Ripartono le trivelle mentre i giovani manifestano per il clima: “Il regalo avvelenato di Cingolani”


Mentre i giovani protestano per salvare il Pianeta, lo stesso giorno, le multinazionali petrolifere riprendono a trivellare. Il termine ultimo per approvare il PITESAI con cui lo Stato avrebbe dovuto selezionare quali trivellazioni e procedimenti amministrativi annessi confermare era il 30 settembre e Roberto Cingolani lo ha fatto scadere. Oggi dice: "Non rilascerò nessun nuovo permesso di ricerca". Ma non può farlo, come ci spiega un professore di diritto costituzionale, Enzo di Salvatore. "Un regalo avvelenato", a detta di Bonelli dei Verdi che non diminuisce i costi delle bollette né arricchisce lo Stato. Un grande bluff, denunciano le associazioni.
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La “voce” dei live club: “Milano senza musica è noiosa, ormai sembra che esista solo il food”


Aumentare la capienza tenendo l'obbligo delle sedie salva gli stadi, i cinema e i teatri, non i live club. All'ennesima notizia della chiusura di un locale, stavolta il Circolo Magnolia di Milano, è ora di chiedersi se una città metropolitana può moltiplicare torri, uffici e ristoranti mentre tutto intorno chiudono i live club e la vita dei quartieri si spegne sotto il falso problema della "sicurezza", anche se è chiaro a tutti che le strade sicure sono quelle dove c'è gente, non le strade buie e deserte. Abbiamo chiesto ad alcuni principali organizzatori di eventi della scena milanese se una città fatta solo di food e skyline non rischi di perdere il proprio carattere.
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Bonelli (Verdi) a Fanpage.it: “Cingolani chiede proposte sul clima a Greta, ma difende i petrolieri”


Il ministro Cingolani? "Ha ansia da prestazione nei confronti dei giovani come a dire “ho vinto io, desolante". Brunetta? "Un uomo dell'Ottocento". Intervista a tutto campo al portavoce dei Europa Verde, Angelo Bonelli, che dice: "In Italia una fetta di industriali non vogliono abbandonare il petrolio e finanziano campagne del terrore contro l'elettrico, ma il modo di non far pagare ai poveri la lotta al clima c'è". E accusa: "La politica derubrica la lotta ambientalista a vezzo radical chic quando sa benissimo che lottare contro il cambiamento climatico significa lottare contro la mafia. Purtroppo in questo Paese la mafia porta ancora voti".
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Cartelloni “scabrosi” a Milano: se la frutta scandalizza siamo messi male, altro che città europea


Eccola, a poche settimane dalle elezioni comunali, la polemica a tema sessuale. Eccola lì, come da copione. Stavolta, più che polemica, incubo. Perché se in un Paese dove la sessualità è sdoganata solo al "Grande Fratello", in una città come Milano, definita fin nel 1881 “Capitale morale” per l'intraprendenza, il senso civico, e la tolleranza dei suoi cittadini, c'è qualcuno che si scandalizza di fronte a uno spicchio di pompelmo, siamo messi male. E forse dobbiamo cambiare "alimentazione" culturale e sessuale, perché questa è indigeribile, fa fare brutti sogni. Incubi, a pensarci bene.
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In Italia le donne lavorano gratis fino al 7 febbraio


Meno assunte e meno pagate nonostante siano più istruite e abbiano voti più alti dei colleghi uomini, anche nelle discipline STEM da cui però si autoescludono perché vittime di stereotipi. Abbiamo analizzato i dati dei più importanti osservatori italiani, europei e mondiali (anche perché i dati dell'Italia sono stati giudicati "poco trasparenti" dall'Ue) e questo è lo stato dell'arte in Italia, Anno Domini 2020.
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I ragazzi tornati oggi a scuola sono la prima cosa bella dopo due anni


Non portano voti, né poteri né soldi, forse è questo che li rende così belli. Perché in mezzo ai tanti dubbi che ancora permangono una cosa è certa, i ragazzi tornati oggi a scuola sono la prima cosa bella dopo due anni. Non solo perché da eterna dimenticata, la scuola è tornata al centro degli sforzi della politica, le madri non dovranno più rinunciare al loro lavoro per via delle scuole chiuse. Sono belli perché settembre avrà sempre l'odore di quaderni nuovi e biro, ed è un miracolo che i ragazzi tornino a sentirlo di persona.
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In Veneto apre un museo con guide in abiti nazisti, ma la Storia non è una carnevalata


A Recoaro (Veneto) hanno inaugurato un museo con guide in abiti nazisti proprio dentro uno dei bunker di Albert Kesselring, comandante supremo delle forze naziste mai pentito che nel 1952 disse che "non aveva proprio nulla da rimproverarsi, ma che, anzi, gli italiani dovevano essergli grati". Una trovata che piace al governatore Luca Zaia ma che presta il fianco al revisionismo storico. Anche nelle fosse Ardeatine c'è un mausoleo, ma nessuno si sogna di travestirsi da martire, partigiano o ebreo. La Storia non è una carnevalata.
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Lo Stato si è indebitato per i sussidi alle imprese, non per il reddito di cittadinanza


È da un anno e mezzo che lo Stato italiano si indebita per salvare le imprese, 56 miliardi solo durante il Governo Conte, senza contare quelli stanziati da Mario Draghi, ma il "metadone di Stato" sarebbe il Reddito di cittadinanza Una manovra imperfetta, per carità, ma che in due anni ha "tolto" allo Stato 12,3 miliardi di euro, briciole paragonate a quello che le imprese hanno preso per fare utili che nulla restituiscono al contribuente. Perché in Italia il Rdc è quella cosa che i ricchi chiamano "demagogia" ma i poveri chiamano "possibilità di mangiare due volte al mese la carne".
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“L’Aids dilaga, 40 su 100 positivi all’HIV”: parlano gli operatori dell’ambulatorio sociale di Castel Volturno


A Castel Volturno l’Aids dilaga ma nessuno sembra accorgersene.  Su 100 persone, 40 sono sieropositive. Qui la mafia nigeriana ha fatto scappare i Casalesi e oggi fa prostituire minorenni per 10 euro a 1 chilometro di distanza dal centro sportivo del Napoli, dove i calciatori guadagnano fino a 10 milioni. Qui è dove migliaia di italiani non trovano pace dal terremoto dell'Irpinia. Ma qui è anche dove l'ong Operatori sanitari nel mondo ha aperto un ambulatorio aperto a tutti: italiani, nigeriani, prostitute, trans. Fanpage si è fatta raccontare dai responsabili dell'ambulatorio, Claudio Scatola e Francesco Perna, le loro storie.
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Niente tampone e personale senza mascherina al pronto soccorso di Messina: “Tranquillo, non serve”


“Tranquillo, la mascherina non serve”.  Sembra incredibile, ma è accaduto in un ospedale, non in un raduno di complottisti no-vax. Siamo a Messina, all’Ospedale Papardo, dove il triage sembra la piazzetta di un bar, il personale sanitario non indossa la mascherina o la tiene sul mento davanti agli occhi increduli dei testimoni. E i pazienti vengono lasciati per ore senza mascherina e senza nemmeno un tampone.
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