Un vigile urbano indagato per la fuga dei cavalli a Roma

AGI - Un agente della Polizia locale indagato e altri tre le cui posizioni sono al vaglio della procura di Roma nell'inchiesta avviata in relazione all'episodio della fuga di una trentina di cavalli durante le prove per la parata del 2 giugno. Ad essere iscritto sul registro degli indagati l'agente della Polizia locale di Roma Capitale che ha acceso i fuochi d'artificio nella zona delle Terme di Caracalla scatenando la reazione degli animali. All'agente il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco contesta i reati di lesioni colpose e accensioni ed esplosioni pericolose aggravate. Altri tre agenti sono invece citati nell'informativa finita sul tavolo dei magistrati, ma ancora non formalmente iscritti sul registro degli indagati. Le loro posizioni sono al vaglio. All'origine della vicenda l'accensione di una batteria di fuochi d'artificio in vista della parata del 2 giugno. Il gesto ha impaurito alcuni degli esemplari che sono scappati. Prima uno, poi un altro, fino a quando su viale delle Terme di Caracalla e via Cristoforo Colombo erano circa una trentina i cavalli. Inevitabile l'attenzione dei curiosi che hanno girato video e scattato fotografie per cogliere il momento e pubblicare i contenuti sui social.

Il racconto degli agenti feriti dai cavalli

Tra i cavalieri presenti c'è chi ha ricostruito così l'accaduto: "E' stata la nottata più spaventosa della mia vita. Noi non sapevamo niente, eravamo sciolti prima di iniziare la parata. Sono partiti i fuochi d'artificio, i cavalli della fanfara si sono spaventati, i cavalli dei lanceri sono partiti travolgendo chiunque e qualsiasi cosa avessero davanti".Un'altra poliziotta ha raccontato: "A una ragazza si sono rotte le costole e le ginocchia, l'hanno devastata. Il mio cavallo ha fatto tre o quattro piroette, ho pensato: ecco, adesso parte e muoio".

Il bilancio dell'incidente

Il bilancio dell'incidente avvenuto prima delle prove del 2 giugno è di quattro feriti tra le forze dell'ordine, due militari dell'Esercito e un agente della Polizia di Stato. Feriti lievemente anche una quindicina di cavalli.

 

Nubifragio e tromba d’aria a Roma, paura e danni

AGI - Un nubifragio con lampi e tuoni si è abbattuto questa mattina su Roma causando danni e mandando in tilt in traffico soprattutto nel quadrante nord-est della Capitale, dove c'è stata anche una forte tromba d'aria. Immediati i riflessi sul traffico cittadino, già particolarmente intenso dopo il Ponte del 2 giugno.

Sulla Tangenziale est, subito dopo lo svincolo della Salaria, un albero è precipitato sulla carreggiata, paralizzando la circolazione in entrambe le direzioni. La pianta ha investito alcune auto in transito ma senza causare feriti. La caduta degli alberi e gli allagamenti hanno imposto la chiusura di un tratto della Tangenziale nella zona di via dei Campi Sportivi.

Nel quartiere Prati Fiscali i maggiori danni causati dal nubifragio

La zona più colpita è stata quella di Prati Fiscali e Conca d'Oro dove sono caduti diversi alberi e il forte vento ha persino sradicato i cartelli della segnaletica stradale e spostato i cassonetti dei rifiuti. Un pino si è abbattuto sul tetto di una pompa di benzina su via dei Prati Fiscali, danni ingenti anche al mercato di via Val di Lanzo con banchi e ombrelloni investiti dalla furia del vento. Gli autobus che transitano nella zona sono stati deviati su percorsi alternativi. 

 

Cosenza, accoltellata dopo un rifiuto. Arrestato un 30enne per tentato femminicidio

AGI -  Accoltellata a Cosenza per un rifiuto. Voleva convincerla ad avere una relazione, ma dopo i suoi 'no' l'ha accoltellata. Con quest'accusa i carabinieri di Castrovillari, in provincia di Cosenza, hanno sottoposto a fermo un 30enne.

