Morde un vigile urbano nel Nisseno, arrestato un automobilista

AGI - Ha aggredito a morsi un vigile urbano di Riesi. Con questa accusa i carabinieri hanno arrestato un 35enne per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate.

L'episodio si è verificato nei pressi degli uffici della Polizia municipale, dove un ispettore superiore era impegnato in un servizio di controllo del territorio. Secondo quanto ricostruito, l'uomo - sopraggiunto a bordo della propria auto - avrebbe assunto un atteggiamento intimidatorio e offensivo nei confronti dell'agente. Invitato a chiarire la propria posizione negli uffici della Polizia municipale vicina, l'indagato avrebbe improvvisamente aggredito fisicamente il pubblico ufficiale, colpendolo ripetutamente al volto e alla mano e mordendolo a un dito. Il gesto appare verosimilmente riconducibile a un precedente risentimento dell'uomo nei confronti dei vigili urbani.

L'intervento e le conseguenze per l'agente

L'intervento di altri operatori presenti e dei carabinieri ha permesso di immobilizzare l'uomo, evitando ulteriori conseguenze. L'agente aggredito ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

Il possesso di un coltello e le misure cautelari

L'indagato è stato inoltre trovato in possesso di un coltello a serramanico, successivamente sequestrato. Il 35enne è stato arrestato e, su disposizione del pm di Caltanissetta, posto ai domiciliari. Il gip ha convalidato l'arresto e disposto la misura dell'obbligo di dimora nel Comune di residenza, con permanenza domiciliare nelle ore notturne.

Terremoto a Catania, la scossa 4.5 avvertita anche a Messina

AGI - È di magnitudo 4.5 la scossa di terremoto registrata a 3 km nord ovest di Ragalna (Catania), stamane alle 7:05. Il sisma è stato localizzato a una profondità di 4 km dalla sala operativa dell'Osservatorio etneo.

La forte scossa ha svegliato Catania e molti comuni della provincia. Il sisma è stato avvertito anche a Messina, nella zona Sud della città. La prima stima provvisoria è stata pubblicata sui canali social dell'Ingv, l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Sospensione delle attività didattiche e monitoraggio

A seguito della scossa di terremoto avvertita anche a Catania, con una magnitudo di 4.5 ed epicentro Ragalna, il sindaco del capoluogo etneo Enrico Trantino ha disposto la sospensione delle attività didattiche delle scuole cittadine per motivi precauzionali disponendo verifiche nei plessi scolastici. Pertanto oggi non si svolgeranno lezioni. Lo rende noto il Comune. "Capisco che a quest'ora provocherà tantissimi problemi a molti genitori e sono dispiacutissimo, ma spero comprenderanno che la sicurezza è al primo posto", afferma il primo cittadino. Il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina ha disposto l'attivazione immediata di un monitoraggio telefonico attraverso il servizio emergenza, al fine di verificare eventuali criticità presso tutti i Comuni nei quali la scossa è stata avvertita.

Crolli a Ragalna, epicentro sisma nel Catanese

Danni nella sede del municipio e crolli parziali in alcuni edifici privati si sono registrati a Ragalna, nel Catanese, cittadina epicentro del terremoto di magnitudo 4.5 che questa mattina ha svegliato la provincia di Catania. Il Comune ha attivato il Coc, il centro di coordinamento comunale presieduto dalla Protezione civile e dal sindaco Nino Caruso. I tecnici comunali hanno predisposto i primi sopralluoghi per verificare l'entità dei danni e la staticità degli edifici.

Terra dei fuochi, maxi confisca ai fratelli Pellini

AGI - Il confisca di un patrimonio del valore superiore ai 205 milioni di euro rappresenta l'ultimo atto di una complessa vicenda giudiziaria che coinvolge i fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini, imprenditori di Acerra attivi nel comparto dello smaltimento e riciclaggio dei rifiuti. Il provvedimento di confisca, emesso dal Tribunale di Napoli ed eseguito dai militari del Gico della Guardia di Finanza, colpisce una struttura economica ramificata tra diverse regioni italiane, includendo 8 società, 224 immobili, 75 terreni, 72 veicoli, due elicotteri e tre imbarcazioni.

L'ordinanza depositata il 19 febbraio 2026 giunge dopo un percorso processuale iniziato nel 2017. All'epoca, le indagini avevano evidenziato una sproporzione tra i redditi dichiarati dai tre imprenditori e l'effettivo tenore di vita, portando al primo sequestro di prevenzione. La base dell'accusa poggia sulla condanna definitiva per disastro doloso continuato inflitta ai Pellini, ritenuti responsabili di traffici illeciti di rifiuti industriali e urbani nel territorio campano.

L'annullamento della Cassazione e la nuova indagine

Nonostante una prima conferma della confisca in appello nel 2023, la Corte di Cassazione aveva annullato il provvedimento nell'aprile 2024 a causa di vizi formali, disponendo la temporanea restituzione dei beni. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha tuttavia mantenuto attiva la sorveglianza sul patrimonio, disponendo una nuova ricognizione tecnica volta a dimostrare la persistenza della pericolosità sociale e l'assenza di giustificazioni lecite per l'accumulo di tale ricchezza.

Confermata la natura illecita dei capitali

L'istruttoria camerale conclusasi in questi giorni ha confermato la validità della tesi investigativa. Secondo i magistrati della Sezione Misure di Prevenzione, le memorie difensive prodotte dai legali dei Pellini non sono state in grado di fornire prove documentali plausibili circa la provenienza del capitale utilizzato per l'acquisto di immobili tra Napoli, Salerno, Caserta, Latina e Frosinone. Il tribunale ha dunque ribadito la natura illecita delle risorse impiegate, collegandole direttamente alla gestione del ciclo dei rifiuti nella piana acerrana.

I beni passano sotto il controllo dello Stato

L'operazione odierna chiude il cerchio su una flotta di mezzi e una rete di investimenti finanziari che, secondo la Guardia di Finanza, costituivano il frutto di anni di violazioni ambientali sistematiche. I beni, che includono anche 70 rapporti finanziari, passano ora sotto il controllo dello Stato, segnando uno dei più significativi recuperi patrimoniali nel settore dei reati contro l'ambiente e la salute pubblica in Italia.