Cosa vogliamo fare da grandi?


Questa è la domanda che tutti i ragazzi si fanno sia quando scelgono il loro percorso di studi, sia quando si affacciano per la prima volta sul mercato del lavoro. Tra le scelte che stanno guadagnando sempre più interesse ci sono i “mestieri dell’energia”. Scopriamo quali sono.
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Ai nastri di partenza la nuova generazione di imprenditori


Il mondo ha bisogno di nuove generazioni di imprenditori aperti all’innovazione e alla sostenibilità: per ripartire è necessario investire in nuove idee e in nuove energie. Ecco perché nasce Human Knowledge Lab, un percorso di pre-incubazione avviato da Joule, la scuola di Eni per l’impresa, in collaborazione con LVenture Group, al quale si può candidare entro il 30 giugno ogni aspirante imprenditore nell'ambito dell'economia circolare, sostenibilità, transizione energetica con applicazione a qualsiasi settore.
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Come abbattere la CO2 proteggendo le foreste


Il controllo e l’abbattimento delle emissioni di gas serra è un percorso che deve essere potenziato e accelerato in pochi anni soprattutto dalle grandi aziende e grandi player dell’energia che possono incrementare lo sfruttamento delle rinnovabili, ma anche compensare le emissioni attivando progetti efficaci e ampliabili di conservazione delle foreste.
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Formazione in presenza o a distanza? L’importante è che sia innovativa


Questa la strada intrapresa da Joule, la scuola gratuita per l’Impresa grazie alla quale Eni vuole supportare le imprese in Italia e lo sviluppo di start-up innovative e sostenibili. La ricetta formativa per farlo? Da ottobre 25 Joulees hanno iniziato il programma Human Knowledge Blended, e a fine ottobre è stato lanciato anche Human Knowledge Program in modalità Open, il percorso gratuito on-line di formazione multi-modale che punta a sviluppare le capacità imprenditoriali dei partecipanti. Per un’esperienza immersiva i partecipanti al corso diventeranno protagonisti di una web serie molto particolare… Scopriamone di più.
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Eni, l’accoppiata Bernabè-Mondazzi punta al dopo Descalzi

L'ex ad del Cane a sei zampe mira a chiudere la carriera come presidente. E siccome è un abile tattico, ha pensato di formare un ticket con l'attuale Cfo in vista delle nomine di aprile.

Più scricchiola la poltrona di amministratore delegato Eni di Claudio Descalzi, e più si considera chiuso il capitolo della presidenza di Emma Marcegaglia, più si lavora a cordate e cordatine per la nomina dei vertici della più importante società italiana, prevista per aprile (l’assemblea è già stata programmata a metà maggio). 

I PIANI DI BERNABÈ PER IL CANE A SEI ZAMPE

L’ultimo colpo a Descalzi è arrivato da un articolo del solitamente bene informato Luigi Ferrarella per il Corriere della Sera, in cui si (ri)parla dei conflitti di interesse ai vertici di Eni che tirano in ballo la moglie di Descalzi, la principessa congolese Marie Madeleine Ingoba, in quanto azionista insieme con il monegasco Alexander Haly della società lussemburghese Cardon, controllante (via trust neozelandesi ubicati a Cipro) di sei società fornitrici di servizi navali a Eni per 300 milioni nel periodo 2007-2018. E questo ha invogliato Franco Bernabè, 71 anni, a scaldare i motori. Non perché punti direttamente al posto di Descalzi – l’amministratore delegato dell’Eni lo ha già fatto, non casualmente nel 1992, l’anno di inizio di Mani Pulite – ma perché è interessato a chiudere la carriera come presidente dell’Eni. E siccome è un abile tattico, ha pensato di formare un tandem con un manager che punti a sedersi sulla poltrona di amministratore delegato. La scelta è caduta su chi da sette anni è Chief Financial Officer della compagnia petrolifera: Massimo Mondazzi.

MONDAZZI È IN ENI DAL 1992

Nato a Monza nel 1963, laureato in Economia alla Bocconi, Mondazzi è entrato in Eni proprio nel 1992, in coincidenza con l’ascesa di Bernabè, lavorando prima nell’area Amministrazione e Controllo del settore Esplorazione e Produzione, e poi arrivando a coprire la posizione di direttore Pianificazione e Controllo del gruppo, per poi tornare nella divisione Esplorazione e Produzione come Executive vice president per Asia centrale e Far East. Riuscirà la coppia Bernabè-Mondazzi a tornare tale in Eni? La corsa è cominciata.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.


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Giacimento dell’Eni chiuso in Libia a causa dei combattimenti

Attività sospese a El Feel. Le forze fedeli al premier Sarraj e quelle del generale Haftar si stanno scontrando nel Sud del Paese.

Il giacimento di El Feel della joint venture Mellitah Oil and Gas, nel Sud della Libia, è stato chiuso a causa dei combattimenti in corso tra le forze fedeli al governo di Tripoli, presieduto dal premier Fayez al-Sarraj, e quelle del generale Khalifa Haftar.

Il giacimento è gestito dall’Eni e dalla Noc, la compagnia petrolifera nazionale libica. Le attività saranno sospese fino al termine delle operazioni militari.

La Noc non ha segnalato danni a cose o persone e ha fatto sapere che i dipendenti del giacimento «sono al sicuro, ma non possono riprendere i loro normali compiti».

El Feel ha una produzione giornaliera stimata in circa 70 mila barili di petrolio. Sabha, la città nei pressi della quale si trova, dista 650 km in linea d’aria da Tripoli.

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