Il tentato femminicidio a Cosenza 

I militari sono giunti, la scorsa notte, in Pronto soccorso dove è arrivata una ragazza con ferite di arma da taglio al capo e alla schiena. Dopo aver constatato le gravi condizioni della giovane, i militari dell’Arma hanno avviato le indagini: attraverso il racconto di alcuni testimoni e l’analisi delle immagini di videosorveglianza, si è potuta ricostruire la drammatica dinamica dei fatti.

L’indagato, conoscente della vittima, avrebbe più volte tentato di convincerla a instaurare una relazione, nonostante i rifiuti della ragazza.

L'agguato di notte 

Tuttavia, l’uomo ha comunque deciso la scorsa notte di aspettarla mentre stava tornando a casa. Lei, accortasi dell’uomo, ha tentato invano di dissuaderlo, ma lui, dopo averle strappato di mano il cellulare, l’ha colpita ripetutamente con un coltello al volto e sulla schiena, tentando di strangolarla.

Una prima ricostruzione della dinamica dell'aggressione è stata fatta dai militari dell'Arma grazie all'analisi delle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza e anche attraverso le testimonianze di alcune persone presenti sul luogo dell'agguato 

La fuga dell’aggressore 

La ragazza è riuscita a salvarsi solo grazie al provvidenziale arrivo di un amico della vittima, che ha costretto il giovane alla fuga.

Le accuse per il 30enne

I militari hanno rintracciato il 30enne a casa e hanno sequestrato due coltelli, gli abiti e il veicolo utilizzato, tutti con verosimili tracce ematiche. La procura di Castrovillari ha disposto per lui un provvedimento di fermo con l’accusa di tentato femminicidio.

Le indagini sono condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Castrovillari. I militari sono al lavoro per ricostruire nei dettagli la dinamica del tentato omicidio. 

La bimba morta per maltrattamenti a Bordighera, convalidato il fermo di Iannuzzi

AGI - Si è avvalso della facoltà di non rispondere Emanuel Iannuzzi, il 42enne arrestato sabato scorso con l'accusa di maltrattamenti aggravati e continuati che avrebbero portato alla morte della piccola Beatrice, figlia di 2 anni della compagna Emanuela Aiello, nella sua casa di Perinaldo (Bordighera), in provincia di Imperia.

Iannuzzi è stato sottoposto a interrogatorio di garanzia questa mattina in procura a Imperia. Quasi un'ora dopo l'interrogatorio della madre della piccola, anche lei accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte della bimba. Beatrice era stata trovata morta lo scorso 8 febbraio.

Bordighera, convalidato l'arresto

Il gip ha convalidato l'arresto e l'accusa resta quella di maltrattamenti aggravati. Secondo quanto spiegato dai legali dell'uomo, Iannuzzi avrebbe voluto rispondere alle domande, ma nonostante gli atti siano stati richiesti sabato alla cancelleria del gip, nel momento stesso in cui veniva disposta la misura cautelare, fino a oggi non ci sono stati forniti. Dietro consiglio dei difensori, non ha risposto; sarebbe stato un rispondere alla cieca"

 

La madre di Beatrice respinge le accuse 

Emanuela Aiello, madre della piccola Beatrice, la bimba di 2 anni trovata morta lo scorso febbraio nella sua casa nell'Imperiese, ha risposto a tutte le domande del gip, nell'interrogatorio di garanzia a seguito dell'arresto con il nuovo capo di imputazione di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola. La donna, stando a quanto riferito dai legali, ha negato ancora di avere mai messo le mani addosso alle sue figlie, ne' a Beatrice ne' alle altre due sorelline. In sua presenza, hanno aggiunto i legali, "non ha assistito a episodi di violenza nei confronti delle figlie. Abbiamo preso atto che e' stato modificato il capo di imputazione, purtroppo gli atti su cui si basa questa modifica non ci sono stati ancora forniti mentre avremmo dovuto averli in previsione dell'interrogatorio". 

