In una diretta sui social, Giuseppe Conte ha tracciato la linea del Movimento 5 Stelle alla vigilia del voto online per il rinnovo della sua carica da presidente. «Da Nova sono venute indicazioni forti per caratterizzare la nostra scomodità. Siamo progressisti indipendenti», ha affermato, sottolineando che «il posizionamento è chiaro, non lo possiamo più mettere in discussione. Siamo collocati in un’area progressista, ma indipendente. Perché se non sei indipendente non sei più scomodo». L’ex premier ha ribadito che il Movimento non è alleato con il Partito Democratico: «Lo saremo se e quando riusciremo a definire un programma di forte impronta progressista, con le politiche su immigrazione, sicurezza, con la politica estera. Se si definirà quel programma allora potremo dire che siamo in coalizione, non prima. Dobbiamo essere sempre scomodi, dalla parte giusta».
Conte: «Il Movimento è scomodo più che mai»
Conte ha ricordato ai militanti il percorso compiuto dal M5s, definendolo «scomodo più che mai». «Lo siamo stati quando abbiamo introdotto il reddito di cittadinanza, con lo spazzacorrotti, con il codice rosso. Durante il Covid siamo andati in Europa e abbiamo portato 200 miliardi. Siamo stati scomodi con Draghi», ha detto, criticando l’attuale esecutivo, accusato di «assistenzialismo ai poteri forti» e di un uso distorto della meritocrazia, «una presa in giro, così come lo declina chi sta al governo, aiutando gli amici». Conte ha poi ammesso che nel Movimento «non va tutto bene», evidenziando la necessità di «intervenire per miglioramenti e correzioni» e richiamando i gruppi territoriali a una maggiore apertura, perché «non è questa la vocazione che ci serve per essere più incisivi sui territori».







