Difesa sempre più hi-tech, anche i droni militari nella parata

AGI - Passato e futuro, tradizione e modernità, orgoglio e consapevolezza. In via dei Fori Imperiali ha sfilato anche la faccia hi-tech (ovvero i droni aerei e marini) di quella Difesa “credibile, moderna e preparata” che sola – assicura il ministro Crosetto - è capace di “garantire la pace” e “tutelare i cittadini”.

Skynex è il dispositivo di difesa antiaerea adottato dall'Esercito Italiano per garantire la protezione proprio da droni, missili e artiglieria.Rapier X-25 è il Sistema aeromobile a pilotaggio remoto di categoria MINI ad ala fissa impiegato per la ricognizione e la sorveglianza aerea.

 

Video di Thomas Cardinali

I droni Radon X e Xenon

Rigorosamente made in Italy, come Radon X e Xenon: il primo è un drone ad ala fissa con capacità di decollo e atterraggio verticale, bassa impronta elettromagnetica, progettato per le missioni di sorveglianza e ricognizione, dotato di elevata autonomia in termini di durata della missione e di range operativo.

Tecnologia e prestazioni avanzate

Il secondo è un velivolo ad ala fissa con capacità di decollo e atterraggio verticale, progettato per la sorveglianza e la ricognizione ad alta precisione e pensato per operare in condizioni ambientali particolarmente impegnative: supporta sensori plug-and-play, tra cui telecamere a infrarossi e zoom ottico 30x, e risulta particolarmente efficace anche per il coordinamento del fuoco dei mortai.

 

Chiusi nel minivan e poi dati alle fiamme. Due fermi per l’omicidio di 4 braccianti. Il su…

AGI - Sono stati chiusi e arsi vivi nel minivan: nessun dubbio sulla dinamica di quanto accaduto nella stazione di servizio di Amendolara, nel Cosentino, dove ieri sono stati trovati quattro cadaveri carbonizzati. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite dagli investigatori, mostrano l'orribile dinamica di quanto accaduto.

Dai frame si vedono due cittadini stranieri uscire velocemente dal minivan mentre dal cofano esce fumo. Uno cerca di tenere chiusa la portiera per non far uscire i connazionali mentre il complice presumibilmente afferra la pistola erogatrice per cospargere il mezzo di carburante. Quest'ultimo poi scappa per bloccare la portiera e dalle immagini si vede che dall'interno le vittime cercano di forzarla per uscire ma restano intrappolate.

Le immagini diffuse

Queste sono le immagini, riprese in circa 30 secondi di video, che stanno rimbalzando sui social. Da quanto è emerso, però, nel minivan c'erano sette pakistani: quattro sono morti, due sono quelli fermati e responsabili dell'omicidio plurimo e ci sarebbe poi un altro connazionale, che probabilmente è riuscito a scappare nonostante fosse ferito. Ma si tratta di indiscrezioni che non sono state ancora confermate dagli inquirenti.

Le indagini

Per domani è stata fissata una conferenza stampa nella sede della Questura di Cosenza tenuta dal procuratore capo di Castrovillari, Alessandro D'Alessio. La Procura ha emesso un fermo per omicidio pluriaggravato nei confronti di due cittadini di origine straniera. 

Occhiuto, "disumani"

"Ci sono notizie che fanno vacillare la fiducia nell'umanità. Disumani". Lo scrive sui suoi canali social il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, postando il video che ritrae gli ultimi istanti di vita dei quattro braccianti bruciati vivi e uccisi ieri ad Amendolara.

Un superstite, "è stata la mafia pakistana"

"Abbiamo avuto paura di morire". Mohamed, bracciante agricolo afghano, mostra le bende delle ustioni alle telecamere della Tgr Calabria che, in esclusiva, lo ha intervistato. Il giovane bracciante agricolo è l'unico dei sopravvissuti alla mattanza di Amendolara, dove quattro cittadini stranieri sono stati uccisi nella stazione di servizio. Ai microfoni del giornalista Francesco Salvatore il bracciante ha mostrato le ferite in diverse parti del corpo. Il giovane vive a Villapiana in un'abitazione che condivideva con le vittime. Al cronista ha raccontato che a bruciarli vivi sono stati i loro caporali pakistani. Erano sfruttati e costretti a vivere in condizioni disumane: "Questa è la mafia pakistana", racconta. Il giovane lavora come stagionale impiegato nella raccolta delle fragole.

