Acea, i risultati del 2025: dividendo record e utile netto in crescita del 45 per cento

Il consiglio di amministrazione di Acea, riunitosi sotto la presidenza di Barbara Marinali, ha approvato i risultati del 2025. Numeri ai massimi storici grazie al percorso di trasformazione operativa e organizzativa intrapreso dal Gruppo, volto ad accrescere efficienza e competitività, e al consolidamento del ruolo di Acea come operatore infrastrutturale regolato. Un percorso sostenuto da una costante attenzione all’innovazione tecnologica, alle persone e dalla piena integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali, a supporto di una costante creazione di valore per tutti gli stakeholder. Da segnalare il dividendo proposto di 1,20 euro per azione (+26 per cento rispetto al 2024), di cui 0,95 euro a titolo di dividendo ordinario e 0,25 euro quale componente straordinaria.

Ricavi a quasi 3 miliardi, Ebitda a 1,42 miliardi

I ricavi consolidati pro-forma sono pari a 2,98 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2,89 miliardi del 2024, guidati dalla performance dei business regolati e dal contributo della Produzione. Le attività regolate contribuiscono per l’88 per cento al totale dei ricavi e registrano nel periodo un incremento di circa il 7 per cento. L’Ebitda consolidato pro-forma raggiunge 1,42 miliardi di euro, in crescita del 6,8 per cento rispetto ai 1,33 miliardi del 2024. L’Ebit consolidato pro-forma cresce del 2,9 per cento a 593,2 milioni di euro. Tale incremento è riconducibile alla crescita dell’Ebitda, parzialmente compensata dall’aumento degli ammortamenti, delle svalutazioni e degli accantonamenti. Gli oneri finanziari netti pro-forma sono sostanzialmente stabili a 135,9 milioni di euro. Al 31 dicembre 2025, il costo globale medio del debito di Acea si attesta al 2,07 per cento rispetto al 2,16 per cento del 31 dicembre 2024.

Acea, i risultati del 2025: dividendo record e utile netto in crescita del 45 per cento
Fabrizio Palermo (Ansa).

Utile netto oltre 480 milioni, investimenti di 1,5 miliardi

L’utile netto consolidato è pari a 480,6 milioni di euro, in crescita del 44,9 per cento rispetto al 2024. Il risultato beneficia, tra le altre, dell’iscrizione della plusvalenza (111,3 milioni di euro) realizzata a seguito della cessione della rete in alta tensione a Terna. L’utile netto ricorrente aumenta di circa il 15 per cento a 376 milioni di euro, in coerenza con l’andamento operativo del periodo. Nel 2025, sono stati realizzati investimenti lordi pari a 1,53 miliardi, in crescita rispetto ai 1,44 miliardi dell’anno precedente (+6,4 per cento). Gli investimenti al netto dei contributi ammontano a circa 1,24 miliardi (1,18 miliardi nel 2024), concentrati principalmente nei business regolati che rappresentano l’89 per cento dei capex totali (94 per cento escludendo Acea Energia). L’indebitamento finanziario netto è sostanzialmente stabile, passando da 4,94 miliardi del 31 dicembre 2024 a 4,96 miliardi al 31 dicembre 2025.

L’ad Palermo: «Rafforziamo il nostro ruolo di operatore di riferimento»

Queste le dichiarazioni di Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea: «Il 2025 è stato un anno di risultati ai massimi storici per effetto del percorso di trasformazione operativa e organizzativa avviato negli ultimi anni e della crescente focalizzazione sui business infrastrutturali regolati, mantenendo al tempo stesso una forte disciplina finanziaria che ha portato al miglioramento di tutti gli indicatori economici e patrimoniali. Abbiamo rafforzato il nostro ruolo di operatore di riferimento nello sviluppo e nella gestione di progetti essenziali per i territori e nel corso dell’anno abbiamo realizzato oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti, destinati in larga parte allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale».

Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?

Non bastasse la bufera mediatica scatenata da Fabrizio Corona su Mediaset, ora ci si mette anche Mondadori ad agitare le acque in casa Fininvest e a preoccupare Marina Berlusconi, che considera la casa editrice di Segrate il suo gioiello personale (e la cui presidenza si tiene ben stretta).

Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Marina Berlusconi (Imagoeconomica).

