Vanno in vacanza a Sharm e lasciano soli i 5 figli minori

AGI - Lasciano i cinque figli, tutti minori, a casa da soli e partono per una vacanza a Sharm el-Sheikh. È successo a Trieste. Ad accorgersi che in quella casa stava succedendo qualcosa di anomalo, probabilmente attraverso i racconti di uno dei bambini, è stata un'insegnante, che ha segnalato il caso ai Servizi sociali del Comune.

E così dopo un sopralluogo con la Polizia locale sono quindi state attivate le misure di protezione e bambini e ragazzi sono stati trasferiti in una comunità. I due genitori - come racconta Il Piccolo - in occasione del compleanno di lei, erano partiti per una vacanza sul Mar Rosso lasciando tutti e cinque figli a casa da soli.

Le misure di protezione e il destino dei minori

Una volta attivati i Servizi sociali e le procedure di sicurezza, i cinque minorenni sono stati trasferiti in un primo momento all'IRCCS materno infantile Burlo Garofolo per verificare che stessero bene. Contemporaneamente è stata inviata un'informativa alla Procura dei minori ed è stata avviata, da parte dei Servizi sociali, la ricerca di una comunità idonea ad accoglierli. I genitori sono stati informati di quanto stava accadendo. Nell'abitazione sono stati trovati anche animali domestici, per i quali il Comune ha trovato strutture adeguate a garantire loro cure e sicurezza.

Palermo e lo Zen, un’enclave di sofferenza

AGI - Sulla mappa del sociologo la macchia rossa indica un'enclave di sofferenza e al tempo stesso di risorse potenziali: è il quartiere di San Filippo Neri, passato alla cronaca e alla storia quotidiana di Palermo con il nome asettico di 'Zen' (Zona espansione nord), un'ingiustizia linguistica che a tante altre ingiustizie si somma per consegnare chi vi abita alla marginalità o, perfino, all'invisibilità: all'anagrafe risultano 13.534 abitanti ma, secondo una stima contenuta in un rapporto di Save the Children, in quei casermoni concepiti negli anni Settanta ci vivono 21.093 persone. "È una quota sommersa, da tenere presente quando ci confrontiamo con dati statistici", spiega in un'intervista all'AGI Laura Azzolina docente di Sociologia economica nell'Ateneo del capoluogo siciliano, impegnato nel progetto "Ricuciamo Palermo", che oggi inaugura il Corso di laurea magistrale in Politiche pubbliche del Dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali.

"Nessuno sa con precisione quante persone risiedano nel quartiere - continua Azzolina, che insieme a Girolamo D'Anneo dell'Ufficio Statistica del Comune di Palermo, Roberto Foderà dell'Istat e Francesca Montemagno del Dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Catania ha cominciato a mappare in un report risorse e sofferenze del quartiere - e questo è un dato da tenere presente perché il sommerso sfugge alla nostra possibilità di controllo". Il report consiste "in un'analisi strutturale e comparata" del quartiere San Filippo Neri rispetto agli altri quartieri di Palermo. "Noi - spiega Azzolina - siamo partiti dal disagio socio-economico, utilizzando un indice calcolato sul 2021. Questo indice mette dentro diversi indicatori che fanno riferimento, fra le altre, a variabili relative all'istruzione, all'occupazione, al reddito, agli effetti dell'invecchiamento della popolazione".

La mappa del disagio a Palermo

Attraverso questa lente i sociologi hanno colorato sulla mappa della città i quartieri: verso il blu quelli più benestanti, virano sul rosso quelli con più disagio. "C'è una direttrice - prosegue Azzolina lasciando scorrere il dito sulla mappa - che parte dal centro storico e va verso nord, e questa è l'area più benestante, ma quella zona, quella macchia di rosso intenso la interrompe: lì, al San Filippo Neri, c'è la maggiore concentrazione di disagio socio-economico. Rispetto non solo alla media di Palermo e ovviamente dei quartieri più benestanti, ma anche rispetto alle altre aree periferiche".

