Gianni Rodari: 100 anni fa nasceva l’uomo dei sogni


Un secolo fa nasceva Gianni Rodari. A distanza di cento anni oggi torna, in versione fumetto per Einaudi Ragazzi, il reportage "I sepolti vivi", che Rodari scrisse partendo da un fatto di cronaca. Nel 1952 più di trecento operai restarono chiusi per oltre un mese nelle viscere della miniera di zolfo più grande d’Europa, a Cabernardi e Percozzone, in provincia di Ancona. E lo fecero per scelta.
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Caso-Suarez: tutti gli allievi celebri dell’Università per Stranieri di Perugia


L'Università per Stranieri di Perugia, finita al centro del caso-Suarez, è una prestigiosa accademia dove in passato si sono formate diverse celebrità del mondo delle arti, delle scienze e della politica. Dalle star di Hollywood ai politici di lungo corso britannici: ecco tutti gli allievi celebri che hanno frequentato la più antica e prestigiosa istituzione italiana impegnata nella diffusione della cultura italiana nel mondo.
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L’assassinio di Trotsky 80 anni fa: il revival trotzkista tra libri, musei e Serie tv


Il 20 agosto 1940, a Città del Messico, nella casa dove si era rifugiato in esilio, Lev Trockij fu colpito alle spalle con un'accetta da ghiaccio da una spia a cui Stalin aveva commissionato l'omicidio. Il teorico della rivoluzione permanente morirà dopo ventisei ore di agonia, ma da allora il trotzkismo influenzerà la politica e la cultura in tutto il mondo occidentale.
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Quando andare in discoteca significava resistere: la prima aprì durante la Seconda guerra mondiale


Al centro del dibattito nazionale e chiuse per legge dal governo, le discoteche sono luoghi che custodiscono pezzi di memoria collettiva dell'ultimo secolo. Quando e dove è nata la discoteca come luogo di aggregazione giovanile in cui ascoltare la musica del momento e ballare? La prima discoteca della storia nacque a Parigi, nel pieno della Seconda guerra mondiale, come atto di Resistenza...
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Quando Montanelli propose il “processo alla memoria” per le armi chimiche usate in Africa


A metà degli anni Novanta, dopo l'apertura degli archivi sulla guerra coloniale italiana in Africa, fu definitivamente accertato che gli italiani usarono armi chimiche contro la popolazione etiope. Motivo per cui Indro Montanelli, che fino a quel momento lo aveva sempre negato, chiese scusa e propose un "processo alla memoria" dei comandanti con "finale condanna al rogo senza effige".
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