Valanga in Alto Adige, 25 scialpinisti coinvolti e 2 morti. Cinque feriti, tre sono gravi

AGI - Due persone sono morte e altre cinque sono rimaste ferite per una valanga in Alto Adige. Tre feriti sono stati ricoverati in gravi condizioni negli ospedali altoatesini. Sono complessivamente 25 gli scialpinisti - di più gruppi - coinvolti ma gran parte di loro è stata solo sfiorata. 

La valanga è caduta sulla 'Hohe Ferse' (Tallone Grande), montagna tra Val Ridanna e la Val di Racines. Lo riferisce l'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige. La slavina si è staccata a 2.445 metri. Impegnati circa 80 soccorritori e cinque gli elicotteri impiegati, i tre Pelikan altoatesini, eliambulanza Aiut Alpin Dolomites ed Heli C1 di Innsbruck. In quella zona oggi il pericolo valanghe era 'moderato' di grado 2 su una scala che va da 0 a 5. 

 

 

Il distacco

Il distacco della valanga è avvenuto circa alle ore 11.30 sulla 'Hohe Ferse' (Tallone Grande), montagna di 2.669 metri sul crinale tra la val Ridanna e la val di Racines (Flading-Vallettina). Massiccio l'intervento da parte degli uomini del Soccorso alpino ma anche delle forze dell'ordine. Nel frattempo sono stati allertati gli ospedali della zona, Vipiteno ma soprattutto Bressanone, Merano e Bolzano. Allertato anche il centro operativo di Innsbruck in Austria. 

Chi sono le vittime

Sono Martin Parigger, 62 anni, altoatesino della Val Ridanna, guida alpina di un gruppo di scialpinisti austriaci, e Alexander Froetscher, 56 anni, originario anche lui Ridanna, ma residente in Austria, le vittime della valanga di grandi dimensioni caduta questa mattina alle ore 11.39 sulla Cima d'Incendio (Zunderspitz), non distante dal Tallone Grande, in Val Ridanna in Alto Adige. 

Tra i feriti gravi ci sono una donna di 26 anni di Brescia, elitrasportata alla Clinica universitaria di Innsbruck, un escursionista tedesco e uno austriaco. Due feriti lievi sono cittadini tedeschi.

 

Incidenti stradali: a Roma muore un 17enne, a Milano due ventenni

AGI - Incidente stradale all'alba a Milano dove nello schianto tra un taxi e una moto sono morti una ragazza e un ragazzo di 20 e 23 anni. Sempre nella notte a Roma un 17enne è deceduto dopo che la microcar che guidava si è scontrata con una vettura. 

Incidente stradale a Milano: morti due giovani 

Incidente stradale all'alba a Milano. Nello schianto tra una moto e un taxi questa mattina alle 4 sono morti due giovani. Una ragazza di 20 anni e un ragazzo di 23 anni sono morti dopo che la motocicletta a bordo della quale viaggiavano si è scontrata in viale Mugello con un taxi  guidata da un uomo di 61 anni, rimasto ferito in modo non grave.

La dinamica 

Sul posto, oltre ai soccorritori del 118 e i vigili del fuoco, anche gli agenti della Polizia locale per ricostruire la dinamica e le responsabilità dell'incidente stradale.

I due giovani morti sul colpo dopo un violento urto con un taxi erano in sella a una moto Kawasaki.
Dalla prima ricostruzione della polizia locale il guidatore della moto sarebbe passato con il rosso in viale Campania mentre da corso XXII marzo arrivava un taxi. Il tassista di 61 anni non è riuscito a evitare l’impatto.

Incidente stradale a Roma, deceduto un 17enne 

Le pattuglie della polizia locale di Roma Capitale sono intervenute all’altezza del chilometro 12.600 di via Cristoforo Colombo, nella carreggiata centrale con direzione Ostia, dove poco prima delle ore 2 di stanotte si è verificato un grave incidente stradale tra una Toyota Yaris e una microcar Ligier.

