Hantavirus: trasmesso dagli animali, non ha una cura specifica

AGI - L'infezione da hantavirus, che ha causato la morte di tre persone sulla nave da crociera Mv Hondius , è una malattia virale trasmessa all'uomo dai roditori. Il virus è presente nell'urina e nelle feci degli animali. "Gli essere umani - si legge sul sito del ministero della Salute - contraggono l'infezione quando entrano in contatto con i roditori, i loro escrementi o la loro urina o possibilmente inalando particelle virali in luoghi in cui sono presenti grandi quantità di escrementi di roditori.

L'infezione da hantavirus non si trasmette da persona a persona

La maggior parte degli hantavirus non si diffonde da persona a persona; raramente, nella parte meridionale del Sud America, l'hantavirus delle Ande si diffonde direttamente tra le persone a stretto contatto fisico. Alcune specie sono presenti in Europa, dove si stanno espandendo in nuove aree e aumentando in quelle endemiche consolidate". In Europa le malattie da hantavirus si stanno diffondendo sia come numero di casi che come aree infette.

Sintomi dell'infezione da hantavirus 

Le malattie da hantavirus possono essere caratterizzate da coinvolgimento renale (nefrite) ed emorragie oppure da una sindrome polmonare. Si tratta di malattie acute in cui l'endotelio vascolare viene danneggiato con conseguente aumento della permeabilità vascolare, ipotensione, manifestazioni emorragiche e shock. Le tre sindromi che caratterizzano l'infezione da hantavirus sono: la febbre emorragica con sindrome renale (Haemorrhagic Fever with Renal Syndrome - HFRS), frequente in Europa e in Asia; la nefropatia epidemica (NE), una forma lieve di HFRS osservata in Europa; e la sindrome polmonare da hantavirus (Hantavirus cardiopulmonary syndrome - HCPS), frequente nelle Americhe.  

I sintomi dell'infezione da hantavirus iniziano con febbre improvvisa, mal di testa e dolori muscolari, tipicamente circa 2 settimane (ma possibilmente anche 6 settimane) dopo l'esposizione agli escrementi o all'urina dei roditori. Alcuni soggetti lamentano anche dolore addominale, nausea, vomito e diarrea. Questi sintomi continuano per vari giorni. Le persone con sindrome polmonare da hantavirus sviluppano quindi tosse e respiro affannoso, che possono aggravarsi nel giro di poche ore. Del liquido si forma intorno ai polmoni e la pressione arteriosa si abbassa.

La sindrome polmonare causa il decesso in circa il 50% delle persone

Coloro che sopravvivono i primi giorni migliorano rapidamente e guariscono del tutto in 2-3 settimane. Alcune persone affette da febbre emorragica con sindrome renale l'infezione è lieve e non provoca sintomi. In altri casi, si manifestano improvvisamente sintomi vaghi (come febbre alta, dolori muscolari, cefalea e nausea). Coloro che presentano sintomi di lieve entità guariscono completamente. Nelle altre persone la sintomatologia si aggrava. In alcuni soggetti, si sviluppa grave ipotensione arteriosa (shock). Si instaura un'insufficienza renale e la produzione di urina può interrompersi (anuria).

Possono comparire sangue nelle urine e/o nelle feci ed ecchimosi sulla pelle. Fino al 15% dei pazienti muore, a seconda del ceppo del virus e dei problemi medici sottostanti del soggetto. La maggior parte di coloro che sopravvivono si riprende in 3-6 settimane, ma la guarigione può richiedere fino a sei mesi. I trattamenti consistono in cure di supporto: per la sindrome polmonare, ossigeno e farmaci per stabilizzare la pressione arteriosa; per la sindrome renale da febbre emorragica, dialisi e il farmaco antivirale ribavirina. 

Il ministero della Salute: “Nessun allarme in Italia. Oggi sarà diramata una circolare per…

AGI - Il livello di allerta per l'Hantavirus in Italia resta basso ma, a quanto si apprende in giornata, sarà diramata una circolare per Regioni e uffici di frontiera.

La circolare, a quanto si apprende, servirà per fare un quadro sulla situazione e indicare cosa fare, anche sulla base delle indicazioni Ecdc, in caso di persone che dovessero mostrare sintomi riconducibili al contagio da Hantavirus in atto.