Le tensioni all’interno di palazzo Niemeyer

Dietro la futuristica facciata di palazzo Niemeyer, da tempo si consumerebbero scontri e tensioni. Si sussurra che l’amministratore delegato Antonio Porro sia ai ferri corti sia con Marina B, sia con Danilo Pellegrino, numero uno di Fininvest, che controlla Mondadori. Sempre le stesse voci riferiscono anche che Porro non parli da mesi con il direttore finanziario, Alessandro Franzosi, figura chiave dell’azienda. Porro era arrivato alla guida di Mondadori cinque anni fa, con un compito non facile: raccogliere la pesante eredità di Ernesto Mauri che aveva gestito la conquista della Rizzoli Libri, l’operazione più rilevante nel mondo dell’editoria italiana degli ultimi 20 anni. Nel 2021 però Mauri, fedelissimo di Marina, aveva lasciato Segrate per assumere la presidenza del Teatro Manzoni. 

Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?

Sostituto di Porro cercasi…

Così sul tavolo di Marina B, impegnata a scrivere lettere a Repubblica (una mossa che ha fatto infuriare il fronte del Sì al referendum perché ritenuta suicida), ora c’è un fascicolo ingombrante: trovare un sostituto di Porro. Il nome su cui Fininvest potrebbe convergere è quello di Carmine Perna, attuale amministratore delegato di Mondadori Retail, la divisione che gestisce i negozi e i canali di vendita della casa editrice.

Mantovano senza sconti su Gratteri: «Da lui non semplici opinioni ma minacce»

Continuano le polemiche sulle affermazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri rivolte al Foglio – «dopo il referendum con voi faremo i conti, nel senso che tireremo una rete», ha detto il magistrato a una giornalista del quotidiano. Sul caso è intervenuto anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano che, in un’intervista a SkyTg24, non ha usato mezzi termini per definire le dichiarazioni di Gratteri: «Sono espressioni che certamente, quando vengono adoperate da un procuratore della Repubblica, non sono semplici opinioni, soprattutto quando hanno un velo neanche tanto sottile di minaccia nei confronti di un giornalista».

Secondo lui c’è un «ostracismo verso i magistrati che sono per il Sì»

Entrando più nello specifico in tema referendum, Mantovano ha lamentato un’avversione nei confronti dei magistrati che si sono espressi per il Sì alla riforma Nordio: «Lo strappo più significativo che oggi si sta realizzando è interno alla magistratura, perché sono centinaia i magistrati che si stanno esprimendo per il Sì, decine e decine anche pubblicamente e nei loro confronti è nato un ostracismo, una marginalizzazione all’interno del corpo della magistratura».

Mantovano senza sconti su Gratteri: «Da lui non semplici opinioni ma minacce»
Alfredo Mantovano (Imagoeconomica).

L’ipotesi di una «resa dei conti a sinistra» dopo il voto

A chi ipotizza ripercussioni sul governo in caso di vittoria del No, il sottosegretario ricorda che «c’è una fascia significativa e autorevole della sinistra italiana che è favorevole a questa riforma» perché va nella direzione della loro storia. «Temo molto che, tra le varie rese dei conti annunciate che si realizzeranno dopo il voto referendario, una riguarderà proprio l’area della sinistra. Perché quando si violenta la propria storia, quando si rinnega una parte importante del proprio passato, poi qualcosa succede sempre. Sto parlando ovviamente in termini ideali, non cruenti, siamo in un ordinamento democratico grazie a Dio. Però ho l’impressione che qualcosa accadrà e che il quadro da quelle parti non rimarrà così stabile», ha sottolineato. Un ribaltamento della prospettiva, dunque: non è il centrodestra che dovrà fare i conti ma l’opposizione.

Israele: «Missile iraniano caduto a poche centinaia di metri dal Muro del Pianto»

«Il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme, la capitale di Israele. Uno di questi ha colpito a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, dal Muro Occidentale, dalla Moschea di Al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro». È quanto si legge sull’account X del Ministero degli Esteri israeliano, dove è stato pubblicato un video degli attimi successivi al presunto attacco: «La protezione delle vite umane e la sicurezza dei fedeli vengono prima di tutto. Per questo motivo, la preghiera in tutti i luoghi santi è stata temporaneamente sospesa». Il filmato risalirebbe però a quasi due settimane fa e l’esplosione sarebbe stata causata non da un missile, ma dalla scheggia di un razzo o di un drone abbattuto.