Deceduto sul posto il conducente della Ligier, un ragazzo italiano di 17 anni, mentre il passeggero è stato condotto in ospedale per le cure mediche del caso. Ferito l’uomo alla guida dell’autovettura, un 53enne italiano, trasportato presso l’ospedale San Camillo, dove è stato sottoposto anche agli accertamenti di rito.

Dopo l'incidente sono stati sequestrati i due veicoli 

Entrambi i veicoli coinvolti sono stati sequestrati dagli agenti del IX Gruppo Eur, tuttora impegnati a ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto.

Forti scosse di terremoto in Sicilia, paura a Messina e Palermo

AGI - Due scosse di terremoto avvertite chiaramente a Messina e Palermo a pochi minuti di distanza con epicentro in entrambi i casi nel Mar Tirreno meridionale di fronte a Messina.

La scossa delle 2:46 di magnitudo 4.6 è avvenuta a una profondità di 29 km. Quella delle 2:49, di magnitudo 4.3, è avvenuta nella zona delle Isole Eolie (Messina) a una profondità di 11 km.

Le scosse successive

Dopo le forti scosse di terremoto con epicentro il Mar Tirreno meridionale tra Messina e Palermo, di magnitudo 4.6 e 4.3, prosegue lo sciame sismico: una scossa di 3.0 si è avvertita nel Mar Tirreno meridionale alle 2:53 a una profondità di 11 km. Altre nove invece alle Isole Eolie tra le 2:55 e le 3:32 di magnitudo 2.7 (profondità 17 km), 2.9 (27 km), 2.22.1, 2.1, 2.6, 2.0, 2.8 (10 km) e 2.7 (16 km).ù

Tanta paura ma nessun danno di rilievo

Lo sciame sismico prosegue ancora, sempre con epicentro le isole Eolie. A parte tanta paura per il terremoto che ha svegliato gli abitanti della costa settentrionale della Sicilia tra Palermo e Messina, non si registrano danni a cose o persone. 

Due anarchici morti nell’esplosione di un casolare a Roma. Forse stavano maneggiando un ordigno

AGI - I vigili del fuoco del Comando di Roma sono intervenuti nel Parco degli Acquedotti, zona Capannelle, per il crollo di un casolare abbandonato, utilizzato a volte come riparo da senza fissa dimora: rinvenuti i corpi privi di vita di due persone, un uomo e una donna. Sono in corso operazioni per escludere l'eventuale presenza di ulteriori persone coinvolte, anche con unità cinofile e Usar per la ricerca e soccorso tra le macerie. 

Le due vittime sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi legati al 'gruppo Cospito'. Non si esclude che le vittime del crollo stessero maneggiando un ordigno. Questa è una delle ipotesi al vaglio della polizia coordinata dalla procura di Roma.

Non è neanche escluso che tra gli obiettivi potessero esserci la ferrovia, poco distante dal 'Casale del Sellaretto', dove si è verificata l'esplosione, e qualche sede del gruppo Leonardo. E ancora: altre ipotesi legano l'episodio a un possibile rilancio della campagna a sostegno dell'anarchico Alfredo Cospito, che a maggio terminerà il regime di detenzione al 41 bis, e alla grande manifestazione pro-Pal prevista nel prossimo fine settimana. La procura, al momento, ha aperto un fascicolo senza indagati. 

Dopo l'esplosione nel parco degli Acquedotti di Roma sabato 21 marzo, alle ore 12 al Viminale è stato convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (C.a.s.a). Il Comitato è presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. 

Tajani, clima di tensione

"C'è un clima di tensione che anarchici e militanti di estrema sinistra vogliono mantenere" ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 commentando quanto accaduto oggi a Roma. "Tutto lascia pensare alla preparazione di un attentato. Di che tipo ancora non si sa, dobbiamo restare con la guardia alta ed insistere sulla prevenzione". 

“L’autista del tram deragliato a Milano era al telefono poco prima dello schianto”

AGI - L'autista alla guida del tram 9 deragliato a Milano il 27 febbraio scorso sarebbe stato al telefono fino a dodici secondi prima che il mezzo andasse a schiantarsi contro un palazzo. La conversazione con un collega sarebbe durata 3 minuti e 40 secondi.