Istruzione, occupazione e reddito: le variabili in negativo

Istruzione, occupazione e reddito: sono queste le "variabili in negativo" che pesano sul destino del quartiere, che ne avverte una carenza enorme. Il tasso di scolarizzazione, per cominciare: solo il 20,1% ha il diploma di maturità superiore, laddove il dato complessivo di Palermo è del 47,5%; nella fascia 25-44 solo il 4,1% possiede la laurea (o un titolo terziario), mentre il dato medio della città è del 25,9%. Cosa ci dicono questi dati? "C'è una difficoltà di accesso ai percorsi formativi", risponde la sociologa. Quanto al tasso di occupazione, nella fascia di età da 15 a 64 anni solamente il 28,2% è occupato; il dato complessivo di Palermo è 46,3%. Infine, il reddito: lo Zen è il quartiere dove c'è la maggiore concentrazione di persone che vivono in famiglie a basso reddito, ovvia conseguenza del peso della precedente variabile, rispetto al resto di Palermo.

Povertà educativa e marginalità sociale

Nel quartiere "esistono condizioni - prosegue la sociologa - che rendono difficoltose per gli individui e le famiglie l'accesso e la permanenza nei percorsi di istruzione con conseguenti difficoltà a entrare nel mercato del lavoro". Si è di fronte a "una mancata o limitata partecipazione alla vita sociale ed economica". "Parliamo - sottolinea la docente universitaria - di povertà educativa, difficoltà economiche, pochi servizi: un insieme composito di difficoltà che produce marginalità".

L'astensionismo elettorale come sintomo

Vivere questa condizione di marginalità si riflette nel comportamento elettorale: alle ultime politiche il tasso di astensionismo è stato il 61,3%; alle regionali il 62,9%; alle amministrative il 72,1%. Guardando il dato complessivo di Palermo il tasso di astensionismo è stato del 45% alle politiche; il 48% alle regionali e il 58% alle amministrative. Nel referendum l'astensionismo della città di Palermo è stato al 53,64%; il quartiere San Filippo Neri ha registrato un 74,5%: "È vero - dice Azzolina - che l'astensionismo è ormai un problema cronico della nostra democrazia, cresciuto un po' dappertutto, ma questa sfiducia nei confronti della politica è molto superiore in un quartiere che vede i cittadini lasciati indietro nelle forme di partecipazione sociale ed economica e che si tirano fuori anche dalle forme di partecipazione elettorale e politica".

Lo stigma e il potenziale dei giovani

Infine, lo stigma. "Non è stato oggetto di misurazione", premette la ricercatrice. Ma "sullo Zen si è nel tempo stratificato, sedimentato ed è cresciuto un forte peso dell'etichettamento", complici anche i recenti fatti di sangue avvenuti a Monreale e nel centro di Palermo. Il grande potenziale dello Zen, e forse la sua via d'uscita dalla disperazione, è costituito dai giovani, proprio gli stessi colpiti dallo stigma, dall'etichettamento. Sono risorse che "aspettano di essere valorizzate".

L'inverno demografico non tocca lo Zen

"La variabile dell'invecchiamento della popolazione - prosegue la sociologa - è quella meno critica qui rispetto ad altri quartieri". L'inverno demografico non sembra ancora investire il quartiere. "La situazione di Palermo è abbastanza differenziata: ci sono i quartieri centrali, cioè quelli più benestanti, con un invecchiamento della popolazione maggiore. Le periferie hanno livelli di invecchiamento minori, e lo Zen ha il più basso indice di vecchiaia". Ci sono più bambini che vecchi, dunque? "Sì, e questo vuol dire che le tensioni demografiche, cioè lo squilibrio demografico, nel quartiere è meno grave che negli altri quartieri. Ci sono più giovani".

La sfida: valorizzare il capitale umano

"Se solo trovassimo il modo di riconquistare queste persone - conclude Azzolina - alla partecipazione ai processi di formazione e poi da lì all'occupazione nel mercato del lavoro, avremmo dato un futuro a loro e valorizzato una risorsa per l'intera città. La nostra sfida, di tutte le istituzioni, dalla scuola all'università alla politica, è attrarre queste persone nei nostri circuiti della formazione e dell'istruzione. Non dobbiamo lasciarli lì, esposti ad altre forme di aggregazione anche criminale: dobbiamo valorizzare questo capitale umano".

La Fabbrica di San Pietro aderisce a Italia Virtute per il rating reputazionale digitale

AGI - La Fabbrica di San Pietro, l'ente vaticano che si occupa della conservazione e della valorizzazione della Basilica Papale di San Pietro, aderisce a Italia Virtute, progetto di rating reputazionale digitale e certificato.

"La 'centrale rischi onlifeItalia Virtute misura - si legge in una nota - l'effettivo grado di fiducia meritato sia da operatori economici, sia da consumatori. È un efficace strumento di selezione dei fornitori e di qualificazione degli operatori economici, per i quali attesta il merito reputazionale, utile per ottenere punteggi premiali nelle procedure di gara".

