Brucia gli abiti da sposa del suo atelier, la protesta dello stilista: “Nessun aiuto”


Il gesto di protesta messo in atto da Pietro Demita, stilista leccese titolare di un atelier nel Salento leader nella produzione di abiti da cerimonia ma costretto come tanti altri alla chiusura per le norme anticontagio che hanno sospeso anche i matrimoni: "Si tratta di un simbolo fortissimo di protesta che faccio a nome di tutti i produttori della mia categoria".
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Professor Luca Richeldi (Comitato tecnico): “Sicuramente ci saranno nuove zone rosse”


Per la fase due l'obbiettivo è di fare sempre più tamponi anche se è stata già raggiunta la soglia cruciale del 3 per cento tra tamponi e positivi che indica una ottima copertura dei casi, lo ha spiegato il Professor Luca Richeldi durante l'ultima conferenza stampa in protezione civile. In Italia "ci saranno sicuramente delle zone rosse" ha aggiunto l'esperto ma le indicazioni generali per la riapertura a livello nazionale "sono indispensabili" .
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Coronavirus, bollettino del 30 aprile: 205.463 contagiati di cui 75.945 guariti e 27.967 decessi


Il bollettino della Protezione civile sui contagi da Coronavirus in Italia di giovedì 30 aprile 2020. Secondo l’ultimo bilancio aggiornato a oggi, reso noto da Angelo Borrelli, il numero dei casi positivi al Covid-19 è salito 205.463 (+1872 rispetto a ieri), di cui 75.945 guariti (+ 4.693) e 27.967 decessi (+ 285 ). Effettuati 68.456 tamponi nelle ultime 24 ore.
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“Buoni spesa solo agli italiani”: il Tribunale di Ferrara condanna il Comune


Il Tribunale di Ferrara ha imposto al comune emiliano di riformulare i criteri e le modalità dei buoni spesa senza le clausole discriminatorie., L'amministrazione locale aveva chiesto anche il permesso di soggiorno di lungo periodo e imposto la priorità a favore dei cittadini italiani. Il sindaco leghista Fabbri parla di attacco a chi paga le tasse e promette "Vado avanti sula mia strada altrimenti i buoni spesa sono a rischio"
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La protesta dei rider: “Ordini moltiplicati durante la pandemia, ma siamo lavoratori senza diritti”


Nasce in occasione del Primo Maggio la piattaforma comune "Diritti per i rider": “Ci chiamano eroi ma siamo lavoratori senza diritti, senza un contratto di lavoro vero. Gli ordini si sono moltiplicati nelle ultime settimane, la paga a consegna si è drasticamente ridotta e le aziende, anche durante la pandemia, continuano mettere in strada nuovi rider per distribuire comfort food ai loro clienti. Ci chiamano eroi ma lavoriamo senza diritti, alla faccia del servizio essenziale".
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