Su Alitalia De Micheli apre al controllo straniero

Un investitore europeo ha detto la ministra, non può essere escluso. Provenzano: «Il compito del commissario è rimetterla sul mercato». Il 13 dicembre 24 ore di sciopero del comparto.

Ventiquattrore di sciopero per alzare la voce sulla situazione di Alitalia e di tutto il trasporto aereo. L’arrivo del neo commissario dell’ex compagnia di bandiera Giuseppe Leogrande, per il quale si attende ancora l’ufficializzazione della nomina, e la prospettiva non esclusa da Paola De Micheli di un futuro passaggio sotto il controllo straniero in mano a un vettore europeo (come sarebbe quindi Lufthansa), non fermano i sindacati che tornano a scegliere la strada della protesta per dire no a tagli sul lavoro e al rischio spezzatino. E per chiedere che la vertenza, dopo oltre due anni e 7 mesi di amministrazione straordinaria e 1,3 miliardi di euro di soldi pubblici, trovi finalmente una soluzione. «Per Alitalia rigettiamo ogni ipotesi di spezzatino, chiediamo un piano industriale di vero rilancio che garantisca investimenti e crescita, senza sacrifici sul fronte del lavoro», afferma la Filt Cgil. Cui fa eco la Uiltrasporti: «Lo sciopero è per affermare che rigettiamo qualsiasi ipotesi di smembramento e di taglio del numero dei dipendenti e che non c’è più tempo da perdere. Ora è tempo di agire»

UNA RIFORMA CONTRO IL DUMPING CONTRATTUALE

La protesta, indetta unitariamente dalle sigle di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl (che dalle 10 saranno anche in presidio a Fiumicino, Linate e Malpensa), scatterà a mezzanotte e interesserà piloti, assistenti di volo e personale di terra di Alitalia e Air Italy, nel rispetto delle fasce di garanzia 7-10 e 18-21. Dietro lo sciopero, oltre alle crisi delle due compagnie, la richiesta di una riforma del comparto che intervenga nella concorrenza tra imprese del settore, di norme specifiche contro il dumping contrattuale e del finanziamento strutturale del Fondo di Solidarietà di settore, in scadenza a fine anno e che integra gli ammortizzatori sociali. Altri scioperi di 24 ore del personale Alitalia sono indetti per domani anche da Anpac, Anpav e Anp e dall’Usb lavoro privato. E la compagnia per contenere i disagi ha già cancellato 315 voli, sia nazionali che internazionali, nella giornata di domani, annullato un’altra quarantina di collegamenti nella serata di oggi e nella prima mattinata di sabato, e attivato un piano straordinario per riprenotare i viaggiatori coinvolti (la metà dei passeggeri dovrebbe riuscire a viaggiare nella stessa giornata di domani).

«COMPITO DEL COMMISSARIO È RIMETTERLA SUL MERCATO»

Intanto, nell’attesa che Leogrande si insedi in azienda (manca ancora il decreto di nomina del Mise), un piccolo passo avanti lo fa la ministra dei Trasporti. Sollecitata a Porta a Porta sull’interesse di Lufthansa, De Micheli spiega, pur con estrema prudenza, che un eventuale controllo straniero, “ovviamente europeo”, della compagnia non può essere escluso. «Un’Alitalia rigenerata farà gola a tanti», ha assicurato. Il lavoro durerà sei sette mesi, ha aggiunto, ma qualcosa in più emergerà forse già nell’incontro di martedì al Ministero dello sviluppo tra il ministro Patuanelli e i sindacati. Un tavolo necessario per capire dal Governo come si muoverà il neo commissario chiamato ad avviare un piano di “efficientamento e riorganizzazione” e a preparare il nuovo bando di vendita. “Confidiamo che Patuanelli inverta la tendenza e crei le condizioni” che portino ad un rilancio, chiede la Fit Cisl. Dal Governo risponde il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano: «Il compito del commissario è rimetterla sul mercato». Sempre il 17 partirà anche il confronto tra azienda e sindacati sulla nuova procedura di cigs aperta dagli ex commissari: la richiesta è di una una nuova cassa per 1.180 lavoratori fino al 23 maggio 2020 e le parti hanno tempo fino al 31 dicembre per trovare un’intesa.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Dalla banca popolare di Bari azione di responsabilità contro gli ex vertici

Nel mirino l'ex amministratore delegato, Giorgio Papa, e due ex dirigenti, l'ex responsabile della direzione crediti, Nicola Loperfido, e l'ex condirettore generale, Gianluca Jacobini, figlio dell'ex presidente Marco Jacobini.