La circolare dovrebbe contenere indicazioni su tracciamenti, sorveglianza attiva ed eventuali isolamenti fiduciari.

In Italia rimangono sotto osservazione quattro passeggeri del volo KLM in cui è stata presente per pochi minuti una donna contagiata e poi deceduta. Sono tutti asintomatici e in sorveglianza attiva.

"Nessun allarme per il caso hantavirus"

Nessun allarme per il caso hantavirus. "Voglio dire agli italiani di non allarmarsi" per l'hantavirus "perché le autorità competenti stanno facendo il loro lavoro a livello nazionale, regionale e anche internazionale": lo ha assicurato il capo dipartimento Prevenzione ed emergenze sanitarie del ministero della Salute, Maria Rosaria Campitiello, che in un'intervista al Corriere della Sera ha ribadito che "i quattro passeggeri che erano sul volo KLM stanno tutti bene, non hanno sviluppato sintomi. Si tratta di due italiani e di due persone di nazionalità straniera, di cui una risiede in Italia mentre l'altra è un turista".

"Come ministero siamo continuamente in contatto con le amministrazioni in cui si trovano i 4 passeggeri", ha sottolineato il capo dipartimento Prevenzione ed emergenze sanitarie del ministero della Salute, "venerdì scorso abbiamo fatto una riunione con tutte le Regioni e con le autorità sanitarie nazionali, sentiamo costantemente sia i nostri colleghi dell'Oms che i referenti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie".

"Non siamo di fronte a una nuova pandemia"

"Non ci sono altre persone in isolamento preventivo", ha aggiunto Campitiello, "ho letto che in Italia sarebbe 'sbarcato' l'Hantavirus. Non è così. Voglio rassicurare i cittadini italiani: non ci troviamo di fronte a una nuova pandemia. E non ci sono casi di Hantavirus al momento in Italia. Bisogna evitare allarmismi. Il ministero sta agendo in raccordo con le autorità sanitarie nazionali e internazionali. Stiamo seguendo l'evoluzione del quadro. Ma il rischio è basso a livello di popolazione mondiale e molto basso in Europa. Parliamo di un virus a basso contagio".

Quanto bisogna attendere per scongiurare altri casi? "Il periodo di incubazione è lungo, quindi è giusto consigliare l'isolamento fiduciario. La contagiosità, che richiede contatti ravvicinati e prolungati, sembra partire solo al momento dei sintomi".

Il piano pandemico 2025-29

Il piano pandemico 2025-29 appena approvato si sta dimostrando efficace? "Aver approvato il piano pandemico 2025-29 è stato fondamentale perché l'Italia non si trovi impreparata. È un lavoro molto serio fatto con le Regioni, che mette tutti nelle condizioni di operare al meglio. Abbiamo tutti gli strumenti per intervenire in modo rapido e sistematizzato".

Fulminacci, live a sorpresa a Trastevere. Folla in via della Pelliccia

AGI - Folla di fan questo pomeriggio a Trastevere, in via della Pellicia per una esibizione a sorpresa del cantante romano Fulminacci, pseudonimo di Filippo Uttinacci, reduce dal successo di Sanremo con il brano "Stupida fortuna".  Chitarra acustica in spalla e nessun preavviso: Fulminacci si è fermato lungo la via e ha iniziato a suonare, attirando in pochi minuti una folla di fan e curiosi. I presenti hanno intonato con lui alcuni dei brani più celebri del suo repertorio, creando un’atmosfera da concerto intimo e partecipato. L'occasione era l'inaugurazione di un locale nel quartiere.

In pochi minuti le immagini del live improvvisato sono finite sui social, rimbalzando tra Instagram e TikTok e diventando virale.

 

 

Fulminacci ad aprile si è esibito al palazzetto dello Sport dell'Eur per un concerto sold out mentre il primo maggio ha preso parte al concertone di Piazza San Giovanni.

Fulminacci si è esibito live a Trastevere in occasione dell'inaugurazione del 'Peroni Store', il negozio di abbigliamento firmato Peroni in via della Pellicia numero 9. 

