Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario alla Corte di Cassazione, ha respinto le accuse rivolte alla riforma della giustizia. «Sento il dovere istituzionale di ribadire che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l’indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile che oltre mezzo secolo fa, in un momento molto doloroso della Repubblica, mi indusse a far parte di quel nobile ordine al quale mi sento ancora di appartenere», ha dichiarato.

In ambito penale, Nordio ha spiegato: «Non ci siamo accaniti in una proliferazione dissennata di indiscriminati interventi persecutori, piuttosto abbiamo inteso colmare alcuni vuoti di tutela determinati da intollerabili forme di aggressività, di sopruso e di frode soprattutto verso i soggetti più deboli e da nuove forme di criminalità connesse all’uso improprio delle innovative tecnologie informatiche e dell’intelligenza artificiale». Parole del ministro che arrivano dopo quelle del primo presidente della Corte di Cassazione Pasquale D’Ascola, che ha richiamato il tema dell’autonomia: «La preoccupazione della magistratura è volta a garantire che resti effettiva l’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale», ha affermato, aggiungendo che «la sua autonomia e la sua indipendenza non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale».