E' quanto emerge, secondo quanto anticipato da alcuni quotidiani, dalle indagini svolte dalla Polizia Locale nell'ambito dell'inchiesta della Procura. Più certezze si avranno quando sarà aperta la scatola nera.

I legali dell'autista del tram: "Non era al telefono" 

Secondo gli avvocati Mirko Mazzali e Benedetto Tusa la telefonata si sarebbe interrotta almeno un minuto e mezzo prima dello schianto. "La notizia non c'è - commenta all'AGI Mazzali -. Dodici secondi, e a noi in realtà risulta che sono di più, rappresentano un tempo lungo e comunque nel momento dell'incidente non era al telefono".

Le accuse per l'autista del tram 

Il macchinista è indagato per omicidio e lesioni colpose e ha sostenuto di avere perso il controllo del tram a causa di un malore. Nell'incidente persero la vita Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky e rimasero ferite una cinquantina di persone.

La Procura: "il deragliamento causato dalla velocità elevata" 

Secondo la procura, l'autista procedeva a "velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura, che si schiantava contro l'edificio posto all'angolo fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, cagionando un disastro ferroviario".

Il capo di imputazione per l'autista del tram

Nel capo d'imputazione si legge che l'autista del tram "ometteva di regolare adeguatamente la velocità del mezzo condotto mentre si trovava in prossimità di una fermata e dell'intersezione stradale fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto" e con "negligenzaimprudenza e imperizia non si avvedeva che lo scambio ferroviario presente appena prima dell'intersezione citata era azionato in direzione 'sinistra' e ometteva di azionare il citato scambio in direzione 'diritto' e svoltava a sinistra a velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura, che si schiantava contro l'edificio posto all'angolo fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, cagionando un disastro ferroviario".

 

Rogo della Torre del Moro, condannate 9 persone

AGI - Il Tribunale di Milano ha condannato nove imputati a pene tra gli otto mesi e i tre anni nel processo per disastro colposo relativo al rogo della Torre del Moro, il grattacielo di 18 piani che il 29 agosto 2021 prese fuoco. Non ci furono nè vittime nè feriti.

Quattro imputati sono stati assolti per non avere commesso il fatto. La pm Marina Petruzzella aveva chiesto condanne ben più severe alla giudice Amelia Managò fino a otto anni di reclusione. "Quello che conta è l'affermazione della responsabilità, l'entità della pena è importante ma secondaria" ha detto la rappresentante dell'accusa dopo la lettura del verdetto.

 

 

L'incendio non causò vittime anche perchè, molti residenti erano fuori città per le vacanze estive. Al centro dell'accusa c'era il rivestimento esterno 'a vela'. Le fiamme si sarebbero propagate in modo rapidissimo a causa dell'impiego di pannelli ritenuti "altamente infiammabili". 

Nel dettaglio delle condanne, la giudice ha inflitto 3 anni a Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante di Alucoil, che produsse i pannelli del rivestimento 'a vela della Torre, e a Francisco Churruca Ybbarra, export manager della società spagnola. Condannato a 2 anni e 6 mesi a Ettore Zambonini, legale rappresentante dell'omonima azienda, che si occupò dei lavori della facciata della Torre. Stessa pena a 2 anni e 6 mesi per Giordano Cantori, l'imprenditore che si occupava della commercializzazione dei pannelli in Italia. Gli assolti sono Alberto Moro della Moro Costruzioni, general contractor dell'opera, e 3 dipendenti della Zambonini spa.

 

Le dieci regole per non rovinare il barbecue di Pasquetta

AGI – Si avvicina la Pasquetta, spunta il primo sole e immediatamente scatta il piano barbecue. Ma preparare una buona grigliata non è facile come sembra. La differenza tra un piatto memorabile e una epic-fail spesso si gioca su dettagli apparentemente minuscoli, spiega Giovanni Baratta, socio di Joe Bastianich e tra i protagonisti della nuova generazione di pit master (esperto nella cottura barbecue) italiani, presente a BBQ Expo (11 - 14 aprile a Fiere di Parma, in contemporanea con Butcher Show). Baratta mette, così, in fila dieci errori che possono rovinare un barbecue prima ancora che inizi. La prima regola da non dimenticare è che il barbecue non perdona la fretta.