 

Escalation criminale nella periferia di Palermo, notte di paura allo Zen

AGI - Resta alta la tensione nelle periferie di Palermo. Nuovi spari nella notte contro attività commerciali allo Zen, un panificio e una macelleria. Colpi di pistola e di fucile che sono ulteriori messaggi inquietanti dopo le raffiche di Kalashnikov delle settimane scorse tra San Lorenzo e Sferracavallo, e soprattutto dopo i due omicidi registrati ieri, al Villaggio Santa Rosalia e al Cep. Insomma, da tempo, è allarme sicurezza nel capoluogo siciliano. La politica, su ogni fronte, chiede una stretta.

Il quartiere Zen di Palermo "appare sempre più fuori controllo. Gli episodi criminali - afferma Roberta Schillaci, segretaria della commissione regionale Antimafia e vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all'Assemblea regionale siciliana - si ripetono frequentemente lasciando sgomenti tanti cittadini che pure in quell'area di Palermo vivono nella legalità e cercano di guardare al futuro con speranza. La notte scorsa sono stati esplosi colpi di pistola contro due attività commerciali. È il chiaro segnale che c'è chi agisce perché vuole mettere soggezione alla comunità e al tessuto economico e produttivo dello Zen. Nell'ultima settimana si è registrato un fatto assai preoccupante: qualcuno tramite i social ha imposto la serrata ai mercatali dello Zen per consentire il funerale di un soggetto già noto alle forze dell'ordine. Il crinale raggiunto ormai è allarmante".

L'appello della commissione regionale antimafia

Da qui l'auspicio che il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza "si riunisca immediatamente per assumere decisioni non rinviabili. Come commissione regionale Antimafia abbiamo fatto sentire la nostra voce in più occasioni, ora è il tempo della responsabilità e dell'azione".

La richiesta di fratelli d'italia

Dello stesso tenore l'intervento di FdI: "Gli episodi intimidatori avvenuti allo Zen, e nelle settimane scorse a Sferracavallo, sono inaccettabili. I colpi di pistola esplosi contro le vetrate delle attività colpiscono non solo gli imprenditori coinvolti, ma l'intera comunità che ogni giorno lavora onestamente", commentano Luca Sbardella, commissario di FdI in Sicilia, Raoul Russo, senatore e coordinatore provinciale del partito, e Antonio Rini, presidente provinciale. "È necessario alzare il livello di attenzione e rafforzare i controlli sul territorio - aggiungono - soprattutto nelle aree più esposte, per garantire sicurezza ai cittadini e alle attività commerciali. Per questo chiediamo al prefetto una presenza ancora più costante delle forze dell'ordine per prevenire e contrastare con fermezza ogni forma di criminalità. Saremo al fianco di chi denuncia e resiste, perché la legalità va difesa ogni giorno con atti concreti", concludono".

Pinze dimenticate nell’addome, l’esperto: “Una svista grave”

AGI - Dolori insopportabili ai quali ha dovuto resistere per mesi, fino a quando una tac non ha rivelato una causa impensabile. Una donna di 53 anni di Casandrino, in provincia di Napoli, dall'ottobre dello scorso anno ha avuto nell'addome le pinze chirurgiche che sono state "dimenticate" durante un intervento di addominoplastica eseguito in una clinica di Napoli.

Dopo l’operazione, la paziente avrebbe iniziato ad accusare forti dolori, malori e perdita di coscienza. Inizialmente i sintomi sarebbero stati attribuiti a normali conseguenze post operatorie. Una volta scoperto l'arcano la 53enne, che risiede nel Piacentino, si è rivolta alla polizia e ha denunciato il chirurgo che l'ha operata. Nei prossimi giorni sarà sottoposta a un intervento per la rimozione delle pinze.

I numeri della chirurgia estetica in Italia

“In Italia gli interventi di chirurgia estetica vengono eseguiti ogni giorno con numeri molto elevati. Secondo i dati della Società Internazionale di Chirurgia Estetica, nel 2024 sono stati effettuati circa 27 mila interventi di addominoplastica” spiega Roberto Valeriani, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Internazionale UniCamillus di Roma. "La tutela della salute del paziente rappresenta la priorità assoluta attraverso linee guida rigorose, protocolli di sicurezza e controlli eseguiti sia prima sia al termine dell’intervento”. 

 

 

Secondo il professore, quanto accaduto sembrerebbe riconducibile a "una grave svista, certamente importante e da non sottovalutare, ma che, fortunatamente, non ha avuto azioni letali per la paziente”.

