Iran, colpita l’Assemblea degli Esperti mentre eleggeva l’erede di Khamenei

Le forze israeliane, assieme a quelle statunitensi, hanno avviato una vasta ondata di attacchi «contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran», ha reso noto l’IDF. Nel mirino anche la sede del consiglio direttivo dell’Assemblea degli Esperti nella capitale della Repubblica Iraniana, situata presso l’ex palazzo del parlamento. E, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim – affiliata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica – gli Stati Uniti e Israele hanno anche colpito la sede dell’Assemblea degli Esperti nella città di Qom, seconda città santa dell’Iran dopo Mashhad.

Iran, colpita l’Assemblea degli Esperti mentre eleggeva l’erede di Khamenei
La sede dell’Assemblea degli Esperti a Teheran.

Cosa è l’Assemblea degli Esperti

L’Assemblea degli Esperti è l’organo clericale responsabile, secondo la costituzione iraniana, della nomina e della supervisione della Guida Suprema, massima carica religiosa e amministrativa del Paese. Secondo il canale Telegram Zed TV, l’attacco ha proprio preso di mira una sessione formale dell’Assemblea degli Esperti, convocata per eleggere l’erede dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso nei primi raid di Israele e Stati Uniti. L’assemblea è – o forse era – composto da 88 giuristi (mujtahid).

Musei fiorentini, la zampata di Giuli e l’attacco delle opposizioni

Sta facendo discutere l’ondata di nomine nei consigli di amministrazione di alcuni importanti musei fiorentini, dove il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha piazzato alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, scatenando l’ira delle opposizioni. Si tratta in particolare della Galleria dell’Accademia, dei Musei del Bargello e delle ville e residenze monumentali fiorentine, nei cui cda sono state nominate alcune figure politiche non elette alle ultime amministrative. Tra i nomi più discussi quelli di Andrea Fossi, candidato di Fdi alle comunali fiorentine, nominato sia alla Galleria dell’Accademia sia ai Musei del Bargello, e Alessia Galdo, anche lei candidata con Fdi, inserita nel cda delle ville e residenze monumentali insieme a Chiara Mazzei, altra esponente dello stesso partito.

L’attacco del Pd: «Musei non diventino luoghi di occupazione politica»

Scelte che hanno subito scatenato una dura reazione da parte del Partito democratico. I due deputati fiorentini Simona Bonafé e Federico Gianassi hanno diffuso una nota congiunta denunciando «una preoccupante tendenza alla politicizzazione dei consigli di amministrazione dei musei statali», la cui gestione dovrebbe invece basarsi su «competenza, autonomia e comprovata esperienza nel settore culturale». Secondo Bonafé e Gianassi, le nomine rischiano di trasformare luoghi di cultura, studio e conservazione in «spazi di occupazione politica, compromettendone l’autonomia e la credibilità». Per questo hanno annunciato che presenteranno un’interrogazione parlamentare al ministro, chiedendo spiegazioni sui criteri adottati. Sulla stessa linea anche il Movimento 5 stelle, con la senatrice Vincenza Aloisio che ha definito le nomine incomprensibili invitando Giuli a chiarire «i criteri seguiti e l’esistenza di procedure di selezione trasparenti». Anche per lei i musei devono restare «luoghi di studio, conservazione e arricchimento collettivo e non scivoli di certa politica».

Anche a Capri un esponente di Fdi nel cda dei Musei e del Parco archeologico

Anche a Capri è scoppiata la polemica per un caso analogo. Nel cda dei Musei e del Parco archeologico è stata nominata Elena Proietti Trotti, componente dello staff del ministro Giuli nonché consigliera e figura politicamente attiva in Umbria per Fratelli d’Italia. «Una scelta che solleva interrogativi gravi» secondo Piero De Luca, deputato dem e segretario regionale del Pd Campania. «Dalle informazioni disponibili non risultano competenze riconducibili ai requisiti previsti dalla legge, che è chiara nell’individuare i componenti dei consigli di amministrazione dei musei tra figure di chiara fama e comprovata esperienza nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale. Dopo quanto già accaduto alla Reggia di Caserta, dove nel cda è stato nominato il segretario cittadino di Fratelli d’Italia, prosegue quella che appare come una vera e propria occupazione politica delle istituzioni culturali», ha aggiunto De Luca, annunciando anch’egli un’interrogazione parlamentare.

