Visite intramoenia in contanti e non registrate: arrestato medico a Reggio Emilia

AGI - I Carabinieri del Nas di Parma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, hanno arrestato in flagranza un dirigente medico, responsabile di più Strutture Complesse di ospedali della provincia, con l’accusa di peculato e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, entrambi contestati in forma continuata.

L’intervento è avvenuto nel pomeriggio di lunedì, all’interno di un ospedale pubblico reggiano, subito dopo che il medico aveva ricevuto 100 euro in contanti da una paziente come pagamento per una prestazione sanitaria. Secondo gli investigatori, l’intera somma sarebbe stata trattenuta indebitamente, senza essere versata all’Azienda USL di Reggio Emilia.

 

L’attività investigativa dei carabinieri, avviata nel settembre 2025, ha permesso di ricostruire un presunto sistema di prestazioni mediche private non registrate. Pur essendo autorizzato alla libera professione intramoenia, il dirigente avrebbe: effettuato visite private senza inserirle nell’applicativo informatico aziendale; incassato i compensi esclusivamente in contanti, senza comunicarli all’Amministrazione; gestito direttamente le richieste di appuntamento, aggirando i canali istituzionali previsti.

Tra l’11 novembre 2025 e il 2 marzo 2026 sarebbero state eseguite 25 prestazioni non tracciate, con pazienti non prenotati e pagamenti variabili. Le richieste di appuntamento venivano gestite direttamente dal medico, eludendo completamente i canali istituzionali previsti per l’attività intramoenia.

Le investigazioni, supportate anche da intercettazioni telefoniche e ambientali, avrebbero inoltre documentato l’utilizzo, in alcune circostanze, di farmaci appartenenti alla dotazione dello studio ospedaliero, poi somministrati a pazienti visitati privatamente.

Dopo le formalità di rito, il medico è stato posto agli arresti domiciliari. In seguito, il GIP del Tribunale di Reggio Emilia ha convalidato l’arresto, disponendo però l’immediata rimessione in libertà e applicando: sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio per 12 mesi; interdizione per 12 mesi dall’attività di medico dirigente in strutture sanitarie pubbliche dell’ASL; divieto temporaneo di esercitare la libera professione intramoenia in qualsiasi struttura pubblica, sempre per 12 mesi.

 

Luna, la cucciola di leopardo melanico che incanta il Safari Park di Pombia

AGI - Si chiama Luna ed è la nuova arrivata al Safari Park di Pombia (NO): nata nell’ottobre 2025, la cucciola di leopardo melanico è il primo esemplare nato nel parco dopo l’arrivo di Bagheera, Diana e Lilith la scorsa estate. Luna, nome scelto dai keeper per l’associazione frequente dell’esemplare alla notte, comune in diverse culture, simboleggia e incarna un importante traguardo per il progetto avviato dal Safari Park per la salvaguardia delle specie più vulnerabili.

 

 

La nascita di Luna è stata caratterizzata da un momento delicato: nei primi giorni di vita la piccola non è stata riconosciuta dalla madre, una circostanza che può verificarsi anche in natura. L’équipe di keeper del parco è intervenuta prontamente, non appena rilevata la criticità della situazione; e con cura, monitoraggio costante e contatti diretti ma limitati allo stretto necessario è riuscita ad assicurare alla cucciola uno sviluppo il più naturale ed equilibrato possibile. Superata la fase più complessa, Luna ha intrapreso un percorso graduale di inserimento nell’area dedicata ai leopardi melanici, realizzata su misura per rispondere alle esigenze etologiche della specie. Oggi la cucciola si sta integrando nel gruppo e si muove all’interno dell’habitat con curiosità e sicurezza.

I leopardi melanici: caratteristiche e minacce

I leopardi melanici, comunemente noti come pantere nere, non costituiscono una specie distinta, ma una rara variante genetica del leopardo comune. La loro caratteristica colorazione scura è dovuta al melanismo, una mutazione legata a un gene recessivo che determina un’elevata concentrazione di melanina nel pelo. In natura, come altri grandi felini quali leoni, tigri e leopardi delle nevi, sono minacciati dal bracconaggio, dalla progressiva riduzione dell’habitat e dalla diminuzione delle prede. Proprio per questo, la nascita di Luna assume un valore particolarmente significativo nel percorso di conservazione e sensibilizzazione portato avanti dal Safari Park.

Orari di apertura del Safari Park

Per vedere da vicino Luna e tutte le altre specie ospitate, il Safari Park di Pombia è aperto fino a venerdì 27 marzo tutti i giorni dalle 10:30 alle 16:30, mentre successivamente sarà aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:00 e nei weekend dalle 10:00 alle 18:00.

 

Nicolò, rimasto bloccato a Dubai. La mamma: “Una spirale di ansia pazzesca, ma ora è final…

AGI - "È una cosa che speriamo di archiviare nel più breve tempo possibile, ieri notte per la prima volta sono riuscita a dormire per due ore filate, mi è sembrato un sogno". A parlare all'AGI, a poche ore dal volo che ha riportato a casa diversi italiani bloccati a Dubai, è Silvia Savio, mamma di Nicolò, uno studente padovano dell'Istituto Tecnico Calvi che al momento dell'avvio dell'azione militare americana contro l'Iran si trovava a Dubai per un progetto scolastico denominato "Ambasciatori del futuro".

"Nicolò sarebbe dovuto ripartire per tornare a casa il 28 ma mi ha chiamato dicendomi: "Mamma, hai sentito?" - racconta - io sono corsa ad accendere la tv, ho visto quello che stava accadendo. Ho cercato di minimizzare e di tranquillizzarlo ma per me è iniziato un vortice di ansie più totali, qualcosa di mai provato prima. Non si capiva niente, sono iniziate le cancellazioni dei voli, il caos più totale".

Il caos dei voli e la paura negli hotel

"Poi per fortuna - prosegue - è intervenuto il preside della sua scuola, il sindaco, il governatore Stefani e mi è arrivato anche il numero di telefono del console. Sono stati tutti meravigliosi".

Una disponibilità tangibile che non ha però ridotto l'ansia e l'incertezza. Il gruppo di studenti aveva infatti fatto il check-out prima di scoprire che il volo era stato cancellato e non poteva quindi rientrare nella struttura.

"Allora sono stati divisi in due hotel ma uno non era sicuro - continua a raccontare la mamma - e dopo una notte sono ritornati al primo hotel. Dormivano assieme per farsi coraggio, tutti assieme nelle stanze più basse perché quelle ai piani più alti erano troppo pericolose. Noi ci sentivamo con le videochiamate, cercavamo di farlo ridere e scherzare in ogni modo ma era sempre più serio. Mi ci ha confidato di aver avuto davvero paura".

Il volo per Milano e il ritorno in Italia 

Per tornare alla vita normale il più rapidamente possibile, poche ore dopo il suo rientro in Italia Nicolò è partito per una gita di classe a Roma. Poche ore di sonno e una levataccia alle 5.30, pur di tornare a ridere con gli amici di sempre.

Ma i segni di quelle ore di terrore sono ancora tangibili. "Mi ha confidato che mentre si imbarcavano per tornare in Italia hanno sentito il cicalino della retromarcia di un furgone che somigliava tantissimo all'alert dei bombardamenti - racconta la mamma - è bastato un suono, un secondo e c'è stato il panico tra i ragazzi".