“Non indispensabili” per i politici, ma prede per le aziende: così il Covid19 umilia gli anziani


Mentre per certa politica e società civile gli anziani sono un problema da isolare, per le imprese rimangono il business più sicuro su cui puntare anche nella fase post-Covid. Perché, come accaduto dopo la crisi del 2008, a spendere e a far girare l'economia saranno ancora loro, gli over 65. Strano Paese l'Italia, dove la 'Silver Economy' muove 620 miliardi di euro in investimenti, i pensionati diventano l'esempio di come il valore della vita di una persona si misuri sulla sua produttività, ma tutti rincorrono il mito della longevità, sì, a patto che si tratti della propria. Perché la longevità altrui ha un costo sociale, prende un nome diverso: diventa vecchiaia.
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Basta mamme sexy in cucina e papà al lavoro nei libri di scuola: ecco la proposta di legge


Intrepidi cavalieri, dotti scienziati, padri ricchi, uomini che leggono. E madri remissive, brave cuoche, mogli che per non litigare con il marito vestono più sexy e rispondono sempre "sì", ragazze troppo grasse per indossare la minigonna e troppo brutte per essere notate dai maschi. Sembrano i personaggi di film anni '80, invece sono i modelli attraverso cui ancora oggi molti bambini imparano la grammatica italiana. Fanpage.it ha raccolto segnalazioni e intervistato il deputato Alessandro Fusacchia, primo firmatario di una proposta di legge al vaglio in Parlamento, per provare a che potrebbe cambiare le cose in un paese (non ancora) per donne.
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Se rischi la vita in mare per una vita migliore te ne freghi di Musumeci e dei politici


Con l’emergenza sanitaria in corso, ora più che mai l’appartenenza politica, la tessera di partito, i sondaggi di Rousseau, i ‘comunisti col Rolex’ e via dicendo non c’entrano niente. La questione non è proprio se vogliamo i migranti, se è marxista volerli o meno. I migranti arrivano, punto e basta. Se ne fregano di Marx, di Musumeci, della destra e della sinistra. E se ne fregano perché ciò da cui scappano, o più semplicemente, ciò che inseguono e sognano in Europa, è più importante, più impellente, più una questione di vita o di morte del Covid-19, del mare, delle guardie costiere, del razzismo, delle ordinanze, delle campagne elettorali, e delle buffonate politiche.
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Affitti da 4€ l’anno, concessioni regalate ed evasione: davvero le discoteche ora piangono miseria?


Piangono miseria ma i fatturati non tornano: oggi il sindacato nazionale dei locali da ballo parla di 4 miliardi di fatturato a rischio con almeno il 10% dei locali che da febbraio non ha mai riaperto. Peccato che lo stesso sindacato, sempre ad agosto, ma dell’anno scorso, parlasse di un miliardo di fatturato. Quando c'è da chiedere soldi allo Stato, il fatturato perso è di 4 miliardi, quando c’era da versare soldi allo Stato, il fatturato guadagnato era di un solo miliardo. Intanto è polemica sui giornali, e i soci in affari Briatore e Santanché accusano il "Governo di incapaci" di avere preso di mira i "discotecari", ma per il Twiga, il loro lido a Marina di Pietrasanta con lettini a 1.000 euro al giorno e pista da ballo, pagano allo Stato 3 euro e 3 centesimi all'anno per metro quadro di concessioni, di nuovo prorogate, con la scusa del Coronavirus.
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Bonus 600, ecco come i grandi studi l’hanno rubato ai giovani avvocati: “Ridimensiona la fattura”


Chi, licenziato in pieno Covid, ha dovuto minacciare il titolare perché voleva liquidargli l'ultima mensilità con il bonus da 600 euro; chi, in gravidanza, si è sentita dire "la tua maternità ci costa"; e chi, grazie al Covid, ha trovato il coraggio di licenziarsi. Queste, alcune storie di avvocati che hanno dovuto lottare per non cadere nel ricatto e nella truffa dei 600 euro ai danni dello Stato.
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Bonus 600 euro, la vera truffa: così i grandi studi di avvocati lo rubano ai giovani colleghi


Non sparate (solo) sui cinque parlamentari: il grande scandalo del bonus 600 euro è quello dei professionisti che li fanno incassare ai collaboratori e li detraggono dalle loro fatture. Dopo quelle degli architetti, Fanpage.it ha raccolto le storie di decine di giovani avvocati costretti a regalare il loro bonus ai grandi studi. Col silenzio-assenso di Governo e Parlamento.
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Milano, sfratto soltanto rimandato per le famiglie in via Tolstoj: “Avvisati dopo i giornali”


La proprietà ha prorogato la disdetta del contratto di locazione alle quindici famiglie che rischiavano di trovarsi per strada già da dicembre. Ma per quanto tempo è prorogata la disdetta? Cosa ne sarà delle restanti circa 250 famiglie? E perché la proprietà lo ha comunicato prima ai giornali e poi agli inquilini, con un giorno di anticipo dalla lettera, nemmeno raccomandata, ma fatta recapitare, ancora, a mano? Fanpage è tornata in via Tolstoj: "La credibilità non la recuperi facendo grandi proclami ai giornali prima ancora di avvisare i tuoi inquilini".
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Milano, incubo sfratto per 700 inquilini in via Tolstoj: “Nessuno parla con noi”


A Milano, in via Tolstoj, 700 persone sono a rischio sfratto perché gli immobili in cui vivono in affitto (con giardino, area giochi, parcheggio per biciclette e ascensori) non rispondono al "cambiamento" in corso a Milano e secondo la proprietà vanno riqualificati, buttati giù e ricostruiti. E così, mentre a maggio l'Italia si fermava, la società Reale Group faceva recapitare nelle cassette della posta dei residenti un foglio A4 piegato in due in cui comunicava che i contratti non sarebbero stati rinnovati. Una notizia che ha gettato nel panico gli inquilini, tra cui molte famiglie monoreddito, anziani, disabili, vedove. Il Comune e la proprietà si sono incontrati a porte chiuse per trovare una soluzione condivisa, ma i timori dei residenti restano. Tanto più che per sapere le sorti dell'incontro hanno dovuto sfogliare i giornali e dal gruppo assicurativo nessuno ancora si è palesato.
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Botte, sporcizia e vessazioni: l’inferno dei Cpr durante il lockdown raccontato dai migranti


Durante il lockdown siamo riusciti a raggiungere telefonicamente di nascosto i reclusi del Cpr di Palazzo San Gervasio (Potenza). Riportare allora le conversazioni avrebbe potuto rendere riconoscibili i reclusi ed esporli a ritorsioni. Lo facciamo ora che molti di loro sono stati trasferiti o rimpatriati, per far luce sui Cpr, luoghi dove strani business, prezzi gonfiati, botte, soldi che spariscono, e avvocati a dir poco remissivi con l'ufficio immigrazione, sono all'ordine del giorno.
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