Iran, la Nazionale femminile di calcio non canta l’inno in Coppa d’Asia

La Nazionale femminile di calcio iraniana ha scelto di non cantare l’inno della Repubblica Islamica prima della partita d’esordio in Coppa d’Asia contro la Corea del Sud. Cantare l’inno, ovviamente, non è obbligatorio. Ma in questo modo le calciatrici hanno deciso di protestare platealmente contro il regime, mentre sugli spalti alcuni tifosi sventolavano la bandiera iraniana pre-rivoluzionaria.

La scelta di non cantare l’inno ricalca quella presa dalla Nazionale maschile durante i Mondiali del 2022. Prima e dopo la gara, l’allenatrice dell’Iran Marziyeh Jafari e le calciatrici si sono rifiutate di commentare sulla guerra e sulla morte dell’ayatollah Ali Khamenei. Per la cronaca, l’Iran ha perso 3-0 nella partita d’esordio in Coppa d’Asia, che si sta svolgendo in Australia.

Iran, la Nazionale femminile di calcio non canta l’inno in Coppa d’Asia
Iran, la Nazionale femminile di calcio non canta l’inno in Coppa d’Asia
Iran, la Nazionale femminile di calcio non canta l’inno in Coppa d’Asia
Iran, la Nazionale femminile di calcio non canta l’inno in Coppa d’Asia
Iran, la Nazionale femminile di calcio non canta l’inno in Coppa d’Asia

Iran, l’ex presidente Ahmadinejad sarebbe ancora vivo

L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che era stato dato per morto dopo i primi attacchi statunitensi e israeliani su Teheran, sarebbe ancora vivo. Lo riporta il canale di opposizione con sede a Londra Iran International: secondo quanto hanno riferito fonti informate sulla situazione, Ahmadinejad non ha subito danni a causa del raid aereo ed è stato trasferito in un luogo sicuro. L’agenzia di stampa turca scrive che nell’attacco sono però morte tre delle sue guardie del corpo, membri dei pasdaran.

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La notizia della morte era stata smentita dal suo ufficio

Tra sabato e domenica alcuni media iraniani avevano sostenuto che Ahmadinejad, protagonista nei suoi otto anni da presidente di incendiari discorsi incendiari contro il «nemico americano», fosse morto nei raid. Altri non avevano invece confermato il decesso. La notizia era stata poi smentita dall’ufficio di Ahmadinejad, raggiunto da Al Jazeera.

Iran, l’ex presidente Ahmadinejad sarebbe ancora vivo
Mahmoud Ahmadinejad (Ansa).

L’Onu chiede un’inchiesta sull’attacco alla scuola femminile in Iran

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha esortato le forze responsabili dell’attacco a una scuola femminile in Iran a indagare e a condividere le proprie informazioni sull’accaduto. Lo riporta Reuters sul sito. Turk «chiede un’indagine rapida, imparziale e approfondita sulle circostanze dell’attacco alle forze che l’hanno perpetrato», ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell’Alto commissariato. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che le forze statunitensi «non avrebbero preso di mira deliberatamente una scuola».

Cos’è successo

I fatti si sono verificati sabato 28 febbraio 2026, quando un attacco aereo ha colpito un istituto femminile nella città meridionale di Minab. I media statali iraniani hanno riferito almeno 165 persone sono morte e altre decine sono rimaste ferite. Martedì si è svolta una cerimonia funebre per commemorare le vittime.

