
Dal 3 al 28 novembre lavori di manutenzione stradale su viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto e viale Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, la cosiddetta Panoramica di Roma nord-ovest: orari e chiusure delle strade.
Continua a leggere

Nugnes Benvenuti nel sito dell'informazione
Coordinamento di Portali Informativi



La terra continua a tremare in Afghanistan. Lunedì 3 novembre, attorno all’una di notte locale, una violenta scossa di magnitudo 6,3 è stata registrata nel Nord del Paese, a circa 35 chilometri dalla città di Khulm non lontano da Mazar-e-Sharif e a 10 di profondità. Il potente sisma è stato avvertito anche nella capitale Kabul. Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità locali in un videomessaggio alla stampa, ci sono almeno 20 morti e più di 300 feriti, ma si teme che il bilancio definitivo possa essere ancor più alto.
Il potente sisma nell’Afghanistan settentrionale ha causato danni anche alla Moschea Blu di Mazar-i-Sharif, monumento del XV secolo famoso per le sue piastrelle dai colori vivaci e che secondo alcuni conservi le spoglie di Hazrat Ali, genero del profeta Maometto. In un video diffuso su X è possibile infatti notare crepe alle pareti e ad alcuni minareti e intonaco sul pavimento. Il sisma ha inoltre tagliato le linee elettriche di nove province, tra cui Kabul e Kunduz, con quest’ultima in completo blackout. Come ha riportato la Cnn, il terremoto ha temporaneamente bloccato anche il passaggio di Tashqurghan, una cruciale via di comunicazione tra la capitale e i vicini Turkmenistan e Uzbekistan. Diversi residenti hanno raccontato di essersi svegliati in preda al panico durante la notte, parlando di una delle più forti scosse mai avvertite nella loro vita.
وروستۍ زلزلې د مزار شریف روضیې ته هم زیان اړولي دی.#earthquake #Afghanistan pic.twitter.com/IXwn5w8Lps
— Abdulhaq Omeri (@AbdulhaqOmeri) November 3, 2025
Il terremoto registrato nella notte arriva a poche settimane da un’altra violenta scossa. Fra il 31 agosto e il primo settembre, infatti, un sisma di magnitudo 6 aveva interessato le province orientali di Nangarhar, Laghman e Kounar: il tragico bilancio fu di 2.200 morti e decine di migliaia di abitazioni distrutte. Dall’inizio del XX secolo, l’area nord-orientale dell’Afghanistan ha registrato 12 terremoti di magnitudo superiore a sette gradi, secondo il sismologo del British Geological Survey Brian Baptie. Diverse le scosse solo a partire dal 2021, ossia da quando i talebani sono tornati al potere: il più violento è stato quello nella regione di Herat, al confine con l’Iran, del 2023, in cui più di 1.500 persone persero la vita e oltre 63 mila abitazioni vennero distrutte.
AGI - Di nuovo sulla scena gli undici dispositivi elettronici - pc, telefoni, hard disk - dell'ex procuratore di Pavia Mario Venditti nei quali la Procura di Brescia "ritiene ci siano sicuramente elementi utili" alla prova del reato di corruzione che sarebbe stato commesso dall'ex magistrato e da Giuseppe Sempio per favorire l'archiviazione del figlio di quest'ultimo, Andrea Sempio.
Davanti ai giudici del Tribunale del Riesame di Brescia si discutono i ricorsi presentati dalle difese dell'ex procuratore capo pavese, Mario Venditti, del pm ora in forza a Milano Pietro Paolo Mazza e di Cristiano D'Arena, titolare della società Esitel, che svolse le intercettazioni proprio sull'inchiesta del 2017 finita in un 'nulla di fatto' sull'attuale indagato per l'omicidio. Siamo nell'ambito dell'inchiesta 'Clean 3' ma i device di cui si parla sono gli stessi al centro dell'inchiesta per corruzione.
Nel groviglio di indagini collegate all'omicidio di Chiara Poggi, i giudici bresciani si devono pronunciare su un tema cruciale: la possibilità per la Procura di analizzare i device sequestrati ai tre indagati per ricostruire quello che prospettano come uno spaccato del 'Sistema Pavia' di cui sarebbero stati protagonisti Venditti e Mazza. L'accusa in concorso è di essere stati corrotti da D'Arena attraverso "varie utilità" ai magistrati tra le quali pranzi e l'"affidamento pressoché esclusivo" a Esitel "del noleggio degli apparati di intercettazione" e di automobili "a uso privato".
Ieri l'avvocato Domenico Aiello, che assiste Venditti, ha utilizzato parole molto severe nei confronti dei vertici delle Procure di Pavia e Brescia, entrambe al lavoro su Garlasco. "Mi viene chiesto se in aula presenzierà il dottor Venditti ma nessuno si chiede perché non sia presente alla discussione il dottor Prete e magari anche il dottor Napoleone. Eppure ci saranno due magistrati davanti al Riesame con la magistratura per la seconda volta in due settimane davanti a un tribunale penale ma tutto è diventato routinario, sommessamente genuflesso all'onnipotente palinsesto di Garlasco". Pronti a dare battaglia anche i legali Massimo Dinoia e Fabrizio Testa che presenteranno una memoria per Mazza.
Ieri Aiello è riuscito con una mossa 'last-minute' a far rinviare l'accertamento tecnico in programma nel pomeriggio di oggi a Pinerolo, in Piemonte, dalla cui notifica alle parti è emersa la notizia di Giuseppe Sempio indagato per avere corrotto Venditti con 20-30mila euro, come i pm pavesi deducono dall'appunto trovato in casa. Aiello ha presentato al gip e alla Procura Generale la richiesta di un incidente probatorio per evitare che su telefoni, pc e altri dispositivi di Venditti, siano compiute attività "non decise o non presidiate da un giudice terzo, tenuto conto che la Procura pare non abbia inteso adeguarsi o rispettare il primo annullamento disposto" il 17 ottobre dal Tribunale del Riesame. In seguito a questo annullamento, la Procura aveva effettuato un secondo sequestro. Aiello vuole aspettare che i giudici del Riesame stabiliscano se il sequestro dei device sia avvenuto legittimamente prima che si analizzino.

