Premio Guido Carli, alla kermesse di Liuzzo c’è anche Piantedosi (da remoto)

Se ne è andato Guglielmo Pepe, e nella redazione di Repubblica i “vecchi” ricordano con affetto un giornalista che ha dato molto al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Ma nelle stesse ore si torna a parlare di un’altra firma che ha scritto per anni a piazza Indipendenza, avendo a che fare proprio con Pepe quando era alla guida della redazione di Roma. La giornalista poi cambiò testata, si dice su interessamento di Gianni Letta, per non doversi trasferire nella nuova sede di largo Fochetti, su via Cristoforo Colombo, lontana dal centro storico. Si parla di Romana Liuzzo, che entrò nella redazione capitolina di Panorama, in via Sicilia, settimanale allora del gruppo Mondadori.

Premio Guido Carli, alla kermesse di Liuzzo c’è anche Piantedosi (da remoto)
Guglielmo Pepe (Imagoeconomica).

I saluti e video saluti istituzionali

Liuzzo, definita «l’anima del premio Guido Carli», torna in scena con una nuova edizione, la numero 17, della manifestazione dedicata allo storico governatore della Banca d’Italia. La kermesse si terrà l’8 maggio presso la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. Ad aprire la cerimonia sarà il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dopo il saluto iniziale della stessa Liuzzo, cui seguiranno il video saluto istituzionale del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e un video intervento del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto.

Premio Guido Carli, alla kermesse di Liuzzo c’è anche Piantedosi (da remoto)
Romana Liuzzo e Matteo Piantedosi nel 2023 (Imagoeconomica).

Premiato un tris di donne: Cuccarini, Fagnani e Ferzetti

Dopo i saluti da remoto, verrà dato il via allo spettacolo vero e proprio: una live performance di Leo Gassmann, in prima linea contro bullismo e cyberbullismo. Tra le 12 “eccellenze” premiate, spicca un tris di donne: Lorella Cuccarini, per i 40 anni di carriera e la vicinanza ai malati oncologici e alle loro famiglie con Trenta ore per la vita; Francesca Fagnani, conduttrice di Belve e autrice di inchieste sulla criminalità romana, e Anna Ferzetti, interprete di La Grazia di Paolo Sorrentino, di Domani interrogo di Umberto Carteni e del dramma sulle dipendenze People, Places & Things di Duncan Macmillan, per la regia del marito di Ferzetti, ossia Pierfrancesco Favino. Auliche le parole di Liuzzo: «La forza dell’impegno sociale e del sogno europeo di pace e prosperità in un mondo segnato dal maggior numero di conflitti dal Dopoguerra è il valore che vogliamo onorare, in memoria di Carli, coniugando leggerezza e profondità». In giuria siedono due ex premiati: il fondatore di PizzAut, Nico Acampora e Gino Cecchettin, il papà di Giulia, vittima di femminicidio. Chi condurrà l’evento? Veronica Gentili, direttamente da Le Iene. Le solite malelingue spifferano che sarebbe stata prevista anche la partecipazione di Claudia Conte, ma dopo i noti fatti il suo nome sarebbe stato “espunto” dalla lista. Mah. Intanto Piantedosi si limiterà come detto a un video saluto. Non è però ancora esclusa la sua partecipazione alla tradizionale cena a porte chiuse che viene organizzata alla fine del premio Carli, nella Coffee House di Palazzo Colonna, proprio davanti a via IV Novembre dove, a Palazzo Valentini, si trova la sede della Prefettura guidata da Lamberto Giannini.

Abusano di una ragazza e filmano la violenza, sette indagati a Cesena

AGI - Due possibili episodi di violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza sono al centro di un'indagine dei carabinieri di Cesena, coordinata dalla Procura di Forlì.

Le indagini dei carabinieri di Cesena 

I fatti risalgono ai primi di aprile, quando la vittima, ospite in casa di conoscenti, per gli investigatori è stata costretta a subire abusi approfittando di uno stato di alterazione dovuto all’assunzione di sostanze.

