Chi sono i cantanti di Sanremo giovani 2020

Da Leo Gasmann agli Eugenio in via di Gioia: i protagonisti che si sono aggiudicati il palco dell'Ariston. Che vedrà anche Tiziano Ferro presente tutte le sere.

I magnifici otto sono stati scelti. Il 19 dicembre i nomi dei partecipanti a Sanremo giovani 2020 sono stati finalmente svelati e così il prossimo festival targato Amadeus inizia a prendere forma. In attesa di conoscere i nomi dei Big e gli ospiti delle cinque serate in programma dal 4 all’8 febbraio – il conduttore ha già spiegato che Tiziano Ferro sarà presente tutte le sere, le porte dell’Ariston si sono spalancate agli otto cantanti che parteciperanno tra i Giovani.

DA LEO GASMANN A TECLA VINCITRICE DI SANREMO YOUNG

Leo Gassmann (con Va bene così), Fadi (Due noi), Marco Sentieri (Billy Blu), Fasma (Per sentirmi vivo), Eugenio in via di Gioia (Tsunami) sono i cinque protagonisti, in diretta tv su Rai1, si sono sfidati a colpi di duelli e musica per conquistare un posto in prima fila all’Ariston. A loro si aggiungono, da Area Sanremo, Gabriella Martinelli e Lula (Il gigante d’acciaio, dedicata a Taranto e alle vicende dell’ex Ilva) e Matteo Faustini (Nel bene e nel male). Approda di diritto all’Ariston anche la giovanissima Tecla Insolia, vincitrice di Sanremo Young.

TEMI SOCIALI E MALESSERE GENERAZIONALE

Temi sociali e malessere generazionale corrono tra i brani, gli stessi che arriveranno a febbraio. Sfide secche, dentro o fuori. Per quella che qualcuno considera l’occasione della vita, qualcuno un passaggio obbligato verso il successo. Sono emozionati i ragazzi (e si vede, dalle mani che si contorcono, dagli sguardi persi, dalle gambe che non stanno ferme), anche se molti di loro hanno già alle spalle talent e gavetta. Come Thomas che arriva da Amici, ma deve cedere il passo a Leo Gassmann, da X Factor, figlio di Alessandro – che via Twitter fa il tifo: be brave and rock on! – e nipote di Vittorio (e più di uno gli ricorda che porta un cognome “ingombrante”, mentre la rete ipotizza raccomandazioni, ma lui ribatte che «è la musica a vincere»). Gli Eugenio in via di Gioia portano una ventata di allegria e lasciano fuori il bravo Avincola (con un brano sui rider). Eliminati anche Shari e i Reclame.

I CINQUE GIUDICI SENIOR

A decidere i più meritevoli sono televoto, Commissione musicale del festival, giuria demoscopica e giuria televisiva, ovvero i cinque senatori del festival Pippo Baudo, Antonella Clerici, Carlo Conti, Gigi D’Alessio e Piero Chiambretti, alla quale spettava l’ultima parola in caso di parità. E non è mancata qualche stoccata via social, come quella di Enzo Mazza, ceo della FIMI, che in un tweet ha polemicamente sottolineato le differenze d’età tra giudicanti e giudicati. «Date di nascita super giuria #sanremogiovani: 1936, 1956, 1961, 1962, 1967. Artisti in gara secondo regolamento: non aver superato i 36 anni. Ovvero non essere nati dopo 1983. Età media utilizzatori di Spotify: 25 anni, ovvero nati nel 1994». I giudici, tutti veterani del festival, non raccolgono la provocazione, arrivata già nei giorni della loro ufficializzazione. Appuntamento, dunque, al 4 febbraio (e prima anche a Potenza con il Capodanno di Rai1, sempre condotto da Amadeus) con in testa già le canzoni

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Chi è Sofia Tornambene, la vincitrice di X Factor 2019

La cantante, della squadra under di Sfera Ebbasta ha avuto la meglio sui tre finalisti Davide Rossi, La Sierra e i Booda.

La tredicesima edizione di X Factor ha il suo vincitore. Dopo un’accesa sfida, dove non sono mancati come da tradizione i colpi di scena, a spuntarla è stata Sofia Tornambene. Fuori dai giochi quindi Davide Rossi, La Sierra e i Booda che completavano il quartetto arrivato alla finale del talent show musicale in onda su Sky Uno.