Ci sono segnali contrastanti sulla possibilità di un intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela. In un’intervista a 60 Minutes sulla Cbs, Donald Trump ha escluso un conflitto imminente («Ne dubito. Non credo») ma, alla domanda se i giorni di Nicolás Maduro alla guida del Paese fossero contati, ha risposto: «Direi di sì. Penso di sì». Le sue parole arrivano mentre il Pentagono sta conducendo una campagna militare contro imbarcazioni sospettate di traffico di droga, che ha già causato decine di morti nelle scorse settimane. Parallelamente, la Casa Bianca ha autorizzato delle operazioni segrete della Cia in Venezuela. Maduro, dal canto suo, accusa Washington di stare preparando il terreno per un cambio di regime.
Dall’inizio di settembre sono stati effettuati almeno 15 attacchi contro presunte navi dei cartelli, con un totale di 64 vittime. L’ultimo raid, sabato, ha colpito una barca nel Mar dei Caraibi, uccidendo tre persone. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha affermato che il bersaglio era un’imbarcazione di «narco-terroristi» in transito su una rotta nota per il traffico di stupefacenti. La Casa Bianca non ha però fornito prove pubbliche che i natanti colpiti trasportassero droga, mentre al Congresso i democratici stanno accusando l’amministrazione di scarsa trasparenza. Un recente briefing a porte chiuse, riferiscono, non ha fornito dettagli essenziali e gli avvocati del Pentagono sono stati ritirati all’ultimo momento. Il vicepresidente della Commissione Intelligence del Senato, Mark Warner, ha criticato la Casa Bianca per aver organizzato un altro briefing senza informare i democratici.

Il Comando Sud degli Stati Uniti ha diffuso un video delle esercitazioni anfibie della 22ª Marine Expeditionary Unit a Porto Rico, con sbarchi supportati da elicotteri. Parallelamente, sono in corso lavori di riattivazione nella ex base navale di Roosevelt Roads a Porto Rico, dismessa nel 2004, e ampliamenti infrastrutturali in aeroporti di Porto Rico e Saint Croix, a circa 800 chilometri dal Venezuela. Gli analisti ritengono che questi movimenti puntino a esercitare pressione sull’élite militare venezuelana, facendo tremare il sostegno a Maduro. L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, intanto, ha criticato le mosse di Washington: «Questi attacchi e il loro crescente costo umano sono inaccettabili. Gli Stati Uniti devono fermare tali attacchi e prendere tutte le misure necessarie per prevenire l’uccisione extragiudiziale di persone a bordo di queste barche».

