
La loro scoperta è frutto della “Covid-19 Host Genomics Initiative”, una rete internazionale di oltre 3mila ricercatori in 25 Paesi: a queste regioni è associato un più alto rischio di contrarre l’infezione e della probabilità di sviluppare forme gravi della malattia: “Alcune erano già note per essere coinvolte in malattie infiammatorie, polmonari o autommuni”.
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