La conferenza stampa di Wong fa litigare Italia e Cina

Il collegamento video dell'attivista di Hong Kong fa irritare Pechino. Che definisce «irresponsabili» i parlamentari che l'hanno organizzato. La Farnesina: «Ingerenza inaccettabile».

Duro botta e risposta tra Italia e Cina su Hong Kong. Al centro del contendere, la conferenza stampa in collegamento video tenuta il 28 novembre dall’attivista e volto delle manifestazioni pro-democrazia nell’ex colonia Joshua Wong. Una conferenza che ha irritato non poco Pechino. «Wong ha distorto la realtà, legittimato la violenza e chiesto l’ingerenza di forze straniere negli affari di Hong Kong», ha dichiarato l’ambasciata cinese in un tweet. «I politici italiani che hanno fatto la videoconferenza con lui hanno tenuto un comportamento irresponsabile».

Pronta la replica della Farnesina. «Dichiarazioni quali quelle rese dal portavoce dell’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma sono del tutto inaccettabili e totalmente irrispettose della sovranità del parlamento italiano», hanno dichiarato fonti della Farnesina sentite dall’Ansa, spiegando che all’ambasciatore cinese a Roma è stato espresso «forte disappunto per quella che è considerata una indebita ingerenza nella dialettica politica e parlamentare italiana».

LA CONFERENZA STAMPA ORGANIZZATA DA FDI E RADICALI

La conferenza stampa di Wong, tenuta nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, è stata organizzata da Fratelli d’Italia e dal Partito Radicale e promossa dal senatore di FdI e vicepresidente del Copasir, Adolfo Urso, da Laura Harth, rappresentante del Partito Radicale presso l’Onu, e da Giulio Terzi di Sant’Agata, diplomatico e già ministro degli Esteri nel governo Monti. Sono intervenuti, tra gli altri, anche i parlamentari Enrico Aimi (Forza Italia) e Valeria Fedeli (Partito Democratico).

La Via della Seta non è altro che una strategia della Cina per influenzare i Paesi

Joshua Wong

Tra le altre cose, nel suo collegamento Wong ha accusato l’Italia di fornire alla polizia di Hong Kong mezzi per la «repressione» dei manifestanti; al tempo stesso, ha messo in guardia il governo di Roma, invitandolo a «stare attento in particolare al progetto Belt and Road Inititative, la Via della Seta. Non è altro che una strategia della Cina per influenzare i Paesi».

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