Philip Morris International lancia in Italia il nuovo Bonds by Iqos

Philip Morris Italia, affiliata italiana del gruppo Philip Morris International, ha annunciato il lancio in Italia di Bonds by Iqos, un nuovo dispositivo senza combustione pensato per adulti che altrimenti fumerebbero sigarette o utilizzerebbero altri prodotti contenenti nicotina. Si tratta di un prodotto per il riscaldamento elettronico del tabacco progettato per abbattere le barriere di accesso – in termini di gusto, rituale di utilizzo e prezzo – che amplia la scelta per i fumatori adulti. Semplice da usare e senza necessità di pulizia, il nuovo Bonds garantisce un’esperienza di cinque minuti senza limite di filtri, con fino a 25 utilizzi con una sola ricarica. È in alluminio, disponibile in tre colori (Ruby Red, Ocean Blue e Cosmic Black) e ha un prezzo suggerito di 19 euro. Si usa esclusivamente con i nuovi stick a marchio Blends, disponibili in diverse varianti. La tecnologia Roundheat, con la quale è progettato, riscalda dall’esterno gli stick che contengono tabacco finemente lavorato.

Philip Morris International lancia in Italia il nuovo Bonds by Iqos
Bonds by Iqos (Pmi).

L’ad Frega: «Il nostro obiettivo? Italia senza sigarette entro il 2035»

«A livello globale stiamo lavorando per rendere le sigarette un oggetto da museo nel più breve tempo possibile. In Italia, con un quadro normativo stabile e il supporto della società, potremmo raggiungere questo obiettivo già nel 2035», ha dichiarato Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, durante l’evento di presentazione tenutosi presso la Iqos Embassy di Foro Bonaparte a Milano. «Stiamo facendo progressi significativi in questa direzione, considerando che oltre il 50 per cento dei nostri ricavi netti in Italia deriva già dai prodotti senza combustione». Sono circa 13 milioni gli adulti italiani che utilizzano prodotti a base di nicotina, e oltre 4,5 milioni di questi ha già scelto di passare ad alternative senza combustione. Ma restano ancora milioni di fumatori esclusivi di sigarette, la cui transizione verso alternative prive di combustione rappresenta la sfida più grande dell’azienda in Italia entro il 2035.

Della Monica: «Un ulteriore passo verso i fumatori più resistenti»

«Le esigenze dei nostri consumatori adulti restano la nostra stella polare, e questi numeri dimostrano chiaramente che esiste un forte interesse verso le alternative per sostituire le sigarette, ma anche che è necessario compiere un ulteriore passo per andare incontro alle preferenze dei fumatori adulti più resistenti al cambiamento», ha aggiunto Daniela Della Monica, head of Smoke-free products category di Philip Morris Italia. «Sappiamo che i fumatori adulti e gli utilizzatori di nicotina hanno preferenze diverse. Per questo abbiamo sviluppato un ampio portafoglio multicategoria di prodotti alternativi senza combustione, che presentano tecnologie, modalità d’uso e fasce di prezzo differenti. Con Bonds by Iqos aggiungiamo un tassello importante a questo mosaico, avvicinandoci ancora di più ai nostri consumatori».

Bocchino prezzemolino su La7 e l’endorsement di Sempio per il Sì: le pillole del giorno

«Ma perché Italo Bocchino è sempre su La7?», chiedeva l’altro giorno un parlamentare di Forza Italia a un collega. La risposta è stata immediata: «L’astuto Italo ha pensato bene di pubblicare il suo libro dedicato a Giorgia Meloni – Giorgia la figlia del popolo – con la casa editrice Solferino che fa parte del gruppo Rcs. Che a sua volta fa capo a Urbano Cairo, proprietario di La7. Sinergia assicurata». A proposito, martedì mattina, Bocchino era tanto per cambiare su La7 all’Aria che tira con David Parenzo, intento a litigare con la dem Anna Ascani. E poi ci sono naturalemente le consuete ospitate da Lilli Gruber a Otto e mezzo

L’endorsement di Sempio per il sì al referendum

In tv ormai il delitto di Garlasco è diventato – ahinoi – un vero e proprio genere. Anche nell’ultima puntata di Quarta Repubblica, Nicola Porro ha intervistato Andrea Sempio chiedendogli pure cosa voterà al referendum della giustizia. E Sempio ha risposto convinto «Sì». Chissà se sposterà voti… 