Iran, Mojtaba Khamenei promette vendetta nel suo primo discorso da Guida Suprema

Giovedì 12 marzo è finalmente arrivato il primo discorso alla nazione di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema dell’Iran, subentrato al padre, l’ayatollah Ali, ucciso nei primi raid di Stati Uniti e Israele. Non è apparso in pubblico, né dal vivo né in video: ferito alle gambe e nascosto in un luogo sicuro (almeno questa è la versione ufficiale), si è limitato a un messaggio letto da una speaker della tv di Stato.

Iran, Mojtaba Khamenei promette vendetta nel suo primo discorso da Guida Suprema
Donna iraniana mostra un ritratto di Mojtaba Khamenei (Ansa).

Cosa ha detto Mojtaba Khamenei nel primo discorso da Guida Suprema

«Non rinunceremo a vendicare il sangue dei nostri martiri», ha detto Khamenei, citando anche la strage delle bambine nella scuola di Minab, «un crimine che non può passare sottotraccia». Il leader iraniano ha poi affermato che «il tentativo di dividere il Paese è stato sventato». Quanto agli attacchi contro i Paesi del Golfo, Khamenei ha spiegato: «Noi non colpiamo i nostri vicini che sono amici, ma solo le basi del nemico sul loro territorio», che «vanno chiuse». Così sullo Stretto di Hormuz: «La leva della chiusura deve continuare a essere utilizzata come strumento di pressione». Auspicando «la pace per tutto il popolo iraniano», Khamenei ha anche detto: «Abbiamo studiato l’apertura di altri fronti dove il nemico ha poca esperienza ed è estremamente vulnerabile. Saranno attivati se la situazione di guerra persiste e in base agli interessi nazionali».

Altre due esplosioni a Erbil, Crosetto: «Attacco deliberato»

Due nuove esplosioni sono state udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dopo il drone che ha colpito la base italiana nella serata dell’11 marzo 2026. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in merito all’attacco, ha parlato di un’azione deliberata, dal momento che si tratta di una base Nato, «quindi anche americana», e che già nei giorni precedenti c’erano stati tentativi di intervento. Intervistato dal Tg1, ha confermato che il contingente non ha riportato alcun danno e che i militari erano entrati in aree protette dopo l’allarme. Attualmente sono 141 i soldati italiani presenti a Erbil, che entrano ed escono dal bunker a seconda degli allarmi.

Altre due esplosioni a Erbil, Crosetto: «Attacco deliberato»
Guido Crosetto (Ansa).

Il console italiano a Erbil: «Situazione sotto controllo»

Sulla vicenda è intervenuto anche il console italiano a Erbil, Tommaso Sansone, al Tg2: «La nostra base militare è stata bersagliata da un attacco con droni di provenienza ancora da accertare che ha causato danni materiali ma ha lasciato illesi i nostri militari. Abbiamo parlato con loro, la situazione è sotto controllo, quindi sono tutti in sicurezza. Anche i nostri connazionali stanno bene, vengono assistiti da questo consolato generale che valuterà nei prossimi giorni tutte le azioni che dovessero rendersi necessarie a loro tutela».

Tajani: «Stiamo riducendo il personale nel consolato»

«Oggi parlerò con le autorità del Kurdistan iracheno e con il ministro degli Esteri dell’Iraq per fare un punto della situazione», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina «Abbiamo concluso proprio su questo una riunione con l’ambasciatore e il console d’Italia a Erbil e stiamo riducendo la presenza del personale, sia in ambasciata a Baghdad, sia nel consolato a Erbil per ragioni di sicurezza».

Hoara Borselli con Nordio per il sì, il nuovo vice del Messaggero e le altre pillole

Instancabile. Irrefrenabile. Hoara Borselli, volto di punta di quell’esercito di suffragette di destra che attanaglia la scena politica italiana dall’avvento del melonismo, non conosce sosta: le sue giornate romane sono fitte di appuntamenti pubblici, dove conduce convegni e presenta libri. Prendiamo il pomeriggio di mercoledì 11 marzo: la scatenata Borselli era a Palazzo Giustiniani, uno degli edifici del Senato della Repubblica guidato da Ignazio La Russa, per presentare nella sala Zuccari il libro di Giancarla Rondinelli, autrice televisiva e già giornalista del quotidiano Il Tempo, intitolato L’impronta. La lezione di Garlasco e la fiducia dei cittadini nella giustizia. Ma il vero impegno politico è arrivato subito dopo, su un tema caldissimo come la giustizia: via di corsa in piazza Cavour, di fronte al “Palazzaccio” dove ha sede la Corte Suprema di Cassazione: qui, nel cinema Adriano, Borselli ha dialogato con il Guardasigilli Carlo Nordio davanti a una folla di giovani, in un incontro intitolato “La generazione che dice sì. Gli studenti a confronto con il referendum”. Esilarante la scena di Nordio che le parlava coprendosi la bocca, mentre Borselli rispondeva senza nascondere nulla della conversazione…

