
Il clan Cimmino del Vomero gestiva le estorsioni come se fossero gare d'appalto: a un imprenditore aveva imposto 500 euro di pizzo al mese per la distribuzione del ghiaccio, dicendo che c'era un concorrente disposto a subentrare per quella cifra. Era stato poi deciso un forfait da 2.500 euro annuali, con la postila di un adeguamento successivo.
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