Omicidio Michela Di Pompeo, processo si deve rifare: contestata aggravante per il compagno-killer


La Corte di Cassazione ha sollevato dubbi sull'aggravante dei futili motivi contestata al compagno e killer di Michela Di Pompeo, Francesco Carrieri. Questo perché gli stessi giudici d'appello hanno stabilito, nel 2019, una 'semi-incapacità' di intendere e volere dell'uomo, che ha comportato, tra l'altro la riduzione di pena da 30 a 16 anni di carcere.
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