Il consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Bari ha avviato le procedure per una azione di responsabilità nei confronti dell’ex amministratore delegato e di ex dirigenti dell’Istituto di Credito. Sono l’ex amministratore delegato, Giorgio Papa, e due ex dirigenti, l’ex responsabile della direzione crediti, Nicola Loperfido, e l’ex condirettore generale, Gianluca Jacobini, figlio dell’ex presidente Marco Jacobini, i soggetti contro cui il cda della Banca Popolare di Bari ha deliberato di procedere con l’azione di responsabilità. La procedura dovrà essere deliberata dall’assemblea della Banca che verrà convocata nei prossimi mesi.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Sorgente Sein, parte il piano per diventare un big dei biocarburanti

Il progetto della società del gruppo di Valter Mainetti prevede investimenti per 3 miliardi al fine di realizzare impianti tra l’Italia e gli Usa. Lo farà con la collaborazione di Saipem.

Un maxi piano da 3 miliardi di investimenti nel triennio 2020-2022 per la produzione di biocarburanti. È il progetto di Sorgente Sein, società per l’energia e le infrastrutture che fa capo a Sorgente Group, di Valter Mainetti. Un nuovo filone di business, che si affianca a quello tradizionale del gruppo focalizzato sul mercato immobiliare. «Il nostro obiettivo era diversificare il portafoglio», spiega a Lettera43 Carlo Petagna, amministratore delegato di Sorgente Sein, «perché il mercato immobiliare oggi ha meno prospettive rispetto al passato, gli investimenti si concentrano soprattutto a Milano e, in misura minore, a Roma. Mentre il business dei biocarburanti è più democratico, si può fare in Puglia come in Lombardia, e utilizza scarti di produzione agricola per fare il biometano. Da cui peraltro si può creare anche un fertilizzante biologico. Non si butta via niente, insomma, e così facendo si crea un perfetto modello di economia circolare».

UN PROGETTO TRA ITALIA E USA CON SAIPEM

Nei piani si parla di realizzare una sessantina di impianti di produzione in Italia e si vuole fare almeno altrettanto negli Stati Uniti. Per farlo il gruppo Sorgente si è affidato a Saipem, con la quale ha stretto una partnership: «Per noi l’accordo con Saipem è un punto di partenza importante per dare credibilità alla nostra iniziativa», continua Petagna, «La nostra collaborazione si basa, da un lato, sulle nostre competenze sul lato della finanza e sulla la nostra credibilità sul mercato statunitense, e dall’altra sull’esperienza di ingegneria applicata che può offrire un colosso come Saipem».

BIOCARBURANTI: UN BUSINESS IN PIENO SVILUPPO

L’iniziativa, se da una lato può avere risvolti ambientali positivi con la produzione di energia pulita, dall’altra s’incanala in un trend di mercato attraente come quello della sostenibilità. «Questo tipo d’investimenti è in grado di offrire rendimenti a doppia cifra: anche del 10, 12, 13%», ne è convinto Petagna, «più alti di molti altri prodotti sul mercato e migliore di quello che può offrire il mercato immobiliare. Per di più, quello dei biocarburanti, si tratta di un comparto anticiclico, che offre rischi contenuti ed è poco soggetto a fluttuazioni. A nostro modo di vedere, nel contesto attuale, si sta delineando un’opportunità d’investimento che ritengo più appetibile anche del fotovoltaico. Quest’ultimo infatti offre buoni rendimenti, ma soprattutto all’estero perché in Italia ci sono pochi incentivi e il mercato è saturo».