L’errore umano e la responsabilità medica

Il professor Valeriani invita però a non generalizzare: “L’errore umano può esistere anche in ambito sanitario, ma non si può trasformare un episodio isolato in una condanna verso un’intera categoria professionale”.

“Parliamo di casi estremamente rari - conclude il Valeriani - che proprio per la loro eccezionalità generano un forte impatto mediatico. Tuttavia, questa attenzione rischia di oscurare il grande lavoro che la chirurgia plastica sta portando avanti da anni per aumentare sempre di più gli standard di sicurezza, migliorare i protocollo e garantire ai pazienti interventi sempre più controllati e sicuri”.

 

Race for the Cure, Roma si tinge di rosa [VIDEO]

AGI - Una meravigliosa marea umana di circa 200mila persone ha invaso questa mattina il cuore di Roma per la 27esima edizione della Race for the Cure, la più grande manifestazione al mondo per la lotta ai tumori del seno. Partita da piazza della Bocca della Verità, la maratona ha segnato un traguardo storico.

 

 

"Quest'anno abbiamo raggiunto il record di 120mila donatori", ha annunciato con orgoglio Riccardo Masetti, fondatore di Komen Italia. Alla partenza, insieme a una folla di donne in rosa, autorità e famiglie, era presente anche Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica Italiana, in veste di presidente del comitato d'onore.

La prevenzione come pilastro del welfare

"La prevenzione è una risorsa strategica per la tenuta del welfare", ha spiegato Masetti a margine dell'evento al Circo Massimo. "Aiuta le persone ad ammalarsi di meno e garantisce cure più semplici e meno costose. Il ministro della Salute è stato con noi a rimarcare come la diagnosi precoce sia uno strumento fondamentale di riduzione della spesa sanitaria per un Sistema sanitario nazionale che fa miracoli con pochissime risorse". 

 

Video di Thomas Cardinali

 

Sulla stessa linea la presidente di Komen Italia, Alba Di Leone, che ha sottolineato il valore sociale della partecipazione: "Siamo oltre 100.000 partecipanti già alla partenza, un numero che ci commuove. Qui ognuno trova il suo posto: famiglie, medici, ricercatori e donne che affrontano la malattia". 

Secondo Di Leone, l'ostacolo principale resta il fattore psicologico: "La paura spesso ci paralizza e ci fa rimandare i controlli. Ma occuparci di noi stessi significa fare del bene anche alla nostra famiglia".

La testimonianza di Maria Grazia Cucinotta

Particolarmente toccante la testimonianza di Maria Grazia Cucinotta, storica testimonial dell'evento, che ha rivelato un coinvolgimento personale: "Quest'anno dico grazie alla Komen in modo particolare: mia sorella, dopo aver saltato i controlli per un anno, ha scoperto di avere un tumore. È stata operata e ora inizia il suo percorso. L'età si sta abbassando e i casi aumentano, dobbiamo prenderci quell'ora all'anno per gli screening: la prevenzione protegge il nostro futuro". 

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha lodato lo "spirito positivo di comunità" che anima la Capitale: "È un appuntamento di rilievo mondiale. È bello vedere l'impegno trasversale, dagli uffici comunali ai singoli cittadini; oggi celebriamo il lavoro straordinario per la salute delle donne". 

Anche il sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti, ha confermato il supporto delle istituzioni: "In questa festa di popolo che dura da 27 edizioni, la Difesa è sempre presente all'appello della ricerca". A supportare la squadra della Polizia anche il questore di Roma Roberto Massucci, che ha ringraziato le forze dell'ordine coinvolte nella sicurezza.

Il messaggio finale sulla prevenzione

Infine, un richiamo alla prevenzione è arrivato da Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, anche lui pronto a correre: "Vivere nel 2026 e non sfruttare la prevenzione è qualcosa di poco intelligente. È uno strumento che la scienza ci mette a disposizione; ignorarlo significa rinunciare a una delle armi più efficaci per la nostra salute". Malagò ha poi esortato il mondo dell'informazione a farsi promotore attivo di questo messaggio culturale.

 

 

Pregliasco: “Il rischio è sotto controllo”

AGI - L’attivazione dei protocolli di monitoraggio per i passeggeri rientrati in Italia dalla crociera sulla nave MV Hondius non deve essere interpretata come un segnale di crisi imminente, bensì come la prova dell'efficienza delle reti di prevenzione post-pandemiche.