Meloni contro Occhetto

Sfida romana a distanza, nella serata di martedì, tra Giorgia Meloni e Achille Occhetto. La presidente del Consiglio è attesa al Foro Italico, nella Casa delle Armi, per un incontro dedicato alle donne, in vista dei festeggiamenti per gli 80 anni della Costituzione, con i ministri Eugenia Roccella e Andrea Abodi. Occhetto celebrerà i suoi 90 anni in piazza di Pietra, nella sala della Camera di Commercio di Roma, con “officiante” Ugo Sposetti e tanti compagni del vecchio Pci. Chissà se arriverà pure Pier Luigi Bersani, che ha in agenda anche la presentazione dell’ultima fatica di Arturo Scotto Flotilla. In viaggio per Gaza alla Mondadori Bookstore in piazza Cola di Rienzo…

Bocchino prezzemolino su La7 e l’endorsement di Sempio per il Sì: le pillole del giorno
Achille Occhetto (foto Imagoeconomica).

Attesa per l’inaugurazione del Corinthia Rome

Guerra in corso? Buttiamoci sul lusso. Mercoledì sera a Roma sarà grande festa per l’apertura dell’hotel a 5 stelle Corinthia Rome, il primo della catena in Italia, in un palazzo piacentiniano con vista sulla Camera dei Deputati. Tutto è pronto: anche i cantieri che occupavano la strada sono magicamente scomparsi. Attesa per Carlo Cracco che gestirà la proposta enogastronomica.

Bocchino prezzemolino su La7 e l’endorsement di Sempio per il Sì: le pillole del giorno
Il Corinthia Rome.

Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso

Quando nel 2003 gli Stati Uniti di George W. Bush invasero l’Iraq per eliminare Saddam Hussein, accusato di nascondere armi di distruzione di massa, l’allora cancelliere tedesco Gerhard Schröder tenne fuori la Germania dalla guerra: Berlino non credette alle prove contraffatte e sventolate alle Nazioni Unite dal generale Colin Powell e lasciò che Washington, insieme con quella che allora era stata denominata la coalizione dei volenterosi, Italia inclusa, si imbarcasse in un conflitto terminato con il ritiro ufficiale del 2011. Da allora abbiamo collezionato un’altra manciata di guerre, dalla Libia alla Siria, passando per l’Ucraina e il Medio Oriente, e il nuovo cancelliere Friedrich Merz ha riposizionato il Paese nel rapporto di vassallaggio nei confronti degli Usa, modificando anche la linea più autonoma che per tre lustri era stata tenuta da Angela Merkel, saltata completamente nel 2022 dopo l’invasione russa su larga scala dell’Ucraina.

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Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
Una vecchia foto di Gerhard Schroder e George Bush. Alle loro spalle il presidente francese Jacques Chirac (foto Ansa).

Germania costretta a inseguire le mosse di Trump

Merz, nonostante l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, ha mantenuto quindi ferma la barra dell’atlantismo, sempre subordinato nella sostanza alle strategie internazionali dettate da Washington, con solo qualche spazio di facciata riservato a elementi di diversificazione: al di là cioè della volontà espressa di un ruolo autonomo e crescente anche al di fuori dell’Unione Europea, la Germania ha perso in definitiva peso su ogni teatro internazionale, costretta a inseguire le mosse di Trump e incapace, sia per sé che come presunto Paese guida dell’Ue, di imporre le sue priorità. In qualche piccolo sussulto d’orgoglio, come durante la Conferenza di Monaco di metà febbraio, ha detto che «l’ordine mondiale del Dopoguerra non esiste più» e che «la battaglia culturale Maga non è la nostra». Poi però in concreto le cose vanno diversamente.

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Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso

Gli esempi sono tanti. In quest’ultimo anno si può partire dai falliti ultimatum a Vladimir Putin sulla scacchiera ucraina, con il Cremlino che non ha mai tenuto in considerazione le proposte né di Berlino né di Bruxelles, mentre le trattative per la pacificazione sono state dettate sull’asse Mosca-Washington.

Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
Vladimir Putin (Ansa).

