
La Germania evita la beffa e si qualifica ai Mondiali 2026 vincendo per 6-0 contro la Slovacchia: rischiava di fare gli spareggi, avrebbe potuto incontrare l'Italia in finale.
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Il Consiglio supremo di difesa, riunito per oltre tre ore al Quirinale, ha ribadito il «pieno sostegno italiano all’Ucraina nella difesa della sua libertà», come si legge nella comunicazione diffusa al termine dell’incontro. Alla convocazione del presidente Sergio Mattarella hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, diversi ministri – tra cui Tajani, Piantedosi, Crosetto, Giorgetti e Urso – insieme al generale Luciano Portolano, per un aggiornamento sulla situazione del conflitto e sulle incursioni dei droni russi nello spazio europeo. La nota diffusa dal Colle ha confermato la prosecuzione degli aiuti militari tramite il dodicesimo decreto e la volontà di continuare a collaborare con Unione europea e Nato, anche in vista della futura ricostruzione del Paese.

Nel documento viene rimarcato che «il conflitto in Ucraina non mostra segnali di distensione» e si esprime preoccupazione per «l’accanimento della Russia nel perseguire, ad ogni costo, i propri obiettivi di annessione territoriale», aggravando un bilancio sulla popolazione civile definito «sempre più pesante e iniquo». Tra i temi analizzati, particolare attenzione è stata riservata all’uso dei droni da parte di Mosca, che avrebbe violato più volte lo spazio aereo di Paesi Nato e Ue: «Se da un lato tali azioni hanno confermato la prontezza dell’Alleanza atlantica, dall’altro evidenziano anche la necessità per l’Europa di adeguare le capacità ai nuovi scenari attraverso la definizione di progetti d’innovazione come quelli contenuti nel libro bianco per la difesa 2030».
Nella discussione, alla quale hanno preso parte anche Alfredo Mantovano, Ugo Zampetti e Francesco Saverio Garofani, si è affrontata inoltre la situazione in Medio Oriente. È stata espressa una condanna per «l’ignobile antisemitismo» e si è ribadito che non potrà esserci stabilità «senza il disarmo di Hamas». Allo stesso tempo, il Consiglio ha sottolineato che «una pace duratura richiede un approccio regionale e multilaterale» e che resta «indispensabile l’attuazione del piano di pace di Sharm el-Sheikh», mirando al rispetto del cessate il fuoco da entrambe le parti e alla prospettiva di «giungere alla conclusione dell’occupazione militare delle forze israeliane nella Striscia di Gaza e di avviarne la ricostruzione».