Sette giovani indagati 

La ragazza ha riportato lesioni giudicate guaribili in circa dieci giorni; gli episodi sarebbero stati anche ripresi con telefoni cellulari. Dall’attività investigativa, che ha portato a individuare e denunciare sette ragazzi tra i 19 e i 25 anni, sono scattate perquisizioni eseguite il 10 aprile con il supporto del Nucleo cinofili di Bologna.

Sequestri e arresti a Cesena 

Nel corso dei controlli sono stati sequestrati 15 smartphone e modiche quantità di stupefacenti; due indagati sono stati segnalati alla Prefettura come consumatori. Nel corso dell’operazione è stato arrestato un 23enne per detenzione ai fini di spaccioresistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che di detenzione illegale di munizioni e porto di oggetti atti ad offendere.

Un arresto per droga 

Nella sua abitazione i militari hanno sequestrato oltre mezzo chilo di hashish, circa 30 grammi di cocaina, un bilancino di precisione, un caricatore con proiettili e un dissuasore elettrico.

Il giovane ha tentato di disfarsi di parte della droga lanciandola nel fiume Savio e avrebbe aggredito i militari, causando lievi ferite a uno di loro. L'arresto è stato convalidato dal giudice del tribunale di Forlì, che ha disposto la custodia cautelare in carcere. Le indagini sono in corso.

Vance al Papa: «Dio con gli americani quando hanno liberato la Francia dai nazisti»

Continua lo scontro tra la Casa Bianca e la Santa Sede, con JD Vance che ha invocato la Seconda Guerra mondiale per difendere i bombardamenti contro l’Iran dalle critiche del Papa. Il vicepresidente americano, secondo quanto riportato dal New York Times, sostiene che il pontefice abbia sbagliato nel dire che i discepoli di Cristo non sono «mai dalla parte di chi un tempo brandiva la spada e oggi sgancia bombe». Questa la tesi di Vance: «Dio era dalla parte degli americani quando hanno liberato la Francia dai nazisti? Credo certamente che la risposta sia sì». Il vice di Trump ha poi detto di apprezzare quando il Santo Padre interviene su temi come l’aborto, l’immigrazione o «questioni di guerra e di pace», ammettendo però di non essere sempre d’accordo con lui: «Ci sono certamente cose che il Papa ha detto negli ultimi mesi con cui non sono d’accordo». E ancora: «Come il vicepresidente americano è cauto sulle questioni di politica, anche il Papa dovrebbe essere cauto quando parla di teologia».

Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra

Mentre i giornali lo allisciano nei soliti salamelecchi, celebrando con toni agiografici l’ennesima medaglia di Iginio Massari, un dettaglio macroscopico viene ignorato per pura convenienza o per una preoccupante distrazione collettiva. Al Vinitaly 2026, il riconoscimento di “Ambasciatore della cultura enogastronomica lombarda” è stato consegnato nelle mani del maestro bresciano da Regione Lombardia. Ossia l’ente pubblico dove sua figlia, Debora Massari, è assessora al Turismo e alla Moda da ottobre 2025 per Fratelli d’Italia. E non a caso era lei stessa presente al Vinitaly a inizio aprile, per la presentazione del padiglione della Lombardia.

Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra
Iginio Massari premiato da Regione Lombardia, cioè… dalla figlia: la scelta maldestra

Nella migliore e meno maliziosa delle ipotesi, la scelta è politicamente maldestra. Nella peggiore, un esempio di autoreferenzialità istituzionale che mina la credibilità delle onorificenze pubbliche. Ci mancherebbe: nessuno mette in discussione il valore tecnico di Massari, la cui carriera parla da sé, ma è proprio la sua statura a rendere superflua una premiazione avvenuta sotto l’egida familiare. C’è chi ha notato la “stonatura”: se un premio è indiscutibile, può attendere; se deve essere consegnato con urgenza mentre un parente di primo grado gestisce le deleghe regionali, il sospetto di una corsia preferenziale diventa imbarazzante.