Basta guardare le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite dagli investigatori, per ricostruire la dinamica di quanto accaduto. Dai frame si vedono due cittadini stranieri uscire velocemente dal minivan, mentre dal cofano esce fumo. Uno cerca di tenere chiuso la portiera per non fare uscire i connazionali mentre l'altro complice presumibilmente prende le pompe di benzina per cospargere il mezzo di carburante. Fondamentali per le indagini sono state anche le dichiarazioni del superstite e altre testimonianze. Due cittadini pachistani sono stati fermati per la mattanza di Amendolara. 

Briciola va in pensione e addio parate e vita al Quirinale

AGI - Ha 13 anni e andrà in pensione, ma solo dopo l'ultima parata. Briciola, piccola meticcia mascotte del Quarto Reggimento a cavallo dei Carabinieri non sfilerà più il 2 giugno e il 4 novembre, giorni dedicati alle grandi parate militari. Si godrà il meritato riposo dopo anni di onorato servizio, passato con il gagliardetto del suo reggimento portato con onore e disinvoltura tra le zampe di giganteschi quadrupedi, che non hanno mai avuto da 'nitrire' sulla sua presenza. Disciplinata e fiera, Briciola si presta ai flash dei fotografi e non perde neppure le cerimonie più importanti al quirinale. Accoglie anche capi di Stato e di Governo, ma ormai le attende una vita più comoda e adatta alla veneranda età canina. 

Le “Voci della Repubblica”

AGI - Un video celebrativo "Le Voci della Repubblica", promosso dalla Camera di Commercio di Roma, rende omaggio alla Festa della Repubblica e ai valori che fondano la nostra comunità.

Il filmato si apre su una terrazza panoramica affacciata sui tetti della città, dove lo sguardo viene subito catturato da un leggio e da una cartella bordeaux che custodisce le parole simbolo della nostra democrazia. Sullo sfondo, nitido e solenne, svetta il Palazzo del Quirinale con il Tricolore spiegato al vento.

La lettura dell'articolo 3

Al centro della narrazione c'è la lettura intensa dell'Articolo 3 della Costituzione Italiana, pilastro che sancisce l'uguaglianza e la pari dignità sociale di ogni cittadino, senza alcuna distinzione. Alle parole della lettrice si uniscono i luoghi simbolici di Roma – dal Colosseo al Pantheon, fino alla Fontana di Trevi – alla vita quotidiana delle persone che ne attraversano le strade, a testimonianza di una Carta costituzionale che non è un testo astratto, ma un patrimonio vivo e condiviso.

Richiamo alla memoria storica

Il video lancia anche un profondo richiamo alla memoria storica, proiettando sullo schermo le celebri parole di Anna Garofalo sul primo voto delle donne ("Stringiamo le schede come biglietti d'amore") e il monito di Piero Calamandrei, che ricordava come la Costituzione abbia bisogno, ogni giorno, del combustibile dell'impegno e della responsabilità di ciascuno di noi.

Un messaggio potente e attuale che si conclude con un augurio universale: "Buona Festa della Repubblica", per ricordare che le radici del nostro futuro affondano nella memoria della nostra democrazia.

Gli 80 anni della Repubblica. Al via le celebrazioni del 2 giugno

AGI - Per la prima volta nella storia della Repubblica, le celebrazioni del 2 giugno superano i confini del protocollo esclusivo per aprirsi direttamente alla cittadinanza. La presidenza della Repubblica ha disposto una profonda revisione del programma tradizionale, sostituendo il consueto ricevimento riservato alle massime autorità e al mondo della cultura con un grande evento pubblico in piazza del Quirinale. La scelta si inserisce nella ricorrenza dell'ottantesimo anniversario del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, che sancì la fine della monarchia e la nascita dello Stato repubblicano.

L'iniziativa riflette l'orientamento comunicativo impresso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Pur mantenendo un linguaggio discreto e istituzionale, il Capo dello Stato ha progressivamente orientato il cerimoniale del Quirinale verso formule più informali e prossime ai cittadini.

