Cannabis e adolescenti, il nuovo studio che suggerisce un possibile ruolo causale in psicosi e disturbo bipolare

L’Istituto europeo delle dipendenze (Ieud), centro di eccellenza nel trattamento delle dipendenze patologiche, richiama l’attenzione sui risultati di uno dei più ampi studi di coorte condotti finora sul tema recentemente pubblicato su Jama Health Forum, rivista internazionale edita dall’American medical association. La ricerca, che ha seguito oltre 463 mila adolescenti tra i 13 e i 17 anni, evidenzia una forte associazione tra il consumo di cannabis in età giovanile e l’insorgenza di gravi disturbi psichiatrici, suggerendo anche un possibile ruolo causale della sostanza.

Rischio raddoppiato di sviluppare disturbi psicotici e bipolari per chi assume cannabis

Secondo lo studio, l’uso di cannabis nell’ultimo anno tra gli adolescenti è associato a un aumento del rischio di oltre due volte di sviluppare disturbi psicotici (AHR 2.19) e disturbi bipolari (AHR 2.01) entro i 26 anni. Sono stati rilevati incrementi significativi anche per quanto riguarda i disturbi depressivi e d’ansia, sebbene con una forza dell’associazione che tende a diminuire con l’avanzare dell’età. Gli esperti dell’Ieud confermano come queste evidenze scientifiche riflettano osservazioni cliniche consolidate. La cannabis gioca un ruolo critico nello “slatentizzare” nuclei psicotici silenti, ovvero nel far emergere patologie psichiatriche in soggetti vulnerabili che altrimenti avrebbero potuto non manifestarsi. Sebbene la relazione possa essere bidirezionale, in quanto alcuni giovani potrebbero usare la cannabis per automedicare sintomi psichiatrici prodromici, la sequenza temporale osservata nello studio suggerisce un ruolo causale o contributivo della sostanza, che precede la diagnosi clinica mediamente di circa due anni. «È fondamentale considerare la vulnerabilità del cervello adolescente», ha commentato il professor Emanuele Bignamini, referente scientifico dell’Istituto europeo delle dipendenze. Durante questa fase di sviluppo, il THC può interferire con il sistema endocannabinoide, alterando aree cerebrali cruciali per l’elaborazione emotiva e motivazionale.

L’impegno dell’Istituto nella prevenzione e nella cura

In un contesto di crescente normalizzazione del consumo di cannabis, l’Ieud ribadisce la necessità di interventi educativi e di prevenzione precoce. Con oltre 10 anni di esperienza, l’Istituto offre un approccio multidisciplinare che vede coinvolti psichiatri, psicoterapeuti e tecnici della riabilitazione per affrontare la complessità delle dipendenze. L’obiettivo è fornire percorsi di cura personalizzati che mettano al centro la persona e il suo contesto familiare, garantendo la massima riservatezza e l’utilizzo di strumenti innovativi come l’app Closer, per il supporto costante del paziente.

Generali, The human safety net presenta la nuova collab con Marinella Senatore

Un progetto artistico che parla di inclusione e resilienza, speranze e potenziale, che nasce non come gesto individuale, ma come esperienza condivisa. Si tratta di We rise by lifting others, la nuova mostra di Marinella Senatore realizzata per la Casa di The human safety net a Venezia, in dialogo con la mostra interattiva permanente A world of potential al terzo piano delle Procuratie di piazza San Marco, hub di cultura e inclusione sociale. L’esposizione aprirà al pubblico dal 7 maggio 2026 – fino al 22 marzo 2027 – in concomitanza con la vernice della 61esima Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia.

Un movimento attivo in 25 Paesi al fianco di quasi 100 ong

The human safety net è un movimento di persone che aiutano persone, fondato da Generali, la cui missione è liberare il potenziale di coloro che vivono in condizioni di vulnerabilità, affinché possano migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie e comunità. È attivo al fianco di 98 ong, in 25 Paesi, attraverso due programmi – uno per famiglie vulnerabili con bambini 0-6 e uno per l’integrazione dei rifugiati attraverso il lavoro e l’imprenditorialità. Marinella Senatore è un’artista multidisciplinare la cui pratica è caratterizzata da una forte dimensione collettiva e partecipativa sia nella metodologia che nei contenuti delle sue opere. Nel suo lavoro la ricerca estetica è al servizio del potere trasformativo dell’impegno sociale.