Grazia a Nicole Minetti, la Procura generale di Milano conferma il parere positivo

AGI - Per Nicole Minetti arriva un nuovo via libera della Procura Generale di Milano alla grazia dopo le verifiche urgenti sull'iter e sui requisiti del provvedimento di clemenza chieste dal Quirinale al ministero della Giustizia. 

"I presupposti per la grazia a Minetti sono confermati"

Dagli accertamenti della Procura Generale di Milano è emerso che tutti i presupposti per la grazia a Nicole Minetti sono stati confermati. "In particolare - si legge nella nota del procuratore generale di Milano Francesca Nanni - contrariamente a quanto riportato sul Fatto Quotidiano risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo, ma si tratta del legale di quest'ultimo, favorevole alla adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore; il Procuratore della Repubblica in Uruguay ha riferito, in relazione al decesso del legale del minore, che non vi sono ipotesi di reato; non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia; non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani".

"Confermato il grave quadro sanitario del minore" 

E ancora secondo la Procura Generale, "è confermato il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children's Hospital che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie, nonché confermato il previo consulto presso strutture ospedaliere di Cleveland e New York, oltre che in Italia".

Il volontariato in Italia

È inoltre "confermato il volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile in Italia di Nicole Minetti a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo rientri per brevi periodi in Uruguay".

"Smentite le accuse su festini con droga e sesso"

"Risultano smentite da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni - prosegue Nanni - affermazioni rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime ed in seguito con indicazione del proprio nominativo".

Chiarimenti sulla cooperazione giudiziaria

La procuratrice spiega poi che "non si è proceduto ad accertamenti mediante rogatoria internazionale in quanto il trattato di cooperazione giudiziaria in materia penale tra Italia ed Uruguay, ratificato con legge n. 45 del 22 aprile 2022, è finalizzato all'acquisizione di prove o elementi di prova nel corso di un procedimento penale".

"Terminata la raccolta delle informazioni richieste - conclude - le risultanze sono state riassunte ed illustrate nella relazione redatta da questa Procura Generale trasmessa in data odierna al Ministro della Giustizia unitamente agli atti ed ai documenti acquisiti, al fine di consentire al Ministro della Giustizia ed al Presidente della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza".

Nordio trasmette la relazione del pg al Quirinale

"Preso atto" della relazione della procura generale di Milano sugli "approfondimenti svolti relativamente alla grazia a Nicole Minetti", il ministero "ha trasmesso gli atti, come richiesto, alla presidenza della Repubblica". E' quanto fa sapere via Arenula con una nota. 

Legali di Minetti, avviato iter per i risarcimenti 

I legali di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani "prendono atto dell'esito delle verifiche condotte dalla Procura Generale di Milano in seguito alla diffusione delle notizie - rivelatesi tutte non vere come accertato dall'Autorità Giudiziaria - da parte de "Il Fatto Quotidiano"". Gli stessi legali in una nota "ribadiscono di avere intrapreso le iniziative giudiziarie per il risarcimento dei danni subiti dai loro assistiti. Oggetto delle prime richieste risarcitorie sono: oltre cinquanta articoli pubblicati anche nelle rispettive edizioni online dalla testata "Il Fatto Quotidiano", nonchè le trasmissioni "E' sempre Cartabianca" andata in onda su Rete 4 in data 28.04.2026 e "Report", trasmessa su Rai 3 il 3.05.2026". La misura del danno, sottolineano gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi, "è principalmente correlata al gravissimo pregiudizio arrecato al minore. I Signori Cipriani e Minetti, attraverso i loro legali, si riservano di intraprendere ulteriori iniziative in ogni competente sede".
Pgi

Allarme specie invasive: pesce scorpione trovato nel mare del Commissario Montalbano

AGI - Pungente e insidioso... come lo stile e un'inchiesta del commissario Montalbano. Il team di ricercatori internazionali del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso ha confermato il primo ritrovamento ufficiale di un esemplare di pesce scorpione occidentale (Pterois miles) nelle acque della provincia di Ragusa.