RISVOLTI LAVORATIVI SULL’ECONOMIA DEL SUD

Il biometano viene prodotto partendo dagli scarti agricoli, che sono prodotti in buona parte dal Sud Italia. E, qualora il business si sviluppasse come nei progetti di Sorgente Sein, si potrebbero avere delle buone ricadute economiche su un’area del Paese che ne ha parecchio bisogno: «È proprio così», conclude Petagna, «per i produttori agricoli potrebbe tramutarsi in una miniera d’oro. Anche perché saprebbero dove collocare e valorizzare i loro scarti di produzione, i rifiuti organici o i prodotti rimasti invenduti. Per il sud potrebbe rivelarsi una bella operazione di micro-economia. Tant’è che stiamo guardando per ottenere la maggior parte delle autorizzazioni al centro-sud. Infatti, di una sessantina di impianti che vorremmo realizzare in Italia, l’80% sarà dislocato tra centro e sud della penisola e altri 15-20 saranno invece al centro-nord».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Si spegne l’Altoforno 2 dell’Ilva: 3.500 in cassa integrazione

Dopo la decisione dei giudici di Taranto, ArcelorMittal ha comunicato ai sindacati l'avvio della Cig straordinaria.

«L’azienda ha informato le organizzazioni sindacali che, in seguito al rigetto dell’istanza avanzata dai Commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria di proroga allo spegnimento dell’Altoforno 2, a breve invieranno alle stesse l’avvio della procedura di cassa integrazione straordinaria per 3.500 unità», ha annunciato la Fim Cisl Taranto-Brindisi, precisando che «nelle 3.500 unità sono compresi 1.273 che sarebbero stati collocati in Cigo».

I COMMISSARI STRAORDINARI VALUTANO IL RICORSO IN APPELLO

I commissari straordinari dell’Ilva in As stanno valutando il ricorso al Tribunale dell’appello contro la decisione del giudice Francesco Maccagnano, che ieri ha respinto l’istanza di proroga della facoltà d’uso che scadrà venerdì 13 dicembre. L’impianto fu sequestrato nel giugno del 2015 dopo l’incidente sul lavoro costato la cita all’operaio Alessandro Morricella, investito da una fiammata mista a ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’Altoforno 2.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Si spegne l’Altoforno 2 dell’Ilva: 3.500 in cassa integrazione

Dopo la decisione dei giudici di Taranto, ArcelorMittal ha comunicato ai sindacati l'avvio della Cig straordinaria.

«L’azienda ha informato le organizzazioni sindacali che, in seguito al rigetto dell’istanza avanzata dai Commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria di proroga allo spegnimento dell’Altoforno 2, a breve invieranno alle stesse l’avvio della procedura di cassa integrazione straordinaria per 3.500 unità», ha annunciato la Fim Cisl Taranto-Brindisi, precisando che «nelle 3.500 unità sono compresi 1.273 che sarebbero stati collocati in Cigo».

I COMMISSARI STRAORDINARI VALUTANO IL RICORSO IN APPELLO

I commissari straordinari dell’Ilva in As stanno valutando il ricorso al Tribunale dell’appello contro la decisione del giudice Francesco Maccagnano, che ieri ha respinto l’istanza di proroga della facoltà d’uso che scadrà venerdì 13 dicembre. L’impianto fu sequestrato nel giugno del 2015 dopo l’incidente sul lavoro costato la cita all’operaio Alessandro Morricella, investito da una fiammata mista a ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’Altoforno 2.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Safilo taglia 700 posti su 2.600: nel nuovo piano via un lavoratore su quattro

La ristrutturazione legata alla fine delle licenze del lusso Lvmh, inclusa quella con Dior. Aperto un tavolo negoziale coi sindacati.

Un piano industriale ‘lacrime e sangue’ con 700 dei 2.600 dipendenti in Italia dichiarati in esubero. In pratica quasi un lavoratore su quattro. Safilo, il gruppo di occhialeria fondato nel 1934 da Guglielmo Tabacchi e dal 2009 controllato dal fondo olandese Hal, ha comunicato il suo nuovo piano quinquennale, che fa leva su una profonda trasformazione digitale e su un drammatico ridimensionamento delle attività italiane.

EFFETTO DELLO STOP A LICENZE DI LVMH

La fine “delle licenze del lusso Lvmh“, inclusa quella con Dior, rende “necessario” un “piano di riorganizzazione e ristrutturazione industriale” con “conseguente riallineamento delle proprie strutture” al “nuovo scenario produttivo che l’azienda si troverà presto a dover gestire”. Dopo il 2021 Safilo, che ha circa 6.700 dipendenti a livello globale, perderà infatti circa 200 milioni di ricavi legati alle licenze con il colosso del lusso francese, che produrrà direttamente i suoi occhiali attraverso The’lios, la joint-venture con Marcolin.