Italia Virtute: affidabilità e legittimazione

"Italia Virtutelegittimata dalla Corte di Cassazione con ordinanza 28358/2023, è ritenuta più affidabile del rating di legalità Agcm (nonostante le modifiche al nuovo regolamento entrato in vigore il 16 marzo) e di opache watchlist tipo World-Check che dal 2017 preoccupa i Garanti privacy europei, ritenuta illegale dal Gip del Tribunale di Milano".

Etica e intelligenza artificiale nel rating

Per Eduardo Marotti, presidente Crop News, associazione non profit editrice dell'omonimo periodico online che pubblica i rating reputazionali incontrovertibili, "Italia Virtute coniuga etica con AI. La profilazione reputazionale dei fornitori è garantita sia da certificati pubblici e documenti verificati, di cui è possibile effettuare il download, sia dal controllo ibrido di un algoritmo 'umanizzato' (trasparente, inclusivo, imparziale) sviluppato da Mevaluate Holding e dalla supervisione umana. E i fornitori sottoscrivono anche la clausola 'anti-furbetti' promossa da Konsumer Italia, un deterrente degli inadempimenti che perdono l'anonimato su Crop News. Il sistema smaschera anche false fideiussioni generate da AI con ingenti danni e avvantaggia tutti gli operatori economici e i consumatori, non solo banche e società finanziarie come la Crif".

Supporto istituzionale e digitale

Italia Virtute è supportata sia dal Fondo per la Repubblica Digitale nell'ambito di iniziative dedicate alla formazione digitale innovativa di nuovi professionisti della reputazione incontrovertibile, sia dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che ha sottoscritto un protocollo d'intesa con il Vaticano.

Ior, Pauly nominato presidente del Consiglio di Sovrintendenza

L’Istituto per le Opere di Religione (Ior) ha annunciato che il lussemburghese François Pauly è stato nominato prossimo presidente del Consiglio di Sovrintendenza: la scelta è stata approvata dalla Commissione Cardinalizia il 28 gennaio. Succederà a Jean-Baptiste Douville de Franssu, che ricopre l’incarico dal 2014: l’attuale presidente resterà in carica fino alla riunione del Consiglio prevista per il 28 aprile, quando saranno approvati i risultati finanziari dello Ior al 31 dicembre 2025.

Chi è François Pauly

Pauly è membro del Consiglio di Sovrintendenza dal 2024 e, come sottolinea lo stesso Ior in una nota, «vanta una solida esperienza nel settore finanziario». Ha iniziato la carriera in ambito bancario alla fine degli Anni 80, ricoprendo nel corso dei decenni incarichi di primo piano in diversi Paesi europei. In Italia è stato vice amministratore delegato di Dexia Crediop nel biennio 2002-2003. In seguito è stato ceo di Banque Internationale à Luxembourg (2011-2016) e membro del cda del Fondo Pensioni Vaticano (2017-2021). Nel board di diverse società nei settori assicurativo, bancario e dell’asset management in Lussemburgo, Svizzera e Belgio, Pauly è attualmente presidente di La Luxembourgeoise Group e fa parte della Commissione per gli Affari Economici dell’Arcidiocesi di Lussemburgo.

Via libera dell’Eurocamera alla direttiva anticorruzione: tra gli italiani solo Vannacci vota contro

Il Parlamento europeo, con 581 voti a favore 21 contrari e 42 astenuti, ha dato semaforo verde alla direttiva che stabilisce a livello comunitario le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai Paesi Ue. Tra esse, oltre alla corruzione nel settore pubblico e in quello privato, figurano l’appropriazione indebita, l’ostruzione della giustizia, il traffico di influenze. Presente nella lista anche un articolo dedicato all’abuso d’ufficio, definito «esercizio illecito di funzioni pubbliche», reato che dunque l’Italia dovrà reintrodurre.

L’obiettivo della direttiva anticorruzione

Il nuovo quadro adottato dall’Ue mira a colmare le lacune nell’applicazione delle norme, in particolare nei casi transfrontalieri, modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni.

Via libera dell’Eurocamera alla direttiva anticorruzione: tra gli italiani solo Vannacci vota contro
Bandiere dell’Ue all’esterno di Palazzo Berlaymont (Ansa).

