Europa League, l’avversaria del Bologna nei playoff

Prende forma anche il tabellone di Europa League. Dopo la Champions, a Nyon sono stati sorteggiati anche gli accoppiamenti dei playoff della seconda competizione internazionale che si concluderà il 20 maggio a Istanbul nello stadio del Besiktas. Roma già qualificata agli ottavi grazie al pareggio per 1-1 in casa del Panathinaikos agguantato nei minuti finali, che ha permesso agli uomini di Gian Piero Gasperini di chiudere la fase campionato all’ottavo posto. Ai playoff invece il Bologna di Vincenzo Italiano, che ha chiuso il maxi girone battendo il Maccabi Tel-Aviv: troverà i norvegesi del Brann. In caso di passaggio del turno, agli ottavi potrebbe esserci il derby italiano: per i rossoblù ci saranno i giallorossi oppure i tedeschi del Friburgo. Ecco i playoff.

Europa League, tutti gli accoppiamenti dei playoff

Paok Salonicco – Celta Vigo

Lille – Stella Rossa

Panathinaikos – Viktoria Plzen

Fenerbahce – Nottingham Forest

Ludogorets – Ferencvaros

Celtic – Stoccarda

Brann – Bologna

Dinamo Zagabria – Genk

Europa League, l’avversaria del Bologna nei playoff
L’allenatore del Bologna Vincenzo Italiano (Ansa).

Mosca: «Tregua fino a domenica, lo ha chiesto Trump»

La Russia ha confermato che Donald Trump ha chiesto una sospensione dei bombardamenti su Kyiv fino a domenica 1° febbraio, con l’obiettivo di favorire condizioni più favorevoli per i negoziati di pace. A riferirlo è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Ria Novosti, che ha precisato come la richiesta riguardi esclusivamente la capitale ucraina. Intanto il ministero della Difesa russo ha annunciato la «liberazione» dei villaggi di Ternovatoye, nella regione di Zaporizhzhia, e di Berestok nell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass.

Le accuse di Mosca: «Kyiv risponde con i bombardamenti ai negoziati»

L’ambasciatore straordinario del ministero degli Esteri russo per i «crimini del regime di Kyiv», Rodion Miroshnik, ha accusato l’Ucraina di aver reagito a ogni iniziativa per la pace «con un aumento dei bombardamenti su obiettivi civili o nuovi attacchi terroristici». In conferenza stampa ha sottolineato che l’intensità degli attacchi e il numero di vittime civili «sono cresciuti in modo esponenziale e sono direttamente correlati all’intensificazione del processo di mantenimento della pace». Miroshnik non ha invece fatto alcun riferimento alla presunta tregua dei bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche ucraine, definita ieri dal presidente Usa come un risultato positivo del dialogo con Vladimir Putin.

Separatisti dell’Alberta a Washington, Carney: «Trump rispetti la sovranità del Canada»

Nuovo capitolo delle tensioni tra Stati Uniti e Canada. Alcuni esponenti del movimento separatista della provincia dell’Alberta – ricca di petrolio – avrebbero incontrato più volte funzionari statunitensi al Dipartimento di Stato: circostanza che ha provocato la reazione del premier canadese Mark Carney, il quale ha dichiarato di aspettarsi che il presidente Usa Donald Trump «rispetti la sovranità» del suo Paese. «Sono sempre molto chiaro su questo punto nelle mie conversazioni con lui. E poi passo a ciò che possiamo fare insieme», ha detto Carney.