La creazione come processo partecipativo e trasformativo

La mostra We rise by lifting others nasce da un processo partecipativo che ha coinvolto famiglie a rischio di esclusione sociale accompagnate da The human safety net e da alcune delle sue ong partner a Varsavia, Mestre e Palermo. Concepita prima di tutto come un’esperienza collettiva, l’esposizione si articola in una monumentale luminaria e in una serie di arazzi che intrecciano immagini e testi nati dall’esperienza dei laboratori con le famiglie, segnando insieme una nuova fase nella ricerca dell’artista e ampliandone il vocabolario formale nel dialogo tra luce, parola e tessile. Attraverso momenti di scrittura, racconto e movimento del corpo, Salvatore ha creato spazi di condivisione per immaginare nuove forme di relazione in piena libertà. I laboratori hanno offerto ai genitori un’esperienza profondamente trasformativa, nel segno dell’inclusione e dell’ascolto reciproco. Nel corso degli incontri, l’artista ha attivato il potenziale creativo dei partecipanti attraverso un percorso in cui l’arte diventa un dispositivo relazionale capace di attivare processi di autoconsapevolezza e far emergere risorse individuali e collettive. I laboratori hanno creato uno spazio di ascolto e di relazione in cui i genitori hanno potuto riflettere sulla propria esperienza e immaginare nuove forme di connessione con i figli. Le parole, i pensieri e le narrazioni emersi sono diventati la base creativa del progetto, dando forma ai testi e alle immagini che compongono le opere presentate in mostra.

Una mostra in dialogo con l’esposizione permanente A world of potential

Come accennato sopra, We rise by lifting others dialoga naturalmente con la mostra interattiva permanente A world of potential, curata da Orna Cohen e progettata dallo Studio Migliore+Servetto, che offre ai visitatori della Casa di The human safety net un viaggio di scoperta del proprio potenziale attraverso 16 installazioni multimediali che incarnano i valori della Fondazione e li connettono alla sua missione attraverso i racconti dei suoi protagonisti. La Casa di The human safety net è aperta tutti i giorni tranne il martedì dalle 10 alle 18 (orario invernale) e dalle 10 alle 19 (orario estivo). L’ingresso è libero.

Unicredit, il 18 marzo a Frosinone il Forum sulle strategie di internazionalizzazione

Un incontro tra Unicredit e il sistema produttivo del territorio con l’obiettivo di supportare le imprese nel percorso di internazionalizzazione consapevole, aiutandole a valutare rischi e opportunità dei mercati esteri. Con quest’obiettivo avrà luogo il 18 marzo 2026 a Frosinone, nella sede di Unindustria (Via del Plebiscito 15), il Forum delle economie dedicato all’internazionalizzazione, organizzato dalla banca in collaborazione con Unindustria. L’incontro, il cui inizio dei lavori è previsto per le ore 16, verrà introdotto dagli interventi di Corrado Savoriti, presidente Unindustria Frosinone, e di Enrico Batini, responsabile Corporate business Centro Italia di Unicredit.

Il programma dell’evento

Il programma prevede successivamente una relazione di Tullia Bucco, senior economist Group investment strategy Unicredit, sul tema Scenario globale e mercati esteri: cosa sta cambiando. A seguire ci sarà una tavola rotonda sui fattori di competitività delle imprese nel percorso di internazionalizzazione alla quale interverranno Tommaso Perna, cfo Klopman International, e Francesco Marucci, cfo Ciem. Nella seconda parte del Forum sono previsti gli interventi di Danilo Di Vito, Corporate treasury sales Italy di Unicredit, e di Maria Gheorghiu, Payment solutions sales responsabile region Centro Italia di Unicredit, sul tema Strumenti di protezione dei margini: soluzioni e best practice. A seguire ci sarà uno spazio per le domande da rivolgere ai relatori e le conclusioni di Enrico Batini.