Tra gli italiani solo Vannacci ha votato contro

La direttiva anticorruzione approvata dal Parlamento di Strasburgo ha ottenuto il voto favorevole di tutti gli eurodeputati italiani, tranne uno: Roberto Vannacci. In generale, gli unici a schierarsi contro sono state alcune delegazioni del gruppo dei Patrioti e in particolare quelle spagnole, belghe, portoghesi e polacche.

Torna l’ora legale: domenica si dorme un’ora in meno

AGI - Sarà una domenica all'insegna della sveglia anticipata: torna infatti l'ora legale, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Alle due del mattino di domenica scatterà lo spostamento delle lancette degli orologi, che dovranno essere regolati un'ora avanti, e conseguentemente si dormirà un'ora di meno. Si tornerà all'ora solare domenica 26 ottobre.

Un'ora di sonno in meno, dunque, ma un'ora di luce in più la sera: domenica, ad esempio, il sole tramonterà "astronomicamente" attorno alle 18.30, ma grazie all'ora legale gli orologi segneranno le 19.30. Ora di luce in più che comporterà tra l'altro notevoli risparmi energetici: il ritorno all'ora legale - stima Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale - comporterà un risparmio di circa 80 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica di circa 302 milioni di kWh, che equivalgono al fabbisogno medio annuo di 115 mila famiglie.

Chi la utilizza

Quasi tutti i paesi industrializzati si sono dati una regola: nell'emisfero boreale il regime di ora legale inizia l'ultima domenica di marzo, mentre nell'emisfero sud (australe) la stessa data ne sancisce il termine. Dalla scelta dei paesi industrializzati si discosta il Giappone che segue, nell'alternarsi delle stagioni, sempre e comunque l'ora solare. Disinteressati all'adozione dell'ora legale la maggior parte dei paesi dell'Africa e dell'Asia. In ogni caso, lo spostamento di un'ora comporterà solo qualche giorno di adattamento al nuovo "fuso orario", con il classico effetto "jet lag" che per i primi tempi potrebbe creare qualche problema con il rapporto sonno-veglia.

Mentre domenica come ogni anno ci si dovrà industriare a modificare l'orario di tutti gli orologi di casa e in auto, anche se ormai nell'era digitale tutti i dispositivi (telefonini, tablet e quant'altro) si aggiornano automaticamente, avendo già memorizzato il calendario con il cambiamento d'orario.

Turbativa d’asta e corruzione, perquisizioni al Ministero della Difesa

AGI - Gli uomini del gruppo Polizia economico-finanziario della guardia di finanza, su delega della procura di Roma, hanno eseguito una serie di perquisizioni in diversi uffici, tra cui, alcuni riconducibili al ministero della DifesaTerna ed Rfi. Nell'inchiesta si ipotizzano, tra gli altri, i reati di corruzione e turbativa d'asta. Coinvolti manager e imprenditori.

Le perquisizioni eseguite oggi  si inseriscono in un'indagine partita da una segnalazione del ministero della Difesa che aveva ravvisato alcune anomalie.

Ministero della Difesa: "Piena collaborazione"

In merito alle perquisizioni condotte dalla Guardia di Finanza, il Ministero della Difesa "ha assicurato pieno supporto e massima collaborazione sin dall'avvio delle attività investigative iniziate negli anni precedenti. Eventuali responsabilità accertate - si legge in una nota - saranno perseguite con la massima severità, nel rispetto della legge e delle prerogative dell'Autorità giudiziaria".

Parlamento europeo, via libera con condizioni all’accordo Ue-Usa sui dazi

Via libera dell’Eurocamera all’accordo Ue-Usa sui dazi, ma con delle condizioni. I deputati di Strasburgo, riuniti in sessione plenaria, hanno adottato a larga maggioranza la loro posizione su due proposte legislative che attuano gli aspetti tariffari dell’accordo commerciale Ue-Usa stretto nell’estate del 2025 al golf resort di Turnberry, in Scozia, da Ursula von der Leyen e Donald Trump. In vista delle trattative con i Paesi Ue sono stati introdotti tre paletti: una clausola di sospensione in caso di introduzione da parte degli Stati Uniti di nuove tariffe; una clausola “sunrise” che ne subordina l’entrata in vigore al rispetto degli impegni da parte di Washington; una clausola “sunset” che fissa le scadenze al 31 marzo 2028, salvo rinnovo.

Parlamento europeo, via libera con condizioni all’accordo Ue-Usa sui dazi
Ursula von der Leyen e Donald Trump (Ansa).

