Separatisti dell’Alberta a Washington, Carney: «Trump rispetti la sovranità del Canada»

Nuovo capitolo delle tensioni tra Stati Uniti e Canada. Alcuni esponenti del movimento separatista della provincia dell’Alberta – ricca di petrolio – avrebbero incontrato più volte funzionari statunitensi al Dipartimento di Stato: circostanza che ha provocato la reazione del premier canadese Mark Carney, il quale ha dichiarato di aspettarsi che il presidente Usa Donald Trump «rispetti la sovranità» del suo Paese. «Sono sempre molto chiaro su questo punto nelle mie conversazioni con lui. E poi passo a ciò che possiamo fare insieme», ha detto Carney.

Ci sono stati almeno tre incontri a Washington: la richiesta dei separatisti

Secondo fonti a conoscenza degli incontri colloqui, i leader dell’Alberta Prosperity Project (App), movimento di estrema destra che promuove l’indipendenza della provincia canadese, da aprile 2025 si sarebbero recato in almeno tre occasioni a Washington. «Gli Stati Uniti sono estremamente entusiasti di un’Alberta libera e indipendente», ha detto al Financial Times Jeff Rath, consulente legale dell’App, sostenendo di avere «un rapporto molto più solido» con l’Amministrazione Trump rispetto a quella di Carney. Secondo alcune fonti, l’App intende chiedere una linea di credito da 500 miliardi di dollari, destinata a sostenere finanziariamente l’Alberta nel caso in cui venisse approvato un referendum per l’indipendenza. Dal Dipartimento del Tesoro è arrivata in tal senso una smentita, anche se il segretario Scott Bessent ha definito l’Alberta «un partner naturale per gli Stati Uniti». Un portavoce del Dipartimento di Stato ha precisato che l’Amministrazione «incontra regolarmente esponenti della società civile» e «che non è stato assunto alcun impegno». Sulla stessa linea la Casa Bianca.

In Alberta tre residenti su dieci sono a favore della separazione

In tutto questo David Eby, premier della provincia della Columbia Britannica, ha accusato «tradimento» il gruppo di attivisti per l’indipendenza dell’Alberta che ha incontrato funzionari dell’Amministrazione Trump. Secondo recenti sondaggi Ipsos, circa tre residenti su dieci in Alberta e Quebec voterebbero a favore della separazione. A differenza da quanto successo in Quebec, però, il movimento indipendentista dell’Alberta non ha mai acquisito una vera trazione politica.