Intesa Sanpaolo, finanziamento al progetto solare Big Muddy negli Stati Uniti

La divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo, guidata da Mauro Micillo, ha coordinato e partecipato a un finanziamento di 183 milioni di dollari in favore di Arevon, sviluppatore e operatore energetico con sede negli Stati Uniti, per lo sviluppo di una delle iniziative più rilevanti dello Stato dell’Illinois in ambito fotovoltaico. L’operazione sosterrà la costruzione di Big Muddy, un impianto solare da 124 MWdc situato nella contea di Jackson. Una volta completato, il progetto contribuirà in modo significativo alla generazione di energia pulita nel Midwest, supportando gli obiettivi regionali di decarbonizzazione. Arevon è un operatore leader nel mercato energetico degli Stati Uniti, impegnato a fornire al Paese energia accessibile, affidabile e sicura. La società possiede e gestisce oltre 6 gigawatt di progetti solari e di storage in 18 Stati, per un valore di investimento superiore agli 11 miliardi di dollari, e attualmente sta costruendo più di 600 megawatt di nuova capacità.

IMI CIB protagonista nel project financing

Nell’ambito del finanziamento, la divisione IMI CIB ha agito in qualità di coordinating lead arranger, joint bookrunner e green loan coordinator, confermando il ruolo di Intesa Sanpaolo come partner di riferimento per operazioni di project financing, in particolare nel settore delle energie rinnovabili, dove la banca si distingue per una lunga esperienza, capacità di strutturazione e presidio dei mercati internazionali. L’iniziativa testimonia ulteriormente il ruolo di primo piano della banca nelle Americhe, un’area in cui la divisione IMI CIB continua a supportare progetti strategici e investimenti infrastrutturali ad alto impatto. Ne sono esempi le recenti operazioni a favore di Greenbacker per lo sviluppo di Cider, il più esteso parco solare dello stato di New York, e ancora il supporto per la realizzazione del progetto SunZia tra New Mexico e Arizona, la più grande infrastruttura per la produzione e il trasporto di energia pulita degli Stati Uniti d’America.

Micillo: «Contribuiamo concretamente alla transizione energetica globale»

Queste le dichiarazioni di Mauro Micillo, chief della divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo: «Il progetto Big Muddy rappresenta un importante tassello nel percorso di rafforzamento delle infrastrutture energetiche rinnovabili degli Stati Uniti, un mercato in cui siamo attivi da tempo con ruolo di primo piano. Sostenere Arevon in un’iniziativa di questa rilevanza conferma la nostra capacità di accompagnare partner di alto profilo nello sviluppo di investimenti strategici, contribuendo concretamente alla transizione energetica globale. Questo finanziamento riflette la solidità delle nostre competenze nel project financing, la qualità della nostra piattaforma internazionale e l’impegno costante nel promuovere progetti sostenibili ad alto impatto per le comunità e per l’economia».

Acea, i risultati del 2025: dividendo record e utile netto in crescita del 45 per cento

Il consiglio di amministrazione di Acea, riunitosi sotto la presidenza di Barbara Marinali, ha approvato i risultati del 2025. Numeri ai massimi storici grazie al percorso di trasformazione operativa e organizzativa intrapreso dal Gruppo, volto ad accrescere efficienza e competitività, e al consolidamento del ruolo di Acea come operatore infrastrutturale regolato. Un percorso sostenuto da una costante attenzione all’innovazione tecnologica, alle persone e dalla piena integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali, a supporto di una costante creazione di valore per tutti gli stakeholder. Da segnalare il dividendo proposto di 1,20 euro per azione (+26 per cento rispetto al 2024), di cui 0,95 euro a titolo di dividendo ordinario e 0,25 euro quale componente straordinaria.

Ricavi a quasi 3 miliardi, Ebitda a 1,42 miliardi

I ricavi consolidati pro-forma sono pari a 2,98 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2,89 miliardi del 2024, guidati dalla performance dei business regolati e dal contributo della Produzione. Le attività regolate contribuiscono per l’88 per cento al totale dei ricavi e registrano nel periodo un incremento di circa il 7 per cento. L’Ebitda consolidato pro-forma raggiunge 1,42 miliardi di euro, in crescita del 6,8 per cento rispetto ai 1,33 miliardi del 2024. L’Ebit consolidato pro-forma cresce del 2,9 per cento a 593,2 milioni di euro. Tale incremento è riconducibile alla crescita dell’Ebitda, parzialmente compensata dall’aumento degli ammortamenti, delle svalutazioni e degli accantonamenti. Gli oneri finanziari netti pro-forma sono sostanzialmente stabili a 135,9 milioni di euro. Al 31 dicembre 2025, il costo globale medio del debito di Acea si attesta al 2,07 per cento rispetto al 2,16 per cento del 31 dicembre 2024.

