La situazione del Le Constellation a livello di sicurezza era «probabilmente già nota al Comune ben prima dell’incendio del primo gennaio 2026». Lo hanno scritto le tre pm che stanno conducendo l’indagine, nel provvedimento di una ventina di pagine con cui hanno respinto la richiesta del municipio di Crans-Montana di costituirsi parte civile.
Cosa hanno scritto le pm
Dopo aver elencato le varie colpe dei proprietari e gestori del locale, le magistrate del Canton Vallese hanno scritto che «ci sono inoltre motivi per ritenere che il Comune abbia mancato al suo dovere di far rispettare le varie norme a lui incombenti per salvaguardare la vita e l’integrità fisica degli avventori» e che «tali mancanze potrebbero essere attribuite sia ai dipendenti che ai membri attuali ed ex membri del consiglio comunale». Le pm hanno poi rimproverato all’Amministrazione di Crans-Montana di essersi «limitata a elencare diverse violazioni del diritto edilizio, senza spiegare alcun nesso causale tra queste e i reati perseguiti e senza tentare di dimostrare la veridicità delle violazioni». E poi, soprattutto: «Il Comune non spiega perché l’eventuale disattivazione dell’uscita di sicurezza del seminterrato costituirebbe un problema strutturale di interesse edilizio e probabilmente non aveva adottato alcuna misura repressiva in merito alle presunte violazioni delle norme edilizie che ora riscontra, sebbene la situazione gli fosse probabilmente già nota ben prima dell’incendio del primo gennaio 2026».
