Aumento pensioni da marzo 2023: tabella e calcolo importi lordi e netti


Con il cedolino di pensione di marzo 2023, i pensionati con una pensione lorda mensile superiore 2.101,52 euro avranno l'aumento da rinnovo della pensione da perequazione più gli arretrati di gennaio e febbraio 2023. I pensionati con pensione fino a 2.101,52 euro hanno già percepito da gennaio l'aumento del 7,3% lordo. L'aumento da rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, con percentuali che vanno dal 7,3% al 2,336%, è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2023. Vediamo la tabella degli aumenti delle pensione da marzo 2023, come funziona il calcolo dal lordo al netto e perché gli aumenti sono scattati a gennaio per alcuni pensionati ed a marzo per altri.
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Tabelle ANF 2021-2022: i nuovi importi degli assegni per il nucleo familiare


L’Inps ha pubblicato il messaggio annuale contenente le tabelle ANF 2021-2022, con i nuovi livelli reddituali, per individuare gli importi degli assegni per il nucleo familiare che spettano nel periodo dal 1° luglio 2021. Ai lavoratori con figli minori spetta anche la maggiorazione ANF che va da 37,50 a 55 euro per ogni figlio minore. La maggiorazione non è inclusa nelle tabelle ANF. Dal 1 gennaio 2022, gli ANF saranno sostituiti dall'assegno unico universale. La domanda per gli assegni familiari ANF va presentata all'Inps in via telematica online o tramite Patronati e non più tramite presentazione del modulo ANF cartaceo al datore di lavoro. Vediamo nel dettaglio tutte le informazioni sulle tabelle per gli assegni familiari 2021-2022 relative al periodo da luglio 2021 in poi e le tabelle relative agli anni precedenti utili per calcolare gli arretrati degli assegni familiari.
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Domanda ANF con maggiorazione per lavoratori in cassa integrazione


I lavoratori in cassa integrazione ordinaria (CIGO) o straordinaria (CIGS), in cassa integrazione in deroga (CIGD) o assegno ordinario (FIS), anche in caso di pagamento diretto della prestazione da parte dell'Inps, dovranno presentare l'ordinaria domanda di assegni per il nucleo familiare per il diritto agli ANF da luglio 2021 a giugno 2022, nonché per ottenere la maggiorazione ANF per i figli minori prevista da luglio a dicembre 2021. A buon esito della domanda, il pagamento diretto degli ANF da parte dell'Inps potrà avvenire con l'invio degli SR41 o SR43 da parte del datore di lavoro.
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Assegno temporaneo per i figli minori: tutti i requisiti richiesti


Alle famiglie con figli spetta l'assegno temporaneo per figli minori, la prima versione dell'assegno unico universale. Spetta a chi non ha diritto agli ANF, è compatibile con reddito di cittadinanza, bonus bebé e premio alla nascita. L'assegno unico figli 2021 va da 30 a 1.089,20 euro, l'importo dipende dall'ISEE Minorenni ed il numero di figli. Vediamo tutti i requisiti richiesti, tra cittadinanza, residenza, domicilio, pagamento imposta sul reddito e indicatore ISEE fino a 50 mila euro.
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Tabella importi assegno unico figli minori 2021 per ogni famiglia


Alle famiglie non beneficiare degli assegni per il nucleo familiare spetta l’assegno temporaneo per figli minori, la misura ponte dell’assegno unico 2021. Gli importi stabiliti dal Decreto Legge n. 79/2021 vanno da 30 a 167,50 euro al mese ai nuclei fino a due figli minori e d 40 a 217,80 euro al mese ai nuclei con almeno tre figli minori. Vediamo la tabella degli importi dell’assegno unico calcolata per famiglie con uno, due, tre, quattro e cinque figli minori a carico, in base all’indicatore ISEE Minorenni del nucleo familiare richiedente.
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Sospensione versamento contributi Inps e premi Inail nel Decreto Ristori


Nel Decreto Ristori è prevista la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali Inps e dei premi Inail per l'assicurazione obbligatoria, dovuti nel mese di novembre 2020. La scadenza del versamento slitta al 16 marzo 2021, in unica soluzione o in quattro rate mensili di pari importo. Ecco l'elenco dei beneficiari (allegato 1 del Decreto Legge n. 137/2020, attività ristrette o chiuse dal D.P.C.M. 24 ottobre 2020).
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Reddito di cittadinanza e figli minori: deroghe sull’offerta congrua di lavoro


La normativa sul reddito di cittadinanza obbliga le famiglie ad accettare offerte di lavoro congrue, pena decadenza del Rdc. Nel caso delle famiglie con figli minori, esiste una deroga che consente di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue nei primi 18 mesi (entro 100 km la prima, entro 250 km la seconda e la terza); una sola offerta di lavoro ma entro 250 km in caso di rinnovo e nei primi 6 mesi; solo dopo 24 mesi è obbligatorio accettare l'offerta di lavoro proveniente ovunque in Italia.
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Reddito di cittadinanza: famiglia con disabili, offerta congrua entro 100 km


Durante il periodo di percezione del reddito di cittadinanza di 18 mesi continuativi e durante il periodo di rinnovo del Rdc per ulteriori 18 mesi le famiglie con componenti con disabilità hanno l'obbligo di accettare offerte di lavoro entro i 100 km, perché ritenute congrua offerta di lavoro. Nei primi 18 mesi di Rdc l'obbligo è di accettare almeno una di tre offerte, in caso di rinnovo la prima offerta congrua. Vediamo la normativa sul Rdc sull'offerta congrua di lavoro.
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Reddito di cittadinanza: calcolo del reddito familiare e dei limiti per ogni famiglia


Il reddito familiare per il diritto al Reddito di cittadinanza è calcolato secondo la normativa ISEE, ma vi sono prestazioni previdenziali e assistenziali, nonché redditi inclusi ed esclusi dal calcolo. Il reddito familiare del richiedente va confrontato con i limiti di reddito previsti dalla normativa sul Reddito di cittadinanza, che dipendono dalla composizione del nucleo familiare e dalla scala di equivalenza. Vediamo come si calcola il limite di reddito di una famiglia e come si calcola il reddito familiare sulla base dell'attestazione ISEE e la normativa sul Rdc.
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Reddito di cittadinanza: il nucleo familiare è la famiglia anagrafica residente


Il nucleo familiare secondo la normativa sul Reddito di cittadinanza è la famiglia anagrafica residente ai fini ISEE. Sono compresi i coniugi separati o divorziati, residenti nella stessa abitazione, ed i figli under 26 anni non conviventi, che siano a carico Irpef dei genitori (fino a 4.000 euro tra 18 e 24 anni e fino a 2.840,51 euro tra 24 e 26 anni), non coniugati e senza figli. Vediamo tutti i casi previsti.
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