Elezioni Regionali Puglia 2025, chi prende più voti tra Decaro e Lobuono secondo i sondaggi


Secondo il sondaggio di Bidimedia sulle elezioni regionali in Puglia, il prossimo 23 e 24 novembre, il candidato del campo largo Antonio Decaro potrebbe arrivare al 61,7% contro l'avversario del centrodestra, Luigi Lobuono, che si fermerebbe al 38%. Ben al di sotto gli altri due candidati, Ada Donno (Puglia Pacifista e Popolare) e Sabino Mangano (Alleanza Civica per La Puglia), all'1,1% e 0,2%.
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Brunetta revoca l’aumento del suo stipendio dopo l’irritazione di Meloni

Renato Brunetta ci ripensa. L’ex ministro di Forza Italia ha revocato l’aumento del proprio stipendio al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) dopo l’«irritazione» espressa da Giorgia Meloni e circolata sui media nelle ultime ore. La presidente del Consiglio ha definito la decisione «non condivisibile» e «inopportuna», secondo quanto trapelato da Palazzo Chigi. La vicenda, riportata in primis da Domani, riguardava l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 135 del 9 luglio 2025, che ha abolito il tetto dei 240 mila euro per i dirigenti pubblici, riportando il limite a 311.658,53 euro. La delibera pubblicata sul sito del Cnel mostrava l’aumento dei «compensi ed indennità fisse e continuative» dei vertici, con uno stanziamento complessivo passato da 850 mila euro a 1,88 milioni.

Brunetta revoca l’aumento del suo stipendio dopo l’irritazione di Meloni
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Brunetta: «Provvederò a revocare con effetto immediato la decisione»

In serata, Brunetta ha chiarito: «Provvederò a revocare con effetto immediato la decisione assunta in Ufficio di Presidenza. Lo faccio con senso di responsabilità e con l’intento di tutelare il prestigio del Cnel», ha detto citato dall’Ansa. Critiche sono arrivate da tutta l’opposizione. Angelo Bonelli (Avs) ha ricordato che Brunetta era «lo stesso che definiva “una semplificazione che fa male” il salario minimo». Matteo Renzi ha commentato: «Meloni non trova i soldi per aumentare gli stipendi al ceto medio ma li trova per aumentare il poltronificio di Brunetta». Anche la Lega ha espresso irritazione, con Tiziana Nisini che ha annunciato un’interrogazione parlamentare.