Hoara Borselli con Nordio per il sì, il nuovo vice del Messaggero e le altre pillole
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Hoara Borselli con Nordio per il sì, il nuovo vice del Messaggero e le altre pillole

Il “no” si proietta al cinema, al Pigneto

Il fronte del no di certo non sta a guardare. Giovedì 12 marzo al Pigneto, storica zona romana “de sinistra”, gli oppositori della riforma della giustizia si trovano al cinema L’Aquila, in un incontro organizzato da Magistratura Democratica. L’evento si intitola “Preferirei di no” e vede la partecipazione di Giovanni Battista Bachelet, Pier Luigi Bersani, Attilio Bolzoni, Rosy Bindi, Paola Caridi, Luciana Castellina, don Luigi Ciotti, gli scrittori Maurizio De Giovanni ed Erri De Luca, Ida Dominijanni, Andrea Fabozzi, Patrizio Gonnella, Franco Grillini, Maria Concetta Guerra, Fabio Ingrassia, Franco Ippolito, Michele Laforgia, Riccardo Mancuso, Emiliano Manfredonia, Livio Pepino, Armando Punzo, Dario Salvetti, Guido Saraceni, Donatella Stasio, Sergio Vespertino, Claudio Volpe. E un “contributo” di Dacia Maraini.

Il Messaggero, il Martino ha l’oro in bocca

Grandi rivoluzioni in vista a Roma, nel quotidiano Il Messaggero. Il direttore Roberto Napoletano è impegnato a dare una scossa al quotidiano caltagironesco, e dovrà cominciare con l’attesissima nomina di un nuovo vicedirettore. Da mesi si parla di un upgrade per Ernesto Menicucci, una storica colonna della cronaca, che ha lavorato anche al Corriere della Sera. Ma negli ultimi giorni le preferenze sembrano destinate a chi lavora nella redazione economia, quella che ha sempre un posto di primo piano nel cuore dell’editore (e non solo) Francesco Gaetano Caltagirone, visti gli impegni sul fronte finanziario. Il prescelto, a sentire i bookmaker, risponderebbe al nome di Christian Martino. «Anche perché», spifferano nella sede del giornale, in via del Tritone, «qualche giorno di vacanza se le dovrà prendere pure Napoletano, e delegare a un vice con competenze nel settore dell’economia per lui rappresenterebbe un grande sollievo». Non resta che attendere…

Hoara Borselli con Nordio per il sì, il nuovo vice del Messaggero e le altre pillole
Hoara Borselli con Nordio per il sì, il nuovo vice del Messaggero e le altre pillole
Hoara Borselli con Nordio per il sì, il nuovo vice del Messaggero e le altre pillole

Il Monda non si è fermato mai un momento

Come ti giri, c’è un Monda che presenta un libro. Mercoledì 11 marzo ecco Andrea Monda, scrittore e saggista, direttore de L’Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, in quel di Viterbo: nella Biblioteca Consorziale è stato chiamato per condurre l’incontro “Toglietemi tutto tranne il superfluo, tranne la poesia”, dedicato alla presentazione del libro di papa Francesco intitolato Viva la poesia! curato dal gesuita padre Antonio Spadaro.

Hoara Borselli con Nordio per il sì, il nuovo vice del Messaggero e le altre pillole
Andrea Monda (foto Imagoeconomica).

Ma in famiglia c’è anche Antonio Monda, quello che vive a New York, dove insegna alla New York University, collabora con il quotidiano Il Foglio, è titolare della rubrica “Central Park West” per RaiNews24 ed è il direttore artistico del festival letterario “Le Conversazioni”. Antonio, quando si trova a Roma, presenta i libri, i suoi: come giovedì 12 marzo, di sera, al Maxxi, dove parlerà della sua fatica editoriale Una mattina gloriosa, con gli amici Eraldo Affinati e Melania Mazzucco. Ci sarà anche la presidente della Fondazione Maxxi, Maria Emanuela Bruni: che poi si è sempre sentito dire che quella poltrona, dopo l’uscita di Alessandro Giuli che è andato a fare il ministro della Cultura, la voleva proprio lui, Antonio Monda…

Hoara Borselli con Nordio per il sì, il nuovo vice del Messaggero e le altre pillole
Antonio Monda (foto Imagoeconomica).

