Ddl Zan: l’Italia è un paese che non vuole cambiare mai


Perché l'Italia non vuole cambiare mai? Perché il Ddl Zan fa così paura? Assassinato da una destra compatta, dall’assenza di Italia Viva, violentato ed ammazzato da chi ha abusato del voto segreto, da tutti quei vigliacchi e quelle vigliacche che hanno approfittato dell’oscurità per tradire la fiducia di chi li aveva votati. Ma sopratutto stato ucciso da un paese che non vuole mai cambiare.
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24 ottobre Giornata nazionale dello spettacolo ma non c’è nulla da festeggiare


Il 24 ottobre ci sarà la prima giornata nazionale dello spettacolo ma nonostante i proclami del Ministro della cultura e dello spettacolo Franceschini, il nostro mondo è in piena crisi e giorno dopo giorno si sta sgretolando, perché sono tanti, troppi, gli effetti domino di quasi due anni di blocchi e chiusure e di decenni di totale disinteresse da parte delle istituzioni.
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Sentenza Mimmo Lucano: “Come posso dire a mio figlio che si condanna chi aiuta il prossimo?”


Mimmo Lucano, ex sidaco di Riace, ieri è stato condannato a 13 anni e 2 mesi, oltre a una multa di 700.000 euro per "speculazione sulla gestione dei migranti". Ma bisogna “avere il coraggio di dire ai giovani che sono tutti sovrani, per cui l'obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo, che bisogna che si sentano ognuno l'unico responsabile di tutto.”.
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Il 26 settembre è la giornata mondiale del migrante anche per i cattolici di Salvini


Domenica 26 settembre la Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e quest’anno la frase scelta da Papa Francesco è “Verso un noi sempre più grande”, richiamando così il popolo cattolico e tutti e tutte noi a guardare al mondo in modo più inclusivo, seppure molta parte di quel mondo cattolico si senta rappresentata da Salvini e Meloni, che hanno fatto della distinzione fra "noi e loro" la propria ragion d'essere politica.
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Bentornati a scuola, bentornati alla vita in presenza


È la settimana dei primi giorni di scuola, come dimostra l'invasione dei social di bambini e bambine, cartelle in spalla, al fianco di genitori confusi e felici. Ed è per tutte e tutti noi un ritorno alla vita in presenza. Ma in questi due anni di pandemia abbiamo dato ai ragazzi e bambini la colpa di tutto senza poi davvero preoccuparci di loro, dopotutto non votano, non consumano, non producono quindi "in buona sostanza non servono a un cazzo"... E questo perché ci dimentichiamo, troppo spesso, che sono il nostro futuro.
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