APERTO UN TAVOLO NEGOZIALE CON I SINDACATI

Safilo, che accumula ininterrottamente perdite dal 2015, ha subito «aperto un tavolo negoziale» con i sindacati «al fine di individuare tutti gli ammortizzatori sociali disponibili per limitare gli impatti» sui dipendenti. «Nonostante il tentativo di far emergere soluzioni alternative» il piano ha «un impatto su un numero significativo di persone» ha ammesso l’ad Angelo Trocchia, impegnandosi a cercare le soluzioni “migliori” e più «responsabili» per i lavoratori.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

I nuovi emendamenti alla manovra in commissione Bilancio la Senato

Nuova giornata di voti a Palazzo Madama. Più fondi per la violenza contro le donne, via libera a monopattini elettrici e più poteri alla Consob. Le novità.

Nuova giornata campale per la manovra. Alle 9 del 10 dicembre la commissione Bilancio del Senato ha ripreso i lavori sulla finanziaria. Già nella serata dell’8 i senatori avevano iniziato a esaminare e votare i primi emendamenti, dai fondi per i corsi anti-bullismo all’equiparazione dei monopattini elettrici alle bici fino al raddoppio dei fondi aggiuntivi per le borse di studio universitarie. Ma le novità non mancano: ecco le ultime aggiunte.

12 MILIONI IN PIÙ IN TRE ANNI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Quattro milioni di euro in più per ogni anno dal 2020 al 2022 per il piano straordinario “contro la violenza sessuale e di genere“.

SALE AL 40% LA QUOTA ROSA IN SOCIETÀ QUOTATE

Un altro emendamento ha previsto di portare al 40% la ‘quota rosa‘ nelle società quotate. La richiesta, prima firmataria Donatella Conzatti (Iv), ha ottenuto un consenso trasversale. L’emendamento di fatto estende quanto previsto dalle legge del 2011 Golfo-Mosca che introduceva una quota rosa per consigli di amministrazione e di controllo delle società quotate.

PIÙ POTERE ALLA CONSOB CONTRO LE TRUFFE ONLINE

Più potere alla Consob contro le truffe on line. L’organo di controllo potrà chiedere l’inibizione dei siti web che svolgano attività truffaldine legate, fra l’altro, al trading finanziario o alla pubblicità.

RICOMPENSE PER GLI UTENTI VITTIMA DI BOLLETTE PAZZE

Chi riceva bollette ‘pazze’ per la fornitura di energia elettrica, gas, acqua, servizi telefonici, televisivi e internet, «oltre al rimborso delle somme eventualmente versate» e non dovute, ha diritto a ricevere anche una somma «pari al 10% dell’ammontare contestato e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro». Il rimborso può avvenire o con lo «storno nelle fatturazioni successive» o con «un apposito versamento».

SALTA LA PROROGA PER LA CEDOLARE SECCA DEI NEGOZI

Niente proroga per la cedolare sui negozi. La cedolare secca al 21% introdotta lo scorso anno sugli affitti di immobili commerciali, nonostante le diverse proposte di maggioranza e opposizione, non sarà confermata anche per il 2020. Nella serata del 9 dicembre in commissione sono stati bocciati gli emendamenti delle opposizioni sul tema, il Pd ha ritirato la sua proposta mentre quelle analoghe di M5S e Iv sono state trasformate in ordini del giorno.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Chi sono i vincitori della terza edizione di GoBeyond, la call for ideas di SisalPay

Adam's Hand e Corax si aggiudicano la terza edizione del premio, assegnato a Milano in collaborazione con Cvc Capital Partners. Il ministro per l'Innovazione Paola Pisano ai giovani: «Restate in Italia, stiamo lavorando per voi».

ADAM’s Hand, la prima protesi bionica al mondo completamente adattiva, e Corax, un dispositivo per prevenire le infezioni nei bambini ustionati, hanno vinto la terza edizione di GoBeyond, la call for ideas di SisalPay per incoraggiare l’innovazione e l’imprenditorialità.