A fare chiarezza sulla natura dell'evento è Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International. Secondo l'esperto, la situazione attuale è sotto controllo e non prefigura scenari di crisi globale.

Il quadro epidemiologico e il rischio reale

"L'episodio legato alla nave da crociera MV Hondius e alla turista deceduta in Sudafrica per infezione da Hantavirus dimostra come oggi il sistema di sorveglianza internazionale sia molto più attento e reattivo rispetto al passato. È importante però chiarire subito un punto fondamentale: non siamo di fronte, allo stato attuale delle conoscenze, a una nuova pandemia imminente o a un'emergenza sanitaria globale paragonabile a quella vissuta con il Covid-19".

Gli Hantavirus non rappresentano una novità per la comunità scientifica. Si tratta di agenti virali trasmessi dai roditori la cui capacità di diffusione tra esseri umani rimane, storicamente, un'eccezione circoscritta a condizioni specifiche.

"Gli Hantavirus sono virus conosciuti da decenni, presenti in varie aree del mondo e associati soprattutto ai roditori selvatici. Il contagio avviene generalmente attraverso l'inalazione di particelle contaminate da urine, saliva o feci di animali infetti. Nella maggior parte dei casi non si osserva una trasmissione significativa da persona a persona. Solo alcuni ceppi particolari, come l'Andes virus sudamericano, hanno mostrato in determinate circostanze una limitata trasmissibilità interumana, ma sempre in contesti di contatto stretto e prolungato".

Le misure di cautela in Italia

In Italia, il Ministero della Salute ha risposto con fermezza, disponendo la quarantena precauzionale per quattro passeggeri che hanno viaggiato su un volo KLM. Tale misura è l'applicazione diretta di un nuovo paradigma di sanità pubblica che predilige l'intervento rapido anche a fronte di probabilità di contagio ridotte.

"La decisione del Ministero della Salute italiano di attivare la sorveglianza attiva e la quarantena precauzionale per i quattro passeggeri transitati sul volo KLM va letta proprio nel principio di massima cautela che oggi guida la sanità pubblica. È un segnale positivo, non allarmante: significa che i protocolli funzionano, che la rete internazionale di monitoraggio è operativa e che si interviene tempestivamente anche quando il rischio appare basso".

Comunicazione e percezione del rischio

Secondo Pregliasco, l'opinione pubblica e le istituzioni devono mantenere un equilibrio rigoroso.

"Dobbiamo evitare due errori opposti: da un lato minimizzare qualsiasi segnale epidemiologico, dall'altro amplificare mediaticamente situazioni che al momento non presentano caratteristiche di elevata diffusività. È chiaro che il mondo moderno, con i grandi flussi turistici, i cambiamenti climatici, l'urbanizzazione e la crescente interazione tra uomo e ambiente naturale, favorisce l'emergere di zoonosi, cioè malattie trasmesse dagli animali all'uomo".

La sfida della cooperazione internazionale

Oltre all'aspetto clinico, il caso solleva una questione politica e organizzativa cruciale: il ruolo degli organismi multilaterali. In un'epoca segnata da spinte nazionaliste, la frammentazione della cooperazione sanitaria viene indicata come il vero pericolo per la sicurezza globale.

"Questo richiede una vigilanza continua e investimenti nella prevenzione. In Italia il rischio attuale resta molto contenuto. Non esiste una circolazione diffusa del ceppo coinvolto nel caso sudafricano e il nostro sistema sanitario dispone oggi di competenze, laboratori e strumenti di risposta ben più avanzati rispetto al passato. La vera sfida, semmai, è mantenere alta l'attenzione scientifica senza trasformare ogni episodio isolato in motivo di allarme collettivo".

Il ruolo dell'OMS

L'OMS rimane, per Pregliasco, il fulcro indispensabile per la gestione delle minacce future, a patto di garantirne l'autorevolezza attraverso la condivisione trasparente dei dati tra i vari Stati.