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Cortocircuiti di potere tra la Regione e le pasticcerie bresciane

La rassegna stampa degli ultimi giorni è un catalogo di titoli fotocopia che celebrano l’eccellenza, il territorio (termine abusatissimo) e il saper fare. Nessuno che si ponga la domanda elementare sull’opportunità politica di questa iniziativa. La narrazione dominante preferisce appiattirsi sulla santificazione del personaggio piuttosto che analizzare i cortocircuiti di potere tra via Pola e le pasticcerie bresciane.

In un Paese che si riempie la bocca di meritocrazia, questa vicenda dimostra che il merito (anzi, in questo caso il “meritozzo”) in Italia, viaggia spesso in tandem con la visibilità istituzionale dei congiunti. Istituire una commissione tecnica per validare il nome è il solito paravento burocratico: la realtà politica dice che la Lombardia ha premiato il padre di chi, quella Lombardia, la governa. Invece di proteggere il prestigio del nome e del brand Massari, questa operazione lo espone a critiche evitabili, trasformando un tributo professionale in un caso di scuola sulla mancanza di pudore istituzionale. Perché in molti hanno alzato un sopracciglio, ritenendo che quando la politica premia la propria famiglia, non sta celebrando il talento: sta semplicemente esercitando un privilegio, sperando che i giornali continuino a confondere la cortesia con l’informazione.

Teheran minaccia di bloccare il traffico commerciale nel Mar Rosso

L’esercito del’Iran ha avvertito che bloccherà il traffico commerciale nel Mar Rosso, se dovesse continuare il blocco navale degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. «Le potenti forze armate della Repubblica islamica non permetteranno alcuna esportazione o importazione nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman o nel Mar Rosso», ha minacciato il generale Ali Abdollahi, comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya. Il militare ha poi aggiunto che «il mantenimento delle restrizioni e dell’insicurezza per le navi mercantili e le petroliere iraniane» potrebbe portare a un’interruzione del cessate il fuoco in vigore dall’8 aprile.

Crans Montana: Il Comune si allinea al sindaco e scarica le responsabilità sui pompieri

AGI -  L’inchiesta in Svizzera sul rogo di Capodanno che fece 41 morti, tra cui sei italiani tutti giovanissimi, non vede al momento ammissioni di responsabilità da parte degli amministratori locali.  

Gli sviluppi dell'inchiesta in Svizzera 

Il consiglio comunale di Crans-Montana segue la linea difensiva espressa dal sindaco Nicola Féraud interrogato nei giorni scorsi nell'inchiesta sull'incendio al "Le Constellation" scaricando le responsabilità del cattivo funzionamento nella gestione della sicurezza sui tecnici e sui pompieri.

La versione del consiglio comunale di Crans Montana 

Anche se i nomi non vengono fatti il riferimento sembra essere agli indagati Ken Jacquemoud e Cristophe Balet, ex e attuale capo dell'ufficio sicurezza che avevano evidenziato invece la mancanza di risorse e personale quando vennero sentiti in Procura.

"Dal 2017, il Consiglio comunale ha risposto sistematicamente a favore di tutte le richieste di aumento del personale formulate dall'ex e dall'attuale capo del servizio Sicurezza pubblica, senza eccezioni".

"Il Consiglio comunitario non ha mai fissato un limite di bilancio per la sicurezza. Al contrario, ha sempre avuto un'attenzione particolare a ogni richiesta - si legge nella nota -. Dal 2017 al 2024, il numero di posti di lavoro a tempo pieno è passato da 1 a 5 persone, rendendo il servizio Sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana uno dei più importanti del cantone in termini di organico in Svizzera. Fino alla tragedia, non è stata formulata alcuna nuova richiesta di aumento del personale da parte del servizio Sicurezza pubblica".

L'audit del 2023 e la gestione del servizio

Quanto all'audit del 2023, il Comune sostiene che il documento non aveva l'obiettivo di analizzare un servizio in particolare, ma di ascoltare ogni capo servizio alcuni anni dopo la fusione dei quattro comuni. Questo audit è importante per la gestione, l'organizzazione e la comunicazione e quindi il servizio Sicurezza pubblica non è stato richiesto. Il rapporto consegnato da chi ha steso l'audit non evidenziava precisamente alcun problema particolare, e questo, in nessun servizio. Inoltre, nulla di allarmante è stato rilevato dai capi servizio, né messo in evidenza dall'autore.