Acea, i risultati del 2025: dividendo record e utile netto in crescita del 45 per cento
Fabrizio Palermo (Ansa).

Utile netto oltre 480 milioni, investimenti di 1,5 miliardi

L’utile netto consolidato è pari a 480,6 milioni di euro, in crescita del 44,9 per cento rispetto al 2024. Il risultato beneficia, tra le altre, dell’iscrizione della plusvalenza (111,3 milioni di euro) realizzata a seguito della cessione della rete in alta tensione a Terna. L’utile netto ricorrente aumenta di circa il 15 per cento a 376 milioni di euro, in coerenza con l’andamento operativo del periodo. Nel 2025, sono stati realizzati investimenti lordi pari a 1,53 miliardi, in crescita rispetto ai 1,44 miliardi dell’anno precedente (+6,4 per cento). Gli investimenti al netto dei contributi ammontano a circa 1,24 miliardi (1,18 miliardi nel 2024), concentrati principalmente nei business regolati che rappresentano l’89 per cento dei capex totali (94 per cento escludendo Acea Energia). L’indebitamento finanziario netto è sostanzialmente stabile, passando da 4,94 miliardi del 31 dicembre 2024 a 4,96 miliardi al 31 dicembre 2025.

L’ad Palermo: «Rafforziamo il nostro ruolo di operatore di riferimento»

Queste le dichiarazioni di Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea: «Il 2025 è stato un anno di risultati ai massimi storici per effetto del percorso di trasformazione operativa e organizzativa avviato negli ultimi anni e della crescente focalizzazione sui business infrastrutturali regolati, mantenendo al tempo stesso una forte disciplina finanziaria che ha portato al miglioramento di tutti gli indicatori economici e patrimoniali. Abbiamo rafforzato il nostro ruolo di operatore di riferimento nello sviluppo e nella gestione di progetti essenziali per i territori e nel corso dell’anno abbiamo realizzato oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti, destinati in larga parte allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale».

Piano Mattei, Acea vince la gara per un importante progetto idrico in Congo

Acea ha vinto la gara per il progetto Saep Djoué volto a potenziare l’infrastruttura idrica della capitale congolese Brazzaville, a fronte della crescente domanda di acqua nelle aree urbane della città. L’aggiudicazione da parte della United nations development programme (Undp) va all’associazione temporanea di imprese guidata da Acea Infrastructure.

L’iniziativa nell’ambito del programma Pista

L’iniziativa, volta a raggiungere oltre un milione di cittadini con l’acqua potabile, nasce nell’ambito del programma del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) sviluppato con l’Undp e denominato Pista (Piattaforma per gli investimenti e l’assistenza tecnica), per supportare i Paesi target di cooperazione ambientale ed energetica dell’Italia mediante assistenza ingegneristica avanzata. L’intervento si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dal Piano Mattei per l’Africa. Si tratta di un importante affidamento nell’ambito di tale programma a una compagine italiana, traducendo l’indirizzo strategico del governo in un avanzamento operativo concreto. Per la realizzazione del progetto, Acea ha messo a sistema le proprie competenze tecniche, ingegneristiche ed economico-finanziarie, con particolare riferimento alla governance di progetto, alla sostenibilità e alla strategia di procurement.

L’ad Palermo: «Un risultato che consolida la nostra leadership nel settore idrico»

Queste le dichiarazioni di Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea: «L’aggiudicazione del progetto Saep Djoué a Brazzaville raggiunge un traguardo importante per la nostra azienda e sancisce l’approdo di Acea nel continente africano. Siamo orgogliosi di essere parte di questo progetto, reso possibile dalla sinergia con le istituzioni nazionali e internazionali. Una sfida e un impegno che consolidano la nostra leadership internazionale in ambito idrico e dimostrano la capacità del know-how italiano di esportare un modello industriale efficace ed efficiente all’insegna dello sviluppo sostenibile».