CHI È SOFIA TORNAMBENE

Sofia Tornambene, categoria under affidata a Sfera Ebbasta, era la più giovane dell’edizione 2019 di X Factor. La cantante, 16 anni, ha conquistato giudici e pubblico con la sua semplicità e l’inedito A domani per sempre scritto quando aveva appena 14 anni. La giovane viene da Civitanova Marche dove frequenta la terza all’Istituto Tecnico Grafico-Pubblicitario. Sofia però è una predestinata con la musica nel sangue. Il padre della ragazza, Giovanni, è un musicista e ha avvicinato la figlia a questo mondo già all’età di otto anni. Tanto che la 16enne è capace a suonare la chitarra, la batteria e il pianoforte. I suoi artisti preferiti sono mostri sacri della musica come i Bee Gees, i Queen e Michael Jackson.

GLI ELIMINATI DELLA FINALE DI X FACTOR

Il quarto classificato della finale di X Factor è stato Davide Rossi. Il cantante era nella squadra di Malika Ayane, che è rimasta così senza concorrenti come Mara Maionchi, ed è stato anche il primo ad abbandonare la competizione. Terzi classificati i La Sierra di Samuel che aveva a disposizione per la finalissima a due contro Sofia anche i Booda. Proprio questi ultimi si sono posizionati sul secondo gradino del podio lasciando il primo posto a Sofia Tornambene.

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Le cose da sapere sulla finale di X Factor 2019

Dai concorrenti rimasti in gara a quelli esclusi, passando per gli ospiti e i contenuti extra. Ecco tutte le curiosità sull'ultima puntata del talent di Sky.

È giunto il momento. Giovedì 12 dicembre, in prima serata su Sky Uno, gli appassionati di X Factor 2019 conosceranno il vincitore del talent musicale. Tutto pronto quindi al Mediolanum Forum di Assago per la sfida finale dei quattro concorrenti rimasti.

A CHE ORA INIZIA LA FINALE DI X FACTOR 2019

Televisori sintonizzati quindi su Sky Uno già dalle ore 20.25. Prima della finale, infatti, è prevista una speciale edizione dell’Ante Factor condotta da Pilar Fogliati Achille Lauro. Una puntata in stile amarcord dove è possibile rivedere i protagonisti dell’Extra Factor e le loro performance tra l’esilarante e il grottesco. Il pre-show ha in scaletta anche diversi ospiti di punta. Tra i più attesi i tre giudici di MasterChef Italia Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli. Ma anche il giudice di Italia’s Got Talent Frank Matano e la conduttrice Lodovica Comello. Ma c’è spazio anche per I delitti del Barlume con Lucia Mascino, Enrica Guidi e Michele Di Mauro. Alle 21.15 è invece prevista la finale vera e propria con Alessandro Cattelan nel ruolo di conduttore e traghettatore della lunga serata Sky.

CHI SONO I FINALISTI DI X FACTOR

Dicevamo dei finalisti. Quattro in tutto, due dei quali sono stati portati avanti da Samuel. Il frontman dei Subsonica è riuscito ad avere la meglio sugli altri giudici vincendo la sua personalissima scommessa con i La Sierra e i Booda. Al contrario Malika Ayane punta tutto su Davide Rossi, mentre Sfera Ebbasta è ancora in gara grazie a Sofia Tornambene. Fuori dai giochi invece Mara Maionchi che quest’anno non è riuscita a portare in finale nessuno dei suoi artisti. Potrebbe quindi essere lei l’ago della bilancia per la finalissima al Forum di Assago.

CHI SONO GLI OSPITI DELLA FINALE

La 13esima edizione di X Factor ha in serbo anche ospiti eccezionali. Su tutti Robbie Williams chiamato a calcare il palco insieme ai concorrenti cantando Time for change e Let it snow. Oltre alla star britannica anche Ultimo, l’atteso ospite italiano della finalissima. Per lui è previsto un medley delle sue canzoni più belle. The last but not the least, direbbero gli inglesi, è la stella nascente Lous and the Yakuza. La giovanissima artista belga autrice del singolo Dilemme è l’ultima degli artisti famosi chiamati a esibirsi sul palco del talent di Sky Uno.

GLI ESCLUSI ILLUSTRI

Tra i papabili vincitori dell’edizione 2019 di X Factor c’era Eugenio Campagna. Era lui l’ultimo over della squadra di Mara Maionchi che si è ritrovata così senza concorrenti in finale. Anche Lorenzo Rinaldi era stato indicato dai giudici come uno dei possibili finalisti. Il cammino del concorrente finito nella squadra under di Malika Ayane si è però interrotto un paio di puntate prima. Un altro lutto per i fan sono state le eliminazioni di Giordana e Mariam tra le più apprezzate della 13esima edizione del talent.

