
"L'impennata degli indicatori avvenuta negli ultimi dieci giorni ha sorpreso tutti, ma paura e panico non sono giustificati in questo momento. Non siamo nella situazione di marzo". Carlo La Vecchia, docente ed epidemiologo dell'Università Statale di Milano, intervistato da Fanpage.it, analizza la situazione dopo l'improvviso aumento dei positivi al coronavirus in Lombardia e in particolare a Milano. La ripresa dell'epidemia rende proibitivo il lavoro di chi deve ricostruire i contatti dei contagiati. "Ormai è troppo difficile tracciare, dobbiamo schermare i pazienti fragili, gli anziani e i malati. L'obiettivo deve essere curare al meglio e con tempestività".
Continua a leggere