Ci sono stati almeno tre incontri a Washington: la richiesta dei separatisti

Secondo fonti a conoscenza degli incontri colloqui, i leader dell’Alberta Prosperity Project (App), movimento di estrema destra che promuove l’indipendenza della provincia canadese, da aprile 2025 si sarebbero recato in almeno tre occasioni a Washington. «Gli Stati Uniti sono estremamente entusiasti di un’Alberta libera e indipendente», ha detto al Financial Times Jeff Rath, consulente legale dell’App, sostenendo di avere «un rapporto molto più solido» con l’Amministrazione Trump rispetto a quella di Carney. Secondo alcune fonti, l’App intende chiedere una linea di credito da 500 miliardi di dollari, destinata a sostenere finanziariamente l’Alberta nel caso in cui venisse approvato un referendum per l’indipendenza. Dal Dipartimento del Tesoro è arrivata in tal senso una smentita, anche se il segretario Scott Bessent ha definito l’Alberta «un partner naturale per gli Stati Uniti». Un portavoce del Dipartimento di Stato ha precisato che l’Amministrazione «incontra regolarmente esponenti della società civile» e «che non è stato assunto alcun impegno». Sulla stessa linea la Casa Bianca.

In Alberta tre residenti su dieci sono a favore della separazione

In tutto questo David Eby, premier della provincia della Columbia Britannica, ha accusato «tradimento» il gruppo di attivisti per l’indipendenza dell’Alberta che ha incontrato funzionari dell’Amministrazione Trump. Secondo recenti sondaggi Ipsos, circa tre residenti su dieci in Alberta e Quebec voterebbero a favore della separazione. A differenza da quanto successo in Quebec, però, il movimento indipendentista dell’Alberta non ha mai acquisito una vera trazione politica.

Champions League, i playoff: le avversarie di Inter, Juventus e Atalanta

La Champions League 2025/2026 entra nel vivo. Sorteggiati a Nyon gli accoppiamenti dei playoff, primi match a eliminazione diretta verso la finale di Budapest del 30 maggio. Tre le italiane impegnate con Atalanta, Inter e Juventus che giocheranno il ritorno in casa in quanto teste di serie. Non c’è il Napoli, 30esimo nella fase campionato dopo la sconfitta interna all’ultimo turno contro il Chelsea. Le gare di andata si giocheranno il 17 e il 18 febbraio, mentre i ritorni sono in programma una settimana dopo. Il 27 febbraio l’urna regalerà invece gli accoppiamenti dell’intero tabellone, con il possibile cammino dagli ottavi di finale fino all’ultimo atto. Ecco tutti i match delle italiane.

Champions League, tutti gli accoppiamenti dei playoff

Benfica – Real Madrid

Bodo/Glimt – Inter

Monaco – Paris Saint-Germain

Qarabag – Newcastle

Galatasaray – Juventus

Club Brugge – Atletico Madrid

Borussia Dortmund – Atalanta

Olympiacos – Bayer Leverkusen

I possibili ottavi di finale delle tre italiane

Bisognerà attendere il 27 febbraio per conoscere invece gli accoppiamenti degli ottavi di finale. Per le italiane tuttavia si prospetta un cammino piuttosto difficile che rischia di mettere sulla strada verso Budapest alcune delle favorite per la vittoria della coppa. Per l’Inter di Cristian Chivu ci potrebbero essere lo Sporting Lisbona, vera sorpresa di questa edizione della Champions, oppure il Manchester City di Pep Guardiola in quella che sarebbe la rivincita della finale 2023. Per quanto riguarda invece la Juventus di Luciano Spalletti, spauracchio inglese agli ottavi: i bianconeri rischiano di trovare una fra il Liverpool e il Tottenham, protagonista di una stagione a due facce tra Premier ed Europa. Ben più ostico il cammino dell’Atalanta: qualora dovesse superare i playoff, si troverebbe di fronte una tra Arsenal, dominatore della League Phase, e il Bayern Monaco, primo in Bundesliga.

Annullata la conferenza stampa alla Camera sulla remigrazione

È stata annullata la conferenza stampa alla Camera dei deputati organizzata per lanciare la raccolta firme per la proposta di legge sulla remigrazione, che avrebbe dovuto vedere esponenti di CasaPound tra i relatori. Alla vigilia dell’evento, le opposizioni avevano fatto capire che avrebbero ostacolato l’iniziativa («No ai fascisti alla Camera», aveva avvertito il Pd): a un’ora dall’inizio (previsto per le 11:30) la sala stampa è stata occupata da un gruppo di deputati delle opposizioni e ci sono stati momenti di tensione con il leghista Domenico Furgiuele, che l’aveva prenotata. A stretto giro la presidenza della Camera ha deciso di annullare tutte le conferenze stampa di oggi per ordine pubblico. Lorenzo Fontana, presidente della Camera, aveva definito «inopportuna» l’iniziativa, appellandosi «alla responsabilità e al rispetto delle istituzioni» e auspicando un ripensamento da parte di Furgiuele, il quale però aveva chiarito di non aver intenzione di «piegarsi alla sinistra».