Cosa cambierà con l’adozione dei due atti legislativi

I due atti legislativi sono stati adottati con 417 voti a favore e 154 contrari, con 71 astensioni (adeguamento dei dazi doganali e apertura di contingenti tariffari per l’importazione di alcuni beni originari degli Stati Uniti); e con 437 voti a favore e 144 contrari, con 60 astensioni (non applicazione dei dazi doganali sulle importazioni di alcuni beni). Se concordati con i governi dell’Ue, i due testi elimineranno la maggior parte dei dazi sui beni industriali Usa e garantiranno un accesso preferenziale al mercato per un’ampia gamma di prodotti ittici e agricoli statunitensi, in linea con gli impegni assunti nell’estate 2025 tra l’Unione europea e gli Stati Uniti. La missione diplomatica degli Stati Uniti presso l’Ue, si legge in una nota, ha accolto «con favore il voto odierno del Parlamento europeo», che «garantisce la stabilità e la prevedibilità richieste dalle parti interessate americane ed europee, favorendo la crescita economica e la competitività» di entrambe le economie.

Soldi sottratti a Ursula Andress in Toscana, sequestro da 20 milioni

AGI - Denaro frutto di sottrazioni al patrimonio di Ursula Andress reinvestito in immobili in Toscana. È lo scenario di una indagine della procura di Firenze, delegata al Comando Provinciale della Guardia di Finanza, che ha portato all'esecuzione, tra San Casciano Val di Pesa e in altre località della Toscana, di una misura cautelare reale emessa dal gip fiorentino. Il decreto ha disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità patrimoniali per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro, ritenuti profitto dei reati di riciclaggio e autoriciclaggio commessi ai danni dell'attrice.

La vicenda nasce dalla denuncia presentata da Andress alle autorità elvetiche per una progressiva e significativa depauperazione patrimoniale, riconducibile all'operato di persone incaricate della gestione delle disponibilità finanziarie dell'attrice. Gli approfondimenti svolti nell'ambito del procedimento penale pendente presso il Ministero Pubblico del Cantone di Vaud hanno consentito di delineare un quadro caratterizzato da una sistematica attività di distrazione di risorse finanziarie, quantificate in circa 18.000.000 franchi svizzeri (pari a circa 20 milioni di euro), realizzata mediante una pluralità di operazioni connotate da elevata opacità.

Le indagini elvetiche e le operazioni opache

In particolare, per gli inquirenti elvetici, le somme sarebbero state oggetto di investimenti in società estere, acquisizioni patrimoniali e ulteriori operazioni negoziali finalizzate a ostacolare la tracciabilità dell'origine illecita e a rendere complessa la ricostruzione degli impieghi.

La cooperazione giudiziaria internazionale e l'indagine fiorentina

L'emersione di significativi collegamenti con il territorio italiano e, in particolare, con la provincia di Firenze, ha reso necessaria l'attivazione di un articolato meccanismo di cooperazione giudiziaria internazionale. La procura fiorentina ha trasformato gli elementi acquisiti in sede internazionale in una autonoma indagine finalizzata alla ricostruzione dell'intera filiera del denaro illecito.

Il reimpiego del patrimonio in Toscana

Analisi documentali, accertamenti bancari, ricostruzioni societarie e incroci di dati patrimoniali e finanziari hanno ricostruito il percorso seguito dalle somme distratte e il loro progressivo reimpiego in beni di pregio e asset di elevato valore economico. Con operazioni di 'stratificazione', il patrimonio dell'attrice è stato reimpiegato nella gestione di un compendio immobiliare di prestigio nel comune di San Casciano Val di Pesa, composto da 11 unità immobiliari e 14 terreni destinati a vigneto e uliveto, oltre a opere d'arte e ulteriori disponibilità finanziarie.

La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno

Il terremoto scatenato dalla vittoria del No al referendum dopo Fratelli d’Italia (dove è in corso una guerra tra correnti dopo le dimissioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè), ha colpito pure Forza Italia. La delusione per la mancata riforma in nome del padre avrebbe spinto Marina Berlusconi a intervenire per accelerare quel cambio di passo più volte evocato da Arcore. La prima vittima in casa azzurra è Maurizio Gasparri che ha lasciato la poltrona di capogruppo al Senato.

