Domenico Furgiuele, ovvero il deputato leghista che ha organizzato per il 30 gennaio la conferenza stampa a Montecitorio che servirà come lancio della raccolta firme per la proposta di legge sulla remigrazione e che vede esponenti di CasaPound tra i relatori, ha replicato al presidente della Camera Lorenzo Fontana. Quest’ultimo aveva definito «inopportuna» l’iniziativa, appellandosi «alla responsabilità e al rispetto delle istituzioni» e auspicando un ripensamento da parte di Furgiuele, dato che «la responsabilità di contenuti e ospiti delle conferenze stampa è unicamente in capo ai parlamentari proponenti».
La locandina della conferenza (via Facebook).
Furgiuele: «Il centrosinistra ha paura delle iniziative dei cittadini»
«Fontana fa il suo mestiere, non mi ha mai fatto sconti, è mio amico e, in passato, mi ha anche dato dei giorni di sospensione. Ribadisco che questa è una mia iniziativa: quella di ascoltare dei cittadini», ha detto Furgiuele raggiunto al telefono dall’Ansa, confermando che la conferenza stampa si farà: «Non mi piegherò a un centrosinistra che si riempie la bocca di democrazia salvo poi spaventarsi di fronte alle iniziative dei cittadini».
Achille Lauro torna a Sanremo. Non in gara – e si sapeva – bensì nelle vesti di co-conduttore al fianco di Carlo Conti eLaura Pausini in occasione della seconda serata delle kermesse, quella del 25 febbraio. Lo ha annunciato il direttore artistico del Festival, durante il Tg1 delle 20.
Le partecipazioni di Achille Lauro al Festival di Sanremo
L’anno scorso Achille Lauro era in gara con Incoscienti giovani. L’esordio dell’artista all’Ariston risale al 2019, con Rolls Royce. Nel 2020 la partecipazione con Me ne frego. Nel 2021 il ritorno a Sanremo, ma come super ospite in tutte le serate del Festival. Nel 2022 è stato poi di nuovo in gara con Domenica.
La situazione del Le Constellation a livello di sicurezza era «probabilmente già nota al Comune ben prima dell’incendio del primo gennaio 2026». Lo hanno scritto le tre pm che stanno conducendo l’indagine, nel provvedimento di una ventina di pagine con cui hanno respinto la richiesta del municipio di Crans-Montana di costituirsi parte civile.
Cosa hanno scritto le pm
Dopo aver elencato le varie colpe dei proprietari e gestori del locale, le magistrate del Canton Vallese hanno scritto che «ci sono inoltre motivi per ritenere che il Comune abbia mancato al suo dovere di far rispettare le varie norme a lui incombenti per salvaguardare la vita e l’integrità fisica degli avventori» e che «tali mancanze potrebbero essere attribuite sia ai dipendenti che ai membri attuali ed ex membri del consiglio comunale». Le pm hanno poi rimproverato all’Amministrazione di Crans-Montana di essersi «limitata a elencare diverse violazioni del diritto edilizio, senza spiegare alcun nesso causale tra queste e i reati perseguiti e senza tentare di dimostrare la veridicità delle violazioni». E poi, soprattutto: «Il Comune non spiega perché l’eventuale disattivazione dell’uscita di sicurezza del seminterrato costituirebbe un problema strutturale di interesse edilizio e probabilmente non aveva adottato alcuna misura repressiva in merito alle presunte violazioni delle norme edilizie che ora riscontra, sebbene la situazione gli fosse probabilmente già nota ben prima dell’incendio del primo gennaio 2026».
Muro di Lega e Forza Italia sul possibile utilizzo dei fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto per riparare i danni del ciclone Harrynel Sud Italia, compresa la frana che si è verificata a Niscemi. «Sono fondi bloccati. Si possono fare ponti e ricostruire le strade senza bloccare le opere e le ferrovie. In caso di eventi disastrosi con il ponte si può intervenire più facilmente e arrivare più facilmente a prestare soccorso», ha dichiarato Matteo Salvini, leader della Lega e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, respingendo dunque l’ipotesi sul tavolo, spinta dalle opposizioni: «Abbiamo quasi 30 miliardi di cantieri aperti in Sicilia, li blocchiamo? Troveremo i fondi che servono per Sicilia, Calabria e Sardegna, ma senza bloccare le scuole, gli ospedali, i ponti, le gallerie, la Tav, il tunnel del Brennero».