Il programma e gli artisti in piazza

Il fulcro delle novità è lo spettacolo serale di martedì, intitolato “I volti della Repubblica”. La presidenza non ha diffuso l'elenco ufficiale dei partecipanti, ma le anticipazioni della stampa indicano la presenza di figure di primo piano dello spettacolo, della cultura e dello sport italiano. Tra i nomi attesi figurano Gianni Morandi, Roberto Bolle, Giuliano Sangiorgi, Federica Brignone, Bebe Vio, Carlo Verdone, Paolo Fresu, Luca Zingaretti, Alessandro Del Piero, Carolina Crescentini e Cristiana Capotondi.

L'attrice e regista Paola Cortellesi dovrebbe interpretare un monologo incentrato sul primo voto politico delle donne, esercitato su scala nazionale proprio in occasione della consultazione del 1946. La tematica si ricollega direttamente alla sua recente opera cinematografica C’è ancora domani (2023), incentrata sul medesimo contesto storico e caratterizzata da un eccezionale successo di pubblico.

L'evento sarà accessibile su tutto il territorio nazionale grazie alla diretta televisiva su Rai 1 e alla trasmissione su maxi-schermi installati in circa cento comuni italiani. Alla manifestazione presenzierà anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Le cerimonie istituzionali

Le innovazioni del protocollo hanno interessato anche le giornate precedenti. Lunedì 1 giugno, l'apertura dei Giardini del Quirinale non è stata riservata ai rappresentanti istituzionali, bensì a una delegazione di categorie fragili individuate tramite le associazioni del terzo settore, che hanno assistito a un concerto jazz.

Il programma ufficiale ha poi seguito i passaggi formali con il cambio della guardia a cavallo nella piazza del Palazzo e il successivo ricevimento dei Capi missione diplomatici da parte del presidente Mattarella. La serata di lunedì si è conclusa con il concerto dell'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, preceduto da un saluto istituzionale del Capo dello Stato e trasmesso in diretta su Rai 1.

La giornata di martedì manterrà comunque i capisaldi della tradizione: le celebrazioni si apriranno alle ore 9:15 con la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto da parte del presidente Mattarella presso l'Altare della Patria, seguita dalla tradizionale parata militare in via dei Fori Imperiali, prima del culmine degli eventi previsti per la serata.

Presepe 2026 a San Pietro tra Abruzzo e mare

AGI - L'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, insieme con l'Associazione Amici del Presepe di Atessa, la Libera Confraternita degli Artisti e il Centro Educazione Carcerario Santi Pietro e Paolo di Vasto, realizzerà il tradizionale presepe in piazza San Pietro per il Natale 2026. Mentre il maestoso abete bianco, di circa 25 metri, che verrà innalzato nella piazza, proverrà dal bosco di Cugno dell'Acero, nel comune di Terranova di Pollino (Potenza). La Fondazione Carnevale di Viareggio (Lucca) donerà infine il presepe per l'Aula Paolo VI.

Lo rende noto il Governatorato. Per quanto riguarda il presepe proveniente da Atessa, i promotori, si legge in una nota, "vogliono regalare un'esperienza contemplativa nel cuore della tradizione abruzzese: un itinerario spirituale attraverso le tappe del mistero dell'Incarnazione, che unisce la verità biblica con la ricca tradizione della terra d'Abruzzo".

La tradizione rurale abruzzese nel presepe

Il presepe, con le sue caratteristiche coperture in paglia, ricorda i luoghi di lavoro dei contadini e le antiche abitazioni tipiche, i "Pagliarelli" o "Pinciare", fatte di terra e paglia, semplici, ma capaci di accogliere tutto il necessario per la vita. Tra i numerosi pastori e greggi in terracotta, che animano la rappresentazione, vestiti con i costumi tipici abruzzesi, cioè panni grezzi e pelli di pecora, che simboleggiano una fede semplice e sincera, emerge un elemento particolare: una pecora nera. "Nel presepe - si sottolinea - non evoca la sventura, ma l'essere prediletti dalla divina misericordia. Essa rappresenta l'umanità smarrita, il peccatore che Cristo vuole ricondurre a sé. È la pecora più fragile, quella che ha più bisogno di amore e verso cui il Buon Pastore riversa una cura speciale. La pecora nera è il segno che nessuno è escluso dalla gioia della nascita del Salvatore".

