Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro

C’è una domanda che in certi corridoi circola con insistenza. Ed è la seguente: cosa ci ha guadagnato Ita Airways a regalare le tessere Volare con status “Executive”, pari a circa 6 mila euro annui e comprensive di tutti i massimi benefici possibili durante i voli della società, ai quattro commissari del Garante della Privacy? Parliamo del contestato presidente Pasquale Stanzione, di Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia (il primo a finire nel mirino della polemica politica) e Guido Scorza, indagati per peculato e corruzione nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma. Su di loro pesano le accuse di spese pazze lievitate del 46 per cento tra il 2021 e il 2024, tra cui appunto anche le card Ita, con condotte che gli inquirenti hanno definito «disinvolte» e «offensive del decoro dell’ente».

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro

Per capire bene questa storia bisogna partire dall’avvio della procedura di privatizzazione della compagnia di bandiera, iniziata nel 2021 ed entrata nel vivo nel 2022, che ha visto l’ex amministratore delegato Fabio Lazzerini opporsi all’arrivo di Lufthansa, che in quella fase partecipava all’operazione con Msc.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Fabio Lazzerini (foto Imagoeconomica).

Nonostante il governo Draghi si fosse dimostrato interessato a questa opzione, indicando di approfondirla, Lazzerini si fece portabandiera di una seconda proposta arrivata da un fondo del tutto sconosciuto, Certares, cercando di ostacolare con tutti i mezzi possibili l’accordo con Lufthansa.

Spiati dirigenti e anche organi di stampa, tra cui Lettera43

Ingaggiò addirittura una società di spionaggio aziendale, la Bit4law, che mise sotto controllo i computer di chi lavorava a questo dossier delicato, anche attraverso una serie di dipendenti d’accordo con lui, come la sua ex segretaria Emiliana Limosani, messa proprio da Lazzerini a capo di Volare, il collega interno del dipartimento IT Giulio Brantl e l’ex capo del personale Domenico Galasso.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Emiliana Limosani (foto Imagoeconomica).

Furono così monitorati non solo i vertici aziendali, ma anche i giornali e le agenzie di stampa che seguivano la privatizzazione e interloquivano con Ita. Il tutto per dirottare anche le comunicazioni pubbliche a favore di Lazzerini e della sua pista alternativa a Lufthansa. Ci sono state intercettazioni non autorizzate verso esponenti del Corriere della Sera, del Sole 24 Ore, di Milano Finanza, di LaPresse, e anche di Lettera43, tutte documentate presso la magistratura.

Le denunce dei manager e i ricorsi arrivati al Garante della Privacy

Nell’ottobre 2022 il caso è deflagrato dopo la chiusura della trattativa con Lufthansa e le denunce di tutti i dirigenti oggetto di intercettazioni illegali che Lazzerini aveva illecitamente allontanato dall’azienda. Durante i processi è emersa in modo evidente, come si evince dagli atti pubblici, l’attività di spionaggio, e davanti alla possibilità di perdere le cause – ma soprattutto la poltrona – è entrato in gioco il Garante della Privacy.

Davanti a questo scenario, Lazzerini, tramite il data protection officer della compagnia aerea Stefano Aterno, socio dello studio E-lex del componente del collegio del Garante, Guido Scorza, si è attivato per omaggiare le tessere Volare, nel loro livello massimo “Executive”, e lo ha fatto grazie a Emiliana Limosani.

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Stefano Aterno in una foto del 2016 (Imagoeconomica).

Per la legge i regali agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro

Ogni tessera, come detto, ha un valore di 6 mila euro annui, ed è stata regalata a ciascuno dei quattro commissari da marzo 2023 a dicembre 2025 con la promessa di rinnovarla ulteriormente: quindi oltre 2 anni per più di 12 mila euro a testa. Un totale di circa 50 mila euro per il Garante della Privacy, spesa autorizzata da Lazzerini stesso fuori da tutti i processi aziendali. Tutto questo nonostante la legge stabilisca che gli omaggi agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro. Ma ai protagonisti di questa vicenda probabilmente non è importato. Eppure da un lato siamo di fronte a un amministratore delegato che lavorava per un’azienda di Stato, dall’altro ci sono quattro commissari esponenti delle istituzioni.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Le tessere Ita Volare Executive.

Il Garante aveva inizialmente archiviato il procedimento

In prima battuta questa mossa aveva prodotto gli effetti desiderati dall’ex ad; infatti, in maniera del tutto illogica e inaspettata, il Garante ha archiviato il procedimento, motivando la sua decisione con il fatto che per quella vicenda era già stata interessata l’autorità giudiziaria. Ma le cause del lavoro sono andate avanti e la compagnia le ha perse, visto che il giudice ha dichiarato l’illegittimità dei licenziamenti, ritenendo inutilizzabili le comunicazioni acquisite in violazione della normativa sulla privacy.

Il ribaltamento della decisione e la cacciata di Lazzerini

Contestualmente i dirigenti hanno fatto ricorso contro la decisione del Garante della Privacy e il tribunale di Roma ha dato loro ragione, ordinando al Garante di pronunciarsi sulla legittimità dell’acquisizione della corrispondenza. A quel punto il Garante è stato costretto a interessarsi nuovamente al caso. E questo è avvenuto esattamente quando Lazzerini è stato licenziato dal ministero dell’Economia a seguito di diverse spese e pratiche irregolari emerse dal 2021 al 2023. Il tutto si è intrecciato con l’arrivo di Lufthansa, che grazie al favore del governo Meloni ha acquistato il 49 per cento di Ita Airways.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Paolo Quaini (foto Imagoeconomica).

Subito dopo sono arrivati i licenziamenti del direttore del personale Domenico Galasso e del responsabile legale, Paolo Quaini, oltre a una serie di provvedimenti che hanno coinvolto tutte le figure citate. Il resto è storia recente, con l’emersione di ciò che sta accadendo attorno alle accuse di spese pazze del Garante.