Case distrutte sul lungomare di Mascali – Catania – dopo il passaggio del ciclone Harry (Ansa).
Tajani: «Ci sono tante proposte all’esame del governo»
«Forza Italia vuole che il Ponte sullo Stretto diventi una delle grandi opere destinate a favorire la crescita di Calabria, Sicilia e di tutta l’Italia. I fondi previsti per la realizzazione non dovranno essere tagliati ed utilizzati per risarcire i danni del maltempo», ha detto Antonio Tajani, segretario azzurro e ministro dell’Interno: «Ci sono tante proposte in proposito che verranno esaminate dal governo. Quella di utilizzare i fondi del ponte ci trova contrari». Successivamente, Tajani ha spiegato che lL’Italia chiederà l’aiuto del Fondo europeo di solidarietà per danni del ciclone Harry.
.@forza_italia vuole che il Ponte sullo Stretto diverti una delle grandi opere destinate a favorire la crescita di Calabria,Sicilia e di tutta l’Italia. I fondi previsti per la realizzazione non dovranno essere tagliati ed utilizzati per risarcire i danni del maltempo .Ci sono…
Vladimir Putin ha accettato la richiesta di Donald Trump di sospendere per una settimana gli attacchi sull’Ucraina, visto il drastico calo delle temperature nei prossimi giorni. Lo ha annunciato lo stesso presidente Usa. Fonti dell’ufficio presidenziale ucraino avrebbero confermato ufficiosamente che la tregua, concordata con gli americani, è stata discussa ad Abu Dhabi. Ma non ci sono conferme sul cessate il fuoco di una settimana. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si è limitato a dire di non poter commentare la notizia.
Vladimir Putin (Ansa).
Non è chiaro se si tratti di una tregua energetica o meno
«A causa del freddo estremo, ho chiesto personalmente al presidente Putin di non aprire il fuoco su Kyiv e le altre città per una settimana durante questo periodo e lui ha accettato di farlo. E devo dire che è stato molto bello». Quella che si potrebbe prospettare (e che forse è già iniziata) sarebbe però una “tregua energetica”. Eventuali raid contro le centrali ucraine, infatti, complicherebbero ulteriormente la fornitura dei servizi di riscaldamento e elettricità, che già riscontra criticità. L’annuncio di Trump, peraltro, segue a stretto giro l’allarme lanciato da Volodymyr Zelensky per nuovi attacchi russi alle centrali elettriche.
Volodymyr Zelensky (Ansa).
Le temperature potrebbero scendere fino a -30 gradi
Per quanto riguarda le rigide temperature in arrivo, secondo il Centro Idrometeorologico Ucraino tra il primo e il 3 febbraio potrebbero scendere di notte fino a -30 gradi in alcune parti del Paese. Dove i problemi relativi alle forniture abbondano. L’amministrazione comunale di Kyiv, per fare un esempio, ha denunciato che 613 condomini della città sono al momento senza riscaldamento. Per sostenere il sistema energetico ucraino, la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti hanno stanziato altri 50 milioni di euro alla società energetica statale ucraina Naftogaz. Il sostegno totale dell’Ue per gli acquisti di gas di emergenza destinati all’Ucraina per l’inverno 2025-2026 è di 977 milioni di euro.
La prossima tornata di colloqui ad Abu Dhabi sul possibile accordo per la risoluzione del conflitto in Ucraina – che si terrà il primo febbraio – non vedrà la partecipazione di una delegazione statunitense. Niente trilaterale, dunque, ma “solo” un bilaterale tra le delegazioni di Mosca e Kyiv. Lo ha dichiarato il consigliere presidenziale russo Yury Ushakov. «È così che americani e ucraini si sono accordati tra loro: tenere un contatto bilaterale a un livello inferiore», ha affermato in un’intervista, rispondendo alle domande sul motivo per cui Steve Witkoff, inviato speciale della Casa Bianca, e Jared Jushner, genero di Donald Trump, questa volta non prenderanno parte ai colloqui negli Emirati Arabi Uniti.
I ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno trovato un’intesa per la designazione a livello Ue del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica come organizzazione terroristica. «La repressione non può restare senza risposta. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina», ha scritto su X Kaja Kallas, alto rappresentante per gli Affari esteri e la sicurezza Ue, sottolineando che la designazione porrà i pasdaran «sullo stesso piano di Daesh, Hamas, Hezbollah e al-Qaeda». La proposta di Antonio Tajani al Consiglio Affari Esteri dell’Ue di inserire i Guardiani della rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche aveva portato le autorità iraniane a convocare Paola Amadei, ambasciatrice italiana a Teheran.
Repression cannot go unanswered.
EU Foreign Ministers just took the decisive step of designating Iran’s Revolutionary Guard as a terrorist organisation.
Any regime that kills thousands of its own people is working toward its own demise.
Il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di imporre misure restrittive nei confronti di 15 persone e sei entità per gravi violazioni dei diritti umani in Iran e al sostegno militare fornito alla Russia contro l’Ucraina. Le misure sono state imposte nei confronti di 15 persone e sei entità. Tra esse Eskandar Momeni, ministro dell’Interno e capo del Consiglio di sicurezza nazionale, Mohammad Movahedi-Azad, procuratore generale, e Iman Afshari, giudice presidente. E poi comandanti del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, alti ufficiali della polizia e delle forze di sicurezza.
«Accolgo con favore l’accordo politico sulle nuove sanzioni contro il regime omicida iraniano e sulla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come organizzazione terroristica. Era dovuto da tempo. “Terrorista” è proprio il nome con cui si definisce un regime che soffoca nel sangue le proteste del proprio popolo. L’Europa è al fianco del popolo iraniano nella sua coraggiosa lotta per la libertà», ha scritto su X Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue.
I welcome the political agreement on new sanctions against the murderous Iranian regime
And on the designation of the Islamic Revolutionary Guard Corps as a terrorist organisation.
This was long overdue.
« Terrorist » is indeed how you call a regime that crushes its own…
Il ministro degli Esteri iraniano: «Grave errore strategico»
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato l’Europa di contribuire all’escalation delle tensioni regionali, definendo un «grave errore strategico» l’inserimento dei pasdaran nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche.
La conferenza stampa in programma il 30 gennaio a Montecitorio sul tema della “remigrazione” accende la polemica. La capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, ha chiesto di fermare l’iniziativa promossa dal deputato della Lega Domenico Furgiuele: «Saranno presenti gruppi estremisti che si richiamano al fascismo e al nazismo, come i Nazi-skin», sottolineando come sui social degli organizzatori compaiano anche messaggi violenti, tra cui «la remigrazione la otterremo con le buone o con le cattive». Secondo l’esponente dem si tratta di «parole inaccettabili per chi pretende spazio nelle sedi democratiche» e per questo rivolge un appello al capogruppo leghista Riccardo Molinari affinché «convinca il deputato del suo gruppo a fare un passo indietro e impedisca questa grave offesa alle istituzioni». Braga aggiunge inoltre: «Sarebbe un grave precedente che il gruppo della Lega non dovrebbe sottovalutare: il Parlamento non può diventare una tribuna per ideologie fondate sull’odio e sulla violenza».
Per capire bene questa storia bisogna partire dall’avvio della procedura di privatizzazione della compagnia di bandiera, iniziata nel 2021 ed entrata nel vivo nel 2022, che ha visto l’ex amministratore delegato Fabio Lazzerini opporsi all’arrivo di Lufthansa, che in quella fase partecipava all’operazione con Msc.
Fabio Lazzerini (foto Imagoeconomica).
Nonostante il governo Draghi si fosse dimostrato interessato a questa opzione, indicando di approfondirla, Lazzerini si fece portabandiera di una seconda proposta arrivata da un fondo del tutto sconosciuto, Certares, cercando di ostacolare con tutti i mezzi possibili l’accordo con Lufthansa.
Spiati dirigenti e anche organi di stampa, tra cui Lettera43
Ingaggiò addirittura una società di spionaggio aziendale, la Bit4law, che mise sotto controllo i computer di chi lavorava a questo dossier delicato, anche attraverso una serie di dipendenti d’accordo con lui, come la sua ex segretaria Emiliana Limosani, messa proprio da Lazzerini a capo di Volare, il collega interno del dipartimento IT Giulio Brantl e l’ex capo del personale Domenico Galasso.
Emiliana Limosani (foto Imagoeconomica).