Il riferimento ai vigili del fuoco 

"In ogni caso, - e qui il riferimento è ai vigili del Fuoco - i materiali non dovevano essere controllati dal Comune durante i controlli periodici, come risulta dalla legge e dal modulo ufficiale per i controlli trasmesso dall'Ufficio cantonale dei vigili del Fuoco". "Sarà compito dell'inchiesta penale determinare perché i controlli periodici annuali non sono stati effettuati, così come verificare se questa assenza abbia avuto un'influenza causale nel verificarsi della terribile tragedia. Tutti i documenti a riguardo sono stati trasmessi al Ministero pubblico - è la conclusione -. Conformemente ai suoi impegni, il Comune di Crans-Montana continua a collaborare con la giustizia per stabilire i fatti e le responsabilità".

L’Anm pronta al “confronto su temi concreti” ma basta con “gli attacchi alla magistratura”

AGI - "Che finiscano le contrapposizioni è ciò che ogni cittadino si augura e io, in quanto magistrato, ancora di più". Parole del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, secondo il quale "è necessario rasserenare i toni e restituire un senso di fiducia nelle istituzioni, perché ogni delegittimazione e attacco alla magistratura è un attacco alle istituzioni e provoca un senso di smarrimento".

Parlando all'AGI a margine di un convegno a Palermo, il presidente del sindacato delle toghe spiega: "Viviamo in una terra, quella siciliana, in cui è forte il problema del pizzo, dell'imprenditore taglieggiato; cosa porta quest'ultimo ad affidare la sua vita, in definitiva alla magistratura, se non un presupposto di grande fiducia verso di essa? Quindi l'abbassamento dei toni consente a tutti, compreso ai magistrati, di lavorare in maniera più serena. Ed è ciò di cui i magistrati e tutto il Paese sicuramente hanno bisogno".

"Noi non ci sottraiamo a nessun tipo di confronto - ribadisce Tango -. Lo abbiamo già dimostrato partecipando a un incontro organizzato a Roma, al quale era presente il viceministro Sisto e il presidente del Consiglio nazionale forense. Se dovesse arrivare un invito da parte del ministro a trattare i concreti problemi che affliggono il sistema giustizia, saremmo pronti ad accoglierlo e lo terremmo in alta considerazione". 

Le emergenze del sistema giustizia

Per Tango, i temi principali di un confronto con il Guardasigilli, Carlo Nordio, "sono quelli che interessano davvero i cittadini italiani, prima fra tutti soluzioni tese a eliminare le lungaggini processuali". In particolare, "sono due le emergenze che si affacciano all'orizzonte: la prima è quella relativa al 30 giugno e alla scadenza dei contratti degli addetti dell'Ufficio per il processo". Si tratta di figure di uno staff a supporto della giurisdizione "che ha prodotto significativi risultati in termini di smaltimento dell'arretrato e di riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti".

Dunque, ragiona Tango, "vi è l'urgenza di stabilizzare non soltanto loro in quanto lavoratori, ma proprio l'intera esperienza dell'Ufficio per il processo". La seconda problematica attuale è quella relativa al gip collegiale, la riforma che prevede che a decidere sugli arresti domiciliari o sull'eventuale misura cautelare in carcere non sia più soltanto un giudice, ma addirittura tre. "Ora, a prescindere dal merito e dalla motivazione di questa riforma, queste velleità - secondo il presidente dell'Anm - si scontrano con una situazione assolutamente inadeguata degli organici. Tantissime piante organiche di tanti tribunali addirittura prevedono al massimo due gip in pianta organica, al più tre. Come si potrà allora costituire questo gip collegiale se non sottraendo altre risorse ad altri fasi del procedimento penale? Penso ai collegi dibattimentali, al giudice delle udienze preliminari o addirittura attingendo a quei giudici civili e del lavoro, allungando ulteriormente i tempi del procedimento e rendendo più tardiva la risposta alle legittime istanze di giustizia".