Riforma giustizia, Nordio: «Blasfemo ritenere che mini l’indipendenza delle toghe»

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario alla Corte di Cassazione, ha respinto le accuse rivolte alla riforma della giustizia. «Sento il dovere istituzionale di ribadire che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l’indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile che oltre mezzo secolo fa, in un momento molto doloroso della Repubblica, mi indusse a far parte di quel nobile ordine al quale mi sento ancora di appartenere», ha dichiarato.

Riforma giustizia, Nordio: «Blasfemo ritenere che mini l’indipendenza delle toghe»
Pasquale D’Ascola (Imagoeconomica).

In ambito penale, Nordio ha spiegato: «Non ci siamo accaniti in una proliferazione dissennata di indiscriminati interventi persecutori, piuttosto abbiamo inteso colmare alcuni vuoti di tutela determinati da intollerabili forme di aggressività, di sopruso e di frode soprattutto verso i soggetti più deboli e da nuove forme di criminalità connesse all’uso improprio delle innovative tecnologie informatiche e dell’intelligenza artificiale». Parole del ministro che arrivano dopo quelle del primo presidente della Corte di Cassazione Pasquale D’Ascola, che ha richiamato il tema dell’autonomia: «La preoccupazione della magistratura è volta a garantire che resti effettiva l’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale», ha affermato, aggiungendo che «la sua autonomia e la sua indipendenza non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale».

Crans Montana, annullata la discesa libera: paura per Vonn a pochi giorni dai Giochi

Annullata la discesa libera di Crans Montana, ultima gara prima delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e tappa che quest’anno ricorda le vittime della tragedia di Capodanno. Nella prima mezz’ora sono arrivate al traguardo solamente tre atlete su sei, dopo che l’austriaca Nina Ortlieb (scesa con il pettorale numero uno), la norvegese Marte Monsen (pettorale tre, portata via in barella) e la fuoriclasse americana Lindsey Vonn (sesto pettorale) sono cadute rovinosamente. La troppa neve e la poca visibilità hanno spinto quindi gli organizzatori ad annullare la discesa. Non partiranno dunque Sofia Goggia, qui vincitrice per quattro volte, e Federica Brignone, che con il pettorale 16 voleva mettersi alla prova con la velocità prima dei Giochi olimpici.

Crans Montana, paura per Lindsey Vonn: come sta la campionessa

Dopo le abbondanti nevicate delle ultime ore, che avevano costretto già all’annullamento delle prove di giovedì 29 gennaio, la discesa libera è scattata attorno alle ore 10. L’austriaca Ortlieb, partita per prima, è tuttavia scivolata finendo contro le reti di protezione, senza riportare per fortuna gravi conseguenze. La prima a registrare un tempo è stata la francese Romane Miradoli, prima che la gara si fermasse per un’altra caduta, stavolta peggiore, della norvegese Monsen alla penultima porta: caduta a pochi metri dal traguardo, ha anche perso il casco ed è stata portata via in barella con delle vistose ferite sul volto. Dopo la discesa di Jacqueline Wiles e Corinne Suter è toccato alla fuoriclasse Vonn. L’americana è però scivolata in una curva in alto, finendo anche lei nelle reti. Rimessasi in piedi nonostante il dolore al ginocchio sinistro, è arrivata a valle sugli sci. Si teme un infortunio serio pochi giorni prima delle Olimpiadi, con cui spera di chiudere la sua leggendaria carriera.