Furono così monitorati non solo i vertici aziendali, ma anche i giornali e le agenzie di stampa che seguivano la privatizzazione e interloquivano con Ita. Il tutto per dirottare anche le comunicazioni pubbliche a favore di Lazzerini e della sua pista alternativa a Lufthansa. Ci sono state intercettazioni non autorizzate verso esponenti del Corriere della Sera, del Sole 24 Ore, di Milano Finanza, di LaPresse, e anche di Lettera43, tutte documentate presso la magistratura.
Le denunce dei manager e i ricorsi arrivati al Garante della Privacy
Nell’ottobre 2022 il caso è deflagrato dopo la chiusura della trattativa con Lufthansa e le denunce di tutti i dirigenti oggetto di intercettazioni illegali che Lazzerini aveva illecitamente allontanato dall’azienda. Durante i processi è emersa in modo evidente, come si evince dagli atti pubblici, l’attività di spionaggio, e davanti alla possibilità di perdere le cause – ma soprattutto la poltrona – è entrato in gioco il Garante della Privacy.
All’ente guidato da Stanzione sono arrivati infatti tutti i ricorsi, ben documentati, che dimostravano l’attività portata avanti dall’ex ad di Ita Airways. Con il conseguente rischio concreto di cospicui risarcimenti agli ex dipendenti, oltre che di una multa verso la compagnia.
Davanti a questo scenario, Lazzerini, tramite il data protection officer della compagnia aerea Stefano Aterno, socio dello studio E-lex del componente del collegio del Garante, Guido Scorza, si è attivato per omaggiare le tessere Volare, nel loro livello massimo “Executive”, e lo ha fatto grazie a Emiliana Limosani.
Stefano Aterno in una foto del 2016 (Imagoeconomica).
Per la legge i regali agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro
Ogni tessera, come detto, ha un valore di 6 mila euro annui, ed è stata regalata a ciascuno dei quattro commissari da marzo 2023 a dicembre 2025 con la promessa di rinnovarla ulteriormente: quindi oltre 2 anni per più di 12 mila euro a testa. Un totale di circa 50 mila euro per il Garante della Privacy, spesa autorizzata da Lazzerini stesso fuori da tutti i processi aziendali. Tutto questo nonostante la legge stabilisca che gli omaggi agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro. Ma ai protagonisti di questa vicenda probabilmente non è importato. Eppure da un lato siamo di fronte a un amministratore delegato che lavorava per un’azienda di Stato, dall’altro ci sono quattro commissari esponenti delle istituzioni.
Le tessere Ita Volare Executive.
Il Garante aveva inizialmente archiviato il procedimento
In prima battuta questa mossa aveva prodotto gli effetti desiderati dall’ex ad; infatti, in maniera del tutto illogica e inaspettata, il Garante ha archiviato il procedimento, motivando la sua decisione con il fatto che per quella vicenda era già stata interessata l’autorità giudiziaria. Ma le cause del lavoro sono andate avanti e la compagnia le ha perse, visto che il giudice ha dichiarato l’illegittimità dei licenziamenti, ritenendo inutilizzabili le comunicazioni acquisite in violazione della normativa sulla privacy.
Il ribaltamento della decisione e la cacciata di Lazzerini
Contestualmente i dirigenti hanno fatto ricorso contro la decisione del Garante della Privacy e il tribunale di Roma ha dato loro ragione, ordinando al Garante di pronunciarsi sulla legittimità dell’acquisizione della corrispondenza. A quel punto il Garante è stato costretto a interessarsi nuovamente al caso. E questo è avvenuto esattamente quando Lazzerini è stato licenziato dal ministero dell’Economia a seguito di diverse spese e pratiche irregolari emerse dal 2021 al 2023. Il tutto si è intrecciato con l’arrivo di Lufthansa, che grazie al favore del governo Meloni ha acquistato il 49 per cento di Ita Airways.
Paolo Quaini (foto Imagoeconomica).
Subito dopo sono arrivati i licenziamenti del direttore del personale Domenico Galasso e del responsabile legale, Paolo Quaini, oltre a una serie di provvedimenti che hanno coinvolto tutte le figure citate. Il resto è storia recente, con l’emersione di ciò che sta accadendo attorno alle accuse di spese pazze del Garante.