Una mutazione del ceppo dominante del coronavirus potrebbe renderlo più vulnerabile al vaccino


Il ceppo dominante di coronavirus SARS-CoV-2 presenta una mutazione (chiamata D614G) che lo rende più efficace nella replicazione e nella trasmissione, tuttavia la maggiore contagiosità della variante originale lo renderebbe più vulnerabile a un vaccino. A spiegarne le ragioni una team di virologi guidato dall'Università della Carolina del Nord.
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