Crans Montana, annullata la discesa libera: paura per Vonn a pochi giorni dai Giochi
Lindsey Vonn a Crans Montana (Ansa).

Per la prima volta l’Idf ammette oltre 71 mila vittime accertate a Gaza

L’esercito israeliano ha riconosciuto come attendibili i numeri del ministero della Salute di Gaza secondo cui 71.667 palestinesi sono stati uccisi durante la guerra iniziata dopo il 7 ottobre 2023. Lo scrive Haaretz. Secondo il ministero di Gaza, i morti accertati comprendono esclusivamente le persone uccise dal fuoco israeliano, escludendo chi è deceduto per fame o per malattie aggravate dal conflitto. L’ammissione da parte dell’esercito arriva dopo mesi in cui il governo israeliano aveva definito quei numeri inaffidabili, senza produrre dati alternativi e nonostante diverse organizzazioni internazionali avessero già esaminato le cifre considerandole attendibili.

Com’è stato calcolato il numero delle vittime accertate a Gaza

I numeri del ministero della Salute di Gaza sono stati calcolati attraverso un sistema di registrazione nominale. Oltre il 90 per cento dei morti è identificato con nome, data di nascita e numero di documento. Circa l’80 per cento delle informazioni proviene dagli obitori degli ospedali della Striscia. Il resto arriva dalle famiglie, ma solo dopo una verifica legale dei decessi. Il calcolo non distingue tra combattenti e civili, ma le stime delle organizzazioni internazionali indicano un’altissima percentuale di morti civli. Action on Armed Violence, con sede nel Regno Unito, ha stimato che per ogni combattente ucciso sarebbero morti circa cinque civili, il che implicherebbe che oltre l’80 per cento delle vittime siano civili.

Per la prima volta l’Idf ammette oltre 71 mila vittime accertate a Gaza
Il quartiere di Sheikh Radwan a Gaza City (Ansa).

Lancet stima oltre 100 mila morti

Nei primi mesi del conflitto sono emersi errori e duplicazioni, poi corretti con revisioni e cancellazioni di casi dubbi. Dopo questi aggiustamenti, ricercatori indipendenti non hanno riscontrato anomalie significative. Diverse analisi indicano però che il bilancio reale potrebbe essere più alto. Le stime ufficiali infatti non includono chi è morto per cause indirette, né i dispersi sotto le macerie. Studi accademici recenti, come quello di Lancet, suggeriscono che le vittime potrebbero superare le 100 mila.

Zelensky smentisce la “tregua energetica” annunciata da Trump

Non esiste un accordo ufficiale di cessate il fuoco sugli obiettivi energetici tra Ucraina e Russia. Lo ha detto Volodymyr Zelensky, spiegando che si tratta di un’iniziativa proposta dagli Stati Uniti e personalmente da Donald Trump e che al momento è «una possibilità», piuttosto che un vero e proprio accordo. Zelensky ha poi affermato che se Mosca interromperà gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina, Kyiv «in cambio si asterrà dal colpire i siti energetici russi».

Continuano gli attacchi: pioggia di dron russi nella notte

Nella notte intanto si sono verificati nuovi massicci attacchi russi. Mosca ha lanciato sul territorio ucraino un missile balistico Iskander-M e 111 droni d’attacco, tra cui Shahed, Gerbera, Italmas e velivoli di altri tipi, secondo quanto riferito dall’Aeronautica militare di Kyiv. Di contro, il ministero della Difesa russo ha comunicato l’abbattimento di 18 droni ucraini, precisando che cinque erano in volo sul territorio della Repubblica di Crimea, due sul Mar Nero, due nella regione di Rostov, uno nella regione di Astrakhan e uno nella regione di Kursk.