C’è stata poi l’immobilità sulla crisi mediorientale, con i tedeschi nel ruolo di spettatori di fronte alle decisioni unilaterali di Usa e Israele. Dopo l’inizio della nuova guerra in Iran e gli attacchi che hanno eliminato l’ayatollah Ali Khamenei, Merz non si è espresso certo sulla legittimità dei bombardamenti e anzi li ha sostanzialmente avallati, condannando le reazioni di Teheran.

Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
L’ayatollah Ali Khamenei (Imagoeconomica).

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Netanyahu criminale di guerra? A Merz non importa

Se Berlino è sempre stata piegata a Washington e Tel Aviv, in questi giorni è ancora più evidente quanto i legami siano stretti e quali siano appunto i rapporti di forza. Merz, che nel 2025 è stato l’unico leader europeo a far visita a Benjamin Netanyahu da quando la Corte penale dell’Aja ha dichiarato il premier israeliano criminale di guerra e ne ha richiesto l’arresto, è sempre asservito ai voleri di Trump, con il quale di fatto non si vuole contrapporre, se non con qualche spunto dialettico. Merz tra l’altro è volato a Washington, dove il 3 marzo ha in programma un incontro proprio con Trump. Il faccia a faccia era programmato da tempo, ma – anche qui – vede il tedesco come primo leader europeo negli Usa dopo l’attacco americano e israeliano all’Iran.

Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
Friedrich Merz con il premier israeliano Benjamin Netanyahu (foto Ansa).

La linea diplomatica del cancelliere, adottata nelle sue visite a Washington così come in quella a Pechino a fine febbraio 2026, quando ha incontrato Xi Jinping, è improntata insomma al pragmatismo e volta a mantenere salde alleanze storiche e strategiche.

Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
Friedrich Merz con Xi Jinping a Pechino (foto Ansa).

I viaggi tra India, Qatar, Emirati Arabi e Arabia Saudita

Da questo punto di vista si spiega la ricerca di partnership economiche e industriali più strette sia con Pechino sia con Nuova Delhi o i Paesi del Golfo. Merz all’inizio di quest’anno è volato in India, in Qatar, negli Emirati Arabi e in Arabia Saudita, dove ha incontrato il principe Mohammad bin Salman, non proprio un campione di democrazia, accusato nel 2019 dalla commissione speciale delle Nazioni Unite guidata da Agnès Callamard di essere il mandante dell’omicidio di Jamal Khashoggi, giornalista ucciso nel 2018 a Istanbul.

Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
Friedrich Merz e l’emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad bin Khalifa Al Thani (foto Ansa).

La stessa Callamard accusò l’allora cancelliera Merkel di complicità con l’Arabia Saudita per non aver fatto abbastanza a livello internazionale per risolvere il caso. Fin qui in sostanza nulla di nuovo, nel senso che Merz non ha fatto altro che proseguire la strada aperta dai suoi predecessori, anche dal primo cancelliere della Germania riunificata, Helmut Kohl, il primo a puntare per esempio sulla Cina.

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Merz vassallo di Trump: così la Germania perde sempre più peso
Angela Merkel e, sullo sfondo, una foro di Helmut Kohl (foto Ansa).

La grande differenza rispetto a prima? La rottura con la Russia

C’è però una differenza nella politica estera di Merz e quella di Kohl, Schröder e di Merkel, e cioè la rottura con la Russia, diventata per la Germania un nemico presente e futuro. L’invasione dell’Ucraina ha tranciato i rapporti tra Mosca e Berlino, facendo però emergere anche i doppi standard tedeschi ed europei, con il richiamo a corrente alternata al diritto internazionale. Il rischio, con le conseguenze del conflitto appena scoppiato in Medio Oriente che sono ancora tutte da valutare, è che la passività del cancelliere non rimanga solo una questione politica con leggeri riflessi economici sul Paese, ma si trasformi in un disastro che può trascinare la Germania ancor più in basso della recessione che sta affrontando.

