Nelle ultime ore in Medio Oriente ci sono stati una serie di attacchi incrociati che hanno preso di mira le infrastrutture energetiche globali. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno infatti colpito l’area industriale di Ras Laffan in Qatar, il più grande hub di gas naturale liquefatto (gnl) al mondo, provocando un incendio. L’attacco è giunto come rappresaglia per un precedente raid contro il giacimento di South Pars, in Iran, per il quale Teheran ha incolpato Israele e Stati Uniti avvertendo i vicini del Golfo che le loro industrie petrolifere saranno «completamente distrutte» se ci saranno altri raid. Il presidente americano Donald Trump ha riferito che gli Usa «non sapevano nulla» dei piani dello Stato ebraico per colpire il sito iraniano e che «non ci saranno più attacchi da Israele a quell’importante e prezioso giacimento di gas, a meno che l’Iran non decida di attaccare il Qatar». In caso contrario, ha minacciato il tycoon «gli Stati Uniti d’America, con o senza l’aiuto e il consenso di Israele, faranno esplodere l’intero giacimento di gas di South Pars con una forza che l’Iran non ha mai visto prima». L’attacco a Ras Laffan ha provocato una rottura diplomatica immediata tra Qatar e Iran. Il ministero degli Esteri qatariota ha ordinato l’espulsione entro 24 ore degli addetti militari e di sicurezza iraniani.

Esplosioni e detriti anche in Arabia e negli Emirati
La tensione si alza anche in Arabia Saudita e negli Emirati. Riad è stata nuovamente scossa da forti esplosioni dovute all’intercettazione di quattro missili balistici e un drone. Il ministro degli Esteri, il principe Faisal bin Farhan, ha dichiarato che «il regno non cederà alla pressione, e al contrario, questa pressione si ritorcerà contro… e certamente, come abbiamo dichiarato chiaramente, ci siamo riservati il diritto di intraprendere azioni militari se ritenuto necessario». Negli Emirati, invece, un’unità di produzione di gas ad Abu Dhabi è stata chiusa per la caduta di detriti, mentre una nave è stata colpita da un proiettile vicino allo Stretto di Hormuz. In risposta all’instabilità, Cathay Pacific ha sospeso tutti i voli per Dubai e Riad fino a fine aprile.