Tutti al Tar

È al centro di tutte le disfide imprenditoriali, e non solo, per tutti coloro che hanno rapporti con lo Stato e gli appalti pubblici: il Tar del Lazio ha un’importanza fondamentale. E infatti nella giornata di giovedì 12 marzo, in via Flaminia, nel palazzone che una volta ospitava la Sip e poi la Telecom, va in scena la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Giustizia amministrativa. In programma, la relazione del presidente Roberto Politi sull’attività svolta dal tribunale nel corso del 2025, più gli interventi del presidente del Consiglio di Stato Luigi Maruotti, dell’avvocata generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, della componente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa Eva Sonia Sala e del presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma Alessandro Graziani. Di più non si può…

Ternana calcio: la nuova proprietà denuncia la vecchia gestione, Claudia Rizzo ascoltata dai pm

GI - La presidente della Ternana Claudia Rizzo è negli uffici della Guardia di Finanza, a Terni, dove sarà ascoltata dal procuratore capo, Antonio Laronga, dopo gli esposti presentati nelle scorse settimane. Oltre alla 23enne sarà sentita, sempre nelle vesti di persona informata sui fatti, la madre Laura Melis.

Sono due gli esposti presentati dai Rizzo, assistiti dal legale Manlio Morcella, ai magistrati che ora, dopo aver delegato gli accertamenti alla Gdf di Mauro Marzo, hanno deciso di ascoltare la giovane manager e sua madre.

La maxi indagine sulla Ternana Calcio 

Al centro della maxi indagine quanto avvenuto nell'intero periodo tra giugno 2024 e settembre 2025, prima che il timone della società passasse nelle mani dei Rizzo. Compreso il periodo che va dal 15 giugno al 15 settembre, quando la società era ingessata, perché formalmente amministrata dai precedenti gestori, ma di fatto spogliati dei poteri perché avevano rilasciato una procura a vendere a vantaggio di uomini vicino a Massimo Ferrero.

Le sponsorizzazioni mai versate 

Una procura che garantiva l'anticipazione di 2 milioni che aveva fatto UniCusano per fare fronte alle scadenze federali. Non solo. La Ternana richiede, tramite decreti ingiuntivi, quasi 3 milioni di euro per sponsorizzazioni mai versate. Un susseguirsi di operazioni economiche che ora sono al vaglio dei magistrati. Il rischio è quello di un crack economico per ora evitato grazie al coraggio della famiglia Rizzo che, nonostante i buchi nel bilancio, ha ripianato di tasca sua. Ora dopo ora, però, la situazione diventa più complessa.

Gli indagati e le ipotesi di reato

Nell'inchiesta sono indagati l'ex super consulente della società calcistica Ferrero (un passato come presidente della Sampdoria), e l'ex amministratore unico Tiziana Pucci. Per loro viene ipotizzata l'infedeltà patrimoniale, un reato commesso quando - amministratori o altre figure apicali - cagionano "intenzionalmente un danno patrimoniale alla società per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto" ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Lo scambio di calciatori contestato a Ferrero

Ferrero è contestato, tra l'altro, il fatto di aver cercato di chiudere una trattativa per lo scambio di due giovani calciatori Cristian Vaccaro della Ternana e Flavio Ciufferi del Trapani calcio. Secondo quanto si apprende, il saldo dei prezzi dava sì una plusvalenza alla società umbra di circa 70 mila euro, ma a fronte di una netta remissione sulle uscite riguardanti gli stipendi. Mentre Vaccaro guadagnava, infatti, circa 20 mila euro lordi il calciatore del Trapani aveva uno stipendio di oltre 200 mila euro a crescere fino a 250 mila nella stagione 2026/27.