Le due startup si portano a casa un finanziamento di 20 mila euro, messo a disposizione da SisalPay e da Cvc Capital Partners, che le accompagneranno e le supporteranno nel complesso percorso di trasformazione in imprese strutturate capaci di affermarsi sui mercati globali.

La premiazione è andata in scena a Milano il 9 dicembre presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, alla presenza del ministro per l’Innovazione digitale Paola Pisano. Il ministero stesso è appena nato ed è a sua volta una startup, come ha spiegato Daniele Chieffi, direttore Comunicazione e Pr del dipartimento per l’Innovazione della presidenza del Consiglio.

L’APPELLO AI GIOVANI DEL MINISTRO PISANO

Ma il ministro Pisano, con un’emendamento alla manovra, ha chiesto un budget di 34 milioni di euro e conta di mettersi al lavoro dal primo gennaio: «Sono fiduciosa che queste risorse arriveranno. Una parte verrà dedicata all’assunzione di profili altamente specializzati. Oggi al ministero siamo in 20, dobbiamo diventare 100 il prossimo anno, 200 nel 2021 e 300 nel 2022». Obiettivo: trasformare il nostro Paese in una smart nation. Con il contributo essenziale dei giovani talenti, cui il ministro ha lanciato un appello: «Restate in Italia, stiamo lavorando per voi».

ADAM’s Hand ha vinto il premio nella categoria dei servizi innovativi per la persona. L’acronimo sta per “A Dialogic, Adaptive, Modular, Sensitive Hand“. È una protesi di mano adatta sia per chi nasce privo dell’arto, sia per chi lo ha perso a causa di un incidente. Può essere utilizzata per amputazioni fino al livello del gomito e permette di afferrare gli oggetti tramite apertura e chiusura di tutte le dita, mosse da un unico motore. Nasce dall’idea di un ingegnere meccanico salentino, Giovanni Zappatore, che ha deciso di trasformare la sua tesi di laurea in una startup. Una particolarità del progetto è l’utilizzo della stampa 3D, che abbatte i costi e permette di creare per ogni utente falangi robuste con lunghezza personalizzata.

Corax, invece, ha vinto il premio nella categoria innovazione per il sociale. Si tratta di una startup che che sviluppa dispositivi biomedici adatti a contesti poveri di risorse. In particolare, Corax Lifebox è un dispositivo per prevenire le infezioni nei bambini ustionati. Ogni giorno, nei Paesi a basso-medio reddito, si registrano oltre 20 mila bambini con meno di 5 anni affetti da ustioni e l’Organizzazione mondiale della sanità l’ha definita una «crisi sanitaria silenziosa». I problemi in questi contesti sono molteplici: trasporto, infrastrutture, antibiotici, bendaggi e personale. Corax Lifebox risolve questi problemi creando un microambiente asettico
e termoregolato, che riduce il rischio di setticemia, la sofferenza dei pazienti e i costi del trattamento sanitario.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Il piano di Conte: a gennaio verifica di governo, poi rilancio e investimenti

Per il premier il punto con la maggioranza si deve fare «un minuto dopo l'approvazione della legge di bilancio». Zingaretti: «Lavoriamo a a un'agenda per il 2020». Ma sui tempi dell'esame della finanziaria è ancora caos.

L’idea è quella di approvare la manovra e una volta superato lo scoglio ridare slancio agli investimenti e con quelli all’azione di governo. Questo il piano che il primo ministro Giuseppe Conte ha illustrato al Rome investment Forum. «Una volta che sarà approvata la manovra ci dedicheremo a progettare un futuro migliore per il mostre Paese e a mettere in campo le riforme strutturali necessarie. Una magna pars del
tavolo sarà dedicata a un programma per realizzare in modo più efficace gli investimenti. Tre le direttrici: razionalizzare le risorse pubbliche rafforzando il partenariato tra pubblico e privato, semplificare il quadro delle regole, ridurre gli oneri burocratici», ha dichiarato Conte. «Un minuto dopo l’approvazione della legge di bilancio», ha aggiunto il capo del governo, «dovrà aprirsi la verifica di governo che è “necessaria” e che dovrà indicare «un cronoprogramma fino al 2023», ha detto il presidente del Consiglio.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il Rome Investment Forum 2019, Roma, 9 dicembre 2019. ANSA / ETTORE FERRARI

