Per aiutare i cittadini alle prese con l’aumento dei prezzi del carburante, il governo ha varato un decreto che prevede il taglio delle accise in vigore già dal 19 marzo 2026. In dettaglio, il provvedimento introduce un taglio di 25 centesimi al litro sul prezzo di benzina e gasolio, con l’obiettivo di portare i costi sotto 1,90 al litro. Il prezzo del Gpl dovrebbe diminuire invece di 12 centesimi al chilo. I tagli avranno una durata di venti giorni. Il decreto contiene anche un contributo straordinario per gli autotrasportatori sotto forma di credito d’imposta per la maggior spesa sostenuta a marzo, aprile e maggio rispetto a febbraio 2026 per l’acquisto del gasolio. Criteri e modalità applicative saranno stabiliti con un successivo decreto. Un analogo credito d’imposta, in questo caso al 20 per cento, è previsto anche per l’acquisto di carburante da parte delle imprese della pesca, con uno stanziamento di 10 milioni.
Rafforzate le sanzioni per chi specula
Il governo ha anche deciso di introdurre, per i prossimi tre mesi, «uno speciale regime di controllo» contro le speculazioni, rafforzando la vigilanza lungo tutta la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti. In particolare, si prevede che le società petrolifere dovranno comunicare giornalmente i prezzi al ministero delle Imprese e questi prezzi non potranno essere aumentati nell’arco della giornata. Le compagnie che non invieranno i prezzi andranno incontro a una sanzione pari allo 0,1 per cento del fatturato giornaliero. Inoltre Mr prezzi, organismo di controllo del ministero delle Imprese, nel caso rilevi un anomalo e improvviso aumento dei prezzi incaricherà la Guardia di finanza di accertare eventuali speculazioni su tutta la filiera, dalle compagnie ai distributori.