Pusher ucciso a Rogoredo, Cinturrino negativo ai test tossicologici

Carmelo Cinturrino, l’assistente capo del commissariato Mecenate indagato per omicidio volontario per aver ucciso il pusher Abderrahim Mansouri il 26 gennaio a Rogoredo, è risultato negativo ai test tossicologici. Lo riporta Adnkronos, citando fonti qualificate. Dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti sarebbe emerso che Cinturrino era solito chiedere una sorta di “pizzo” (circa 200 euro e 5 grammi di cocaina al giorno) a spacciatori e tossicodipendenti della zona. L’agente resta detenuto nel carcere milanese di San Vittore.

Assieme a Cinturrino ci sono altri quattro poliziotti indagati

Assieme a Cinturrino, che ha sparato a Mansouri (disarmato) mettendo poi in piedi una messinscena per sviare le indagini, sono indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento altri quattro poliziotti: su disposizione del questore di Milano, Bruno Megale, sono stati assegnati ad altri incarichi non operativi al di fuori del commissariato di Mecenate dove prestavano servizio.

Aggressione omofoba in centro a Roma, tre minorenni nei guai (video)

AGI - Obbligo di permanenza in casa, con divieto di allontanarsi dalle rispettive abitazioni. È la misura cautelare disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni della capitale per i tre 17enni ritenuti responsabili del brutale pestaggio a sfondo omofobo di un 25enne avvenuto la notte del 14 settembre scorso in corso Vittorio Emanuele II, nel pieno centro storico di Roma. 

“Gravi” gli indizi di colpevolezza raccolti sui tre, già precedentemente denunciati a piede libero al termine delle indagini svolte dai Carabinieri che erano riusciti ad identificarli attraverso un meticoloso incrocio di dati, comprensivo dell'analisi delle telecamere di videosorveglianza dell'area, accertamenti bancari sui pagamenti effettuati dal gruppo, analisi dei social network, escussione di testimoni e precise individuazioni fotografiche.

Il video dei carabinieri 

La dinamica dell'aggressione 

Secondo quanto ricostruito, la violenza è esplosa con modalità del tutto gratuite: la vittima, un giovane che stava rincasando da solo, è stata accerchiata dal gruppo. Dapprima uno dei minori gli avrebbe strappato e spezzato il ventaglio che aveva tra le mani, per poi sputargli in viso; subito dopo, gli aggressori lo avrebbero colpito ripetutamente con pugni al volto, alle costole e alla nuca.

Mentre il giovane cadeva a terra sanguinante, il gruppo avrebbe continuato ad infierire deridendolo e rivolgendogli pesanti insulti e minacce di matrice omofoba, prima di allontanarsi.

Pesanti le lesioni subite dalla vittima, che ha riportato un trauma cranio facciale complicato, la frattura delle ossa nasali e contusioni costali, per una prognosi iniziale di 20 giorni. Al quadro clinico si è successivamente aggiunto un disturbo post traumatico da stress, formalmente accertato in dicembre, con un'ulteriore prognosi di 30 giorni.

L'ordinanza del gip 

Nell'ordinanza, il Gip sottolinea la gravità delle condotte, agite con finalità di "mera sopraffazione e umiliazione della vittima", evidenziando profili di pericolosità e una personalità "caratterizzata da evidente omofobia e incline al delitto" da parte degli indagati, già gravati da carichi pendenti per altri reati.

Sebbene la Procura avesse avanzato richiesta per il collocamento in comunità dei tre minori, il giudice ha ritenuto di applicare la misura della permanenza in casa, eseguita dai Carabinieri del Comando di Roma Piazza Farnese: la decisione mira a "bilanciare la necessità di contenere il pericolo di reiterazione del reato con la salvaguardia delle esigenze educative dei giovani, ritenendo il contesto familiare attualmente adeguato ad assicurare il rispetto delle prescrizioni".

L'avvertimento del Tribunale 

I tre indagati sono stati affidati ai servizi minorili dell'amministrazione della giustizia. Il Tribunale ha emesso un severo avvertimento: in caso di gravi o ripetute violazioni dell'obbligo di restare in casa, o di allontanamento ingiustificato, potrà essere immediatamente disposta la misura più afflittiva del collocamento in comunità.