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La Rai curerà da sola la comunicazione di Sanremo

Dopo le polemiche legate all'ipotesi del conflitto di interessi di Giannotti con MN Italia, la tv di Stato decide di curarsi da sola la promozione del Festival.

Dopo le polemiche sui rapporti “incestuosi” con Mn Italia, alla fine Fabrizio Salini avrebbe deciso: niente appalto esterno per la comunicazione del Festival di Sanremo che sarà affidata in toto alla Direzione Comunicazione della Rai.

CONFLITTO DI INTERESSI

La decisione dell’amministratore delegato della tivù pubblica arriva dopo che Striscia la Notizia, Lettera43, e poi la Commissione parlamentare di vigilanza avevano sollevato l’ipotesi di un conflitto di interessi tra MN Italia – la societa’ che si sarebbe dovuta aggiudicare l’appalto (era già partita la richiesta, poi annullata) – e il Direttore della Comunicazione di viale Mazzini Marcello Giannotti – portato in azienda da Salini – e che fino a un anno fa lavorava proprio in MN.

SUL TAVOLO C’ERANO 40 MILA EURO

Un’inversione totale quella di Salini e di Giannotti, che quindi implicitamente conferma l’esistenza del conflitto di interessi tra Giannotti e MN e che contemporaneamente metterebbe in luce anche una gestione non trasparente delle risorse Rai: perché se l’ufficio stampa del festival “ora” può essere “fatto” internamente dalla Comunicazione Rai, una settimana fa l’azienda era pronta a sborsare fino a 40 mila euro per appaltarlo a un esterno?

LA PREOCCUPAZIONE DI GIANNOTTI

Fonti di corridoio vicine alla direzione comunicazione raccontano di un Giannotti chiuso nel suo ufficio a controllare e ricontrollare le mail inviate e ricevute sull’affaire MN, al centro di un altro appalto: quello per il nuovo programma di Fiorello su Raiplay. Un contratto arrivato in corsa per chiamata diretta, anche questo annullato dopo le polemiche.

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Gli Altri, storie di burqa, amore e rabbia nel secolo del Jihad

Quello di Nicastro e Mineo è uno spettacolo ibrido, tra teatro e giornalismo. Che attraverso storie mostra la paura per un guerrigliero che ti punta contro un’arma, la pietà per una famiglia di profughi, l’incredulità davanti a un aspirante kamikaze.

Settanta anni fa erano i kamikaze giapponesi a sacrificare la propria vita per l’imperatore e oggi sono gli shahid islamisti a farlo in nome di Allah. L’interrogativo, però, è molto difficile da affrontare per la nostra cultura illuminista, ed è sempre lo stesso: perché lo fanno? La risposta più semplice è quella che si sente a ogni tigì quando un uomo-bomba si fa esplodere. È la risposta più rassicurante, quella, in fondo, che ci auto-assolve: sono dei pazzi. Semplicemente dei pazzi. 

UNO SPETTACOLO IBRIDO TRA CRONACA E TEATRO

Per 80 minuti, invece, i due autori-interpreti dello spettacolo Gli Altri, storie di burqa, amore e rabbia nel secolo del Jihad, in scena al teatro Officina di Milano, fanno di tutto per contestualizzare, problematizzare, rendere la complessità del reale in tutte le sue sfaccettature. Uno zigzagare tra luoghi, date, guerre alla ricerca di una risposta più elaborata. Possiamo noi occidentali, con la nostra razionalità, ma anche con le nostre rimozioni collettive davanti a una storia che non ci rende orgogliosi, capire tale sacrificio? Così, nel corso dello spettacolo, le ragioni umane, ma anche storiche e politiche del terrorismo islamista, prendono forma una dopo l’altra, incarnate in storie di persone reali, incontrate in Cecenia, Egitto, Iraq, AfghanistanGli Altri è uno spettacolo “ibrido”, di fusione tra cronaca e drammaturgia, e prova a rispondere a quella scomoda domanda «perché lo fanno?», con tutte le modalità espressive del genere. Non sono poche le lacrime alla fine della rappresentazione. Dal Vajont di Marco Paolini in avanti, le “orazioni civili” sembrano essere diventate l’elemento di maggiore impatto della scena teatrale contemporanea. In genere è l’attore o il drammaturgo che si spingono nel terreno dell’informazione. Nel caso de Gli Altri, storie di burqa, amore e rabbia nel secolo del Jihad sono invece due giornalisti a fare il percorso dalla cronaca verso le scene. Con tutti i limiti, ma anche i pregi del caso.