Il referendum sulla separazione delle carriere

Rispondendo alla domanda se il referendum avesse definitivamente sepolto il progetto di separazione delle carriere dei magistrati, Tango non ha dubbi: "C'è stato un referendum costituzionale che ha chiamato gli italiani a esprimersi e al quale i cittadini hanno preso parte con un'affluenza che solitamente non si registra ai referendum e tanto meno alle Politiche. La consultazione ci ha restituito una maggioranza degli italiani che ha deciso di non approvare un progetto che prevedeva al suo interno anche la separazione delle carriere. Questi sono i fatti".

Famiglia del bosco: venerdì le perizie sui tre figli

AGI- Sono previste per venerdì le perizie psicologiche sui tre figli di Nathan e Catherine, ospiti nella casa famiglia di Vasto (Chieti) da cinque mesi, dopo la sospensione della responsabilità genitoriale da parte del Tribunale per i minorenni dell'Aquila.

Sarà la consulente tecnica d'ufficio Simona Ceccoli a eseguire gli accertamenti nella struttura. La specialista dovrà verificare le attuali condizioni di vita dei minori, il loro sviluppo cognitivo e psico-affettivo e le principali figure di riferimento presenti nella loro quotidianità. La valutazione prevede un lavoro articolato, costruito su osservazione diretta, strumenti psicodiagnostici e colloqui clinici.

Sarà analizzato il comportamento dei bambini in diversi contesti, interpretate le risposte ai test e condotti colloqui calibrati sull'età, con l'obiettivo di comprendere gli aspetti emotivi, relazionali e cognitivi. Tutti gli elementi raccolti verranno poi integrati per arrivare a una lettura complessiva della situazione psicologica e familiare. Alle operazioni peritali saranno presenti tutte le parti coinvolte, compresi difensori e consulenti di parte.

Il percorso giudiziario e le tappe cruciali

Le perizie si dovevano svolgere il 6 marzo, lo stesso giorno in cui Catherine era stata allontanata dalla comunità con decreto del tribunale aquilano. In quella fase era stato disposto anche il trasferimento dei bambini in un'altra struttura. Decisione poi revocata.

Entro i primi giorni di maggio, termine ultimo fissato, Ceccoli depositerà anche la relazione definitiva sulle operazioni peritali sulla capacità genitoriale svolte nei confronti della coppia anglo-australiana. Non si esclude, tuttavia, che il documento possa arrivare anche prima, anticipando un passaggio chiave per le decisioni future. Un'altra data importante è quella del 21, quando la Corte d'appello dell'Aquila si pronuncerà sul reclamo presentato dai difensori, che chiedono il ricongiungimento familiare.

Indagini sulle scritte ingiuriose a Vasto

Proseguono le attività investigative di Polizia e Carabinieri, su delega della Procura di Vasto, in merito alle scritte ingiuriose comparse lunedì scorso in diversi punti della città, tutte firmate con una "W" tracciata in vernice rossa. Nel mirino sono finiti luoghi simbolici collegati alla famiglia del bosco: dalla zona della struttura protetta che ospita i minori all'area antistante la sede della polizia di Stato, fino ai muri della questura, alla scuola primaria "Martella", alla sede dei servizi sociali in via Bosco e alla chiesa dell'Incoronata. Frasi dure, con attacchi espliciti a giudici minorili, assistenti sociali e istituzioni. 

Vinitaly, chiude in bellezza la 58esima edizione: 90mila presenze da 135 nazioni

AGI - Si chiude a Veronafiere la 58esima edizione di Vinitaly con 4mila aziende in un quartiere fieristico al completo e 90mila presenze complessive, di cui il 26% da 135 Nazioni (cinque in più rispetto al 2025). Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, si è detto soddisfatto perché in un contesto internazionale segnato da dinamiche geopolitiche complesse, che incidono in modo significativo sui flussi e sulla mobilità degli operatori verso le principali manifestazioni fieristiche europee, il risultato raggiunto assume un valore tutt'altro che scontato.