"C'è poi un ulteriore elemento che non deve essere sottovalutato e che riguarda il progressivo indebolimento della cooperazione sanitaria internazionale. L'OMS rappresenta, pur con tutti i suoi limiti e le criticità emerse anche durante la pandemia da Covid-19, uno strumento essenziale di coordinamento internazionale. Quando emergono nuove infezioni, focolai o possibili minacce epidemiche, il punto centrale non è soltanto la capacità del singolo Paese di curare i casi, ma soprattutto la rapidità con cui vengono condivisi dati epidemiologici, sequenze virali, informazioni cliniche e strategie di contenimento".

Un appello alla coesione globale

In chiusura, l'appello è alla coesione: la salute pubblica deve essere sottratta alle logiche di chiusura per tornare a essere considerata un patrimonio comune.

"La pandemia ci ha insegnato che i virus viaggiano molto più velocemente delle decisioni politiche e che nessun Paese può pensare di affrontare da solo minacce sanitarie globali. Indebolire organismi multilaterali come l'OMS significa rischiare una frammentazione dei sistemi di allerta e sorveglianza, proprio mentre il mondo è esposto a nuovi rischi legati ai cambiamenti climatici, alle zoonosi, alla globalizzazione dei trasporti e alle tensioni geopolitiche. Il pericolo maggiore non è soltanto sanitario ma anche culturale e politico: se prevale una logica nazionalista e di chiusura, si riduce la fiducia nella cooperazione scientifica internazionale e diventa più difficile costruire risposte coordinate. Pensiamo alla condivisione tempestiva delle informazioni, alle reti di laboratori, alla distribuzione dei vaccini, ai protocolli comuni di prevenzione. Tutto questo richiede organismi internazionali autorevoli e sostenuti dai governi. In un contesto di crescente instabilità globale, dalle guerre alle crisi energetiche fino alle emergenze infettive, la salute pubblica deve tornare a essere considerata un bene comune internazionale. L'OMS va certamente riformata e resa più efficiente e trasparente, ma indebolirla o delegittimarla rischia di lasciare il mondo più vulnerabile proprio nel momento in cui servirebbero più coordinamento, più ricerca condivisa e più cooperazione".

Dopo un trapianto di rene, dà alla luce il secondo figlio

AGI - A distanza di tre anni dal trapianto di rene, ha dato alla luce il suo secondogenito. È la storia di una donna di 34 anni originaria del Napoletano che, qualche giorno fa, ha partorito all’ospedale di Salerno. Il neonato, del peso di 2 chili e 950 grammi, sta bene, così come la madre.

La gravidanza in una donna portatrice di trapianto renale è una condizione rara e particolarmente delicata. È, infatti, una situazione ad alto rischio che richiede un attento monitoraggio sia per la salute della madre e per la funzionalità dell’organo trapiantato, sia per il benessere del nascituro. In Italia, in media, si registrano circa dieci parti all’anno in donne portatrici di trapianto di rene.

Il trapianto e il percorso clinico

La 34enne, nel 2023, è stata sottoposta, al Centro trapianti renali dell’azienda ospedaliero-universitaria Ruggi di Salerno, a un trapianto da donatore deceduto. Successivamente è stata affidata alle cure dei nefrologi del trapianto.

La scoperta della gravidanza

Nel luglio dello scorso anno ha scoperto di essere in dolce attesa e, grazie al lavoro di équipe e allo stretto monitoraggio clinico garantito dai nefrologi, ha partorito, nei giorni scorsi, il suo secondo figlio.

Una nascita dopo 17 anni

La nascita è arrivata a distanza di 17 anni dalla prima gravidanza, avvenuta quando la donna non era ancora affetta da malattia renale.

Un centro di riferimento nazionale

L’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona si conferma così centro di riferimento per il follow-up del trapianto renale e per la gestione delle gravidanze nelle pazienti trapiantate, con una delle casistiche italiane più rilevanti per questa tipologia di pazienti.

Un caso unico nella letteratura scientifica

Lo scorso anno, proprio a Salerno, è stato descritto il primo caso al mondo riportato in letteratura relativo a una gravidanza ottenuta mediante fecondazione eterologa in una paziente trapiantata e affetta da rene policistico.

Hantavirus, al Tg1 parla uno degli italiani sullo stesso volo dal Sudafrica all’Olanda

AGI - Parla al Tg1 Federico, 25 anni, calabrese, uno dei 4 passeggeri italiani che erano sullo stesso volo dal Sudafrica all'Olanda, con a bordo la donna poi deceduta all'ospedale di Johannesburg.