Il decalogo: dieci errori da evitare nel barbecue

  • Non far riposare la carne dopo la cottura: Il riposo è fondamentale per permettere al collagene di trasformarsi correttamente in gelatina e redistribuire i succhi all’interno della carne.
  • Aprire continuamente il forno o lo smoker: “If you are looking, you are not cooking”: controllare troppo spesso altera temperatura e umidità.
  • Non mantenere costanza termica durante lo stallo: La fase tra i 65° e i 75° C è cruciale: sbalzi di temperatura possono compromettere la cottura lenta.
  • Sbagliare il verso di taglio della carne: Il taglio è un’arte: negli Stati Uniti la figura del “cutter” può essere pagata anche più del pit master.
  • Usare legna con fumo sporco: Il fumo deve essere bianco e pulito. Se è grigio o nero significa che la combustione non è corretta.
  • Applicare il glaze troppo presto: Mettere la glassa in anticipo può generare un gusto amaro e una superficie bruciata.
  • Strizzare la carne per fare scena: Una pratica diffusa nei video social, ma devastante per la succosità reale della carne.
  • Buttare i ritagli del trimming: Il barbecue nasce come cucina di recupero: i ritagli sono parte integrante della lavorazione.
  • Sbagliare la materia prima: Per un brisket di livello serve carne con adeguato grasso intramuscolare: l’Angus resta uno standard di riferimento.
  • Confondere il “fall off the bone” con la perfezione: Nella costina americana l’osso non deve sfilarsi completamente: la carne deve restare ancorata ma morbida.

Allarme epatite A in Campania, 51 ricoveri. I sintomi e come avviene il contagio

AGI – Boom di casi di epatite A in Campania, dove ad oggi si contano 150 casi dall'inizio dell’anno. Il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha firmato un'ordinanza per fronteggiare l'incremento dei casi. Il provvedimento si è reso necessario a seguito della nota del Dipartimento di Prevenzione, che ha rilevato una diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all'ultimo triennio. Un paziente, un uomo di 46 anni, verrà trasferito all'ospedale Cardarelli perché necessita di trapianto. Per il momento, la tesi più accreditata è che l'epidemia tragga origine probabilmente dal consumo di frutti di mare e pesce crudo. Da qui l'appello a vaccinarsi, specie se nel nucleo familiare c'è già un caso.

La Regione Campania sta monitorando l'aumento dei casi e ha disposto un rafforzamento dei controlli sulla filiera dei molluschi bivalvi. L'ordinanza del comune di Napoli introduce il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi presso tutti gli esercizi pubblici, inclusi i locali di vicinato con consumo sul posto e le attività di produzione per consumo immediato. E raccomanda alla cittadinanza di non consumare frutti di mare crudi nemmeno a casa.

Sono 51 le persone ricoverate

"Al momento nei reparti abbiamo 51 persone ricoverate per epatite A, mentre nel pronto soccorso stamattina ce ne sono nove". A rendere noti i numeri aggiornati è il responsabile del pronto soccorso infettivologico e pneumologico dell'ospedale Cotugno di Napoli, Raffaele Di Sarno, nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto. Si tratta di casi accertati di epatite A, evidenziata dopo gli screening. "Hanno un'età media compresa fra i 30 e i 40 anni e stanno tutti bene - assicura - al momento sono casi di epatite non complicati, quindi non destano preoccupazioni". Di Sarno chiarisce che, in questo momento, "non si può parlare di epidemia, nel senso che dopo Natale, per il consumo di mitili e per le consuetudini alimentari che abbiamo, ci aspettiamo sempre un'impennata di casi di epatite A - aggiunge - questa volta però ci ha sorpresi, quindi siamo arrivati ad avere dei numeri che sono superiori alla norma, ma non parliamo di epidemia assolutamente". 

