Annunciata la shortlist per gli European Film Awards 2026, assegnati annualmente dall’Accademia europea del cinema, che per la prima volta si svolgeranno a gennaio e non a dicembre. Nella rosa di candidati in lizza per una nomination c’è tanta Italia con La Grazia di Paolo Sorrentino, Fuori di Mario Martone e Duse di Pietro Marcello oltre ad alcune coproduzioni internazionali che coinvolgono anche il nostro Paese. Tra i 44 lungometraggi selezionati spiccano La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, Bugonia di Yorgos Lanthimos, Sentimental Value di Joachim Trier e la Palma d’Oro a Cannes Un semplice incidente di Jafar Panahi. Le nomination saranno annunciate il 18 novembre, mentre la cerimonia di premiazione si terrà a Berlino il 19 gennaio, in quanto gli organizzatori hanno cambiato data per aumentare la visibilità dell’evento durante la stagione internazionale dei premi cinematografici.
European Film Awards 2026, tutti i film in shortlist

La shortlist degli European Film Awards 2026 comprende 44 lungometraggi, alcuni dei quali hanno ottenuto un enorme successo nelle varie kermesse internazionali, dal Festival di Cannes alla Mostra del Cinema di Venezia. Le nomination per il miglior film, assieme a quelle più ambite della regia, del miglior attore e della miglior attrice, saranno annunciate dall’Accademia europea del cinema il 18 novembre. L’Italia non vince la statuetta più ambita dal 2015, quando Sorrentino si impose con il suo Youth – La Giovinezza. Tra gli interpreti, l’ultimo italiano a trionfare è stato Marcello Fonte nel 2018 per Dogman. Ecco l’elenco completo dei film nella shortlist.
- Bearcave (Arkoudotrypa), di Krysianna B. Papadakis & Stergios Dinopoulos
- Bugonia, di Yorgos Lanthimos
- Case 137 (Dossier 137), di Dominik Moll
- Christy, di Brendan Canty
- Deaf (Sorda), di Eva Libertad
- Die My Love, di Lynne Ramsay
- Dreams (Drømmer), di Dag Johan Haugerud
- Duse, di Pietro Marcello
- Father (Otec), di Tereza Nvotová
- Franz, di Agnieszka Holland
- Fuori, di Mario Martone
- I Only Rest In The Storm (O Riso e a Faca), di Pedro Pinho
- Un semplice incidente (Un Simple Accident), di Jafar Panahi
- La Grazia, di Paolo Sorrentino
- Late Shift (Heldin), di Petra Volpe
- Little Trouble Girls (Kaj Ti Je Deklica), di Urška Djukić (coproduzione tra Italia, Slovenia, Croazia e Serbia)
- Love Me Tender, di Anna Cazenave Cambet
- Loveable (Elsking), di Lilja Ingolfsdottir
- Maspalomas, di Jose Mari Goenaga & Aitor Arregi
- Milk Teeth (Dinti De Lapte), di Mihai Mincan
- Mirrors No. 3 (Miroirs No. 3), di Christian Petzold
- Mother, di Teona Strugar Mitevska
- On Falling, di Laura Carreira
- Once Upon a Time in Gaza, di Tarzan Nasser & Arab Nasser
- One of Those Days When Hemme Dies (Hemme’nin Öldügü Günlerden Biri), di Murat Fıratoğlu
- Palestine 36, di Annemarie Jacir
- Pillion, di Harry Lighton
- Romeria (Romeria), di Carla Simón
- Sentimental Value (Affeksjonsverdi), di Joachim Trier
- Silent Friend, di Ildikó Enyedi
- Sirat (Sirât), di Oliver Laxe
- Sleepless City (Ciudad sin Sueno), di Guillermo Galoe
- Sound of Falling (In Die Sonne Schauen), di Mascha Schilinski
- Sundays (Los Domingons), di Alauda Ruiz de Azúa
- The Last Viking (Den Sidste Viking), di Anders Thomas Jensen
- The Little Sister (La Petite Dernière), di Hafsia Herzi
- The Love That Remains (Ástin Sem Eftir Er), di Hlynur Pálmason
- The North, di Bart Schrijver
- The Stranger (L’Étranger), di François Ozon
- La voce di Hind Rajab, di Kaouther Ben Hania
- Two Persecutors, di Sergei Loznitsa
- What Marielle Knows (Was Marielle Weiss), di Frédéric Hambalek
- Yes (Ken), di Nadav Lapid
- Young Mothers (Jeunes Mères), di Jean-Pierre Dardenne & Luc Dardenne
Le produzioni italiane nelle shortlist di documentari e film animati
C’è anche un po’ di Italia per quanto riguarda la shortlist dei documentari. Nella rosa di 15 candidati c’è Fiume o Morte! di Igor Bezinovic, una coproduzione che coinvolge anche la Croazia e la Slovenia. Il nostro Paese è poi rappresentato anche tra i film di animazione: Giovanni Columbu spera infatti in una nomination con Balentes, ambientato nella Sardegna degli Anni 40 e tratto da una storia vera che il regista ha ascoltato da sua nonna quando era ancora bambino.
