
Nessuna volontà di abbandonare la bambina, ma anzi quella di portarla in Italia. Così in una nota gli avvocati della coppia piemontese al centro del caso della bambina nata in Ucraina da madre surrogata chiariscono la posizione dei propri assistiti. Un dietrofront dunque dopo che la donna in Procura a Novara aveva spiegato di non essersi riuscita a occupare della piccola che non sentiva sua.
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