IL VIAGGIO DI NICASTRO E MINEO

Andrea Nicastro è inviato del Corriere della Sera, Francesca Mineo la voce di tante Ong che lavorano per lo sviluppo dei Paesi più poveri. Assieme hanno scritto e ideato un viaggio (immobile, ma coinvolgente) nei luoghi e nelle situazioni dove vivono gli Altri. Il loro peso attoriale non regge il confronto con i professionisti della scena, ma l’esposizione non ne risente perché gode della forza della verità. Come dice Massimo De Vita, direttore artistico dell’Officina, «i bravi attori devono essere capaci di “ascoltare e osservare” i personaggi che vogliono riprodurre in scena. Il duo Mineo-Nicastro non ha bisogno di padroneggiare la tecnica perché “recitano” semplicemente loro stessi. La paura per un guerrigliero che ti punta contro un’arma, la pietà per una famiglia di profughi, l’incredulità davanti a un aspirante uomo-bomba, non sono recitate, sono solo rievocate rispetto a episodi provati in prima persona. Non c’è bisogno di interpretare, basta che raccontino». Il risultato è un effetto verità che nessun attore può raggiungere. Aiuta anche la presenza di un enorme schermo che inonda l’intera scena con piccole clip o anche solo foto che mostrano le persone e gli eventi che si vogliono evocare. Tutti i sensi vengono così coinvolti. La regia è di Fabio Bettonica, le foto, intense e commoventi, di sguardi e volti “Altri” sono di Romano Cagnoni, Lorenzo Merlo e Mauro Sioli. Un intervento in audio è del direttore di Radio Popolare Massimo Bacchetta. Tre serate, tre sold out. Se c’era bisogno di verificare la fame di informazione di qualità nel nostro Paese, questo Gli Altri lo ribadisce con forza.

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Quanto vale il mercato dei video in streaming dopo il lancio di Disney+

Secondo gli analisti entro il 2025 il settore supererà i 500 milioni di abbonati. Netflix in testa con 235, seguita da Amazon Video 135 e dalla nuova piattaforma a 101.

Con l’arrivo del servizio Disney+ riparte tra i big della tecnologia la sfida sullo streaming video, un settore in crescita per utenti e propensione alla spesa. Stando ad un’analisi di Digital Tv Research, il settore raddoppierà entro il 2025 e andrà ben oltre la cifra di 500 milioni di abbonati nel mondo.

Netflix guiderà la lista, seguita a distanza da Amazon Prime Video. Per la neonata Disney+ si prevede un exploit. Nello specifico, gli analisti prevedono, entro sei anni, che Netflix raggiungerà 235,6 milioni di abbonati (un incremento di 70 milioni, solo 6 milioni negli Stati Uniti); Amazon Prime Video raggiungerà quota 135,9 milioni di utenti paganti; Disney+ 101,2 milioni; HBO Max 30,1 milioni e Apple TV+ 27,1 milioni. Per un totale di 529,9 milioni di abbonati nel mondo ai servizi video in streaming e a pagamento.

Gli Stati Uniti, sottolinea Digital Tv Research, sono «di gran lunga il paese più importante per queste piattaforme», ma anche «il più maturo» con «i mercati internazionali che stanno diventando sempre più significativi». «La concorrenza è intensa con una guerra dei prezzi in atto e offerte di distribuzione esclusive», ha spiegato Simon Murray, analista della società.

AMERICANI DISPOSTI A SPENDERE 44 DOLLARI AL MESE

Per i big della tecnologia statunitensi, quindi, il resto del mondo sarà sempre più importante e dovranno lottare per ogni abbonamento con un occhio ai prezzi. Basti pensare ad Apple, entrata di recente nel settore della tv in streaming con una politica commerciale aggressiva, proponendo abbonamenti a 5 dollari al mese. Secondo il Wall Street Journal, gli americani sono disposti a spendere 44 dollari al mese già da ora, prima che tutte le piattaforme decollino. Un aumento di 14 dollari rispetto all’attuale spesa media.

LA CRESCITA DELLO STRAMING IN ITALIA

I fruitori dello streaming video sono in forte aumento anche in Italia. Nel 2018 – secondo l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano – il 19% della popolazione Internet italiana ha utilizzato servizi di ‘Subscription video on demand’ rispetto all’8% dell’anno precedente, per un valore di mercato pari a 177 milioni di euro, in crescita del 46%. Si stima che già nel 2019 il numero di sottoscrizioni possa superare quello degli abbonamenti alla PayTv. Nei prossimi anni, inoltre, la banda ultralarga e la diffusione del 5G potrebbero migliorare la fruizione e incrementare ulteriormente il numero di abbonati.

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