Australian Open 2026, Alcaraz batte i crampi e Zverev: è in finale

Una semifinale che resterà negli annali del tennis. Carlos Alcaraz e Alexander Zverev hanno dato vita a una partita incredibile sulla Rod Laver Arena, durata cinque ore e mezza (la semifinale più lunga di sempre nella storia del torneo) e intrisa di colpi di scena e ribaltamenti di fronte. Alla fine, sotto il sole cocente di Melbourne, l’ha spuntata lo spagnolo numero uno del mondo, capace di resistere ai crampi e alla rimonta del tedesco, che sotto due set a zero era riuscito a portare il match al quinto. Il punteggio recita 6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5. Grandi rimpianti per il 28enne di Amburgo, che ha avuto la possibilità di servire per la partita nel decimo gioco. Per il murciano invece sarà la prima finale in carriera agli Australian Open, unico torneo che gli manca per completare il Career Grand Slam. Incrocerà uno fra Jannik Sinner e Novak Djokovic.

Alcaraz dopo la vittoria: «Bisogna sempre credere in se stessi»

Stremato dal punto di vista fisico, Alcaraz non ha mai mollato mentalmente e lo ha testimoniato nell’intervista post-partita. «Credere. Credere sempre», ha detto il numero uno del mondo. «Dico sempre che bisogna credere in sé stessi, a prescindere dalle difficoltà che si stanno attraversando. Devi continuare a credere in te stesso in ogni momento. Stavo faticando a metà del terzo set. Dal punto di vista fisico è stata una delle partite più impegnative che abbia mai giocato nella mia giovane carriera. Mi ero già trovato in situazioni del genere, quindi sapevo cosa dovevo fare. Dovevo metterci il cuore e penso di esserci riuscito. Ho lottato fino all’ultimo punto. Sono estremamente orgoglioso del mio servizio e di come sono riuscito a rientrare nel match nel quinto set».

Alcaraz-Zverev, cronaca di una semifinale da libri di storia

Un match in cui c’è stato di tutto. Clima torrido, umidità alle stelle, battaglia di nervi e di resistenza, tifo da corrida e continui ribaltamenti di fronte. Ma anche dolore, coraggio, paura. Nonostante siamo ancora al primo torneo major della stagione, quella tra Alcaraz e Zverev è probabilmente già una delle partite dell’anno. L’iberico parte bene e ha una palla break nel settimo gioco, salvata dal tedesco che tuttavia nulla può nel suo turno al servizio successivo, quando cede la battuta e spalanca le porte all’avversario per il primo set chiuso 6-4. Intenso il secondo parziale, con il numero tre del mondo capace di portarsi avanti 4-2 e servizio salvo cedere la battuta proprio nel momento di chiudere il set. Equilibrato il tiebreak: fatale per Zverev il minibreak sul finale che manda Alcaraz avanti 2-0.

Il match sembra ormai indirizzato verso Murcia quando un imprevisto cambia tutto. Alcaraz soffre per un problema fisico, vomita e chiede aiuto al suo angolo e al fisioterapista. Una richiesta che fa imbestialire Zverev, che accusa il circuito di «proteggere e aiutare sempre questi ragazzi», riferendosi anche ai crampi di Sinner contro Spizzirri. Lo spagnolo prende una pastiglia e torna in campo, eppure cede il parziale sette punti a tre al tiebreak. Si arriva sul 6-6 anche nel quarto set dove Alcaraz va pure avanti 4-3 prima di regalare qualcosa con un errore di troppo: Zverev chiude stavolta 7-4. Due set pari e tutto in equilibrio.

Il quinto set

Per l’epilogo di un match epico non può esserci altro che il quinto set. Ed è il tedesco a passare avanti con un break in apertura confermandolo fino alla fine. O quasi. Sul 5-4 serve per il match ma Alcaraz si guadagna due break point con un’accelerazione di diritto prima di ristabilire l’equilibrio. Tutto da rifare e dopo cinque ore e 19 il punteggio dice 6-5 Alcaraz. Sasha serve per portare anche questo parziale al tiebreak, la Rod Laver Arena è una bolgia sui punti del suo avversario ma nei momenti clou sembra non respirare. Si va ai vantaggi: un dritto in corridoio di Zverev manda Alcaraz al match point, conquistato con un colpo da fenomeno. È la quindicesima vittoria al quinto set su 16 partite in carriera, la quarta finale Slam consecutiva.