Apple, lascia il capo dell’IA John Giannandrea

Rivoluzione nella divisione IA di Apple. John Giannandrea, Senior Vice President per la strategia del machine learning e dell’intelligenza artificiale, lascia Cupertino. Lo ha annunciato la stessa azienda californiana, spiegando che resterà come consulente fino al pensionamento previsto nella primavera 2026. Al suo posto arriva Amar Subramanya, ricercatore dalla lunga esperienza con trascorsi di rilievo in Google, DeepMind e Microsoft. Riporterà direttamente a Craig Federighi, responsabile software di Apple. «Siamo grati a John per il suo ruolo nella creazione e nello sviluppo del nostro lavoro sull’IA che ha aiutato Apple a innovare e arricchire la vita degli utenti», ha spiegato il Ceo Tim Cook. «Siamo lieti di dare il benvenuto ad Amar nel team e portare la sua competenza in azienda».

Apple, lascia il capo dell’IA John Giannandrea
John Giannandrea (da LinkedIn).

Apple, chi è il nuovo capo dell’IA Amar Subramanya

Formatosi alla Bangalore University, in India, e successivamente a Washington, dove ha conseguito un PhD in Filosofia, Amar Subramanya vanta una lunga esperienza nella ricerca informatica. Dopo un breve periodo in IBM come ingegnere software, è passato nel 2005 in Microsoft come Visiting Researcher. Ha in seguito trascorso gran parte della carriera in Google, dove per 16 anni ha ricoperto diversi ruoli tra cui responsabile dell’ingegneria per Gemini Assistant. Nel 2025 è tornato in Microsoft come Corporate Vice President of AI. Al posto di John Giannandrea guiderà i progetti sui foundation model di Apple, la ricerca ML e i processi legati alla sicurezza oltre che alla valutazione dei sistemi di intelligenza artificiale per recuperare il terreno perso rispetto alla concorrenza nel corso degli ultimi anni. «Queste mosse aiuteranno Apple a spingere ancora più in là i confini del possibile», ha precisato l’azienda, che ha parlato di un «nuovo capitolo».

Apple, lascia il capo dell’IA John Giannandrea
Il logo di Apple (Imagoeconomica).

John Giannandrea, sull’addio pesano i ritardi di Siri e IA

Come riporta TechCrunch, sulle dimissioni di Giannandrea pesano soprattutto i problemi di Apple Intelligence sin dal lancio nell’ottobre 2024. Già nei primi mesi, l’IA di Cupertino andò incontro a una serie di malfunzionamenti e controversie che coinvolsero diverse testate giornalistiche. Negativi anche i test dello scorso maggio per Siri: lo stesso Federighi, nel provare il sistema sul suo smartphone prima di dare il via libera, avrebbe riscontrato disservizi in numerose funzioni, vedendosi costretto al rinvio a tempo indeterminato, innescando azioni legali da parte degli acquirenti di iPhone 16 cui era stato promesso un assistente basato sull’IA. A quel punto, secondo Bloomberg, Giannandrea erà già stato messo da parte, perdendo non solo Siri, passato sotto il controllo di Mike Rockwell, sviluppatore di Vision Pro, ma anche la divisione robotica.