La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno
La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno
La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno
La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno
La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno

Il passo indietro è arrivato dopo la lettera con cui 14 senatori azzurri (su 20 del gruppo) – compresi, a quanto pare, i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati – chiedevano di sostituire il capogruppo a Palazzo Madama per salvaguardare l’unità del partito. Per sostituirlo è stata Stefania Craxi, che ha battuto la concorrenza di Licia Ronzulli. Gasparri, a sua volta, potrebbe prendere il posto della figlia di Bettino, come presidente della Commissione Esteri al Senato.

La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Licia Ronzulli e Stefania Craxi (Imagoeconomica).

Nel mirino degli eredi del Cav c’è dunque il cerchio magico laziocentrico di Antonio Tajani che, per il momento, non sembra coinvolto nel repulisti. Il capogruppo alla Camera Paolo Barelli, fedelissimo e consuocero del vicepremier, alla domanda di Repubblica se tema un’iniziativa analoga contro di lui a Montecitorio si è limitato a rispondere: «Mi sto occupando di altre cose. Non ho notizie, a me non hanno detto niente». E, come Alberto Sordi nei panni dell’attore fallito Gastone, nell’omonimo film di Mario Bonnard, che a ogni disgrazia commentava «a me m’ha rovinato la guerra», Barelli assicura: «Colpa della guerra se ha vinto il no».

La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Paolo Barelli, capogruppo Forza Italia alla Camera (Imagoeconomica).

Federalberghi ringrazia la Santa

«Salutiamo la senatrice Santanchè con un ringraziamento per l’impegno al servizio del settore turismo e per l’attenzione che ha dedicato alle esigenze delle imprese». È il commento del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alle dimissioni della ministra del Turismo. Non solo: per Bocca, «dinamismo e capacità di ascolto sono i tratti principali che hanno caratterizzato i tre anni e mezzo trascorsi alla guida del ministero». Il terremoto a via di Villa Ada – in attesa del nuovo inquilino – arriva in un momento delicato per il settore turistico che sta pagando caro le conseguenze della guerra in Medio Oriente. Secondo un’analisi realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi Confesercenti su un campione di 681 agenzie, dall’inizio delle ostilità a oggi si stimano oltre 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate verso altre destinazioni, con un impatto economico complessivo che, nelle prime settimane, raggiunge già quasi 100 milioni di euro.

La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Bernabò Bocca e Daniela Santanchè (Imagoeconomica).

Prodi porta Mario Monti al ristorante

Romano Prodi ama la buona tavola. E lo ha dimostrato portando il senatore a vita Mario Monti al ristorante bolognese Al Cambio, il regno di Piero Pompili. Chissà di che avranno discusso i due professori tra un piatto e l’altro…

Passera a Londra per salutare l’ambasciatore Lambertini

Qualche giorno fa, un nutrito gruppo di ospiti ha affollato la residenza dell’ambasciatore italiano a Londra per salutare Inigo Lambertini che ha festeggiato il suo addio alla Capitale britannica per fine mandato e carriera. Dei tanti invitati – dal politico conservatore Sir Edward Leigh al presidente della Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito Roberto Costa – uno solo ha incuriosito tutti: Corrado Passera, volato da Milano a Londra per l’evento. Dopo che Banca Ifis di Ernesto von Fürstenberg Fassio ha acquisito la sua Illimity, Passera era tornato in scena come candidato alla guida di Mps, ma il cda gli ha preferito Fabrizio Palermo.

La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Corrado Passera (Imagoeconomica).

Domenica delle Palme, Franceschini riunisce i diccì

L’ex ministro dei Beni culturali Dario Franceschini si sta muovendo moltissimo. E si sa, quando si muove Franceschini qualcuno nel Partito democratico trema. Per esempio non è passato inosservato il pranzo con la sindaca di Genova Silvia Salis, che si è detta contraria alle Primarie per il campo largo. Franceschini organizza pure convegni. La sua “officina” situata a poca distanza dalla stazione Termini è sempre operativa e ora è impegnata all’appuntamento di domenica prossima, che poi è quella delle Palme: la celebrazione del cinquantesimo anniversario di Benigno Zaccagnini, segretario della Democrazia cristiana. Per questo Franceschini ha chiamato a raccolta Pier Ferdinando Casini, Rosy Bindi, Leoluca Orlando, Calogero Mannino, Gianfranco Rotondi, Clemente Mastella, Bruno Tabacci, Pierluigi Castagnetti.

La resa dei conti in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Dario Franceschini (Imagoeconomica).