La Ternana e l'autista storico di Ferrero 

Non solo. Ferrero avrebbe fatto, inoltre, assumere tramite una società del gruppo il suo autista storico a cui sarebbero stati riconosciuti compensi per attività straordinaria. Lo stesso autista avrebbe, in più, tentato di trattenere per sé l'auto aziendale in uso alla Ternana che sarebbe stata restituita solo dopo numerose pressioni. A Pucci, invece, è tra l'altro contestata anche una fattura per un'attività di supporto alla chiusura della cessione.

“Il tumore al pancreas subdolo e aggressivo, ecco come riconoscerlo”

AGI - “Il tumore al pancreas è tra i più aggressivi e difficili da diagnosticare”. Lo ha detto Paolo Tralongo, presidente Cipomo oltre che direttore del dipartimento di oncologia dell’ospedale di Siracusa, a margine del 30esimo congresso del Cipomo, commentando la scomparsa di Enrica Bonaccorti.

In Italia si stimano ogni anno circa 13-14 mila nuovi casi e la malattia rappresenta una delle principali cause di morte per tumore nei Paesi occidentali.

Tumore al pancreas: dolore addominale o alla schiena i campanelli d'allarme 

“I sintomi sono spesso poco specifici e possono comparire solo quando il tumore è già in fase avanzata. Tra i segnali più frequenti – continua Tralongo – si possono osservare dolore addominale o alla schiena, perdita di peso involontaria, perdita di appetito, stanchezza persistente o ittero, cioè la colorazione gialla della pelle e degli occhi. 

L'importanza della diagnosi precoce 

Inoltre, il tumore del pancreas è purtroppo una delle neoplasie più difficili da trattare, soprattutto perché nella maggior parte dei casi viene diagnosticato quando la malattia è già in fase avanzata.

Per questo è fondamentale rafforzare gli strumenti di diagnosi precocesostenere la ricerca e garantire una presa in carico delle persone all’interno delle reti oncologiche regionali, dove la gestione multidisciplinare consente di integrare chirurgiaoncologia medicaradioterapia e cure di supporto. Infine è fondamentale anche proseguire nella ricerca e nella sperimentazione delle nuove cure.

Bassetti, il tumore al pancreas è aggressivo e subdolo 

Enrica Bonaccorti è morta. Come già avevano fatto, tra gli altri, Gianluca Vialli e Eleonora Giorgi ha affrontato, con grandissima dignità, un tumore al pancreas con chemioterapia e radioterapia, aggiornando il pubblico sul suo percorso di cura. Anche la mia mamma ci è stata portata via da questo tumore che è davvero subdolo e bastardo”. Così l'infettivologo Matteo Bassetti commenta la morte della nota conduttrice tv, spiegando che la patologia che l'ha uccisa “è un tumore aggressivo, spesso asintomatico nelle fasi iniziali, rendendo difficile la diagnosi precoce.

"I sintomi comuni in fase avanzata includono dolore addominale che si irradia alla schiena, ittero (pelle/occhi gialli), perdita di peso inspiegabile, nausea e diabete di nuova insorgenza. Far diventare pop e non nascondere la malattia, come ha fatto la Bonaccorti, mi auguro che serva per fare ancora di più sulla prevenzione e sulla cura di questo tumore, davvero “bastardo”. Grazie Enrica. Buon viaggio. Riposa in pace”. 

Generali si candida come partner di Mps al posto di Axa

Generali si potrebbe candidare come potenziale sostituto per le attività di bancassurance di Mps al posto di Axa, al termine della partnership tra Monte dei Paschi di Siena e il gruppo assicurativo francese, in scadenza nel 2027. «Sappiamo che scade questo accordo, saremmo un candidato per la sostituzione di questo risparmio e se potessimo rimpatriare questo risparmio degli italiani dalla Francia, saremmo felici di farlo», ha dichiarato l’amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet. Ha poi aggiunto: «Non è una decisione nostra, noi abbiamo la disponibilità di parlare con tutti quelli che ci possono aiutare a fare il nostro mestiere». Mps di recente ha acquistato Mediobanca, che a sua volta ha in pancia il 13 per cento di Generali.

Cos’è la bancassurance

La bancassurance (o bancassicurazione) è l’integrazione tra banche e compagnie assicurative, attraverso cui gli istituti bancari distribuiscono polizze vita, danni e previdenziali alla propria clientela. Prodotti, insomma, che coniugano caratteristiche di assicurazione e di investimento. Nato in Francia, questo modello strategico ha preso sempre più piede negli ultimi anni, grazie alla creazione di apposite joint venture tra banche e compagnie di assicurazione.