Uccide il fratello e lo mostra in video ai familiari in Bangladesh

AGI - Uccide il fratello e lo mostra in una videochiamata ai familiari in Bangladesh. Videochiamata che viene poi pubblicata sui social del loro Paese di origine. Emergono dettagli inquietanti del fratricidio che ieri sera ha sconvolto il Salento.

Humayun Fakir, 33 anni, è il bengalese che ha confessato di aver ucciso il fratello minore Nyan di 29 anni a coltellate nell'appartamento in cui vivevano a Tricase in provincia di Lecce. Avrebbe così mostrato in una videochiamata alla sua famiglia di origine in Bangladesh il corpo del congiunto privo di vita, autoaccusandosi del delitto.

L'intervento dei carabinieri

All'arrivo dei carabinieri della locale stazione e del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, l'uomo non ha poi opposto resistenza: dopo il fermo iniziale i militari dell'Arma lo hanno arrestato durante la notte appena trascorsa su disposizione dell'autorità giudiziaria.

La videochiamata alla famiglia

L'uomo, stando a quanto al vaglio dei militari coordinati dal tenente colonnello Cristiano Marella, in preda a una crisi di pianto, avrebbe ripreso con lo smartphone il corpo privo di vita del fratello spiegando in videochiamata al resto della famiglia di avere ucciso con un coltello il fratello per ragioni economiche. Il familiare all'altro capo del telefono ha invitato l'uomo a chiamare immediatamente un medico nella speranza di poter salvare la vita al fratello.

Il significato di "Bahi"

"Bahi" è la parola che ricorre più spesso nella videochiamata (resa nota sui social ndr), e che in bengalese significa fratello.

Chi era la donna al telefono

La persona cui l'autore del delitto avrebbe confessato le sue colpe è una donna componente della famiglia ma non è ancora chiaro se una sorella o la madre dei due ragazzi coinvolti nella tragedia.

Uccide il fratello e lo mostra in video ai familiari in Bangladesh

AGI - Uccide il fratello e lo mostra in una videochiamata ai familiari in Bangladesh. Videochiamata che viene poi pubblicata sui social del loro Paese di origine. Emergono dettagli inquietanti del fratricidio che ieri sera ha sconvolto il Salento.

Humayun Fakir, 33 anni, è il bengalese che ha confessato di aver ucciso il fratello minore Nyan di 29 anni a coltellate nell'appartamento in cui vivevano a Tricase in provincia di Lecce. Avrebbe così mostrato in una videochiamata alla sua famiglia di origine in Bangladesh il corpo del congiunto privo di vita, autoaccusandosi del delitto.

L'intervento dei carabinieri

All'arrivo dei carabinieri della locale stazione e del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, l'uomo non ha poi opposto resistenza: dopo il fermo iniziale i militari dell'Arma lo hanno arrestato durante la notte appena trascorsa su disposizione dell'autorità giudiziaria.

La videochiamata alla famiglia

L'uomo, stando a quanto al vaglio dei militari coordinati dal tenente colonnello Cristiano Marella, in preda a una crisi di pianto, avrebbe ripreso con lo smartphone il corpo privo di vita del fratello spiegando in videochiamata al resto della famiglia di avere ucciso con un coltello il fratello per ragioni economiche. Il familiare all'altro capo del telefono ha invitato l'uomo a chiamare immediatamente un medico nella speranza di poter salvare la vita al fratello.

Il significato di "Bahi"

"Bahi" è la parola che ricorre più spesso nella videochiamata (resa nota sui social ndr), e che in bengalese significa fratello.

Chi era la donna al telefono

La persona cui l'autore del delitto avrebbe confessato le sue colpe è una donna componente della famiglia ma non è ancora chiaro se una sorella o la madre dei due ragazzi coinvolti nella tragedia.

Scontro a fuoco a Napoli, 2 ragazze ferite mentre passeggiano

AGI - Due ragazze sono state ferite a Napoli mentre passeggiavano. Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto da parte dei carabinieri che indagano, ieri sera, a ridosso della mezzanotte, ignoti hanno ingaggiato uno scontro a fuoco in via Francesco Saverio Correra.

Durante la sparatoria, le ragazze di 23 e 24 anni in strada sono state colpite accidentalmente alle gambe.

Le condizioni delle vittime

Soccorse dal personale del 118, sono state trasportate al pronto soccorso dell'ospedale Cto. Dalla coscia sinistra della 24enne i medici hanno estratto un'ogiva.

Indagini in corso

Sul posto e poi in ospedale sono intervenuti i militari dell'Arma della compagnia Centro e, per i rilievi, quelli della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Napoli. Indagini in corso per ricostruire la dinamica e la matrice. Le due vittime non sono in pericolo di vita. Secondo quanto appreso, la 23enne è ancora ricoverata. La 24enne, a cui hanno estratto l'ogiva dalla coscia sinistra è stata ritenuta dai sanitari guaribile in 20 giorni. Le ragazze sono entrambe napoletane e incensurate.

Sparatoria Bisceglie: maitre ucciso per errore in un ristorante

AGI - Sarebbero entrati nel ristorante già sparando i due uomini con il volto coperto da passamontagna che ieri sera hanno fatto irruzione in un locale a Bisceglie (Bat), uccidendo Angelo Pizzi, 62 anni, maitre di sala nella struttura. È la ricostruzione che emerge da fonti investigative, secondo la quale il maitre si sarebbe trovato sulla traiettoria dei colpi, venendo raggiunto dai proiettili per errore.

L'obiettivo dei sicari e la fuga dei killer

Secondo quanto si apprende, i due avrebbero quindi inseguito il titolare del ristorante all'interno del locale, salvo poi desistere per la presenza dei clienti e tornare indietro, fuggendo. Non è ancora chiaro se a sparare siano stati entrambi o uno soltanto: saranno gli accertamenti balistici a stabilirlo. Il proprietario del locale, già noto alle forze dell'ordine, avrebbe riferito ai carabinieri di essere lui il vero bersaglio dell'agguato e di essere riuscito a mettersi in salvo fuggendo da un'uscita laterale.

Le indagini e la ricostruzione degli inquirenti

All'interno del ristorante, al momento dell'azione, erano presenti cinque clienti adulti seduti a due tavoli diversi: nessuno è rimasto ferito. I militari hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza e ascoltato numerosi testimoni per ricostruire con precisione quanto accaduto. Il corpo della vittima è a disposizione dell'autorità giudiziaria: l'autopsia potrebbe essere disposta nei prossimi giorni.

Criminalità locale

Tra le piste al vaglio degli investigatori c'è quella di una vendetta maturata in ambienti della criminalità locale. Non si esclude un collegamento con la sparatoria avvenuta il 19 aprile in una discoteca di Bisceglie, in cui è morto il 42enne Filippo Scavo. Sull'episodio è intervenuto anche il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano: "A testa alta e senza paura. Non si può abbassare lo sguardo davanti alla criminalità. Siamo con il Prefetto, con la magistratura e con le forze dell'ordine. Bisceglie ha scelto da che parte stare".