Ma quanto è pericolosa l’epatite A e quali sono i sintomi?

Secondo quanto riporta l’Istituto Superiore di Sanità, il virus responsabile dell’epatite A (Hav) è un picornavirus classificato come prototipo del nuovo genere degli Hepatovirus. La malattia ha un periodo di incubazione che va da 15 a 50 giorni e un decorso generalmente autolimitante e benigno. Sono pure frequenti le forme asintomatiche, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini.

Sintomi e gravità dell'epatite A

Tuttavia, a volte si possono avere forme più gravi con decorso protratto e anche forme fulminanti rapidamente fatali. La malattia è letale in una percentuale di casi che si attesta fra lo 0,1% e lo 0,3%, ma può arrivare fino all’1,8% negli adulti sopra ai 50 anni. In genere la malattia, che dura 1-2 settimane, si manifesta con febbre, malessere, nausea, dolori addominali e ittero, accompagnati da elevazioni delle transaminasi e della bilirubina. Una quota delle infezioni, specialmente se contratte in giovane età, rimane asintomatica. I pazienti guariscono completamente senza mai cronicizzare; pertanto, non esiste lo stato di portatore cronico del virus A, né nel sangue, né nelle feci.

Come si trasmette l'epatite A

La trasmissione avviene per via oro-fecale. Il virus è presente nelle feci 7-10 giorni prima dell’esordio dei sintomi e fino a una settimana dopo, mentre è presente nel sangue solo per pochi giorni. In genere il contagio avviene per contatto diretto da persona a persona o attraverso il consumo di acqua o di alcuni cibi crudi (o non cotti a sufficienza), soprattutto molluschi, allevati in acque contaminate da scarichi fognari contenenti il virus. Solo raramente sono stati osservati casi di contagio per trasfusioni di sangue o prodotti derivati.

L'incidenza

L’epatite A è diffusa in tutto il mondo sia in forma sporadica, sia epidemica. Nei Paesi in via di sviluppo con scarse condizioni igienico-sanitarie, l’infezione si trasmette rapidamente tra i bambini, nei quali la malattia è spesso asintomatica, mentre molti adulti risultano già immuni alla malattia. Nei Paesi più avanzati, invece, si è assistito negli ultimi anni all’aumento della proporzione di casi sintomatici poiché, in migliori condizioni igienico-sanitarie raramente bambini e giovani adulti vengano a contatto con il virus e di conseguenza aumenta l’età media dei casi.

Vaccinazione e soggetti a rischio

In Italia sono disponibili due diversi vaccini che forniscono una protezione dall’infezione già dopo 14-21 giorni. La vaccinazione è raccomandata nei soggetti a rischio, fra cui coloro che viaggiano in Paesi dove l’epatite A è endemica, per coloro che lavorano in ambienti a contatto con il virus, i tossicodipendenti, e i contatti familiari di soggetti con epatite acuta A.

Prevenzione 

La vaccinazione è raccomandata anche per coloro che sono affetti da malattie epatiche croniche, in quanto la letalità in questi soggetti è maggiore. Molto importanti sono pure le norme igieniche generali per la prevenzione delle infezioni oro-fecali (igiene personale, lavaggio e cottura delle verdure, molluschi ecc.) e il controllo della coltivazione e della commercializzazione dei frutti di mare.

Crosetto: “Rischio di terrorismo dalle cellule dormienti iraniane”

AGI - Attacchi diretti all'Italia dall'Iran o da suoi proxies come Hezbollah in questo momento non vengono presi in considerazione. Il problema invece per il nostro Paese e per tutti quelli che non partecipano al conflitto è il terrorismo. Si calcola che in tutto il mondo ci siano centinaia di cellule dormienti iraniane, persone che sembrano normali ma che sono attivabili in qualsiasi momento per compiere atti di terrorismo anche sacrificando loro stesse. E questo da anni". Lo ha detto a Rtl 102.5 il ministro della Difesa Guido Crosetto.

