Una prima volta che resterà nella storia. Curacao, isola caraibica da poco più di 150 mila abitanti, si è qualificata a Usa, Canada e Messico 2026 diventando la più piccola nazione a staccare il biglietto per i Mondiali di calcio. Un sogno divenuto realtà all’ultima giornata dei gironi dell’area Concacaf grazie a uno 0-0 contro la Giamaica valso il primo posto nel Gruppo B. Un’impresa che assume toni leggendari se si considera che Curacao ha chiuso da imbattuta le sue sei partite e con appena tre gol al passivo lasciandosi alle spalle anche Trinidad e Tobago. Tanto merito del successo va al tecnico Dick Advocaat, il generale olandese che nel 2008 portò lo Zenit San Pietroburgo a vincere la Coppa Uefa e la Supercoppa successiva contro il Manchester United di Alex Ferguson.
Curacao ai Mondiali: dal ct ai calciatori, ecco la rosa
Globetrotter alla sua settima nazionale in carriera, Advocaat ha preso le redini di Curacao solo nel gennaio 2024, ereditando una panchina che era stata di Hiddinck e Patrick Kluivert. Tecnico in Olanda del Psv Eindhoven nella prima degli Anni 90, passò in Scozia a cavallo del nuovo millennio per guidare i Rangers di Glasgow, con cui vinse due campionati consecutivi. Nel suo curriculum anche Sunderland in Premier League, oltre a Sparta Rotterdam, Fenerbahce e Feyenoord. Nel mezzo, sei nazionali: a 78 anni, Advocaat può dire di essersi seduto sulle panchine di Emirati Arabi, Corea del Sud e Belgio, ma anche Russia, Serbia e Iraq.

Per quanto riguarda invece la rosa, molti giocatori di Curacao sono nati in Olanda, con forti legami familiari che consentono loro di essere arruolati dai caraibici. In mezzo al campo c’è Tahith Chong, oggi in forze allo Sheffield United e da anni in Inghilterra con un passato poco fortunato al Manchester United, dove fra il 2018 e il 2020 conquistò appena cinque presenze. È olandese, ma gioca per Curacao, anche Juninho Bacuna, centrocampista nato a Groningen ex Birmingham e Rangers, che ha vestito la maglia degli Orange fino all’Under-21 salvo poi scegliere l’isola caraibica. Curacao ai Mondiali è realtà. Come? Grazie all’espansione a 48 squadre e alla mancata concorrenza di Usa e Canada, già qualificate di diritto. Con buona pace della nostra Italia, ancora in attesa di scoprire il suo destino.

Qualificata anche Haiti, che torna dopo 52 anni
Pur prendendosi meritatamente la scena, l’impresa di Curacao non è l’unica della notte. Grazie alla vittoria per 2-0 contro Nicaragua, infatti, Haiti ha staccato il pass per i Mondiali di calcio 52 anni dopo l’ultima volta, risalente al 1974. La Nazionale guidata dal francese Sebastien Migné, ex tecnico di Lens e diverse nazionali africane come Congo e Kenya, terminata la partita si è riunita a centrocampo per vedere su un telefono il finale di Honduras-Costa Rica, che avrebbe potuto cambiare le sorti del Gruppo C. Dall’area Concacaf passa anche Panama, che ha conquistato il primato nel Girone A con la vittoria per 3-0 su El Salvador.