Poste italiane, numeri da record per l’app P

La nuova app P di Poste Italiane continua a superare record. Con 16 milioni di utenti attivi e più di 4 milioni di utenti giornalieri, è diventata ormai la prima app italiana. Un fatto sottolineato anche dall’amministratore delegato Matteo del Fante durante la presentazione dei risultati del 2025. «Con l’ultimo trimestre del 2025 abbiamo finito la migrazione di tutte le nostre app sulla nostra super app, sulla nostra app unica», ha spiegato. «La somma degli utenti delle app che avevamo prima è inferiore agli utenti che abbiamo oggi sulla nostra super app, quindi vuol dire che, nella migrazione, non solo non abbiamo perso utenti, ma ne abbiamo guadagnati. Questo ci fa molto piacere e oggi siamo di gran lunga l’app italiana di un’azienda italiana più utilizzata nel Paese, con oltre 4 milioni di utenti giornalieri. Per darvi un’idea, la seconda app di un’azienda italiana ne ha circa la metà».

L’app permette anche di ottimizzare il lavoro degli uffici postali

Un risultato che conferma la solidità del progetto che dall’anno scorso ha riunito tutta l’offerta di Poste italiane in un’unica piattaforma, dando vita a un unico punto di accesso digitale per i prodotti del Gruppo. Uno strumento che, come ha ricordato Del Fante, affianca il lavoro degli uffici postali, in linea con la strategia omnicanale di Poste. «La cosa che sta funzionando benissimo della nostra app», ha continuato Del Fante, «è che ci sta aiutando a far lavorare meglio gli uffici postali. Ci serve a prendere gli appuntamenti in ufficio, ma anche a dare delle informazioni base ai clienti che poi vengono in ufficio a chiudere il contratto. Quindi stiamo arrivando a delle percentuali di clienti che noi chiamiamo “scaldati” dall’app molto significative. Il 30/40 per cento di quello che noi chiudiamo nell’ufficio postale viene preparato dall’app, e questo vuol dire aver supportato l’ufficio postale attraverso la tecnologia». Con un voto medio di 4.7 su 5 e oltre 500 mila recensioni, l’app P è stata tra le tre applicazioni più scaricate per iPhone sull’app store nel 2025. Oggi conta 16 milioni di utenti, di cui più di 300 mila con più di 80 anni, a conferma del ruolo giocato da Poste italiane nell’innovazione del Paese e nella chiusura del divario digitale.

La mobilità come fattore chiave dell’esperienza turistica e della competitività delle destinazioni

Negli ultimi anni il turismo in Italia è tornato a crescere con intensità, riportando il Paese tra le principali destinazioni globali. Secondo i dati del ministero del Turismo, nel 2025 si è registrato un nuovo record storico con oltre 480 milioni di presenze, in aumento del 3 per cento rispetto al 2024. Una crescita che rappresenta un motore economico strategico, con un impatto rilevante su occupazione e Pil, ma che pone anche una questione strutturale, vale a dire la gestione dei flussi. In questo contesto, infatti, la competitività turistica non dipende più soltanto dall’offerta culturale o ricettiva, ma dalla qualità della mobilità: spostarsi facilmente, accedere ai servizi senza attriti, evitare code e congestioni è diventato parte integrante dell’esperienza di viaggio.

Dalla crescita dei flussi alla sfida della mobilità turistica

Per affrontare queste sfide, risulta fondamentale investire nelle infrastrutture digitali della mobilità – dai sistemi di pagamento integrati come i mobility wallet, che centralizzano in un’unica soluzione il pagamento e l’accesso a svariati servizi di trasporto pubblico e privato (bus, treni, bike/car sharing, monopattini), fino all’automatizzazione degli accessi, con tornelli intelligenti, check-in digitali, prenotazione degli slot di entrata e sistemi di controllo dei flussi, e a servizi di infomobilità in tempo reale che forniscono indicazioni su traffico, tempi di percorrenza, disponibilità dei mezzi, ritardi e alternative di percorso. Queste soluzioni permettono di gestire in modo dinamico i picchi di domanda, particolarmente rilevanti nelle destinazioni turistiche ad alta concentrazione di visitatori, evitando code, sovraffollamento e congestioni. La digitalizzazione degli accessi consente inoltre di raccogliere dati in tempo reale, fondamentali per monitorare e regolare i flussi in modo proattivo così da governare la domanda senza limitare l’offerta, rendendo il turismo più sostenibile e competitivo senza snaturare i luoghi.

