Maturità 2020, l’appello dei presidi: “Serve protocollo di sicurezza per tornare a scuola”


In vista degli esami di Maturità 2020, che cominceranno per 500mila studenti italiani il prossimo 17 giugno, Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola, lancia un appello: "Vogliamo prima di tutto un protocollo di sicurezza specifico per rientrare in sicurezza negli edifici scolastici, così come per le altre attività produttive. Perplessità sulla modalità del colloquio in presenza".
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Maturità, Azzolina: “Colloquio di massimo un’ora con discussione elaborati e breve testo”


La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, spiega durante il question time alla Camera come si svolgerà l'esame di maturità a partire dal 17 giugno. Ci sarà una prova orale di massimo un'ora che comprenderà la discussione di un elaborato, di un testo di letteratura, del materiale scelto dalla commissione e di temi riguardanti la cittadinanza e la Costituzione.
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Maturità, in arrivo l’ordinanza per fare l’esame di presenza: come funzionerà la prova orale


La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, assicura che a breve arriverà l'ordinanza con la quale si prevederà di tenere gli esami di maturità di presenza. Sarà un'unica prova orale da svolgere garantendo la sicurezza di studenti e docenti, anche se probabilmente non sarà necessario indossare le mascherine. La ministra anticipa alcune delle regole che verranno previste dall'ordinanza sullo svolgimento della maturità.
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Maturità 2020, il ministro Azzolina: “Maxi-orale da 40 crediti e niente tesina”


Prende forma la Maturità 2020. In attesa del decreto ad hoc che sarà reso noto nei prossimi giorni, il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ha rivelato alcune anticipazioni: "Esami di stato al via dal 17 giugno. Cambia il sistema dei crediti per la valutazione finale, il maxi-orale varrà 40 punti. Niente tesina, ma si partirà da un argomento concordato con i professori sulle materie d'indirizzo".
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L’iter per la nomina dei ministri Azzolina e Manfredi

Prima un decreto per lo spacchettamento del dicastero; quindi la nomina da parte del presidente della Repubblica e il successivo giuramento.

Prima il decreto in Consiglio dei ministri per lo spacchettamento tra ministero dell’Istruzione e ministero dell’Università e della Ricerca di competenze finora accorpate in un solo dicastero; quindi la nomina da parte del presidente della Repubblica e il successivo giuramento. È il timing che attende Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi, i ministri indicati dal premier Giuseppe Conte per il post-Fioramonti: la prima messa a capo del ministero della Scuola, il secondo titolare dell’Università e della Ricerca. Per l’ufficialità, tuttavia, a quanto spiegano fonti di governo, bisogna attendere almeno i primi di gennaio. Anche perché l’iter richiede più tappe.

L’ITER CHE PORTA ALL’INSEDIAMENTO DEI DUE MINISTRI

Innanzitutto è necessario un decreto legge (ipotesi altamente più probabile di un Decreto del presidente del Consiglio dei ministri – Dpcm) che spacchetti le competenze assegnate all’attuale Ministero dell’Istruzione, dell’università e della Ricerca, che è un dicastero con portafoglio. Quindi il Consiglio dei ministri deve dare il via libera all’operazione, in modo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su indicazione del premier Giuseppe Conte, possa procedere alla nomina. Solo allora i ministri nominati potranno salire al Quirinale per il giuramento e insediarsi nei loro nuovi uffici. A quel punto i ministri del governo Conte Bis passeranno da 21 a 22.

UN ESECUTIVO COMPOSTO DA 63 PERSONE

Come precisato dallo stesso presidente del Consiglio non è prevista la nomina di nuovi sottosegretari. Che in totale, compresi i viceministri, erano 42. Con le nomine del 28 dicembre diventano 41 per il passaggio di Azzolina dalla sottosegreteria alla guida del nuovo dicastero della Scuola. In totale i componenti dell’Esecutivo sono quindi 63. Il governo Conte Uno con la maggioranza gialloverde era arrivato a 64, uno in più. I cinque premier precedenti hanno totalizzato rispettivamente: Paolo Gentiloni 60 elementi, Matteo Renzi 63, Enrico Letta 63, Mario Monti 47. Quest’ultimo, il “governo dei professori”, risulta il più magro di tutti. Il record assoluto di affollamento spetta invece al secondo governo di Romano Prodi che, insediatosi nel 2006, in due anni di durata arrivò alla cosiddetta «carica dei 102», il totale tra ministri e sottosegretari. L’Andreotti VII nel ’91 si era fermato a 101.

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