"Sto bene, non ho sintomi", ha raccontato al Tg1, "da questa mattina sono in quarantena nella casa dei miei genitori. Devo evitare tutti i contatti mi hanno detto dalla Asl".

Rientro in Italia e isolamento

"Sono rientrato in Italia per un periodo di ferie, faccio il marittimo. Da Amsterdam ho preso poi un altro volo per Fiumicino dove sono arrivato il 26 aprile" ha spiegato il giovane.

Hantavirus: monitorati 4 passeggeri passati da Roma e a contatto con una vittima

AGI - "A seguito delle segnalazioni ricevute attraverso i circuiti internazionali relative al focolaio di Andes Hantavirus collegato alla nave MV Hondius", il ministero della Salute "ha attivato le procedure previste di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario, in linea con i protocolli nazionali e internazionali. In Italia sono giunte quattro persone con il volo KLM in coincidenza per Roma sul quale era salita per pochi minuti la donna ricoverata a Johannesburg e lì deceduta.

I recapiti dei quattro passeggeri sono stati acquisiti. Il ministero della Salute ha quindi trasmesso le informazioni alle Regioni di competenza (Calabria, Campania, Toscana, Veneto) per l'attivazione delle procedure di sorveglianza attiva, nel principio di massima cautela".

"La compagnia Oceanwide Expeditions, inoltre - continua il ministero - ha aggiornato, con una propria comunicazione, il quadro relativo ai passeggeri della nave MV Hondius. Sulla nave, dal 6 maggio, è presente anche un medico italiano dello staff sanitario Ecdc, salito a bordo a supporto delle attività assistenziali legate all'emergenza. Il ministero della Salute, insieme alle altre amministrazioni e autorità sanitarie coinvolte, continua a garantire il pieno coordinamento e l'applicazione delle misure di sorveglianza previste".

"Le valutazioni condivise a livello internazionale dall'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e dall'Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) - ricorda il ministero - indicano attualmente un rischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa".

Direttore Oms a Tenerife per coordinare i soccorsi

Intanto il direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sarà oggi sull'isola spagnola di Tenerife per coordinare il soccorso e il trasferimento dei passeggeri colpiti dall'hantavirus su una nave da crociera. Lo hanno riferito fonti del governo spagnolo. Ghebreyesus accompagnerà i ministri della Salute e dell'interno spagnoli "per garantire il coordinamento tra amministrazioni, il controllo sanitario e l'applicazione dei protocolli di sorveglianza e risposta pianificati", hanno detto le fonti.

Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha scritto agli abitanti dell'isola spagnola di Tenerife che "non avranno alcun contatto" con i passeggeri della nave MV Hondius dove sono scoppiati diversi casi di hantavirus perché è predisposto un percorso altamente protetto. Un esperto dell'agenzia delle Nazioni Unite - ha assicurato - è già a bordo della nave e ha accertato che al momento "non vi sono passeggeri sintomatici". Sono inoltre disponibili tutte le forniture mediche necessarie. Il piano predisposto dalle autorità spagnole prevede che i passeggeri vengano trasportati a terra attraverso il porto industriale di Granadilla, lontano dalle aree residenziali, a bordo di veicoli sigillati e sorvegliati, lungo un corridoio completamente isolato, per essere poi rimpatriati direttamente nei rispettivi Paesi. "Non li incontrerete. Le vostre famiglie non li incontreranno", ha assicurato Tedros.

Il responsabile dell'Oms ha sottolineato che la richiesta di accogliere la nave non è stata fatta arbitrariamente. In base al Regolamento sanitario internazionale, ha spiegato, deve essere individuato "il porto più vicino dotato di adeguate capacita' mediche" per garantire sicurezza e dignità alle persone a bordo. "Quasi 150 persone provenienti da 23 Paesi sono in mare da settimane, alcune in lutto, tutte spaventate e desiderose di tornare a casa", ha ricordato Tedros, annunciando che si recherà personalmente a Tenerife per seguire l'operazione di evacuazione, sostenere il personale sanitario e portuale e rendere omaggio alla popolazione dell'isola. "L'Oms e' al vostro fianco e al fianco di ogni persona a bordo della nave, in ogni fase di questa operazione", ha concluso.