
La terza stagione, la prima interamente prodotta da Netflix, alza l'asticella dei dialoghi, della narrazione e degli scontri e lascia scoperti - come un karateka alle prime armi - tutti i suoi punti deboli. Il primo è Ralph Macchio: le totali inabilità di Daniel-san nel campo delle arti marziali non sono soltanto comiche, ma oltre a rappresentare una macchia nella fluidità delle scene d'azione, mancano di rispetto all'epica e alla mitologia di Karate Kid.
Continua a leggere
