e la statura morale della Biennale stessa», che «rappresenta da sempre un luogo simbolico di libertà artistica e cooperazione internazionale». Permettere la presenza ufficiale della Federazione Russa, spiegano gli europarlamentari, porterebbe «inevitabilmente con sé un significato simbolico e di legittimazione». Tutto questo dopo quattro anni di «bombardamenti, distruzione di infrastrutture e attacchi sistematici al patrimonio culturale ucraino».