Il biglietto della Lotteria Italia estratto l’11 novembre ad Affari Tuoi

Il biglietto della Lotteria Italia estratto nella puntata di Affari tuoi di martedì 11 novembre è stato venduto a Torino di Sangro (Chieti). Il possessore del tagliando svelato da Stefano De Martino ha vinto 10mila euro. I premi giornalieri saranno assegnati fino al 26 dicembre. Il 6 gennaio, l'estrazione finale. Numero e serie del biglietto vincente estratto, come riscuotere la vincita e tutti i tagliandi estratti finora.

Garlasco, le impronte fuori dalla villetta sono di Marco Poggi e di un carabiniere

Le due impronte digitali leggibili repertate all’esterno della villetta di via Pascoli a Garlasco, dove il 13 agosto 2007 fu uccisa Chiara Poggi, appartengono a Marco Poggi, fratello della vittima, e a un carabiniere intervenuto sulla scena. Sei altre impronte, rilevate su una confezione di cereali in cellophane e su un sacchetto della spazzatura, sono invece riconducibili a Chiara Poggi. Gli esami sono stati effettuati da Giovanni Di Censo, perito nominato dalla gip nell’ambito dell’incidente probatorio relativo all’inchiesta in cui è indagato Andrea Sempio. Al momento, questi risultati non aggiungono nuovi elementi alle ricostruzioni degli inquirenti effettuate 18 anni fa. I legali di Sempio hanno precisato che si tratta di un atto processuale e che non è possibile trarne conclusioni sulla responsabilità del loro assistito.

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Stanzione: “Nessuna dimissione, agiamo in autonomia”

AGI - "Nessuna dimissione. Noi agiamo in piena autonomia anche quando prendiamo una decisione scomoda". Lo ha detto in un'intervista al Tg1 il presidente dell'Autorità Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, che dopo le polemiche di questi giorni sottolinea: "Nessuna dimissione. Le accuse sollevate sono infondate, infatti non vi è mai stata una decisione del Garante assunta per ragioni diverse dall'applicazione della legge, in piena indipendenza di giudizio". Secondo Stanzione "la narrazione del Garante come subalterno alla maggioranza di governo è una mistificazione che mira a delegittimarne l'azione, soprattutto quando le decisioni sono sgradite o scomode".

"Ci dobbiamo ricordare - ha proseguito Stanzione - che il Garante assume delle decisioni talvolta contrarie al governo, talvolta favorevoli allo stesso. E questa è la vicenda dell'autonomia. Quando la politica può gridare allo scioglimento o alle dimissioni non è più credibile".

Bonelli: "Stanzione si arrampica sugli specchi"

"Le parole di Stanzione al Tg1 sono una presa in giro per il Paese. Altro che autonomia: il Garante della Privacy è ormai diventato lo scudo politico del governo Meloni. Invece di spiegare perché un componente dell'Autorità, Ghiglia, sia andato nella sede di Fratelli d'Italia a parlare della sanzione contro Report - come dimostra l'email 'domani vado da Arianna Meloni' - Stanzione si autoassolve in diretta tv, come se nulla fosse accaduto. È una scena indegna per un'istituzione che dovrebbe essere indipendente: chi doveva vigilare sulla privacy dei cittadini e sull'autonomia dell'informazione si è trasformato in difensore del potere politico. Il Garante che doveva decidere sull'audio Boccia-Sangiuliano ha preso il posto di Sangiuliano stesso: siamo oltre la commistione, è un abuso istituzionale. Chiedo ancora una volta le dimissioni immediate di Stanzione e dell'intero collegio, perché dopo questa intervista non rappresentano più un'Autorità indipendente ma un apparato di copertura del governo Meloni". Così Angelo Bonelli, parlamentare di Avs e co-Portavoce di Europa Verde.

M5s: "Comizio del Garante al Tg1 senza domande"

"Stasera il Garante chiamato a decidere sull'audio Boccia-Sangiuliano sembrava aver preso il posto di Sangiuliano al Tg1. L'intervista al presidente del Garante della privacy Stanzione andata in onda al Tg1, è stato più che altro un comizio senza vere domande. Nessuna parola sui rapporti che Ghiglia ha intrattenuto con Giorgia e Arianna Meloni. Solo una difesa d'ufficio, costruita su misura per permettere di dire che, nonostante tutto ciò che è emerso, Stanzione e gli altri ben saldi sulla poltrona. Presenteremo un'interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai su tutto questo perché il principale telegiornale della Rai non può essere utilizzato per comizi in chiave difensiva senza che venga fatta alcuna vera domanda". Così gli esponenti M5s in commissione di vigilanza Rai.

Pd: "Il garante non minimizzi, necessarie le dimissioni"

"Il quadro è preoccupante. Le inchieste giornalistiche hanno rivelato una gestione fortemente politicizzata dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, segnata da opacità e conflitti di interesse. Di fronte a tutto questo, il presidente Stanzione non può limitarsi a minimizzare. Serve un segnale netto di discontinuità per ristabilire fiducia e trasparenza. Chiediamo le dimissioni dell'intero Consiglio del Garante Privacy, unico atto in grado di restituire credibilità all'istituzione e di garantire ai cittadini una reale tutela dei propri diritti. Solo attraverso un rinnovamento profondo e indipendente sarà possibile assicurare la necessaria terzietà di un organismo che deve restare al di sopra di ogni logica politica", dice il capogruppo democratico nella commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano commentando le parole del presidente Stanzione al Tg1.

Stanzione: «Il collegio del Garante della privacy non si dimette»

«Il collegio del Garante non presenterà le proprie dimissioni». A dirlo è il presidente dell’Autorità stessa, Pasquale Stanzione, in un’intervista in esclusiva al Tg1 andata in onda martedì sera. Il presidente è intervenuto in risposta alle richieste di dimissioni avanzate da Pd, Avs e M5s dopo le inchieste di Report sulle spese di rappresentanza del Garante e su presunte pressioni legate alle multe a Meta e al programma di Sigfrido Ranucci. Stanzione ha definito «totalmente infondate» le accuse di conflitto di interessi e di gestione opaca, affermando che ogni decisione è stata presa «applicando rigorosamente la legge e in piena indipendenza di giudizio». Il presidente ha respinto l’idea che il Garante sia subordinato alla maggioranza di governo, definendola una «mistificazione» usata per «delegittimare» l’ente quando le decisioni risultano «sgradite». «Il Garante assume provvedimenti a volte contrari al governo, a volte favorevoli, ed è proprio questa autonomia a garantire l’equilibrio istituzionale», ha precisato. Riferendosi alle critiche delle opposizioni, ha detto: «Quando la politica può gridare allo scioglimento, alle dimissioni e così via, non è più credibile».