La torre e il richiamo biblico

Sulla sommità dell'edificio principale, il presepe è sormontato da una Torre, su cui veglia un angelo che annuncia la Gloria del Verbo fatto uomo. Essa richiama visivamente la biblica Migdal Eder, la "Torre del Gregge", un luogo che la tradizione e la Scrittura indicano come il punto esatto in cui il Messia sarebbe stato rivelato per la prima volta. Completano le scenografie, animali e arredi tipici della tradizione rurale abruzzese.

L'abete bianco del Pollino

L'abete bianco che si ergerà in piazza San Pietro sarà prelevato dal Parco nazionale del Pollino, il cui comune si trova a quasi mille metri di altitudine, alle pendici del monte Calvario, nella parte più alta del fiume Sarmento.

Il presepe marinaro dell'Aula Paolo VI

Per il presepe nell'Aula Paolo VI, la Fondazione Carnevale di Viareggio ha ambientato la Natività nel contesto marinaro della tradizione locale, dove gli elementi del mare e della vita dei pescatori assumono valore simbolico e spirituale. Particolare rilievo viene attribuito alla figura di San Giuseppe, presentato come custode della fragilità e della luce, mentre i Re Magi, reinterpretati come pescatori, offrono doni legati al mare, evocativi della comunità, dell'accoglienza e dell'abbondanza.

 

 

Un test genomico potrebbe risparmiare la chemio per il cancro al seno

AGI - Un test genomico rivoluzionario potrebbe risparmiare la chemioterapia a milioni di pazienti affette da cancro al seno. Lo studio suggerisce che i pazienti con un punteggio basso al test potrebbero essere trattati con la sola terapia ormonale ottenendo risultati pressoché identici.

Questa innovazione permette ai medici di determinare quali pazienti possono evitare la chemio in sicurezza, aprendo la strada a una nuova era della medicina personalizzata. I risultati saranno presentati sabato a Chicago in occasione del più grande congresso mondiale sul cancro, l'incontro annuale dell'American Society of Clinical Oncology.

Lo studio Optima

Lo studio Optima, condotto dall'University College di Londra, ha seguito oltre 4.000 pazienti con diagnosi recente di tumore al seno nel Regno Unito, Norvegia, Svezia, Australia, Nuova Zelanda e Thailandia. Ha rilevato che le pazienti con un punteggio basso nel test genomico potevano essere trattate in sicurezza con la sola terapia ormonale.

Testimonianze e risultati

Una donna che ha partecipato alla sperimentazione ha dichiarato al Guardian che poter saltare la chemioterapia le è sembrato "come Natale". Nove anni dopo la diagnosi, aver effettuato il test e aver evitato la chemioterapia, è in buona salute e si gode una vita piena e attiva.

Dichiarazioni dei ricercatori

Il professor Rob Stein, responsabile principale dello studio e professore di oncologia mammaria presso l'UCL, ha dichiarato: "Optima affronta una sfida di lunga data nella cura del tumore al seno: identificare chi trae realmente beneficio dalla chemioterapia e chi no. I nostri risultati dimostrano che molte pazienti possono evitare la chemioterapia in tutta sicurezza, senza compromettere i risultati della terapia".

"Questi risultati rappresentano un passo importante e significativo verso trattamenti più personalizzati. Lo studio ha utilizzato con successo la biologia del tumore per guidare le decisioni, anziché basarsi esclusivamente sulle caratteristiche cliniche tradizionali. Per i pazienti, questo significa che molti potranno essere risparmiati dal peso fisico ed emotivo della chemioterapia e dai suoi potenziali effetti collaterali a lungo termine. Per i sistemi sanitari, rappresenta un utilizzo delle risorse più efficiente e basato su dati concreti".

Il test Prosigna

Il test Prosigna, prodotto dall'azienda diagnostica globale Veracyte, analizza l'attività di 50 geni nel tessuto tumorale. Determina il sottotipo molecolare e fornisce un punteggio che indica il rischio di recidiva del tumore al seno nei successivi dieci anni, aiutando i medici a decidere se la chemioterapia sia opportuna o meno.

