Principio d’incendio in pizzeria chiusa a piazza Borsa a Napoli: arrivano vigili del fuoco


Principio di incendio nella pizzeria Perfectoo in piazza Borsa a Napoli. Il fuoco è divampato attorno alle ore 15,00, di oggi pomeriggio, forse per un cortocircuito, nel locale, che attualmente è chiuso a causa delle restrizioni per il Coronavirus. Nessun ferito, danneggiate solo alcune suppellettili. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri per avviare subito le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza.
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Principio d’incendio in pizzeria chiusa a piazza Borsa a Napoli: arrivano vigili del fuoco


Principio di incendio nella pizzeria Perfectoo in piazza Borsa a Napoli. Il fuoco è divampato attorno alle ore 15,00, di oggi pomeriggio, forse per un cortocircuito, nel locale, che attualmente è chiuso a causa delle restrizioni per il Coronavirus. Nessun ferito, danneggiate solo alcune suppellettili. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri per avviare subito le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza.
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25 Aprile, a Napoli protesta dei disoccupati a piazza Municipio. Tensioni con Polizia


In piazza Municipio, nonostante i divieti, i disoccupati storici e i centri sociali di Napoli, tensioni con la Polizia, che ha portato in Questura 2 manifestanti. Da stamattina, per la Festa della Liberazione, striscioni a firma del gruppo di disoccupati “7 Novembre” che chiedono “tamponi di massa e reddito universale” sono comparsi in diversi quartieri della città: da Montesanto, a Bagnoli e anche in piazza Municipio, nello spiazzo antistante la sede del Comune di Palazzo San Giacomo.
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In Campania 25 laboratori privati esamineranno 5mila tamponi al giorno per Coronavirus


I laboratori privati accreditati potranno aiutare la Regione Campania ad analizzare i tamponi per il Coronavirus. Soresa ha individuato i 25 centri di analisi che potranno effettuare le diagnosi molecolari sui tamponi, ossia i campioni clinici respiratori, per individuare i contagiati da Covid19. Ogni laboratorio privato esaminerà almeno 200 tamponi al giorno. Quindi, potenzialmente si tratta di 5mila tamponi al giorno in più.
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A Napoli dei ragazzi hanno sequestrato un’ambulanza

Saliti sul mezzo, hanno costretto il personale a soccorrere un amico con una banale distorsione al ginocchio.

L’amico aveva una distorsione al ginocchio, e loro per soccorrerlo hanno deciso di sequestrare un’ambulanza e gli operatori sanitari del 118 al suo interno, ferma all’ospedale Loreto Mare di Napoli. «Oggi pomeriggio la postazione 118 della Stazione Centrale», si legge in un post dell’associazione Nessuno tocchi Ipocrate, «si trovava al Loreto mare per un intervento, improvvisamente nel pronto soccorso entra un gruppo di ragazzi che prende di forza l’equipaggio e li costringe a salire in ambulanza. Con 3 di questi individui a bordo (e sotto minaccia) l’equipaggio si dirige verso il quartiere denominato ‘case nuove’ retrostante al Loreto Mare…….il mezzo giunge sul posto e da subito viene circondato da una orda di astanti inferociti che incominciano a ricoprire d’insulti i sanitari». Nonostante lo sgomento, il gesto disperato dei ragazzi aveva fatto pensare al medico di servizio che si trattasse di un’emergenza, e invece «con sommo stupore, trova un ragazzino 16enne con distorsione al ginocchio! Con grande difficoltà il medico riesce a valutare la situazione che si presenta di lieve entità. Nonostante ciò l’equipaggio viene intimato, con minacce, a trasportare il giovane in ospedale».

«SERVONO LE TELECAMERE»

Si tratta della quinta aggressione a Napoli dall’inizio del 2020. «Quanto accaduto è un fatto di una gravità inaudita che supera ogni possibile scenario immaginabile», ha commentato Ciro Verdoliva, dg dell’ASL Napoli 1 Centro, «siamo a un punto di non ritorno, non possiamo perdere neanche un minuto, noi stessi accelereremo sulle telecamere a bordo ambulanza e anche a ‘bordo uomo’». Verdoliva ha parlato di sequestro di persona e interruzione di pubblico servizio. «Che fossimo in ‘guerra’ lo si era capito sin dal primo giorno», ha proseguito, «ma non non arretreremo di un millimetro: non possiamo cedere a comportamenti delinquenziali che non devono caratterizzare Napoli, noi siamo di più, molti di più. Aspettiamo che il governo porti a termine l’iter per la promulgazione delle proposte di legge impantanate. Prosegue a passo spedito la procedura di installazione di telecamere a bordo dei mezzi».

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Medici aggrediti a Napoli, arrivano le telecamere sulle ambulanze

La prima installazione avverrà entro il 15 gennaio. Il presidente della Croce Rossa partenopea: «In questa città è in corso una guerra, non si rispettano nemmeno le convenzioni internazionali».

A Napoli è in corso una ‘guerra’ dove non si rispettano le regole sancite dalle convenzioni internazionali che impongono il rispetto dei mezzi di soccorso e del personale sanitario. Ne è convinto il presidente della Croce Rossa partenopea, il dottor Paolo Monorchio, che confessa la sua amarezza dopo l’ennesimo episodio di violenza ai danni di un medico a bordo di un’ambulanza.

DUE EPISODI DI VIOLENZA IN 24 ORE

L’uomo è stato preso di mira in pieno giorno il primo gennaio, mentre era impegnato in un’azione di soccorso nel quartiere periferico di Barra, con il lancio di una bomba carta. Ha aperto lo sportello del vano guida per salire a bordo e in quel momento ignoti hanno lanciato il petardo, che è scoppiato sotto l’ambulanza. La cosa avrebbe potuto avere gravi conseguenze, per la presenza di ossigeno gassoso a bordo e benzina. La vicenda è stata denunciata dall’associazione ‘Nessuno tocchi Ippocrate’, che ha anche riferito di una dottoressa aggredita con una bottiglia da un paziente psichiatrico vicino all’ospedale San Giovanni Bosco.

DAL 15 GENNAIO ARRIVANO LE TELECAMERE

Per Monorchio l’aspetto più inquietante «è che ci si abitui a questo stato di cose, fatti che non avvengono neppure nei territori di guerra in quanto i mezzi di soccorso e il personale sono protetti dalle convenzioni internazionali. A Napoli non è così». Servono scorte armate? «Per ora mi accontenterei delle telecamere a bordo dei mezzi di soccorso, le stiamo aspettando. Speriamo che nelle prossime settimane possano essere utilizzate a tutela degli operatori». In questa direzione si registra l’impegno del direttore generale della Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva: entro due settimane saranno installate le prime telecamere sui mezzi di soccorso. «Siamo pronti , è già stato disposto l’affidamento, la prima installazione avverrà entro il 15 gennaio», ha promesso Verdoliva. Ma Monorchio insiste anche sull‘aspetto culturale: «Serve una corretta informazione, con incontri nei quartieri più difficili». Il ministro della Salute Roberto Speranza, da parte sua, ha commentato: «Le aggressioni a chi ogni giorno si prende cura di noi sono semplicemente inaccettabili. Bisogna approvare al più presto la norma, già votata dal Senato, contro la violenza ai camici bianchi. Non si può aspettare»

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