
Il caso riguarderebbe, oltre a cittadini italiani, anche tedeschi, greci, italiani, rumeni e spagnoli. I diplomatici Ue hanno affermato che la maggior parte dei casi riguarda ragazzi che cercano di entrare nel Regno Unito per trovare lavoretti per brevi periodi di tempo, una pratica comune quando la Gran Bretagna era nell’Ue e soggetta alla libertà di circolazione e movimento.
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