La conferma della presenza di oltre 1.000 top buyer provenienti da più di 70 Paesi, selezionati e ospitati in collaborazione con ITA Agenzia unitamente a quella degli altri operatori profilati, testimonia la capacità della manifestazione di attrarre una domanda qualificata e di garantire un'elevata rappresentatività dei mercati. La fiera si afferma così come un'infrastruttura a sostegno dell'internazionalizzazione del settore, capace di favorire incontri ad alto valore aggiunto, accelerare l'ingresso ai mercati esteri e sostenere concretamente la competitività del vino italiano.

Mercati consolidati e nuove aree promettenti

Tra i mercati consolidati presenti a Verona si confermano Germania, Nord America (USA e Canada), Svizzera, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Paesi Scandinavi (Svezia, Norvegia e Danimarca), Polonia e Austria, a testimonianza della solidità dei principali bacini di riferimento della domanda di vino italiano. Sul fronte delle aree più promettenti, la top 10 dei mercati a maggior potenziale comprende Cina, Brasile, Australia, Messico, Corea del Sud, Thailandia, Repubbliche Baltiche (Estonia, Lituania e Lettonia), Serbia e Singapore, evidenziando un progressivo rafforzamento della presenza in aree ad alta crescita.

Espansione in Africa, Asia e novità dall'Ucraina

In crescita anche l'interesse dall'Africa, con Sudafrica, Tanzania, Nigeria e Angola, mentre in Asia Giappone e Vietnam si distinguono per dinamismo e attenzione verso le etichette del made in Italy. Tra le novità emerge anche l'Ucraina con una presenza numerosa e qualificata di buyer. Per quanto riguarda Vinitaly and the City sono stati registrati 50mila token degustazione. Inoltre, il progetto prosegue nel suo sviluppo territoriale attraverso il format itinerante: dopo la Calabria, in autunno farà tappa nelle Marche, ad Ancona.

Eventi, innovazioni e date della prossima edizione

Un percorso che valorizza il fuori salone come leva per attivare territori e pubblici diversi, contribuendo alla costruzione di un sistema integrato che coinvolge e favorisce il dialogo con i consumatori finali, soprattutto giovani. Il palinsesto della manifestazione ha contato quasi 100 eventi tra degustazioni e convegni, oltre alle migliaia di iniziative realizzate direttamente agli stand da aziende, regioni e consorzi. Tra le principali novità, lo sviluppo di NoLo - Vinitaly Experience, il rafforzamento di Xcellent Spirits e il consolidamento di Vinitaly Tourism, sempre più integrato nell'offerta della manifestazione. La 59esima edizione di Vinitaly si terrà a Veronafiere dall'11 al 14 aprile 2027.

Trump attacca ancora Meloni: «Non c’è più lo stesso rapporto con chi nega aiuto»

Donald Trump di nuovo all’attacco di Giorgia Meloni. All’indomani delle dichiarazioni rilasciate al Corriere, in cui si era detto «scioccato dalla mancanza di coraggio» della premier sull’Iran, il presidente l’ha definita «negativa» in un’intervista a Fox News, aggiungendo che «con chiunque ci abbia rifiutato l’aiuto in questa situazione iraniana non abbiamo più lo stesso rapporto». E ancora: «Giusto per essere chiari, l’Italia prende un sacco di petrolio dallo Stretto di Hormuz. Perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari per la Nato, se poi non stanno dalla nostra parte? Se non sono con noi sull’Iran, non lo saranno neanche su temi molto più grandi».

«Il piano europeo per riaprire Hormuz è molto triste»

Nella stessa intervista, Trump ha anche definito «molto triste» il presunto piano europeo per riaprire lo Stretto di Hormuz senza il coinvolgimento degli Stati Uniti, rivelato in anteprima dal Wall Street Journal. «Lo Stretto di Hormuz si sta già riaprendo, ci sono navi che entrano ed escono. Ma come si fa a stare con un gruppo di Paesi con quest’atteggiamento?», ha continuato. Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer presiederanno venerdì 17 aprile a Parigi una conferenza dei paesi «non belligeranti» desiderosi di «ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».