Originario dell'Oceano Indiano e del Mar Rosso, è stato individuato qualche giorno fa a una profondità di circa venti metri al largo di Punta Secca, borgo marinaro all'ombra del faro immortalato dalla serie Tv con al centro l'accattivante protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri. Come sia finito da queste parti questo predatore formidabile e voracissimo, sarebbe l'oggetto di una indagine... È un fatto che questa specie sia tra i "sorvegliati speciali" ad alta invasività.

La scoperta si deve a Federico Brugaletta, esperto subacqueo ed eccellente collaboratore del museo, già autore lo scorso anno della segnalazione di un'altra specie aliena, il pesce chirurgo (Acanthurus xanthopterus), poi studiata e pubblicata dall'istituzione scientifica comisana. L'avvistamento è stato documentato nell'ambito del progetto di "Citizen Science" promosso dal Museo di Storia naturale, un'iniziativa di scienza partecipata attiva anche quest'anno per coinvolgere i cittadini nel monitoraggio ambientale. Sull'esemplare prelevato saranno ora condotte approfondite analisi morfologiche, genetiche e molecolari, fondamentali per tracciare le linee filogenetiche dell'animale e comprendere le esatte dinamiche di espansione e diffusione di questa specie nel Mediterraneo centrale.

Identikit del pesce scorpione e l'impatto sulla biodiversità

Il pesce scorpione, noto anche come pesce leone, è un pesce osseo appartenente alla famiglia degli Scorfanidi, stretto parente tropicale dei comuni scorfani nostrani. Sotto questa denominazione si celano in realtà due specie del genere Pterois, ovvero Pterois miles e Pterois volitans, morfologicamente molto simili e difficilmente distinguibili. Si tratta di predatori formidabili e voracissimi che popolano i fondali rocciosi costieri e le barriere coralline, rimanendo nascosti di giorno in piccoli anfratti per poi cacciare all'alba e al tramonto, principalmente a danno di piccoli pesci e invertebrati.

La loro introduzione desta forte preoccupazione per via del grave impatto ecologico sulla biodiversità locale e sulle risorse ittiche. Questa specie, infatti, fa parte di altre specie, considerate "sorvegliati speciali" ad alta invasività che stanno colonizzando i nostri mari, insieme al pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), al pesce coniglio scuro (Siganus luridus) e al pesce coniglio striato (Siganus rivulatus), ecc.

La migrazione lessepsiana e la tropicalizzazione del Mediterraneo

La presenza di Pterois miles, ormai stabile nel Mar Ionio, in Sicilia e nel Salento, è una diretta conseguenza della cosiddetta migrazione lessepsiana, detta anche migrazione eritrea. Questo fenomeno prende il nome dal diplomatico francese Ferdinand de Lesseps, promotore del Canale di Suez, l'opera inaugurata nel 1869 che ha messo in comunicazione il Mar Rosso con il Mediterraneo.

Sebbene il flusso migratorio sia iniziato a fine Ottocento, il processo ha subito una drastica accelerazione dopo gli anni 2000 a causa del cambiamento climatico e della progressiva tropicalizzazione del Mediterraneo, che offre alle specie aliene condizioni termiche sempre più favorevoli alla stabilizzazione. Il primo esemplare di questa specie in assoluto nel Mediterraneo fu catturato nel 1991 lungo le coste di Israele, e da allora la specie si è diffusa rapidamente in Turchia, Cipro, Grecia e Italia.