"Ho l'impressione che questa crisi non finirà nelle prossime settimane, il problema è che non acceleri e diventi più grande", ha commentato il ministro della Difesa. "La situazione è molto difficile e complessa - ha spiegato il ministro - perché gli Stati Uniti avevano l'idea che bastasse decapitare il regime di Teheran per avere condizioni che portassero a un cambio della leadership iraniana, mentre si stanno rendendo conto che la reazione preordinata iraniana è quella di scatenare il caos". 

“Non cedere al ricatto iraniano su Hormuz"

Ieri in una intervista al Foglio, Crosetto ha spiegato la posizione dell'Italia nella guerra in Medio Oriente. "Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano. La risposta non può però essere solitaria ed episodica o parziale: deve essere larga, credibile, condivisa, coinvolgendo il maggior numero possibile di Paesi del mondo".

"L'Italia non ha alcuna intenzione di disimpegnarsi dalla difesa del diritto di passaggio a Hormuz - ha aggiunto Crosetto - perché da quel tratto di mare passa una parte decisiva della nostra sicurezza, della nostra economia. Non solo gli interessi italiani o europei ma di tutto l'Indo-Pacifico e, per l'effetto domino sui prezzi dell'energia, di tutto il mondo".

 

In Italia 3.560 bambini sono morti d’incidente stradale in 30 anni

AGI - La sicurezza dei bambini sulle strade italiane non è ancora garantita. È l'allarme lanciato dall'Asaps con il suo primo Rapporto sugli incidenti stradali con minori di 14 anni (1991-2024) e con il nuovo report "Incidenti ai bambini 2025". L'analisi storica elaborata dall'Ufficio Studi dell'Associazione sostenitori e amici della polizia stradale mostra un dato impressionante: dal 1991 al 2024 hanno perso la vita sulle strade italiane 3.560 bambini, "un numero pari alla popolazione di un intero paese abitato solo da minori". Gli anni più tragici - 1991 (237 vittime), 1994 (208) e 1992 (193) - raccontano un'Italia che allora non aveva ancora imboccato la strada della prevenzione. Il 2021, complice la pandemia, resta l'anno con meno vittime (28), "ma il calo complessivo degli ultimi anni è ancora troppo lento". Nel 2024, secondo i dati Istat, erano morti 29 bambini e 9.799 erano rimasti feriti. Nel 2025, l'Osservatorio Asaps registra nuovamente 29 vittime, cinque in meno rispetto alle 34 rilevate dall'Osservatorio l'anno precedente.

Le vittime per fascia di età

La fascia d'età 0-5 anni continua a essere la più vulnerabile: nel 2025 si contano 13 vittime, quasi la metà del totale. Ancora più drammatico è il dato relativo ai bambini trasportati in auto: 18 dei 29 decessi del 2025 riguardano piccoli passeggeri. In diversi casi si è verificata l'espulsione dall'abitacolo, segnale inequivocabile del mancato uso dei sistemi di ritenuta. L'anno passato 17 decessi sono avvenuti su strade extraurbane, 8 in ambito urbano, 3 in autostrada e uno in aree agricole o cortili. Preoccupano anche gli incidenti nel tragitto casa-scuola-casa (69 nel 2025) e gli incidenti che hanno coinvolto scuolabus, più che raddoppiati rispetto all'anno precedente (16 contro 7).

L'osservatorio Asaps e la cultura della prevenzione

Asaps, insieme con Assogiocattoli, ha deciso di attivare un Osservatorio permanente dedicato alla sicurezza dei più piccoli, con l'obiettivo di "monitorare i dati, analizzare le criticità e promuovere una cultura della prevenzione che coinvolga famiglie, istituzioni e forze dell'ordine". "Ogni volta che un bambino perde la vita sulla strada, il responsabile è un adulto - spiega Giordano Biserni, presidente Asaps - Dietro ogni numero c'è una tragedia evitabile. La collaborazione con Assogiocattoli ci permette di unire competenze e forze per diffondere una vera educazione alla sicurezza, ricordando che la tutela dei più indifesi inizia dal preciso istante in cui salgono in auto".