I servizi Telepass per viaggiare in modo più semplice e accessibile

In questo contesto, il contributo di operatori come Telepass si inserisce come fattore abilitante di una mobilità più semplice e integrata. Grazie al noto dispositivo, infatti, è possibile usufruire del telepedaggio – che consente di saltare le file ai caselli autostradali – e dell’accesso a parcheggi convenzionati, oltre che a servizi come il traghetto per lo stretto di Messina. Grazie all’app, inoltre, è possibile pagare i parcheggi con strisce blu – oltre che i rifornimenti di carburante, il bollo, l’assicurazione e la revisione della propria auto – ma anche avere l’accesso prioritario ai controlli di sicurezza in aeroporto, acquistare biglietti e/o abbonamenti ai mezzi pubblici, noleggiare scooter, biciclette e monopattini elettrici e prenotare taxi. Tutti servizi che concorrono a rendere l’esperienza turistica più fluida e accessibile, riducendo tempi di attesa, passaggi intermedi e complessità per l’utente. Soluzioni integrate come queste non si limitano a semplificare la fruizione individuale dei luoghi, ma contribuiscono a migliorare l’efficienza complessiva del sistema di mobilità, favorendo una gestione più sostenibile e intelligente dei turisti.

8 marzo, Poste italiane pioniera dell’emancipazione femminile

Nel 2026, a 80 anni dal referendum del 1946, l’8 marzo richiama una svolta storica, vale a dire il primo voto delle donne italiane, tappa fondamentale dell’emancipazione femminile. Un cammino al quale il Paese è giunto anche grazie a un sempre maggiore ruolo delle donne nel mondo del lavoro. E, in questa storia, le Poste italiane hanno avuto un ruolo significativo.

Le prime telegrafiste nel 1863

L’esordio del lavoro femminile nelle Poste risale al 1863, quando le donne iniziarono a operare come ausiliarie telegrafiste. Già dal 1865 furono impiegate negli uffici postali come portalettere e gerenti di ricevitorie, inizialmente nei piccoli centri rurali e poi anche nelle città, dove il mestiere della portalettere divenne quasi “alla moda”. L’ingresso delle donne nelle Poste rappresentò un fatto innovativo, uno dei primi accessi strutturati delle donne al lavoro statale. Non mancavano, tuttavia, le limitazioni imposte dalla cultura dell’epoca. Tra queste l’obbligo di nubilato, perché si riteneva che il ruolo di moglie e madre fosse incompatibile con un’attività lavorativa. Anche dopo l’abolizione di questo vincolo, alla fine dell’Ottocento, il lavoro della donna sposata restava subordinato all’autorizzazione del marito (come previsto dall’istituto dell’autorizzazione maritale presente nel primo Codice civile del Regno d’Italia del 1865). Eppure, la presenza femminile continuò a crescere, soprattutto nel ruolo di telegrafista, attività ritenuta più “consona” perché svolta in ambienti separati e sotto la direzione di altre donne. Tra il 1874 e il 1877 anche la scrittrice e giornalista Matilde Serao lavorò come telegrafista alle Poste centrali di Napoli, esperienza che ispirò la novella Telegrafi dello Stato – sezione femminile.

Le guerre e la svolta

Durante la Prima guerra mondiale, le donne furono chiamate a sostituire gli uomini partiti per il fronte, assumendo anche la responsabilità di uffici postali e telegrafici di rilievo. L’efficienza dimostrata contribuì a un cambiamento normativo importante, ovvero l’abolizione dell’autorizzazione maritale (1919). Un processo che si consolidò durante la Seconda guerra mondiale, quando le donne tornarono a ricoprire ruoli chiave nelle Poste, mantenendo spesso le loro posizioni anche dopo il rientro degli uomini dal fronte. Negli Anni 50 la presenza femminile aumentò ulteriormente, accompagnando la modernizzazione del Paese. Da lì in poi iniziarono a ricoprire ruoli sempre più importanti.