A Conte ha fatto eco il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: «Chiudiamo bene la manovra economica. Poi, con il Presidente Conte, lavoriamo ad una nuova Agenda 2020 per riaccendere i motori dell’economia, per creare lavoro, per sostenere la rivoluzione verde, per rilanciare gli investimenti,
per semplificare lo Stato, per sostenere la rivoluzione digitale, per le infrastrutture utili, per investire su scuola, università e sapere. Alleanza vuol dire condivisione e avere a cuore gli interessi dell’Italia», ha scritto su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

FICO: «PREOCCUPAZIONE PER I TEMPI DELLA LEGGE DI BILANCIO»

L’iter della legge di bilancio tuttavia è ancora nel caos. Il presidente della Camera Roberto Fico ha scritto una lettera alla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati per esprimere “preoccupazione” sui tempi di esame della Manovra. Giovedì 12 dicembre alle 14 si terrà a Montecitorio una nuova riunione della conferenza dei capigruppo per riorganizzare i tempi di esame. «Non resta che fare un appello al Governo affinché la programmazione dei tempi di esame dei provvedimenti consenta al Parlamento di interpretare appieno quella centralità che gli riconosce la Costituzione, ha affermato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati in risposta alla lettera di Fico che, sottolinea, «ha ragione nell’esprimere preoccupazione sui tempi di esame della manovra di bilancio».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Il piano di Conte: a gennaio verifica di governo, poi rilancio e investimenti

Per il premier il punto con la maggioranza si deve fare «un minuto dopo l'approvazione della legge di bilancio». Zingaretti: «Lavoriamo a a un'agenda per il 2020». Ma sui tempi dell'esame della finanziaria è ancora caos.

L’idea è quella di approvare la manovra e una volta superato lo scoglio ridare slancio agli investimenti e con quelli all’azione di governo. Questo il piano che il primo ministro Giuseppe Conte ha illustrato al Rome investment Forum. «Una volta che sarà approvata la manovra ci dedicheremo a progettare un futuro migliore per il mostre Paese e a mettere in campo le riforme strutturali necessarie. Una magna pars del
tavolo sarà dedicata a un programma per realizzare in modo più efficace gli investimenti. Tre le direttrici: razionalizzare le risorse pubbliche rafforzando il partenariato tra pubblico e privato, semplificare il quadro delle regole, ridurre gli oneri burocratici», ha dichiarato Conte. «Un minuto dopo l’approvazione della legge di bilancio», ha aggiunto il capo del governo, «dovrà aprirsi la verifica di governo che è “necessaria” e che dovrà indicare «un cronoprogramma fino al 2023», ha detto il presidente del Consiglio.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il Rome Investment Forum 2019, Roma, 9 dicembre 2019. ANSA / ETTORE FERRARI

A Conte ha fatto eco il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: «Chiudiamo bene la manovra economica. Poi, con il Presidente Conte, lavoriamo ad una nuova Agenda 2020 per riaccendere i motori dell’economia, per creare lavoro, per sostenere la rivoluzione verde, per rilanciare gli investimenti,
per semplificare lo Stato, per sostenere la rivoluzione digitale, per le infrastrutture utili, per investire su scuola, università e sapere. Alleanza vuol dire condivisione e avere a cuore gli interessi dell’Italia», ha scritto su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

FICO: «PREOCCUPAZIONE PER I TEMPI DELLA LEGGE DI BILANCIO»

L’iter della legge di bilancio tuttavia è ancora nel caos. Il presidente della Camera Roberto Fico ha scritto una lettera alla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati per esprimere “preoccupazione” sui tempi di esame della Manovra. Giovedì 12 dicembre alle 14 si terrà a Montecitorio una nuova riunione della conferenza dei capigruppo per riorganizzare i tempi di esame. «Non resta che fare un appello al Governo affinché la programmazione dei tempi di esame dei provvedimenti consenta al Parlamento di interpretare appieno quella centralità che gli riconosce la Costituzione, ha affermato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati in risposta alla lettera di Fico che, sottolinea, «ha ragione nell’esprimere preoccupazione sui tempi di esame della manovra di bilancio».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it