Il Comune di Bologna approva la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese

Il Consiglio comunale di Bologna ha approvato la delibera che conferisce la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati. Il provvedimento è passato con 25 voti favorevoli – tra cui quelli di Pd, Coalizione Civica, Lepore Sindaco e Anche tu conti – e 9 contrari, provenienti da FdI, Lega Salvini Premier, gruppo Misto, Bologna ci piace e Forza Italia. Nella motivazione si riconosce l’impegno di Albanese «nella tutela del diritto internazionale e nella difesa dei diritti umani, per aver denunciato con rigore e indipendenza le responsabilità di Stati, aziende e individui nei crimini contro il popolo palestinese, contribuendo a riaffermare quello che dovrebbe essere il primato del diritto sulla forza, principi condivisi dal Comune di Bologna». La decisione arriva quando non si è ancora spenta la polemica scoppiata dopo che Albanese ha lasciato un dibattito televisivo mentre Francesco Giubilei citava le parole della senatrice a vita Liliana Segre sul genocidio. –

Flotilla, l’ipotesi dell’attacco di un sottomarino israeliano

Secondo un’inchiesta della rete statunitense Cbs, due fonti anonime dell’intelligence americana avrebbero confermato che le incursioni avvenute tra l’8 e il 9 settembre contro la Flotilla, al largo del porto tunisino di Sidi Bou Said, sarebbero state condotte da un sottomarino israeliano con il via libera del premier Benjamin Netanyahu. In quei giorni, droni armati di ordigni definiti «non letali», come granate stordenti, urticanti e incendiarie, avrebbero colpito due velieri: la Family, battente bandiera portoghese, e la britannica Alma, causando incendi a bordo e diversi danni materiali. L’impiego di armi incendiarie contro civili, ricordano fonti internazionali, è vietato dal diritto internazionale.

Maria Elena Delia: «I pm indaghino»

Le autorità israeliane non hanno risposto alle richieste di chiarimenti della Cbs, mentre da parte statunitense non sono arrivate smentite ufficiali. Sulla vicenda è intervenuta Maria Elena Delia, portavoce del Global Movement to Gaza, che ha dichiarato: «Se queste notizie dovessero essere confermate si aggiungeranno alla vergogna su chi ci accusava di esserci autosabotati. Speriamo che tutte queste informazioni vengano prese in considerazione dai pm anche in virtù dell’esposto fatto in procura».