Il pericolo sanitario e i protocolli di primo soccorso

Oltre alle implicazioni ecologiche, il pesce scorpione rappresenta anche un potenziale pericolo sanitario. L'animale è dotato di ben diciotto spine velenose collegate a ghiandole che secernono tossine con effetti neurotossici e coagulanti. Pur essendo un pesce schivo che non attacca l'uomo e punge raramente, la manipolazione accidentale può causare punture estremamente dolorose e sintomi sistemici quali vomito, febbre, alterazioni del ritmo cardiaco e difficoltà respiratorie.

Trattandosi di una tossina termolabile, che si inattiva cioè con il calore, i protocolli medici del Centro Antiveleni dell'Ospedale Niguarda consigliano, in caso di contatto, di immergere immediatamente la parte colpita in acqua molto calda, a una temperatura compatibile con la pelle, per un periodo compreso tra i trenta e i novanta minuti al fine di lenire il dolore. La successiva valutazione medica resta comunque imprescindibile per gestire eventuali complicazioni. I ricercatori invitano i bagnanti e i subacquei a non toccare mai l'animale e a segnalare tempestivamente ogni avvistamento.

Weekend di sangue sulle strade: 40 morti, più della metà motociclisti

AGI - Tra venerdì 29 e domenica 31 maggio sono state 40 le vittime di incidenti sulle strade italiane, numero in netto aumento rispetto al fine settimana precedente quando i decessi erano stati 31. A renderlo noto è l'Asaps, Associazione sostenitori e amici della polizia stradale, ricordando come il bel tempo e il ponte abbiano messo in movimento parecchi milioni di persone: si tratta del record di decessi fra tutti i weekend del 2026.

La vittima più giovane è una bambina di 22 mesi. Tra i morti altri tre minori, uno di 16 anni e due di 17 mentre le vittime più anziane sono due uomini di 83 anni. Ancora altissimo il tributo pagato dai motociclisti con 22 morti nel fine settimana (il 55% del totale), per un totale di 89 motociclisti deceduti nei soli cinque fine settimana di maggio. Tra le vittime anche 5 pedoni e 4 ciclisti.

Incidenti con più vittime

Tre gli incidenti plurimortali con 6 vittime mentre causa di 15 sinistri mortali è stata la fuoriuscita del veicolo senza il coinvolgimento di terzi. Venti gli incidenti mortali avvenuti su strade statali e provinciali. Delle 40 vittime, 16 avevano meno di 35 anni. Sette le vittime nel Lazio, 6 in Emilia-Romagna, 4 in Lombardia, 3 in Campania e Puglia, 2 in Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Sicilia, 1 in Liguria, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna. 

Lite fuori dalla discoteca a Taormina: un’auto tenta di travolgere la folla (VIDEO)

AGI - Una lite per strada davanti a una discoteca, poi un'auto che cerca di travolgere la folla: è accaduto a Taormina, secondo quanto riferisce il sindaco della città siciliana, Cateno De Luca, che ieri in tarda serata sulla propria pagina Facebook ha pubblicato il filmato di quanto è avvenuto "verso le ore 3.15 di stamattina (la notte tra lunedì e martedì, ndr.)".

"Io non posso tollerare — afferma nel post De Luca — questo tentato omicidio nel territorio di Taormina! Ho già inviato il video al Dirigente della Polizia di Stato e della Polizia Municipale di Taormina. Chiederò l'immediata identificazione di tutti coloro che sono ripresi nel video ed il nome di quel pazzo che guidava la macchina".

 

 

Le indagini e l'appello ai testimoni

La polizia ha interrogato diverse persone a partire da ieri sera e fino a questa mattina, ha spiegato oggi in un aggiornamento il sindaco.

"Alcune voci parlano di un giovane ferito, con un trauma cranico — dice — e il video già girava tra i ragazzi prima di arrivare a me. Quando ho visto questo video, il sangue mi è andato in testa. Invito tutti i ragazzi che erano presenti a contattarci al numero di cellulare messo a disposizione. Interrogatori proseguiranno tutta la giornata, siamo sulle tracce di questo balordo che va arrestato".