Struttura dello studio

Lo studio randomizzato ha coinvolto 4.429 pazienti di età pari o superiore a 40 anni affette da carcinoma mammario ormono-positivo. Questa è la forma più comune di carcinoma mammario, che rappresenta fino all'80% dei casi a livello globale.

I partecipanti sono stati assegnati a uno dei due gruppi di trattamento. Nel gruppo di trattamento standard, i pazienti hanno ricevuto chemioterapia seguita da terapia ormonale. Nel secondo gruppo, i tumori dei pazienti sono stati analizzati mediante test genomico.

I pazienti con un punteggio elevato hanno ricevuto chemioterapia e terapia ormonale. Quelli con un punteggio basso sono stati trattati solo con terapia ormonale. La radioterapia e gli altri trattamenti sono stati somministrati come di consueto a entrambi i gruppi.

Risultati clinici

Nel secondo gruppo, i risultati hanno mostrato esiti estremamente simili sia con che senza chemioterapia. Cinque anni dopo il trattamento, il 95% delle pazienti sottoposte a chemioterapia e terapia ormonale era ancora in vita e libera da recidive di tumore al seno, mentre il 94% di coloro che non avevano effettuato la chemioterapia era anch'esso in vita e libero da recidive.

I risultati suggeriscono che per coloro che hanno ottenuto punteggi bassi nei test, la chemioterapia ha offerto pochi o nessun beneficio aggiuntivo, il che significa che i pazienti potrebbero evitarla in tutta sicurezza, così come i suoi effetti collaterali.

Partecipazione e limiti

Alcuni uomini hanno partecipato allo studio, finanziato dal National Institute for Health and Care Research (NIHR), da Veracyte e da associazioni benefiche per la lotta contro il cancro, ma il loro numero era troppo esiguo per trarre conclusioni definitive per questo gruppo.

Conclusioni dello studio

Il professor Iain MacPherson, co-responsabile dello studio e professore di oncologia mammaria all'Università di Glasgow, ha dichiarato: "Optima fornisce prove solide e rivoluzionarie che dimostrano come sia possibile ridurre in modo sicuro l'uso della chemioterapia per molte pazienti affette da tumore al seno ormono-sensibile."

"Questi risultati rappresentano un importante passo avanti nell'erogazione di cure più personalizzate e precise, garantendo che le decisioni terapeutiche siano guidate da ciò che migliorerà realmente gli esiti per i pazienti, evitando al contempo tossicità non necessarie. Il potenziale impatto sia per i pazienti che per i servizi sanitari è considerevole".

Terremoto di magnitudo 6.1 al largo della Calabria. La scossa avvertita fino a Palermo

AGI - Un terremoto di magnitudo 6.1 è stato registrato, la notte tra il primo e il 2 giugno, nel mar Tirreno, al largo della costa calabra nord-occidentale, in provincia di Cosenza. Secondo i dati rilevati dalla Sala Sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Roma, l'ipocentro è stato localizzato a una profondità di 250 chilometri, mentre l'epicentro è stato individuato a circa 22 chilometri da Belmonte Calabro.

Nonostante l'elevata profondità della scossa abbia attenuato gli effetti in superficie, la scossa è stata avvertita nitidamente in tutta la Calabria — in particolare nelle aree di Lamezia Terme e Catanzaro — e in diverse zone del Mezzogiorno, fino a Palermo, dove alcuni residenti hanno percepito il terremoto in modo significativo.

Interventi dei vigili del fuoco

I centralini delle Sale Operative dei Vigili del Fuoco hanno ricevuto numerose chiamate da parte dei cittadini, ma le verifiche spedite sul territorio hanno dato esito negativo. Al momento, infatti, non si registrano segnalazioni di danni a strutture né richieste di soccorso legate all'evento.

Attivazione della macchina istituzionale

La macchina istituzionale d'emergenza si è attivata immediatamente. A seguito del terremoto di magnitudo 6.1 la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio Nazionale della protezione civile. È quanto si legge in una nota del Dipartimento della Protezione Civile nazionale.