La presenza femminile oggi

Oggi la forte presenza femminile è uno dei tratti identitari di Poste Italiane. Il 53 per cento degli oltre 120 mila dipendenti è donna, così come il 46 per cento dei quadri e dirigenti e il 44,5 per cento dei componenti del consiglio d’amministrazione. È donna il 60 per cento dei direttori dei quasi 13 mila uffici postali presenti in Italia, la rete capillare su cui l’azienda ha costruito nel tempo la propria storia e la propria forza. Anche tra i neoassunti la presenza femminile è significativa, tanto che il 47 per cento dei nuovi ingressi è composto da donne. Per sostenere il lavoro femminile, Poste Italiane ha introdotto diverse policy tra cui la politica di sostegno alla genitorialità attiva, che offre anche percorsi di sostegno e sviluppo per il benessere individuale e organizzativo. Nell’ambito del welfare, il Gruppo garantisce misure avanzate per la genitorialità tra cui congedi più ampi di quelli previsti dalla legge, un’indennità pari al 100 per cento dello stipendio durante maternità e paternità e programmi di coaching dedicati alle neomamme. La politica sulla genitorialità mira anche a promuovere la genitorialità condivisa, coinvolgendo i padri e potenziando i meccanismi di conciliazione famiglia-lavoro.

I riconoscimenti ottenuti

Negli ultimi anni, il Gruppo Poste Italiane ha ottenuto riconoscimenti che lo collocano ai vertici del panorama nazionale, dall’attestazione ISO 30415 sulla Diversity & inclusion all’Equal salary per l’equità retributiva fino alla UNI/PdR 125 per la parità di genere.

Unicredit rinnova l’accordo con Confcommercio per lo sviluppo delle pmi

Uncredit e Confcommercio hanno rinnovato l’intesa siglata nel 2024 con l’obiettivo di sostenere le imprese associate, affiancandole nella realizzazione dei loro investimenti e nei percorsi di crescita. In particolare, l’accordo prevede interventi volti a facilitare l’accesso al credito attraverso un’ampia gamma di strumenti di finanziamento pensati per rispondere alle esigenze operative delle aziende, tra cui prestiti a medio-lungo termine, finanziamenti per investimenti immobiliari o per l’acquisto di beni strumentali.

Soluzioni su misura per investimenti sostenibili

Per quanto riguarda la gestione dei flussi finanziari, l’accordo prevede soluzioni integrate per i pagamenti digitali e strumenti dedicati alla gestione dei flussi di cassa e delle transazioni finanziarie. Una particolare attenzione viene riservata ai temi Esg con soluzioni su misura per investimenti sostenibili per l’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni di Co2, e servizi orientati a una transizione verso modelli di business più sostenibili. Unicredit, inoltre, attraverso la propria banking academy, metterà a disposizione corsi di formazione gratuiti che possono aiutare le imprese del terziario ad accrescere la cultura su tematiche bancarie e finanziarie e della sostenibilità.

Postacchini: «Così sosteniamo la competitività delle imprese»

Queste le dichiarazioni di Enrico Postacchini, componente di Giunta di Confcommercio con incarico per commercio e rigenerazione urbana: «Il rinnovo dell’accordo con Unicredit rappresenta un ulteriore passo nel percorso che portiamo avanti per affiancare le imprese associate con strumenti coerenti con l’evoluzione del mercato. L’intesa valorizza una collaborazione consolidata e amplia le opportunità a disposizione delle aziende del terziario, rafforzando il ruolo del sistema nel sostenere la competitività delle imprese e la vitalità economica delle città».

Areni: «Risposte concrete alle esigenze dei clienti»

Gli ha fatto eco Annalisa Areni, head of Client strategies di UniCredit Italia: «L’accordo con Confcommercio conferma quanto per noi sia strategico collaborare con le associazioni di categoria perché solo attraverso l’ascolto attento dei nostri clienti possiamo fornire risposte concrete alle loro esigenze. Vogliamo essere partner di fiducia per le imprese, offrendo loro un’ampia gamma di soluzioni dedicate a ogni tipo di necessità, in particolare sui sistemi di pagamento, agevolandole nella gestione quotidiana dei flussi di cassa e delle transazioni».