Valutazione dei danni del terremoto

A meno di un'ora dalla scossa, all'una della notte, il capo del Dipartimento Fabio Ciciliano ha convocato e presieduto l'Unità di Crisi a Roma. Al tavolo operativo hanno partecipato in videocollegamento i rappresentanti di tutte le Regioni del Sud Italia, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e i tecnici dell'INGV. Nel corso della riunione nessuna regione ha segnalato danni a persone o cose sul proprio territorio a seguito della forte scossa. La Sala Situazione Italia del Dipartimento continuerà a seguire eventuali sviluppi in contatto con le strutture di protezione civile sui territori. Lo rende noto un comunicato del Dipartimento della Protezione Civile.

Occhiuto, "tanta paura ma nessun danno"

"La scossa di terremoto di magnitudo 6.2 registrata nella notte, con epicentro al largo della costa tirrenica cosentina e a circa 250 chilometri di profondità, è stata avvertita in gran parte della Calabria, provocando comprensibilmente paura e preoccupazione tra i cittadini", ha raccontato questa mattina il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

"Fin dai primi minuti successivi all'evento sismico, la macchina della Protezione Civile regionale, guidata dal direttore Domenico Costarella, si è immediatamente attivata per monitorare la situazione e coordinare tutte le verifiche necessarie sul territorio. Le nostre sale operative - ha aggiunto - hanno ricevuto numerosissime chiamate da parte dei cittadini che chiedevano informazioni e assistenza. Fortunatamente, allo stato attuale, non si registrano danni a persone né a cose. Nel corso della notte si è inoltre riunita l'Unità di crisi con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, che ringrazio per la consueta tempestività. Un ringraziamento particolare va al capo del Dipartimento, Fabio Ciciliano, per l'immediato interessamento e il costante supporto garantito alla nostra Regione. Alla riunione hanno partecipato anche le Regioni Puglia e Sicilia, nelle quali il sisma è stato chiaramente avvertito. Nelle prossime ore proseguiranno gli accertamenti e le attività di monitoraggio, ma sulla base delle informazioni attualmente disponibili non vi è alcun motivo di particolare preoccupazione. Desidero infine ringraziare tutti gli operatori della Protezione Civile, le Forze dell'Ordine, i Vigili del Fuoco, i sindaci e quanti hanno lavorato senza sosta durante la notte e continueranno a farlo nelle prossime ore per garantire la sicurezza dei cittadini e la piena operatività del sistema di emergenza".

Verifiche nelle province di Catanzaro e Cosenza

Intanto, prosegue l'attività dei Vigili del Fuoco per le verifiche tecniche sugli edifici e sulle infrastrutture a seguito del terremoto della notte scorsa in Calabria. "Dalle ore 08.00 della mattinata - secondo quanto fanno sapere i Vigili - sono stati effettuati circa dieci interventi di verifica tra le province di Catanzaro e Cosenza, a seguito di segnalazioni pervenute alle Sale Operative. Al momento, gli accertamenti eseguiti non hanno evidenziato danni strutturali di particolare rilievo né criticità tali da compromettere la sicurezza degli edifici ispezionati.
Le attività di controllo e monitoraggio del territorio proseguono comunque in maniera costante, al fine di garantire una tempestiva risposta a eventuali ulteriori richieste di verifica da parte della popolazione. I Vigili del Fuoco continuano a mantenere elevato il livello di attenzione sull'intero territorio regionale, assicurando- si legge - la piena operatività dei dispositivi di soccorso e di verifica tecnica. 

“Perdutamente” ricorda i ragazzi morti a Crans Montana

AGI - E' diventata la canzone dei ragazzi morti tra le fiamme del 'Le Constellation' e stasera le note di 'Perdutamente' di Achille Lauro sono risuonate anche nella Chiesa del Sacro Cuore di Crans-Montana al termine del concerto promosso dall'Ambasciata italiana in Svizzera e dall'associazione culturale 'Crans Montana Classics'.

 

 

"Il titolo di questo brano è Perdutamente - ha spiegato l'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado nel suo intervento - ed è dedicato alla fragilità e alla precarietà della vita e magistralmente interpretato da Lauro". Così dopo i violini diretti dal maestro Michael Gutman le numerose autorità federali e cantonali hanno ascoltato in silenzio ed emozionate la registrazione del brano del cantautore romano.

 

 

Presenza delle autorità

Tra di loro c'era anche il sindaco Nicolas Féraud indagato per l'incendio in cui sono morti 41 ragazzi e ragazze a cui è stato riservato, per scelta dei promotori dell'evento, un posto defilato.